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Nanocubi per identificare precocemente Alzheimer e Parkinson

Il metodo innovativo utilizza nanocristalli d’argento che, attivati con luce laser, consentono di individuare anche minime tracce molecolari di malattie neurodegenerative. Lo ha messo a punto un team, guidato dall’Ifac-Cnr di Firenze, e formato da ricercatori dell’Imm-Cnr di Catania, dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Università di Saratov (Russia). Lo studio è stato pubblicato su Acs Nano

 

Grazie a una tecnica innovativa è possibile identificare l’‘impronta digitale’ di proteine e biomarcatori quando sono ancora presenti in minime tracce, riuscendo così a effettuare una diagnosi precoce di malattie neurodegenerative, quali l’Alzheimer e il Parkinson. A metterla a punto, un team di ricercatori dell’Istituto di fisica applicata (Ifac-Cnr), in collaborazione con i colleghi dell’Istituto di microelettronica e microsistemi (Imm-Cnr), del Dipartimento di chimica e scienze geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Università statale di Saratov (Russia). La ricerca è stata pubblicata su Acs Nano.

 

Human Connectome Project: Surface-based morphometry reveals the neuroanatomical basis of the five-factor model of personality

Studiare la 'forma' del nostro cervello può fornirci sorprendenti indizi sulla nostra personalità. La scoperta, pubblicata su Social Cognitive and Affective Neuroscience, è di un gruppo di ricerca internazionale che coinvolge l’Ibfm-Cnr, l’Università di Tor Vergata e l’Università Magna Graecia

In uno studio pubblicato sulla rivista scientifica 'Social Cognitive and Affective Neuroscience', un team internazionale di ricercatori provenienti da Italia, Regno Unito e Usa (Luca Passamonti - Università di Cambridge e Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche Ibfm-Cnr; Nicola Toschi - Università Tor Vergata di Roma; Roberta Riccelli - Università Magna Græcia di Catanzaro; Antonio Terracciano - Università della Florida) ha analizzato più di 500 risonanze magnetiche cerebrali ottenute nell’ambito di 'Human Connectome Project', un’iniziativa statunitense di grandi dimensioni che ha l’obiettivo di mappare il funzionamento e la struttura del cervello umano. Nello specifico, i ricercatori hanno studiato le differenze anatomiche della corteccia cerebrale in più di 500 individui sani attraverso l’uso di tre indici: lo spessore, l’area ed il grado di girificazione o 'ripiegamento' corticale (in altre parole da quante 'fessure' e 'rigonfiamenti' è caratterizzata la superficie cerebrale). Il principale scopo dello studio era valutare come ognuna di queste misure, che caratterizzano la struttura delle diverse aree cerebrali, fosse collegata ai cinque principali tratti di personalità.

 

La musica che ci emoziona velocizza la memoria

L’esperimento ha dimostrato che il ricordo di volti sconosciuti funziona meglio se in sottofondo c’è una musica che ci prende emotivamente. Lo studio dell’Università di Milano-Bicocca è stato pubblicato su Nature Scientific Reports.

 

Milano, 22 ottobre 2015 – Più veloci e efficienti a ricordare se in sottofondo c’è musica emotivamente toccante. È il risultato di un esperimento condotto dall’Università di Milano-Bicocca i cui risultati sono stati appena pubblicati su Nature Scientific Reports (“The effect of background music on episodic memory and autonomic responses: listening to emotionally touching music enhances facial memory capacity”, doi:10.1038/srep15219, autori Alice Mado Proverbio, Valentina Lozano Nasi, Laura Alessandra Arcari, Francesco De Benedetto, Matteo Guardamagna, Martina Gazzola e Alberto Zani, quest’ultimo dell’Istituto di Bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr).

 

Le slot machine con sembianze umane fanno perdere più soldi

Umanizzare le macchine da gioco porta a incrementare le giocate fino al 50% e a perdere maggiori somme di denaro. La ricerca, condotta da un team del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, è stata pubblicata sul Journal of Experimental Psychology: Applied.

Milano, 21 settembre 2015 - Percepire una slot machine come un essere umano pensante porta le persone a giocare più a lungo e conseguentemente a maggiori perdite economiche: è il risultato di uno studio condotto da un team di ricerca formato da Paolo Riva, Simona Sacchi e Marco Brambilla del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e pubblicato sull’ultimo numero del Journal of Experimental Psychology: Applied.

 

Sette note per migliorare la capacità motoria delle persone colpite da ictus

Eseguire la scala musicale utilizzando una tastiera può aiutare la riabilitazione motoria nelle persone colpite da ictus. È il risultato di uno studio dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Istituto Auxologico italiano IRCCS pubblicato sulla rivista Journal of Neuropsychology.

 

Milano, 7 luglio 2015 – La musica può servire per aiutare le persone colpite da ictus a riacquistare le capacità motorie. Lo dimostra uno studio dell’Università di Milano-Bicocca, condotto in collaborazione con l’Istituto Auxologico Italiano-IRCCS, pubblicato su Journal of Neuropsychology (Improving left spatial neglect through music-scale playing DOI:10.1111/jnp.12078)

 

Non solo orecchio. I musicisti professionisti hanno neuroni specchio specializzati

I musicisti professionisti sono in grado riconoscere automaticamente se un gesto musicale corrisponde perfettamente ad un suono, anche se sono distratti da altri compiti, grazie ai neuroni specchio audiovisuomotori, scoperti per la prima volta da uno studio dell’Università di Milano-Bicocca appena pubblicato su Scientific Reports.

 

Milano, 4 settembre 2014 – Il cervello di musicisti professionisti, che hanno studiato approfonditamente uno strumento musicale (si stima: dopo circa 10.000 ore di esercizio) e hanno interiorizzato in modo raffinato il collegamento tra gesto e suono, risponde in maniera automatica all’incongruenza tra un gesto musicale ed il suono che viene prodotto, se l’abbinamento non è perfetto.

 

Alzheimer, il progetto NAD Bicocca vince il Best Project Award

Il premio, consegnato ieri sera ad Atene nel corso della Industrial Technologies 2014 Conference, è assegnato ai migliori progetti di ricerca dei programmi quadro dell’UE. Già a marzo il presidente della Commissione Europea Barroso, ha citato il progetto di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca tra le success story in occasione dell’ultimo Consiglio Europeo. Buono il “consuntivo” dell’Ateneo nel 7° Programma Quadro con 66 progetti vinti per oltre 21 milioni di finanziamento.

Milano, 11 aprile 2014 – Il progetto NAD (Nanoparticles for therapy and diagnosis of Alzheimer Disease) dell’Università di Milano-Bicocca ha ricevuto ieri sera ad Atene il Best Project Award nella categoria progetti completati e si è  classificato secondo tra i migliori progetti del 7° Programma Quadro. Il premio, viene assegnato a tre finalisti per ciascuna delle due categorie (completati e in corso) ai migliori progetti tra quelli dei programmi quadro dell’Unione Europea nel campo delle tecnologie industriali. I criteri di selezione sono, per i progetti completati, i risultati ottenuti di ricerca e in campo commerciale e, per i progetti in corso, i risultati di ricerca. Il premio è stato consegnato al  professor Massimo Masserini,  ordinario di biochimica nel Dipartimento di Scienze della Salute e responsabile scientifico del progetto NAD, nel corso della Industrial Technologies 2014 Conference (Foto: Clara de la TORRE Director Research and Innovation Directorate, DG Research and Innovation, European Commission, consegna il premio a Massimo Masserini).

 

Ansia, una questione di sesso… e geni

Che le donne siano per natura più ansiose non è solo un preconcetto culturale: la dimostrazione scientifica arriva dall’Isn-Cnr di Catanzaro, in collaborazione con l’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma. Alla base di questa predisposizione sembrerebbe esserci una variante del gene 5-Httlpr implicato nella regolazione della serotonina. La ricerca è stata pubblicata su Social Cognitive and Affective Neuroscience

L’ansia è una normale emozione, che tutti gli esseri umani provano, e ha la funzione fondamentale di segnalare situazioni pericolose o spiacevoli, mediante le modificazioni fisiologiche prodotte dall’adrenalina che entra in circolo nel sangue. Entro certi livelli, dunque, l’ansia è necessaria in quanto ci consente di affrontare situazioni temute e stressanti. Se però supera certi limiti, può diventare anche la base per lo sviluppo di disturbi quali attacchi di panico e fobie. Negli ultimi anni le moderne neuroscienze hanno dimostrato che esiste una certa predisposizione nell’essere ansiosi: in particolare, una variante del gene 5-Httlpr, che regola l’espressione della serotonina, causa al soggetto portatore un aumento della quantità di questo neurotrasmettitore, capace di modulare i comportamenti emotivi.

 

L’opera d’arte piace di più dopo la stimolazione elettrica del cervello

L’apprezzamento delle opere d’arte figurative aumenta dopo la stimolazione elettrica anodica a bassa intensità della corteccia dorso laterale prefrontale sinistra. Lo rivela uno studio dell’Università di Milano-Bicocca appena pubblicato sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience.

 

Milano, 4 novembre 2013 – Il grado di apprezzamento di un’opera d’arte può aumentare a seguito di una stimolazione elettrica a bassa intensità della corteccia dorso laterale prefrontale sinistra, sede della valutazione estetica. È la conclusione alla quale sono arrivati i ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca che hanno pubblicato uno studio sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience.

 

Lo studio (The world can look better: enhancing beauty experience with brain stimulation doi:10.1093/scan/nst165) coordinato da Zaira Cattaneo, ricercatore di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica nel dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca e presso il Brain Connectivity Center-IRCCS Mondino di Pavia e realizzato con il contributo di Carlotta Lega, dottoranda in Psicologia presso l’ateneo milanese, Albert Flexas, Enric Munar, Camilo J. Cela-Conde dell’Università delle Isole Baleari e Marcos Nadal dell’Università di Vienna, rientra nel campo della neuro estetica, branca delle neuroscienze che si occupa di studiare i correlati neurali alla base dell'apprezzamento estetico.

 

Neuroni specchio, ricerca dell’Università di Milano-Bicocca premiata a Pechino

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Tre ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca hanno scoperto che il cervello reagisce analogamente alla visione di uno stimolo tattile e allo stimolo tattile diretto. La Organization for Human Brain Mapping li premia come autori del migliore articolo scientifico del 2011 pubblicato sulla rivista Human Brain Mapping.

Milano 7 Giugno 2012 -  Nadia Bolognini, Angelo Maravita  e Angela Rossetti, del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca verranno premiati a Pechino il 10 Giugno in occasione del 18° raduno annuale della Organization for Human Brain Mapping. Il loro articolo "Seeing Touch In The Somatosensory Cortex: A TMS Study Of The Visual Perception Of Touch” è stato selezionato come migliore articolo scientifico del 2011 pubblicato su Human Brain Mapping, prestigiosa rivista nel campo delle Neuroscienze.

 

 

Musica e dolore cronico

Le persone sofferenti di dolore cronico sono moltissime nel mondo, 15 milioni solo in Italia. Si tratta di una patologia assai seria cui si rimedia in massima parte con i farmaci, che però, purtroppo, non sono del tutto efficaci, senza contare gli effetti collaterali che producono, i costi piuttosto elevati e l’abuso che spesso ne fa il malato.

Chi ne è affetto lo sa bene: il dolore si protrae oltre il normale decorso di una malattia qualunque o molto al di là del tempo di guarigione previsto, fino a non scomparire più.

A provocare il dolore cronico possono esserci diverse cause: diabete, sclerosi multipla, interventi chirurgici, ernie discali, dolenze facciali (come la nevralgia del trigemino), lombosciatalgie, emicranie, con la complicanza che, a differenza di quello acuto, il cronico è un dolore che non ha un’utilità, ossia non è un segnale d’allarme ma solo il perdurare di una sofferenza fisica che compromette seriamente la qualità della vita.

Soffrire di dolore cronico, infatti, porta inevitabilmente ad una serie di cambiamenti fisici e psicologici importanti, come l’immobilità (a volte talmente prolungata da procurare il decubito), la dipendenza dai medicinali, l’inabilità al lavoro, l’isolamento sociale, l’ansia, la paura, la depressione, la fragilità psicologica, tutti fattori che possono solo peggiorare una patologia che è già grave di per sé, così che alla fine il malato si lascia andare rinunciando a condurre una vita normale ed autonoma. 

 
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Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

 

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