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Articolo pubblicato il 06-06-2005
Margherita Hack
professore emerito, Università di Trieste

Supplemento Numero 16 - Anno 2
06 Giugno 2005





La legge 40 sulla fecondazione assistita è una legge che ci riporta ai tempi di Galileo
È importante votare il 12 e il 13 giugno e conoscere il significato dei quattro referendum


La legge 40 sulla fecondazione assistita è una legge che ci riporta ai tempi di Galileo, quando i dogmi della Chiesa pretendevano di cancellare le realtà scientifiche, documentate dalle osservazioni e dagli esperimenti; è una legge liberticida che si oppone alle legittime aspirazioni dei cittadini che hanno bisogno di avvalersi dei progressi della scienza, e che pretende di imporre la morale cattolica a credenti e non credenti, è una legge antiscientifica perché impedisce la ricerca sulle cellule staminali embrionali che promette straordinari sviluppi per combattere malattie terribili come la sclerosi a placche, l’Alzheimer, il morbo di Parkinson, il diabete, è una legge classista perché chi ha mezzi può farsi curare all’estero e chi non li ha deve subire questa legge violenta e assurda. Papa e gerarchie ecclesiastiche si proclamano difensori della vita, mentre difensori della vita sono proprio coloro che si oppongono a questa legge, reclamando il diritto alla ricerca e a far nascere bambini sani.

Il primo referendum riguarda la ricerca scientifica. Proibendo la ricerca sulle cellule staminali embrionali si protegge un grumo di cellule che potrebbe, una volta fecondato e impiantato in un utero diventare un essere umano, ma che per ora è soltanto un grumo di cellule, sacrificando le speranze di guarigione di milioni di persone. Perciò occorre votare SI alla cancellazione di questo inumano divieto.

Il secondo referendum riguarda i limiti che rendono difficile il successo della fecondazione assistita e rendono il processo penoso e pericoloso per la salute della donna. Alla fecondazione assistita possono ricorre coppie sterili o coppie che hanno malattie genetiche che potrebbero trasmettere ai figli. La legge stabilisce che si possono impiantare solo tre ovuli per non congelare quelli eccedenti. Ora il numero di ovuli da impiantare deve essere deciso dal medico e dipende dall’età e dalle condizioni fisiche della donna. Non può essere deciso per legge. Inoltre non ottenere ovuli eccedenti congelati significa costringere la donna, in caso di insuccesso, a sottoporsi a nuovi penosi cicli di trattamento, con possibili danni per la sua salute. Ecco perché occorre votare SI alla cancellazione di questo antiscientifico e inumano divieto.

Il terzo referendum equipara i diritti del concepito a quelli di una persona completa come la donna. Vieta di controllare se l’embrione è portatore di gravi malattie. Eventualmente si potrà poi ricorrere all’aborto terapeutico. Da qui l’assurdo: se l’embrione ha l’anima, il feto ha meno anima? O si vuol rimettere in discussione la legge 194 sull’interruzione di gravidanza? Inoltre alla donna è proibito cambiare idea. Una volta prodotti gli embrioni, la donna deve accettarli. Se rifiuta la porteranno in manette davanti ai giudici? Ecco perché occorre votare SI alla cancellazione di questa norma crudele e assurda.

Il quarto referendum riguarda la fecondazione eterologa. Se uno dei due membri della coppia ha una malattia genetica, in tutti i paesi e anche in Italia prima di questa legge, si poteva ricorrere alla donazione di una persona estranea alla coppia: gameti se il donatore è un uomo o ovociti se la donatrice è una donna. Oggi questo è proibito. Come se un bambino adottato da una coppia fosse per questo meno figlio di uno nato dalla coppia stessa. O come se la fecondazione eterologa fosse paragonabile all’adulterio che 40 anni fa era reato ed era punito più gravemente per la donna. I più anziani ricorderanno il caso della “dama bianca” di Fausto Coppi messa in carcere per la sua relazione adulterina col campione. Ecco perché occorre votare SI alla cancellazione di questa norma retrograda.

Trieste, 1 giugno 2005


Autore: Margherita Hack


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