Breaking News:
  • Registrati

Scienzaonline

Scienze Naturali

Mars e Nestlé fanno un passo importante per proteggere i nostri oceani, cosa aspettano gli altri colossi dell’industria ittica?

E-mail Stampa

Trasbordo di tonno in mare aperto, Oceano Indiano.


Grazie alle richieste dei consumatori, Mars e Nestlé – le due più grandi compagnie al mondo di cibo per animali – hanno deciso di prendere provvedimenti affinché nei loro prodotti non arrivi pesce catturato con attività che danneggiano il mare e i diritti di chi vi lavora. Proprio in questi giorni, le due compagnie si sono infatti impegnate a eliminare dalle proprie filiere di produzione una pratica controversa, quella dei trasbordi in alto mare, che permette ai pescherecci di trasferire le proprie catture ad altre navi in mare aperto – lontane da ogni tipo di controllo – e di continuare cosi a pescare per mesi senza tornare mai in porto. I trasbordi sono spesso associati a pesca illegale, traffici di pinne di squalo e, purtroppo, anche a gravi violazioni dei diritti umani dei lavoratori, letteralmente “intrappolati” a bordo dei pescherecci, come denunciato da Greenpeace Southeast Asia.

 

I macachi comprendono le relazioni di parentela

E-mail Stampa

Questi primati hanno una visione oggettiva delle relazioni sociali che legano i loro simili e sono in grado di riconoscere rango sociale e relazioni famigliari. Una ricerca dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e del Deutsches Primatenzentrum di Gottinga mostra come acquisiscano queste competenze e i vantaggi che ne traggono. Lo studio è pubblicato su Royal Society Open Science. L’osservazione di un gruppo di macachi evidenzia che i due cardini della loro organizzazione sociale sono la gerarchia di dominanza e le relazioni di parentela. Queste ultime, in particolare, determinano in larga parte la rete delle interazioni sociali, sia amichevoli, sia aggressive. Essere in grado di riconoscere le relazioni di parentela che legano altri individui, potrebbe quindi aiutare questi primati ad affrontare con successo il loro complesso mondo sociale.

 

I nuovi inquinanti minacciano i cuccioli dell’orso polare

E-mail Stampa

 

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca ha scoperto che il rischio rappresentato dai contaminanti organici persistenti (POP) è mille volte superiore alla soglia di sicurezza per i cuccioli di orso polare che si nutrono di latte contaminato. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Environmental Toxicology and Chemistry” della casa editrice statunitense Wiley.

 

Milano, 5 gennaio 2017 – Gli inquinanti minacciano la salute dei cuccioli dell’orso polare. Nell’ecosistema artico il rischio è quasi inesistente per i pesci, relativamente basso per le foche, molto elevato per gli orsi polari e drammatico per i loro cuccioli. Dato che alcune di queste sostanze inquinanti si accumulano nei grassi e il latte di mamma orsa è particolarmente grasso, il rischio per i cuccioli è di tre ordini di grandezza superiore alla soglia di sicurezza: in altre parole, almeno 1.000 volte di più.

 

SZN: presentato il progetto vincitore per la ristrutturazione del corpo centrale della ex biblioteca

E-mail Stampa

Domani Inaugurazione dell’Anno della Ricerca 2017 con la Plenary Lecture del Premio Nobel Tim Hunt.

Sossio De Vita, giovane architetto partenopeo, è il vincitore del concorso internazionale bandito per selezionare un progetto di ricostruzione dei una parte dello storico edificio che ospita la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. L’annuncio è stato dato questa mattina presso la Sala Conferenze Donato Marino. L’iniziativa, realizzata con il supporto di Fondazione Inarcassa, braccio operativo sui temi della professione di Inarcassa, rappresenta un’occasione importante per condividere una progettualità architettonica che avrà una notevole importanza sulla vita di Napoli e dei suoi cittadini.

 

Zanzare e terrorismo psicologico: cui prodest?

E-mail Stampa

L’Italia è la più grande consumatrice di insetticidi in Europa: oltre che essere largamente utilizzati nelle attività agricole, grandi quantità di essi vengono diffuse, da Enti pubblici e privati, nelle aree fortemente antropizzate, per contrastare i cosiddetti “insetti molesti”.

Come giustificazione di questo costante e ripetuto avvelenamento del territorio, nelle Ordinanze dei Comuni frequentemente si cita Aedes albopictus in quanto potenziale vettore di malattie, quali Chikungunya e Dengue, e Culex pipiens come vettore di West Nile Virus.

 

Vanessa io e l’ortica: un kit didattico per allevare farfalle e contribuire alla loro salvaguardia

E-mail Stampa

L’idea nasce in Emilia-Romagna dove il Museo del cielo e della terra offre a grandi e piccini l’opportunità di osservare da vicino la metamorfosi della farfalla e sostenere così progetti di ripopolamento di questi meravigliosi insetti oggi in pericolo di estinzione

“La farfalla
cambia dimora sul salice
ad ogni soffio di vento”.
Matsuo Basho (1644-1694)

Questo delicato haiku di Basho evoca tutta l’impalpabile leggerezza della farfalla che, simile ad un fiore in movimento, si stacca dal suo stelo e si lascia dolcemente cullare dal vento.

La farfalla fa la sua prima comparsa sulla Terra già nel Cretaceo, oltre 100 milioni di anni fa. Incisioni di farfalle su grandi dischi d’oro ornavano le tombe regali di Micene come simbolo dell’immortalità dell’anima e gli antichi Greci designavano la farfalla con il nome ψυχή (psyche), che in greco vuol dire appunto “anima”.

 

Zanzare: si possono prevenire le punture?

E-mail Stampa
(2 voti, media 4.00 di 5)

Fra poco sarà primavera, la stagione in cui la Natura, con l’aiuto della luce e del tepore del sole, si risveglia. Le giornate saranno più lunghe e, dopo il letargo invernale, germoglieranno i bulbi fioriti, le foglie torneranno sui rami, i giardini si riempiranno di colori e gli orti di sapori. Uscendo dalle comode tane in cui si sono protette dal freddo, si riaffacceranno all’aperto anche molte creature, e torneranno a farsi vivi gli insetti, tra i quali, purtroppo, anche le fastidiose zanzare.

Superfluo dire che sono utili anch’esse (sono fonte di sopravvivenza per altre specie), perché l’antipatia nei loro confronti è totale e generale. Per difendersi dalle loro punture si è infatti disposti ad usare, sia sul corpo che nell’ambiente, prodotti chimici repellenti e insetticidi che, come ora sta avvisando la scienza: http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/quaderni/ambiente-societa/Quad_AS_10_15_ProfilassiAntiZanzare.pdf fanno più male alla salute di qualche ponfo provocato da questi insetti.

Ma la bella notizia è che sì, le punture di ogni specie di zanzara e di altri fastidiosi insetti possono essere prevenute. La Dr.ssa Laura Cavalli farmacista, e l’erborista Miriam Baroni, di Zea Centro Studi, ci hanno rivelato come farlo, suggerendoci alcuni efficaci ed economici metodi naturali:

 

Segnalazione di Craspedacusta sowerbyi Lankester,1880 in un invaso del Pisano

E-mail Stampa
(3 voti, media 5.00 di 5)

Riassunto
Si segnala il rinvenimento di un raro idrozoo, Craspedacusta sowerbyi Lankester, 1880, in uno
stagno in Località Pardossi, Pontedera, Pisa.

Abstract
We report the discovery of a rare idrozoo, Craspedacusta sowerbyi Lankester, 1880, in a pond in Pardossi location, Pontedera, Pisa.
Introduzione
All’inizio del mese di Giugno 2012 in un lago per pesca sportiva in località Pardossi Pontedera Pisa  veniva notata da alcuni pescatori la presenza di numerose piccole meduse della grandezza di 2-3 cm., pulsanti in prossimità della superficie. L’esame degli esemplari ha rivelato che si trattava dell’ Idrozoo, Craspedacusta Sowerbyi Lankester, 1880, specie cosmopolita che però risulta molto rara nelle acque interne Italiane . Le poche segnalazioni sono riferite alle località: 2002 Lago della Svizzera Parco dei boschi di Carrega (Parma), 2006 Lago di Gussola (Cremona), 2006 Lago di Alsiero (Como), 2011 Lago della Cassiana Calenzano Firenze.
 

Piccoli mostri della Foresta! Scoperte 33 nuove specie di formiche.

E-mail Stampa
(1 voto, media 5.00 di 5)

Un biologo dell'Università dello Utah ha identificato 33 nuove specie di formiche predatori nell'America Centrale e nella Zona dei Caraibi. Molte di queste specie osservate al microscopio o una lente sono realmente mostruose e per tale motivo sono state identificate con i nomi di alcuni degli antichi Dei e demoni Maya.

Jack Longino, entomologo e biologo spiega "Tali specie sono mostruose viste sotto un microscopio, la loro testa è una sorta di scudo, gli occhi ridotti e piccoli ai lati e hanno mascelle feroci irte di denti aguzzi per colpire le loro prede! Sembrano una sorta di Alien in miniatura e questo le rende per me  interessanti e divertenti".

In uno studio pubblicato lunedì 29 luglio 2013, all'interno della rivista Zootaxa, Longino descrive ed identifica 14 nuove specie del genere Eurhopalothrix, e le distingue dalle altre 14 specie già conosciute dalla scienza. Il nome del genere deriva dal greco "dai capelli a forma di clava" e si pronuncia (you-row-pal-oh-thrix). In un'altro studio in pubblicazione Longino identifica altre 19 specie (rispetto alle 15 già esistenti), appartenenti al genere Octostruma (che si pronuncia oct-oh-strew-ma), il nome del genere significa che le antenne sono formate da otto segmenti.

 

 

Milano-Bicocca scopre una nuova specie di corallo in Polinesia francese

E-mail Stampa
(1 voto, media 5.00 di 5)

La scoperta è avvenuta nell’atollo di Gambier. L’ha realizzata Francesca Benzoni, biologa dell’Ateneo, nell’ambito della spedizione scientifica internazionale Tara Oceans. “Scoperta importante per la conoscenza della biodiversità dei coralli”.

Milano, 30 luglio 2013 – Echinophyllia tarae: si chiama così la nuova specie di corallo scoperta nell’atollo di Gambier (Polinesia francese) dalla spedizione scientifica internazionale Tara Oceans, che dal 2009 al 2012 ha sondato, studiato e analizzato per la prima volta a livello globale la vita microscopica marina negli oceani.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Zookeys (Echinophyllia tarae sp. n. (Cnidaria, Anthozoa,Scleractinia), a new reef coral species from the Gambier Islands, French Polynesia), è stata realizzata da Francesca Benzoni, ricercatrice del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università di Milano-Bicocca, che, all’interno della spedizione, ha coordinato e condotto gli studi sulla diversità dei coralli e il loro stato di salute.

La nuova specie di coralli (vedi gallery fotografica) è la prima specie descritta come risultato della spedizione Tara Oceans: appartenente al genere Echinophyllia, è un corallo duro, si sviluppa in colonie tra i 5 e i 20 metri di profondità, ed era finora noto solamente nell’arcipelago di Gambier.

 

 

PIPISTRELLI: scienza e zanzare

E-mail Stampa

Non sono più considerati gli aiutanti di streghe e demoni. Il fatto che si impiglino tra i capelli e non si stacchino più, è solo una leggenda medioevale. Non portano sfortuna, anzi ora tutti desiderano ospitarne qualche famigliola vicino casa. Insomma, in questi ultimi tempi, in Italia, i pipistrelli non fanno più paura.
Il miracolo è avvenuto per merito del Gruppo di lavoro “Un pipistrello per amico” del Museo di Storia Naturale di Firenze, che dal 2006 diffonde corrette informazioni sui chirotteri e la loro utilità, per salvaguardarli ed evitarne il rischio di una imminente estinzione. Negli ultimi decenni, infatti, si sta verificando una continua diminuzione di questi mammiferi volanti dovuta principalmente all’espansione umana, che ha modificato gli ambienti naturali, privando i pipistrelli dei loro rifugi. E’stato inoltre incrementato l’uso di pesticidi e insetticidi che avvelenano acque e insetti, concentrandosi negli animali che bevono quelle acque e predano quegli insetti. I pipistrelli sono particolarmente sensibili a questo accumulo di veleni e continuamente le loro popolazioni ne vengono decimate.
Dal letargo invernale, sempre più spesso, molti “topolini volanti” non si svegliano  più.

Per approfondire l’argomento, abbiamo interpellato il dr. Paolo Agnelli della Sezione di Zoologia "La Specola" del  Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze, il museo scientifico più antico d'Europa, che il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena fondò nel 1775.

- Dr. Agnelli, grazie all’ iniziativa del Vostro Gruppo, in Italia c’è attualmente una enorme richiesta di BAT BOX, le ormai famose casette per dare un rifugio ai pipistrelli, che avete contribuito a diffondere. Come sta procedendo la sperimentazione?

-  E’ oggi  più attiva che mai. Ogni anno raccogliamo i dati delle persone che collaborano alla nostra ricerca (quest’anno abbiamo i dati di circa 1.000 bat box), scegliamo i più accurati e li elaboriamo per capire quali siano i parametri costruttivi e di posizionamento che favoriscono la colonizzazione delle bat box da parte dei pipistrelli.
Si tratta di un lavoro complicato i cui risultati sono spesso difficili da interpretare; dopotutto i pipistrelli sono animali abilissimi nell’adattarsi e nel corso dell’anno si ritrovano ad avere una serie di necessità decisamente molto variabili, per cui ogni informazione sulla colonizzazione delle bat box è per noi di grande importanza.

 

Il Museo di storia naturale di Venezia si ripresenta al pubblico con un allestimento multisensoriale

E-mail Stampa

Ospitato all’interno del monumentale edificio del Fondaco dei Turchi, il Museo di storia naturale di Venezia si ripresenta al pubblico con un allestimento multisensoriale profondamente rinnovato: per un museo inteso non più solo come luogo di raccolta, conservazione e valorizzazione di un patrimonio di grande rilevanza scientifica e culturale, ma anche, e soprattutto, come grande contenitore di suggestioni e sensazioni.
Un museo delle emozioni, quindi, un luogo magico e speciale, unico ed irripetibile, tra immagini, immaginario ed immaginazione, in grado di riunire livello conoscitivo, livello emozionale e livello esperienziale nell’ambito di un unico grande racconto culturale, per un percorso espositivo immersivo tra luci ed ombre, chiari e scuri, suoni e microsuoni, immagini fisse e in movimento, materiali, finiture, forme e colori, che coinvolgono ed avvolgono lo spettatore guidandolo via via sulle tracce del mistero dell’origine della vita, del mostruosamente grande, dell’infinitamente piccolo e dell’immensamente antico degli organismi preistorici, della sete di conoscenza ed avventura dei grandi esploratori veneziani, fino all’emozionante confronto interattivo con le infinite variazioni sul tema del rapporto tra forma e funzione che caratterizza il mondo naturale in tutta la sua ricchezza e complessità.

 

Al bioparco sono nati due canguri

E-mail Stampa

Nuove nascite al Bioparco: nel recinto australiano sono venuti alla luce due piccoli di canguro nano (Canguro di Bennet).
Uno dei due fa di tanto in tanto capolino dal marsupio della mamma, l’altro ha compiuto i primi passi in questi giorni. Per la loro giovane età ancora non è possibile sapere se sono maschi o femmine.

Il recinto australiano del Bioparco è un esempio di exhibit misto, dove convivono tre femmine e due maschi di canguro, insieme a 3 emù (uccelli simili agli struzzi) e 2 oche di Capo Berren.
 

Così scappa lo scarafaggio

E-mail Stampa

Che direzione dovremmo prendere per sfuggire agli attacchi di un predatore che potremmo incontrare nuovamente? Scappare nella direzione opposta potrebbe sembrare la soluzione ottimale. Però questo comportamento, a lungo andare, diventerebbe prevedibile e dunque potrebbe agevolare il predatore stesso. Non sarebbe allora meglio fuggire in direzioni casuali, per generare la massima imprevedibilità? Certo, ma solo a patto di escludere fra le direzioni casuali quella che porta verso il predatore.

 

 

WANTED: Anoplophora chinensis o glabripennis

E-mail Stampa

Nome: Anoplophora
cognome: chinensis o glabripennis
nazionalità: asiatica
statura: 25 mm il maschio, 35 mm la femmina
costituzione: robusta
occupazione: lavorazione del legno
segni particolari: lunghe antenne blu
osservazioni: è pericolosissimo e fa parte di una organizzazione dedita alla distruzione dei boschi
RICERCATO, VIVO O MORTO!


Se lo vedi segnalalo immediatamente ai seguenti recapiti:
840000001 (solo da telefono fisso, 1 scatto alla risposta)
0269967001 (da cellulari costo in base all’operatore telefonico) Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Il tuo contributo può salvare molte piante della Lombardia”.

 

 

 

Lo Zoosafari di Fasano tra scienza e divertimento

E-mail Stampa

Gli zoo sono strutture molto antiche. Già 2000 anni fa si possono registrare i primi tentativi in Cina ed Egitto, mentre in Grecia e nell’antica Roma furono frequenti i “serragli” (zoo ambulanti, simili a quelli delle imprese circensi). Gli scopi di queste prime collezioni di animali esotici non erano didattici o scientifici e spesso rappresentavano ostentazioni di potere o serbatoi di materiale vivo da far combattere nelle arene. Le strutture zoologiche moderne si svilupparono in Europa verso la metà del 1800, ma solo nel 1907 nella periferia di Amburgo nacque il primo zoo senza gabbie, in cui gli animali venivano ospitati in piccoli habitat naturali con piante, rocce e fossati, al fine di riprodurre il loro ambiente naturale.

 

Scienziati analizzeranno un esemplare sotto formaldeide che sembra un Drago!

E-mail Stampa

Trovato un cucciolo di Drago a Londra!

Un essere che assomiglia fortemente ai mitologici Draghi verrà analizzato tramite biopsia per scoprire se è un'abile burla o realmente la scoperta del primo rappresentante di una nuova specie, i Draghi!

La notizia è apparsa sul Times di Londra, l'autorevole quotidiano della capitale inglese, con tanto di foto scioccanti del piccolo essere sotto formaldeide.

La storia nasce dal fatto che un signore di nome David Hart, nipote di Frederick Hart, un tempo facchino del Museo di Storia Naturale di Londra, rimettendo ordine tra le vecchie cianfrusaglie dello zio non più in vita, trova il barattolo con il piccolo di drago.

Ora, gli scienziati increduli, hanno già appurato che la storia del signor David Hart è comprovata da incartamenti del Museo di Storia Naturale di Londra, che l'oggetto in questione risale al 1890, e che fu inviato da scienziati Tedeschi agli Inglesi.

Dato il contesto storico dell'epoca, che vedeva i tedeschi in forte rivalità con gli inglesi, gli scienziati dell'epoca pensarono ad una burla per screditarli, ed accantonarono l'essere sotto formaldeide regalandolo infine al signor Frederick Hart, che allora era impiegato nel museo.

Passano 100 anni ed infine il cucciolo di drago, ancora perfettamente conservato salta fuori regalando un'emozione non a poche persone!

Ora si attendono i risultati della biopsia che verrà effettuata sull'essere per stabilire se sia organico o inorganico!

Alcuni testimoni che hanno potuto visionare il reperto asseriscono che se l'essere è una burla, è fatto realmente bene e che da vicino, non si riesce a distinguere se è vero o falso!

Autore: Nicola Cosanni
 

VISITA LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

LAVORI IN CORSO

LAVORI IN CORSO - Nuovo sistema di gestione in collaudo
VI PREGHIAMO DI SCUSARCI PER I DISAGI
STIAMO IMPORTANDO IL DATABASE DI
TUTTI GLI ARTICOLI DI SCIENZAONLINE
DAL 2003 AD OGGI

SCIENZAONLINE.COM

  • Ultime News
  • News + lette
Il Grafene, il nano-materiale che migliorerà la nostra vita

Il Grafene, il nano-materiale che...

2010-11-23 00:00:00

Musicolor

Musicolor

2009-02-18 00:00:00

I Della Robbia e la storia della terracotta invetriata

I Della Robbia e la storia della...

2009-03-18 00:00:00

Giovanni Papi - Prata Caelestia

Giovanni Papi - Prata Caelestia

2009-11-17 00:00:00

Autorizzazioni

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew 
Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

 

Hot Topic

Ultimi Commenti

X

.

Pubblica il tuo Articolo

Hai scritto un Articolo scientifico? Inviaci il tuo articolo, verrà valutato e pubblicato se ritenuto valido! Fai conoscere la tua ricerca su Scienzaonline.com!

Ogni mese la nostra rivista è letta da + di 50'000 persone

Information

Information

Ultime News

Redazione

Contatta la Redazione di Scienzaonline.com per informazioni riguardanti la rivista
Pagina Contatti

Questo sito utilizza cookie per implementare la tua navigazione e inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information