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Due anni di neve sull’Antartide non pareggiano vent’anni di perdita

Alessia Di Gioacchino 06 Ott 2026


Fra luglio 2021 e aprile 2023 la calotta antartica ha guadagnato circa 695 miliardi di tonnellate di massa. Uno studio su Nature lega quella neve a un mare caldo dall’altra parte del pianeta. Dal 2003 al 2024 la calotta ha perso in media 140,5 miliardi di tonnellate l’anno.


Su una fascia di costa dell’Antartide orientale, fra la Terra della Regina Maria e la Terra di Wilkes, la neve cade più del solito per quasi due anni. In orbita i satelliti GRACE-FO misurano la gravità della Terra. Quando il ghiaccio cresce, la gravità sopra di esso aumenta di poco. Fra luglio 2021 e aprile 2023 i satelliti vedono l’intera calotta antartica crescere di circa 695 miliardi di tonnellate.
Lo studio è uscito su Nature il 19 agosto 2026, ad accesso aperto. Lo firmano sette autori. Il primo è Yunhe Wang, l’ultimo è Eric J. Steig dell’Università di Washington, a Seattle. Il comunicato dell’Accademia cinese delle scienze è stato ripreso da ScienceDaily il 6 settembre.


Il guadagno va letto contro la serie lunga. Dal 2003 al 2024 la calotta antartica ha perso in media 140,5 miliardi di tonnellate l’anno, con un’incertezza di 2. La perdita viene soprattutto dall’Antartide occidentale, dove l’oceano scioglie i ghiacciai dal basso. Anche negli anni del guadagno l’Antartide occidentale ha continuato a perdere ghiaccio. Gli autori scrivono che fra il 2021 e il 2024 il bilancio netto del continente è rimasto vicino allo zero.
Il guadagno di 695 miliardi di tonnellate è il più grande registrato in 22 mesi da quando esistono queste misure, cioè in circa vent’anni. Circa due terzi, 470 miliardi di tonnellate, stanno nella fascia fra la Terra della Regina Maria e la Terra di Wilkes. Lì la precipitazione cumulata è salita di 351 miliardi di tonnellate sopra la norma, secondo la rianalisi ERA5. Una rianalisi ricostruisce il tempo passato combinando un modello con le osservazioni. Due modelli regionali del clima danno quasi la stessa cifra. La carota di ghiaccio di Law Dome, nell’Antartide orientale, segue la stessa variazione di neve negli anni in comune.


La causa sta lontano. Fra il Pacifico occidentale e l’Oceano Indiano orientale si trova la piscina calda tropicale, una delle zone di mare più calde del pianeta. Dal 2021 al 2023 la sua superficie si è scaldata per più anni di fila. Il calore ha messo in moto un treno di onde di Rossby, grandi ondulazioni della circolazione atmosferica che viaggiano verso i poli. Sopra l’Antartide orientale si è piazzata un’alta pressione. Il flusso d’aria ha spinto verso la costa l’umidità raccolta soprattutto sull’Oceano Indiano alle medie latitudini. Gli autori hanno seguito il percorso con esperimenti su due modelli atmosferici e con un modello che marca il vapore secondo il mare d’origine.

 

 

Antartide, luglio 2021–aprile 2023: guadagno di massa dell’intera calotta misurato dai satelliti GRACE-FO, quota della fascia fra Terra della Regina Maria e Terra di Wilkes, precipitazione in più nella stessa fascia secondo la rianalisi ERA5 e parte forzata nelle simulazioni CESM1, in miliardi di tonnellate; in arancio la perdita media attesa in 22 mesi al ritmo 2003–2024 (140,5 Gt l’anno), calcolata dalla redazione. Elaborazione di Scienzaonline su dati di Wang Y. et al., Nature 2026, doi 10.1038/s41586-026-10912-x (articolo ad accesso aperto). Grafico originale della redazione.


Il riscaldamento globale pesa poco in questo episodio. Gli autori hanno usato un grande insieme di simulazioni del modello CESM1. La media dell’insieme isola la parte forzata, cioè la risposta del clima ai fattori esterni come i gas serra. In quella fascia la parte forzata della precipitazione cresce di 32 miliardi di tonnellate. È circa il 9 per cento dell’anomalia osservata. Il resto viene dalla variabilità naturale del clima. Un riscaldamento pluriennale simile della piscina calda si ripete circa una volta ogni dieci anni, nelle osservazioni e nelle simulazioni storiche.
Il comunicato apre scrivendo che l’Antartide orientale ha guadagnato 695 miliardi di tonnellate. Nel paper quella cifra è dell’intera calotta. La fascia orientale studiata ne spiega 470. Il comunicato attribuisce poi il 9 per cento al riscaldamento di origine umana. Il paper misura la risposta a tutte le forzanti del modello, che sono soprattutto umane ma non solo.
Qualche conto della redazione aiuta a pesare le cifre. Servono circa 362 miliardi di tonnellate di ghiaccio per alzare il mare di un millimetro. Il guadagno vale allora poco meno di 2 millimetri di mare trattenuti sul continente. Al ritmo medio del 2003–2024, in 22 mesi la calotta avrebbe perso circa 258 miliardi di tonnellate.
I limiti sono scritti nel paper. Il meccanismo che accende e mantiene il riscaldamento pluriennale della piscina calda resta poco chiaro. Gli autori non escludono che altri modi noti di variabilità dell’emisfero australe abbiano rinforzato l’alta pressione. Come cambierà questo collegamento in un clima più caldo è incerto. La frenata, per gli autori, può essere una pausa temporanea. La perdita resta guidata dalla fusione dal basso e dalla dinamica dei ghiacciai, e la durata della pausa dipende da entrambe.
La neve è caduta in Antartide orientale. L’oceano ha continuato a lavorare sotto l’Antartide occidentale.


Bibliografia
Wang Y., Ding Q., Li X., Ballinger T.J., Nakayama Y., Topál D., Steig E.J., «Multiyear tropical warm pool warming drives slowdown in Antarctic mass loss», Nature, 656, 8129, 897–904, pubblicato il 19 agosto 2026, accesso aperto (licenza non verificata in sessione). doi: 10.1038/s41586-026-10912-x
Accademia cinese delle scienze, comunicato stampa, ripreso da ScienceDaily il 6 settembre 2026 con il titolo «Antarctica gained a record 695 billion tons of ice. Scientists found the surprising reason».


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