Venerdì 3 marzo ore 17:30, via Nomentana 125
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Elvira Notari: la madre dimenticata del cinema italiano torna a "parlare" su Sky Arte
11 Feb 2026 Scritto da Francesco Defler
Esiste una storia del cinema nascosta tra le pieghe del tempo, un racconto di audacia e visione che ha per protagonista una donna straordinaria. Venerdì 13 febbraio, alle ore 21:15, Sky Arte trasmette "Elvira Notari – Oltre il silenzio", il documentario di Valerio Ciriaci che restituisce giustizia alla prima regista del nostro Paese.
L'opera, già acclamata alla Mostra del Cinema di Venezia, ha recentemente conquistato un posto nella shortlist per il premio al Miglior Documentario ai prestigiosi David di Donatello.
Un'eredità salvata dall'oblio
Celebrare i 150 anni dalla nascita di Elvira Notari significa ricostruire un puzzle quasi perduto. Nonostante la sua prolifica carriera, la censura e il tempo hanno distrutto gran parte delle sue pellicole, lasciandoci oggi solo pochi, preziosi frammenti della sua arte.

Un'occasione unica per riscoprire un maestro tra opere celebri e inediti, fino al 29 marzo 2026
Finalmente, dopo decenni di silenzio, Roma riapre le porte a un artista di calibro internazionale: Antonio Scordia (1918-1988). Il Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia ospiterà, dal fino al 29 marzo 2026, l'attesissima mostra antologica "Antonio Scordia. La realtà che diventa Visione", curata da Giovanna Caterina de Feo.
Circa 80 opere tra dipinti e disegni, tra cui capolavori provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, dalle collezioni personali dell'artista e da importanti raccolte private, offriranno al pubblico una panoramica completa sulla straordinaria evoluzione artistica di Scordia.
Il "Paesaggio Italiano" di Turner è il Ponte del Diavolo a Blera
07 Ott 2025 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Un'indagine scientifica ha rivelato che il paesaggio raffigurato nel dipinto incompiuto di William Turner del 1828, intitolato Italian landscape probably Civita di Bagnoregio, non è Civita di Bagnoregio (o Pitigliano), come si è sempre creduto, ma una veduta del torrente Biedano vicino al Ponte del Diavolo a Blera (Viterbo).
La Scoperta e lo Studio
La nuova e suggestiva localizzazione è frutto di uno studio condotto da Mauro Bernabei del CNR-Ibe e Stefano Celletti, direttore del Parco Marturanum, e pubblicato sul Journal of Cultural Heritage.
Il tessuto-non-tessuto per restaurare opere d’arte in modo sicuro, economico e sostenibile
21 Mag 2024 Scritto da Università di Bologna
Brevettato dall’Università di Bologna, può essere utilizzato per rimuovere vernici sintetiche e naturali da opere pittoriche, sculture, reperti archeologici, materiale archivistico o pellicole cinematografiche: nel giro di pochi minuti, il solvente interagisce con lo strato da rimuovere, che si rigonfia e viene inglobato nel tessuto stesso.
Un nuovo metodo – economico, sostenibile e sicuro – per la pulizia di superfici sensibili e di beni di interesse storico-artistico. Lo hanno ideato Giorgia Sciutto e Chiara Gualandi, professoresse al Dipartimento di Chimica "Giacomo Ciamician" dell’Università di Bologna. La tecnologia - brevettata dall'Alma Mater - è un tessuto-non-tessuto prodotto mediante electrospinning che, insieme all'applicazione controllata di un solvente, può essere utilizzato per rimuovere vernici sintetiche e naturali da opere pittoriche, sculture, reperti archeologici, materiale archivistico o pellicole cinematografiche. Il tessuto può essere semplicemente appoggiato alla superficie da pulire: nel giro di pochi minuti, il solvente interagisce con lo strato da rimuovere, che si rigonfia e viene inglobato nel tessuto stesso. Una soluzione che riduce il rischio di danneggiamento dell'opera su cui si sta intervenendo e al tempo stesso limita l'utilizzo di solvente, con evidenti vantaggi economici e ambientali.

Dal 24 novembre ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli la prima esposizione monografica dedicata al più grande scultore dell’età classica.
Un percorso straordinario nella vita e nell’attività dell’artista, con oltre 100 opere, alcune esposte per la prima volta, tra reperti archeologici, dipinti, manoscritti, disegni, installazioni multimediali «Nessuno supererà mai Fidia» Auguste Rodin, L’art, 1911
Il più grande scultore greco dell’età classica, FIDIA. Protagonista dell’Atene di Pericle, il suo nome è noto a tutti per la realizzazione di opere come il Partenone e le sue decorazioni scultoree e i mitici colossi crisoelefantini dell’Atena Parthenos e dello Zeus di Olimpia, una delle sette meraviglie del mondo antico.
Il suo genio creativo ha impresso un marchio indelebile nell’immaginario collettivo e continua ad essere fonte di ispirazione per i contemporanei. Una figura importantissima, quasi leggendaria, sebbene circondata da un alone di mistero. Molti dettagli della sua vita sono infatti poco noti e la conoscenza della sua opera si basa prevalentemente su repliche e su fonti letterarie. La mostra “FIDIA”, ospitata dal 24 novembre 2023 al 5 maggio 2024 presso i Musei Capitolini – Villa Caffarelli a Roma, è la prima esposizione monografica dedicata all’artista. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Claudio Parisi Presicce con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, Main sponsor Bulgari, Radio ufficiale Radio Monte Carlo, guiderà i visitatori in un viaggio inaspettato e sorprendente nella vita, nella carriera e nel clima storico-culturale in cui operò il grande scultore, attraverso una vasta e preziosa selezione di oltre 100 opere - tra reperti archeologici, originali greci e repliche romane, dipinti, manoscritti, disegni, alcuni esposti per la prima volta.
Stratificazioni urbane - Mostra di Giuseppe Palermo e Daniele Cestari
01 Mar 2023 Scritto da Redazione

Le professoresse Degano e Colombini dell’Università di Pisa hanno curato un volume edito da Springer che fa il punto sulle tecniche più innovative a livello internazionale per verificare l’autenticità dei dipinti. Nei laboratori di Pisa analizzato un Picasso e opere di impressionisti
La scienza va in aiuto all’arte per studiare i dipinti e individuare i falsi. E’ questo il tema centrale di un volume appena pubblicato dall’editore Springer del gruppo Nature e curato dalle professoresse Ilaria Degano e Maria Perla Colombini del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa insieme a Austin Nevin del Courtauld Institute of Art di Londra. Il libro, intitolato Analytical Chemistry for the Study of Paintings and the Detection of Forgeries, fa il punto sulle metodologie scientifiche più innovative che possono aiutare a verificare l’autenticità di un quadro. In tutto questo, la chimica ha un ruolo chiave e non a caso le due curatrici hanno un primato nel settore con pochissimi altri centri che possono vantare simili competenze a livello internazionale.
La chimica indaga il passaggio dalla pittura a tempera a quella ad olio avvenuto nel Rinascimento
25 Ott 2022 Scritto da Università di Pisa
Al via progetto europeo ARIAH coordinato dall'Ateneo con l'Università statunitense di Madison-Wisconsin e il Doerner Institut di Monaco di Baviera delle Collezioni di pittura statali bavaresi
Al via un progetto europeo coordinato dall’Università di Pisa che indagherà il rivoluzionario passaggio dalla pittura a tempera alla pittura a olio avvenuto durante il Rinascimento. E sarà la chimica a gettare nuova luce su questa transizione, cercando di svelare “ricette” e composizione delle pitture. In partenza a novembre, il progetto denominato “ARIAH: A Revolution In Art History” è coordinato dall’Ateneo pisano in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell'Università statunitense di Madison-Wisconsin e il Doerner Institut di Monaco di Baviera delle Collezioni di pittura statali bavaresi. Al centro della ricerca ci saranno maestri come Tiziano, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio e Leonardo da Vinci. Questi artisti si collocano in un periodo in cui veniva impiegata quella che gli storici dell’arte definiscono “tempera grassa”, cioè una tempera “normale” costituita da pigmenti colorati dispersi in un legante proteico, per lo più uovo, a cui però aggiungevano anche un olio vegetale.
Al via la seconda edizione di Roma Arte in Nuvola
17 - 20 novembre 2022
Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea
Dopo lo straordinario successo della prima edizione, chiusa con oltre 30.000 visitatori e con grande apprezzamento di pubblico, torna nella Capitale “Roma Arte in Nuvola”, la grande fiera internazionale di arte moderna e contemporanea ideata e diretta da Alessandro Nicosia con la direzione artistica di Adriana Polveroni, in programma dal 17 al 20 novembre 2022 presso la suggestiva cornice della Nuvola di Fuksas. La nuova edizione, nel segno di una proposta espositiva integrata di qualità sempre crescente nonché dalla forte impronta divulgativa, viene presentata oggi a Roma, presso la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, nell’ambito di una conferenza stampa introdotta e coordinata dal Direttore Generale Alessandro Nicosia.
All’incontro sono intervenuti: Yaroslav Melnyk, Ambasciatore dell’Ucraina in Italia, Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma, Angela Maria Cossellu, Amministratore Delegato Eur S.p.A., la Direttrice Artistica Adriana Polveroni e l’artista Jessica Backhaus, autrice dello scatto presente sul manifesto di Roma Arte in Nuvola 2022. Con oltre 140 gallerie italiane ed internazionali partecipanti - tra cui molte nuove - e grazie ad una proposta innovativa e dinamica, Roma Arte in Nuvola 2022 consolida il proprio ruolo di punto di riferimento del collezionismo italiano del Centro e del Sud Italia, andando a valorizzarne l’alto potenziale e, al contempo, colma una mancanza decennale di simili iniziative nella Capitale ponendosi come veicolo sinergico di incontro tra arte moderna e contemporanea ed intercettando le esigenze di una vivace scena artistica romana emersa negli ultimi anni. Un’offerta artistica poliedrica in grado di dar voce a tutte le discipline - dalla pittura alle installazioni, dalla scultura alle performance, dalla video arte alla digital art fino alla street art – e di intercettare la migliore proposta espositiva dell’intero panorama nazionale.
FUTURISMO - La nascita dell’avanguardia 1910-1915
22 Set 2022 Scritto da Comunicato stampa - Palazzo Zabarella
01 ottobre 2022 – 26 febbraio 2023
Palazzo Zabarella, Padova
Così si legge nel Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo, pubblicato a Milano l’11 marzo 1915 a opera di Giacomo Balla e Fortunato Depero, “astrattisti futuristi”, come loro stessi si firmano. Il manifesto costituisce la prima teorizzazione e testimonianza della tendenza non figurativa dell’arte d’avanguardia in Italia prefigurando un’arte “polimaterica”, un’arte nuova che diventa arte-azione, cioè volontà, ottimismo, aggressione, possesso, penetrazione, gioia, splendore geometrico delle forze, proiezione in avanti.
Ed è proprio il Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo, a siglare il punto d’arrivo di una stagione artistica, quella del Futurismo, che è l’anima e l’essenza di una mostra d’eccezione che indaga in modo assolutamente inedito le origini del movimento. “Futurismo 1910-1915. La nascita dell’avanguardia”, allestita nelle sale di Palazzo Zabarella a Padova, con la curatela di Fabio Benzi, Francesco
Leone, Fernando Mazzocca, si impone infatti, come “sguardo altro”, offrendo una visione nuova ed originale e invitando alla scoperta di una realtà artistica fino a ora poco, o per niente, svelata. Sebbene negli ultimi quarant’anni si siano succedute molteplici rassegne dedicate al Futurismo, nessuna si è mai focalizzata in termini critici ed esaustivi sui presupposti culturali e figurativi, sulle radici, sulle diverse anime e sui molti temi che hanno concorso prima alla nascita e poi alla deflagrazione e alla piena configurazione di questo movimento che ha caratterizzato in modo così dirompente le ricerche dell’arte occidentale della prima metà del Novecento.

