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Tumore al pancreas: scoperta la proteina "scudo" che blocca i nuovi farmaci

Carlo Rossini 05 Mag 2026


Un importante passo avanti nella lotta contro l'adenocarcinoma duttale del pancreas arriva da uno studio internazionale guidato dalla Sapienza Università di Roma. La ricerca, pubblicata su PNAS, ha individuato nella proteina Fra-2 la responsabile della resistenza alle moderne terapie molecolari, offrendo una nuova strategia per rendere i trattamenti finalmente efficaci.

La sfida del gene KRAS
Il principale motore di questo aggressivo tumore è la mutazione del gene KRAS, che spinge le cellule a moltiplicarsi in modo incontrollato. Sebbene siano stati sviluppati farmaci specifici per colpire la proteina KRAS mutata, la loro efficacia clinica è spesso deludente: il tumore, infatti, impara rapidamente a "schivare" l'attacco, diventando resistente.

Il ruolo di Fra-2: il "regista" della resistenza
Il team coordinato da Gian Luca Rampioni Vinciguerra ha scoperto che, quando il KRAS viene inibito dai farmaci, la cellula tumorale reagisce attivando in modo anomalo la proteina Fra-2.

In condizioni normali, Fra-2 aiuta le cellule a gestire lo stress; nel tumore, invece, agisce come un interruttore molecolare che:

Riprogramma la cellula: modifica l'assetto genetico del tumore.

Crea una via di fuga: permette alle cellule maligne di continuare a crescere anche se il KRAS è bloccato.

Annulla l'effetto dei farmaci: rende di fatto inutili le terapie mirate di ultima generazione.

Verso una terapia combinata
La scoperta non identifica solo un problema, ma suggerisce una soluzione. I test di laboratorio hanno dimostrato che attaccando contemporaneamente KRAS e Fra-2, la resistenza viene abbattuta e l'efficacia del trattamento aumenta drasticamente.

"L'inibizione combinata di questi due fattori potrebbe rappresentare la chiave per scardinare le difese di una neoplasia ancora estremamente complessa da trattare."

Una collaborazione d'eccellenza
Lo studio è frutto di un lavoro corale sostenuto dalla Fondazione AIRC, che ha visto la partecipazione della The Ohio State University e di prestigiosi centri italiani, tra cui il Policlinico Gemelli, il CRO di Aviano e le Università di Verona e Modena e Reggio Emilia.

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