Un'importante sinergia scientifica tra l'Università di Trento, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e la Sapienza Università di Roma ha portato alla creazione di un innovativo sistema sperimentale tridimensionale. Questa piattaforma permette di analizzare la risposta ai farmaci per i gliomi di basso grado, tumori del sistema nervoso centrale che colpiscono frequentemente i bambini. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Molecular Cancer.

Cosa sono i gliomi e perché studiarli
I gliomi hanno origine dalle cellule gliali, il "supporto" vitale dei neuroni. Pur essendo forme a crescita lenta e meno aggressive, rappresentano circa il 40% dei tumori cerebrali e presentano ancora molti aspetti biologici ignoti. La sfida della medicina è trovare terapie sempre più precise per migliorare la qualità della vita dei piccoli pazienti.

La tecnologia degli organoidi: il tumore in provetta
Per superare i limiti delle vecchie colture cellulari "piatte" (in 2D), i ricercatori hanno utilizzato gli organoidi del proencefalo.

Cosa sono: Sono modelli di organi in miniatura coltivati in 3D.


Una ricerca d'eccellenza, nata dalla sinergia tra il Cnr-Ieomi di Napoli e Dompé farmaceutici S.p.A., ha svelato un meccanismo inedito che regola l'interleuchina 8 (IL-8), una proteina chiave nello sviluppo e nella diffusione metastatica del tumore al seno. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell Death & Disease.

Il ruolo della proteina Shp1: l'interruttore del tumore
Il team di ricerca ha scoperto che la proteina Shp1, nota per le sue proprietà oncosoppressive, agisce come un vero e proprio interruttore molecolare. Essa è in grado di interrompere la cascata di segnali pro-tumorali innescata dall'interleuchina 8, la quale solitamente rende il microambiente tumorale più ostile e favorisce l'invasione dei tessuti.


Una scoperta coordinata dall'Università di Torino rivela che il palmitato, un acido grasso comune nel microambiente tumorale, agisce come un doppio agente: nutre il cancro e neutralizza i linfociti incaricati di distruggerlo.

Il cancro non si limita a crescere; crea intorno a sé un ambiente ostile che disarma chi dovrebbe combatterlo. Una ricerca internazionale di alto profilo, guidata dalla Prof.ssa Teresa Manzo (Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell'Università di Torino) e pubblicata su Science Immunology, ha svelato un meccanismo finora ignoto che spiega come i grassi del tumore blocchino le nostre difese.


Due ricercatrici dell'Università di Padova dimezzano i tempi di produzione dei neuroni partendo dalle cellule del paziente, aprendo strade inedite per lo studio e la cura delle malattie neurodegenerative.
Un team di ricerca tutto al femminile dell'Università di Padova e dell'Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) ha messo a punto un metodo rivoluzionario per generare neuroni umani in laboratorio in tempi record. La tecnica, coordinata dalle professoresse Onelia Gagliano (Dipartimento di Ingegneria Industriale) e Cecilia Laterza (Dipartimento di Scienze Biomediche), permette di ottenere cellule nervose mature in soli 12 giorni, contro le 6-8 settimane richieste dai metodi tradizionali.


Le temperature elevate anticipano le fioriture e allungano la stagione dei sintomi. Al Bambino Gesù, tecnologie all’avanguardia tracciano una “mappa” precisa degli allergeni per terapie personalizzate.

Il tradizionale calendario delle allergie è ormai un ricordo. Il riscaldamento globale ha rimescolato le stagioni, rendendo i periodi di pollinazione più precoci e duraturi. Per i bambini allergici, questo si traduce in stagioni di sofferenza più lunghe e pause respiratorie sempre più brevi.

Il nuovo calendario dei pollini: sintomi già a Natale
L’aumento delle temperature ha scardinato i cicli naturali delle piante:

Anticipo: Specie che solitamente fiorivano a metà febbraio ora rilasciano pollini già a gennaio o fine dicembre.

Prolungamento: Le graminacee iniziano a pollinare prima e spesso presentano una seconda fioritura a fine estate.


Una ricerca pionieristica rivela come la tDCS (stimolazione transcranica a corrente continua) agisca a livello atomico, deformando la struttura delle fibrille di amiloide e bloccandone la crescita.

La sfida dell'amiloide e il limite dei trattamenti attuali
Nel panorama delle malattie neurodegenerative, l'Alzheimer rappresenta la sfida più complessa del nostro secolo. Il cuore del problema risiede nell'accumulo di proteine "spazzatura": frammenti di amiloide che, invece di essere smaltiti, si aggregano in fibrille e poi in placche tossiche per i neuroni.

Sebbene la comunità scientifica avesse già osservato benefici clinici temporanei nei pazienti sottoposti a tDCS (una tecnica non invasiva che utilizza correnti elettriche a bassissima intensità), il "perché" biologico di questo miglioramento era rimasto un mistero. Fino ad oggi.


Questa è la storia di un nemico che cresce nell’ombra e di una terra che ha smarrito la sua purezza. Il cancro del pancreas non è un destino ineluttabile, ma spesso il risultato di una guerra silenziosa combattuta nei campi e finita nei nostri piatti.

Il carcinoma pancreatico è in aumento costante, con una crescita dell'1% annuo. Colpisce duramente le donne e i giovani, popolazioni un tempo considerate al sicuro. Sebbene il fumo rimanga un debito pesante da pagare, la scienza punta oggi il dito verso l’esposizione cronica ai contaminanti ambientali.


Uno studio coordinato dal Cnr e dall'Università di Firenze, pubblicato su Current Biology, rivela come il nostro sistema visivo riesca a mantenere traccia degli oggetti anche quando scompaiono dietro un ostacolo.

La continuità della nostra esperienza visiva
Provate a pensare a un’auto che passa dietro un grande camion o a un pedone che scompare per un istante dietro un cartellone pubblicitario. Nonostante l'interruzione fisica dello stimolo, la nostra percezione non subisce alcun vuoto: continuiamo a sapere esattamente dove si trova l'oggetto e che aspetto abbia. Ma come fa il cervello a colmare questo silenzio visivo?

Fino a oggi, la scienza si divideva tra chi pensava che il sistema visivo si limitasse a "tollerare" queste brevi pause e chi ipotizzava l'esistenza di un meccanismo attivo di ricostruzione. La ricerca condotta dall’Istituto di Neuroscienze del Cnr (Cnr-In) e dall'Università di Firenze ha sciolto il dubbio, dimostrando che possediamo una forma di memoria visiva ad alta definizione incredibilmente rapida ed efficace.


L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha presentato l'ultimo aggiornamento delle linee guida sulla gravidanza fisiologica, tracciando un confine netto tra ciò che è tecnicamente fattibile e ciò che è clinicamente utile.
La novità più rilevante riguarda la ridistribuzione dei controlli ecografici: via libera all'ecografia nel primo trimestre, ma stop a quella del terzo, salvo casi di specifica necessità clinica.


Uno studio dell’Università di Padova rivela che quantità di neurotossina insufficienti a causare la paralisi possono comunque compromettere le barriere difensive dell'intestino, facilitando l'attacco di batteri patogeni.

La scoperta: oltre la paralisi muscolare
Le neurotossine botuliniche sono note per essere tra le sostanze più letali al mondo, capaci di indurre paralisi bloccando i segnali nervosi. Tuttavia, una ricerca coordinata dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, pubblicata su Science Advances, sposta il focus sull'apparato digerente. Lo studio dimostra che dosi estremamente basse di tossina — che non arrivano a causare i sintomi classici del botulismo — sono in grado di neutralizzare le difese immunitarie locali dell'intestino.

 

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