Artisti e musei insieme sui social per contrastare diffusione del virus


Jovanotti, Sorrentino, Ligabue, Fiorello, Baglioni, Renato Zero, Amadeus, Maria Grazia Cucinotta, i Negramaro, Beppe Fiorello, Francesca Archibugi, Cristiana Capotondi, Tiziano Ferro, Enrico Lucci, Antonella Clerici, i Pinguini Tattici Nucleari, Barbara Foria sono tanti gli artistiche che stanno aderendo in queste ore alla campagna #iorestoacasa nata spontaneamente sulla rete e rilanciata dal ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini che invita a limitare le relazioni sociali per combattere la diffusione del Covid-19.


Molti anche i musei che stanno postando sulla rete i propri capolavori invitando a scoprire da casa i segreti delle loro collezioni. Finora hanno aderito: i musei reali di Torino, Pompei , il Colosseo, gli Uffizi, Palazzo Reale di Napoli, il museo Egizio, Palazzo Barberini, la Galleria nazionale d’arte moderna e Contemporanea di Roma, il museo archeologico di Cagliari, il parco archeologico dei campi Flegrei, il museo d’arte orientale di Venezia, Capodimonte, il Museo Omero di Ancona, la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Museo di San Martino, la Galleria dell'Accademia di Firenze, le Gallerie dell'Accademia di Venezia.
“Ringrazio i tanti i protagonisti della musica, del cinema, dello spettacolo che in queste ore stanno promuovendo sui social la campagna #iorestoacasa. Un messaggio importantissimo per i ragazzi” ha twittato il ministro Franceschini.

Gli esperti nutrizionisti del portale Educazione Nutrizionale Grana Padano hanno realizzato un programma alimentare latto-ovo-vegetariano dedicato a tutti coloro che vogliono seguire una dieta sana ed equilibrata che promuova la salute senza però mangiare la carne degli animali di terra, acqua o aria. È ormai molto diffusa l’opinione che il cibo, oltre che nutrirci e regalarci tanta soddisfazione e gioia, debba anche essere sano, rispettare gli animali e avere il minor impatto ambientale possibile per preservare il nostro pianeta, o perlomeno per non danneggiarlo ulteriormente. La dieta “L.O.Ve.” è stata realizzata dalla Dr.ssa Marzia Formigatti (dietista clinica) con la collaborazione della Dr.ssa Erica Cassani (medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione) sotto la supervisione del Comitato Scientifico ENGP ed è consultabile, del tutto gratuitamente, su smartphone, PC o tablet dal sito www.dietalovegetariana.it e scaricabile, sempre in forma gratuita, su Apple Store e Play Store.

Gli autori di questo programma alimentare hanno lavorato per realizzare una dieta equilibrata in macro e micronutrienti al fine di soddisfare le sempre più numerose richieste di coloro che desiderano alimentarsi nel rispetto dell’etica che ritiene non si debba uccidere gli animali per nutrire l’uomo e che sostiene che ciò che mangiamo ogni giorno debba essere eco-sostenibile, cioè che l’insieme degli alimenti utilizzati non deve avere un impatto negativo sull’ambiente.


I risultati di uno studio clinico condotto su oltre 5000 pazienti in 30 anni di osservazione hanno dimostrato che questa forma di diabete (LADA) non è esente da gravi complicanze microvascolari contrariamente a quanto ritenuto finora, ma comporta gravi conseguenze all’apparato visivo e urinario. Il lavoro, frutto di una collaborazione fra la Sapienza e l’Università di Oxford, è ora pubblicato sulla rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology
Il diabete autoimmune latente dell’adulto, chiamato LADA, è una forma autoimmune a lenta evoluzione di diabete che si manifesta dopo i 30 anni. Spesso misconosciuta ed erroneamente diagnosticata come diabete di tipo 2, questa patologia non manifesta le complicanze renali e oculari fin da subito e ciò determina molto spesso un ritardo, sia nell’identificazione del tipo di diabete, sia nella definizione di trattamenti adeguati.

Riconoscere prontamente la patologia può essere quindi fondamentale per prevenire le conseguenze più gravi soprattutto nelle fasi avanzate della malattia. È quanto emerge dai risultati di uno studio, frutto della collaborazione fra il Dipartimento di Medicina sperimentale della Sapienza e l’Università di Oxford, recentemente pubblicati sulla rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology.


Il gruppo di ricerca


Pubblicato su The Journal of Clinical Investigation uno studio italiano nato dalla collaborazione tra Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Itb), Istituto nazionale di genetica molecolare di Milano (Ingm), Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma

In alcuni tipi distrofia, i muscoli sono soggetti ad un invecchiamento prematuro e patologico a causa di una alterazione della forma tridimensionale del DNA. Lo hanno mostrato i ricercatori del gruppo Chromatin and Nuclear Architecture, guidato dalla biologa Chiara Lanzuolo (Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma e Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche), in uno studio appena pubblicato con i primi nomi dei biologi Andrea Bianchi e Chiara Mozzetta e realizzato con il sostegno di Ministero della salute, Fondazione Cariplo e AFM-France.

Studiando le cellule staminali muscolari, gli scienziati del team hanno infatti rilevato che nella distrofia l’accelerazione dell’invecchiamento muscolare è dovuto ad un 'cambio d’identità' delle stesse cellule che normalmente provvedono al ricambio delle fibre danneggiate. Ma quale ruolo ha la struttura tridimensionale del DNA? Lo chiarisce la stessa Lanzuolo: “Sappiamo che pur avendo il medesimo DNA, le cellule di uno stesso organismo presentano aspetto e funzioni diverse. Ciò avviene perché in una determinata cellula solo una piccola parte del DNA viene 'letta'. La diversità di lettura delle informazioni è determinata sia dalla forma tridimensionale del DNA che dal suo orientamento nel nucleo, che dipendono a loro volta da fattori chiamati regolatori epigenetici”.


Un nuovo studio coordinato dal Dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza, in collaborazione con l’Istituto Pasteur Italia e l’Istituto italiano di tecnologia, ha dimostrato per la prima volta l’efficacia della fenformina nel contrastare i tumori cerebrali pediatrici. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Cell Reports
Il medulloblastoma è il tumore maligno del cervello più comune in età pediatrica, con un’incidenza in Italia di circa 7 bambini colpiti ogni milione. Provocato da mutazioni del DNA, il medulloblastoma si forma nel cervelletto, l’area del sistema nervoso situata alla base del cervello e deputata al controllo dell’equilibrio e della coordinazione dei movimenti. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è di poco superiore al 60% e finora non sono state identificate strategie efficaci per la prevenzione (fonte: AIRC).

Una cura migliore per il medulloblastoma è l’obiettivo di uno studio di un gruppo di ricercatori della Sapienza, dell’Istituto Pasteur Italia e dell’IIT-Istituto italiano di tecnologia, coordinati da Gianluca Canettieri. Sono loro gli autori della scoperta pubblicata sulla rivista Cell Reports che dimostra che la fenformina, un farmaco utilizzato in passato come antidiabetico insieme alla più conosciuta metformina, ha la capacità di bloccare lo stato di avanzamento del tumore.

Identificato il ruolo anti-invecchiamento neurale in vivo di un componente dell’olio extravergine di oliva, l’idrossitirosolo, presente in abbondanza anche negli scarti di lavorazione. Riscontrati particolari effetti benefici negli anziani. I risultati pubblicati su Faseb Journal sono stati dimostrati da una équipe di ricercatori del Cnr e della Università della Tuscia

Nel cervello dei mammiferi, in particolare nell’ippocampo, vengono prodotti nell’arco di tutta la vita nuovi neuroni. Questo processo denominato neurogenesi è indispensabile per la formazione della memoria episodica, come hanno dimostrato recenti ricerche: i nuovi neuroni dell’ippocampo vengono generati a partire da cellule staminali e durante l’invecchiamento ha luogo un calo progressivo di entrambi, che è all’origine di una drastica riduzione della memoria episodica. L’idrossitirosolo, composto naturalmente presente nell’olio extravergine di oliva, ha forti capacità antiossidanti e protettive sulle cellule, ed è noto che diversi fattori, tra i quali la dieta, sono in grado di stimolare la neurogenesi adulta.

Immagini: Foto 1: Nel DNA, qui rappresentato dalla sequenza delle quattro basi azotate A, T, G e C, è stata individuata una sequenza chiave (in rosso) che se mutata porta alla moltiplicazione dei petali in petunia, rosa, e garofano. Immagine: Stefano Gattolin.

 

Uno studio dell’Università Statale di Milano, dell"Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibba) e del Parco tecnologico padano di Lodi (PTP Science Park), pubblicato su Journal of Experimental Botany, individua in analoghe mutazioni di geni regolatori la causa della moltiplicazione dei petali in alcune popolari varietà di fiori A San Valentino i fiori tornano ad essere protagonisti, con generosissime esplosioni di colori. Siamo ormai abituati ai molti petali di rose, garofani e alcune petunie, ma una ricerca appena pubblicata sul Journal of Experimental Botany, ha rivelato che la loro “petalosità” è dovuta a mutazioni genetiche naturali molto simili tra loro.




Secondo gli scienziati cinesi della South China Agricultural University, a facilitare la diffusione del nuovo coronavirus in Cina potrebbe essere stato il pangolino, un genere di piccoli mammiferi a rischio di estinzione (8 le specie conosciute, tutte in via di estinzione), ma intensamente commerciati illegalmente soprattutto per le scaglie che ne ricoprono il corpo.

Il genoma del virus rinvenuto nei pangolini, che si suppone essersi sviluppato originariamente nei pipistrelli, è quasi identico (al 99%) al Coronavirus 2019-nCoV rinvenuto nelle persone infette. Sebbene i risultati di questo studio non siano ancora stati pubblicati, paiono tuttavia confermare come il commercio illegale di animali selvatici vivi e di loro parti del corpo sia veicolo per vecchie e nuove zoonosi, aumentando il rischio di pandemie che potrebbero avere grandissimi impatti sanitari, sociali ed economici su tutte le comunità coinvolte. Non è la prima volta, infatti, che si sospetta che l'ospite intermedio di una malattia infettiva sia un animale vivo venduto in un mercato cinese: circa 17 anni fa, la sindrome respiratoria acuta grave (SARS), è comparsa in un mercato cinese che vendeva civette delle palme (dei piccoli mammiferi viverridi). Altre famose pandemie come l’Aids ed Ebola sono state ricollegate ad un passaggio tra animali selvatici (come scimpanzé e gorilla probabilmente bracconati in foresta) e l’ospite umano.

 

Didascalia foto: a sinistra la mela Rotella, a destra la mela Casciana


Uno studio dell’Università di Pisa sulle mele Rotella e Casciana dimostra le loro eccellenti proprietà nutrizionali


Una mela al giorno fa bene, se è una varietà antica, e fa ancora meglio se è anche toscana. Uno studio condotto all’Università di Pisa e pubblicato sulla rivista Molecules ha analizzato due varietà di mele antiche toscane, la Rotella e la Casciana, scoprendo l’eccellente valore nutrizionale di questi frutti. Dalle analisi biochimiche e molecolari è infatti emerso che, rispetto a varietà commerciali come le Golden o le Fuji, queste due mele hanno un maggior contenuto di antiossidanti, sostanze naturali con proprietà cardioprotettive e antitumorali.

“Oltre a stabilire il valore nutrizionale, il nostro studio era mirato anche alla caratterizzazione genetica di queste due varietà apparentemente molto simili fra loro – spiega Ermes Lo Piccolo borsista del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali – la salvaguardia del materiale genetico antico è infatti importante per conservare la biodiversità delle colture, un aspetto fondamentale anche per gli stessi agricoltori dato che i sistemi ecologici ad alta biodiversità sono più resistenti agli stress ambientali”.


Come l’anno scorso, i dati confermano che l’influenza sta aumentando a inizio 2020. I fattori ambientali che favoriscono il diffondersi dell’influenza sono molteplici: sbalzi termici, freddo invernale e la permanenza in ambienti troppo caldi e affollati al lavoro, a scuola e nei momenti di svago al chiuso.

In effetti, non è solo colpa delle rigide temperature. Con la ripresa della piena attività di scuole e uffici, le possibilità di contagio aumentano ed è prevedibile un incremento dei casi di influenza, che possono colpire sia l’apparato respiratorio che gastroenterico. Per questo motivo l’Osservatorio Grana Padano (OGP), con i suoi esperti, ha valutato le abitudini alimentari di circa 5500 italiani al fine di stilare i consigli per migliorare le difese immunitarie e affrontare al meglio l’influenza.

 

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