Medicina (1396)
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Svolta dalla Spagna: sconfitto il cancro al pancreas in modelli animali
30 Gen 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Un team di ricercatori del Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro (CNIO), guidato dall'oncologo di fama mondiale Mariano Barbacid, ha raggiunto un traguardo storico: la completa eliminazione dell'adenocarcinoma duttale pancreatico (Pdac) nei topi. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS, segna un cambio di passo fondamentale nella lotta contro il tumore al pancreas, noto per la sua estrema aggressività.
Dal cancro alla cura: il lato "buono" delle cellule tumorali per riparare il midollo
30 Gen 2026 Scritto da Emma Bariosco
Un'importante ricerca internazionale, guidata dalle Università di Verona e Milano e pubblicata sulla prestigiosa rivista Immunity, ha svelato un paradosso terapeutico: le stesse cellule che aiutano i tumori a crescere possono essere la chiave per curare le paralisi causate da lesioni del sistema nervoso.
Il paradosso dei Macrofagi TAM
I macrofagi sono le sentinelle del nostro sistema immunitario. Tuttavia, nei tumori, queste cellule vengono spesso "corrotte" dall'ambiente circostante e si trasformano in TAM (Tumor-Associated Macrophages). In questo stato, invece di combattere il cancro, lo aiutano a diffondersi, stimolando la crescita di nuovi nervi all'interno della massa tumorale per renderla più aggressiva.
Il "Paziente Zero" del Paleolitico: il DNA antico svela il mistero della Grotta del Romito
29 Gen 2026 Scritto da Carlo Rossini
Una sepoltura di 12.000 anni fa, rinvenuta in Calabria, è diventata il fulcro di una ricerca rivoluzionaria pubblicata sul New England Journal of Medicine.
Grazie alla paleogenomica, gli scienziati hanno risolto un enigma medico preistorico, trasformando un’antica sepoltura in un vero e proprio caso di "genetica clinica" d'altri tempi.
Microbiota: scoperto il batterio "regista" che trasforma i nutrienti in difese metaboliche
27 Gen 2026 Scritto da Luisa Salviati
Una coalizione internazionale di ricercatori, con un importante contributo italiano (Cnr-Ispaam, Università di Tor Vergata e IRCCS Neuromed), ha individuato in un particolare abitante del nostro intestino, il Dysosmobacter welbionis, un potenziale alleato rivoluzionario contro le malattie del metabolismo.
Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Gut, rivela che questo batterio possiede una capacità unica: converte il mio-inositolo (una sostanza presente in legumi, cereali e frutta) in acido butirrico, una molecola fondamentale per proteggere il fegato e regolare il metabolismo.
Il "custode" dell'embrione: scoperto il ruolo degli RNA ultraconservati nello sviluppo precoce
20 Gen 2026 Scritto da Francesco Defler
Una ricerca internazionale guidata dal Cnr-Igb di Napoli rivela come molecole di RNA rimaste identiche per milioni di anni dirigano la formazione della struttura corporea nei mammiferi.
Nel complesso "libretto di istruzioni" della vita, non tutto serve a costruire proteine. Esiste una vasta area della biologia molecolare, un tempo considerata secondaria, abitata dagli RNA non codificanti. Tra questi, spiccano gli RNA ultraconservati (ucRNAs), sequenze genetiche così vitali da essere rimaste immutate nel corso dell'evoluzione: sono identiche nell'uomo, nel topo e nel ratto.
Uno studio d’avanguardia, pubblicato sulla prestigiosa rivista EMBO Journal, ha finalmente fatto luce sul compito di una di queste molecole, denominata T-UCstem1, dimostrando il suo ruolo cruciale nelle prime, delicatissime fasi della vita embrionale.
Malattie neurodegenerative: la terapia genica apre la strada a nuove cure
16 Gen 2026 Scritto da Emma Bariosco
Uno studio dell’Università di Padova rivela come il ripristino di una proteina chiave possa contrastare la demenza frontotemporale e la CLN11.
Una nuova frontiera si apre per il trattamento di gravi patologie del sistema nervoso oggi prive di cure. Una ricerca guidata dall'Università di Padova ha dimostrato l'efficacia della terapia genica basata su cellule staminali ematopoietiche autologhe (HSC-GT) per contrastare la carenza di progranulina (PGRN), una proteina vitale per la sopravvivenza dei neuroni.
L'impronta digitale degli astrociti: una nuova frontiera per la diagnosi precoce delle malattie cerebrali
13 Gen 2026 Scritto da Francesco Defler
Un innovativo sistema di imaging proteico permette di distinguere le cellule cerebrali sane da quelle malate, aprendo la strada a una medicina predittiva per patologie come l'Alzheimer e il glioma.
Una scoperta italo-statunitense
Un team internazionale guidato dal Cnr-Isof (Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività di Bologna) e dalla Boston University ha identificato una vera e propria "firma proteica" degli astrociti. Queste cellule, caratterizzate dalla tipica forma a stella, sono i custodi della salute del nostro cervello: regolano l'equilibrio di acqua, ioni e biomolecole essenziali per il corretto funzionamento dei neuroni.
La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Advanced Science, è il frutto della collaborazione tra il gruppo della Prof.ssa Michelle Y. Sander (USA) e quello della Dott.ssa Valentina Benfenati (Italia).
I geni del virus dell'herpes scritti nel nostro DNA: una storia lunga millenni
10 Gen 2026 Scritto da Emma Bariosco
Per la prima volta, un team di scienziati è riuscito a ricostruire gli antichi genomi dei betaherpesvirus umani 6A e 6B (HHV-6A/B) partendo da resti archeologici risalenti a oltre duemila anni fa. Lo studio, guidato dalle Università di Vienna e Tartu (Estonia) e pubblicato su Science Advances, conferma che questi virus si sono evoluti insieme alla nostra specie almeno dall'Età del Ferro. I risultati tracciano il lungo percorso di integrazione dell'HHV-6 nei cromosomi umani, suggerendo che la variante 6A abbia perso questa capacità nelle prime fasi della sua storia.
L'HHV-6B colpisce circa il 90% dei bambini entro i due anni ed è noto soprattutto come causa della sesta malattia (o roseola infantum), la principale responsabile delle convulsioni febbrili nell'infanzia. Insieme al parente stretto HHV-6A, fa parte di un gruppo di herpesvirus diffusi che solitamente stabiliscono infezioni latenti per tutta la vita. La loro caratteristica eccezionale è la capacità di integrarsi nei cromosomi umani: una peculiarità che permette al virus di restare silente e, in rari casi, di essere ereditato come parte del patrimonio genetico dell'ospite. Oggi, circa l'1% della popolazione mondiale possiede queste copie virali ereditarie. Sebbene studi precedenti ipotizzassero l'antichità di tali integrazioni, questa ricerca fornisce la prima prova genomica diretta.
Arresto cardiaco in ospedale: l’adrenalina riattiva il cuore in meno di un minuto
08 Gen 2026 Scritto da Claudia Pompili
Quando il cuore di un paziente si ferma tra le mura ospedaliere, ogni secondo è decisivo. Il protocollo standard prevede l'inizio immediato del massaggio cardiaco, della ventilazione e l'uso del defibrillatore. Tuttavia, quando queste manovre non bastano, entra in gioco l'adrenalina.
Nonostante l'uso di questo farmaco sia una pratica consolidata da oltre cinquant'anni (celebre il suo impiego negli shock anafilattici), la sua reale efficacia nel contesto specifico dell'arresto cardiaco intra-ospedaliero non era mai stata documentata in modo così preciso fino ad oggi.
Scoperte nuove molecole prodotte dai microbi intestinali nell'infanzia: potrebbero influenzare il rischio di diabete di tipo 1
07 Gen 2026 Scritto da Emma Bariosco
Un team di ricerca internazionale ha scoperto prove schiaccianti del fatto che alcune molecole derivate dai microbi intestinali possano svolgere un ruolo cruciale nel modellare il sistema immunitario durante la prima infanzia. I risultati offrono una nuova prospettiva su come lo sviluppo precoce del microbiota intestinale possa contribuire al rischio di malattie autoimmuni, tra cui il diabete di tipo 1.
Lo studio ha analizzato oltre 300 campioni di feci raccolti da bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi. Questi bambini presentavano un rischio genetico per il diabete di tipo 1 e alcuni di loro hanno successivamente sviluppato autoanticorpi insulari, marcatori precoci della malattia. I ricercatori hanno monitorato oltre 100 acidi biliari coniugati da microbi, una classe di composti scoperta solo di recente e ancora poco conosciuta.

