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Non solo alcol: così la composizione del vino può influenzare chi guida
24 Lug 2026 Scritto da Carlo Rossini
Uno studio pionieristico condotto dal Politecnico e dall’Università di Torino rivela come anche gli ingredienti non alcolici, come l'anidride solforosa, possano incidere sul comportamento al volante, persino quando l'alcolemia rispetta la legge.
In tema di sicurezza stradale siamo abituati a considerare quasi esclusivamente la quantità di alcol ingerita. Tuttavia, ci si chiede se anche la specifica composizione della bevanda possa giocare un ruolo. In che misura elementi non alcolici come i solfiti possono alterare le reazioni di chi guida, pur restando nei parametri consentiti dal codice della strada?
A fare luce su questo interrogativo è una ricerca congiunta del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino. Lo studio, dal titolo “Understanding driver behaviour after consuming conventional wines with different sulphite contents: insights from a driving simulator study”, è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One e finanziato dalla Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo), con l'obiettivo di valutare in un ambiente controllato se e come la concentrazione di anidride solforosa influenzi le capacità di guida.
Omega-3: I Grassi Buoni che Proteggono Cuore, Cervello e Longevità
20 Lug 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino

Nell'universo della nutrizione, la parola "grassi" evoca spesso associazioni negative. Tuttavia, esiste una categoria di lipidi fondamentali senza i quali il nostro organismo non potrebbe funzionare al meglio: gli acidi grassi polinsaturi Omega-3. Definiti essenziali perché il corpo umano non è in grado di sintetizzarli autonomamente, devono essere necessariamente introdotti attraverso la dieta o, quando necessario, tramite un'integrazione mirata.
Il Triunvirato degli Omega-3: ALA, EPA e DHA
Gli Omega-3 non sono tutti uguali; la famiglia si compone principalmente di tre elementi chiave:
L'ALA (Acido Alfa-Linolenico) è di origine prevalentemente vegetale e si trova in noci, semi di lino, semi di chia e nei relativi oli. L'organismo può convertirlo in EPA e DHA, ma questa conversione ha un'efficienza limitata, spesso inferiore al 10%.
L'EPA (Acido Eicosapentaenoico) si trova principalmente nel pesce grasso e nel fitoplancton, ed è un potente modulatore dei processi infiammatori oltre che un prezioso alleato della salute cardiovascolare.
Il DHA (Acido Docosaesaenoico) è un componente strutturale fondamentale della membrana delle cellule cerebrali e della retina, rivelandosi cruciale per la memoria, la funzione cognitiva e la vista.
Nuova scoperta sulla perdita di sinapsi nell'Alzheimer: il ruolo chiave degli astrociti
21 Lug 2026 Scritto da Emma Bariosco

Uno studio guidato dall'Università di Padova e pubblicato sulla rivista «Molecular Neurodegeneration» ha fatto luce su un meccanismo finora sconosciuto che regola il controllo e la rimozione delle sinapsi da parte degli astrociti, spiegando come questo processo incida sulla perdita delle connessioni nervose tipica dell'Alzheimer.
Nel cervello sano, le sinapsi vengono costantemente monitorate e modellate per mantenere l'equilibrio della rete neuronale. L'eliminazione delle connessioni danneggiate o inutilizzate è un compito tradizionalmente attribuito alla microglia, le cellule immunitarie del sistema nervoso. Molto meno noto era invece il ruolo svolto da altre cellule gliali, come gli astrociti, e l'impatto delle loro alterazioni nelle patologie neurodegenerative. A lungo considerate semplici elementi di supporto, le cellule gliali sono oggi riconosciute come attrici fondamentali nella fisiologia e nella patologia cerebrale.
Quando i guardiani del cervello si stressano: scoperto un nuovo meccanismo nella neurodegenerazione
17 Lug 2026 Scritto da Emma Bariosco
Un importante studio internazionale ha fatto luce su un processo inedito che potrebbe favorire la progressione delle malattie neurodegenerative. La ricerca, frutto della collaborazione tra l'Institut Imagine di Parigi e l'Università degli Studi di Milano, rivela che il problema nasce quando i mitocondri delle cellule della microglia non riescono più a gestire correttamente alcune proteine. Questo intoppo manda le cellule in uno stato di stress cronico che ne altera il metabolismo e interrompe il fondamentale dialogo con i neuroni e le altre cellule cerebrali, alimentando infiammazione e senescenza cellulare. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Neuroscience.
Obesità: scoperto l'interruttore genetico che protegge il metabolismo
07 Lug 2026 Scritto da Emma Bariosco
Un importante studio condotto dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, guidato da Marina de Bernard e Sara Coletta, ha svelato il ruolo cruciale del recettore CD300e all'interno del tessuto adiposo. Questa proteina agisce come una sorta di scudo naturale: se viene a mancare, il fegato si ammala e la sensibilità all'insulina crolla drasticamente.
La ricerca, intitolata “CD300e modulates metabolic programs in adipose tissue macrophages during obesity” e pubblicata sulla rivista «Cell Death & Disease», ha individuato in CD300e un vero e proprio "interruttore" protettivo. Il suo compito è mantenere il metabolismo in equilibrio, impedendo che l'eccesso di peso si trasformi in patologie ben più gravi, come il diabete di tipo 2 o la steatosi epatica (il cosiddetto "fegato grasso").
Tumori del sangue: arriva ProgEvo, l'algoritmo che legge il passato del tumore per prevederne il futuro
19 Giu 2026 Scritto da Stefano Fantini

Una nuova arma tecnologica promette di rivoluzionare la lotta contro le sindromi mielodisplastiche (MDS), un gruppo eterogeneo di tumori del sangue con un rischio variabile di evolvere in forme leucemiche aggressive. Si chiama ProgEvo ed è un modello computazionale all'avanguardia capace di ricostruire la storia genetica della malattia partendo dal DNA del paziente, offrendo a medici e malati una bussola preziosa per personalizzare le cure.
Lo studio, intitolato "Prognostic Score for Myelodysplastic Syndromes Based on Molecular Evolution", è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista NEJM Evidence (gruppo New England Journal of Medicine). La ricerca è il frutto di una collaborazione internazionale guidata dall’Università di Milano-Bicocca (con il team composto da Daniele Ramazzotti, Alex Graudenzi e Ivan Civettini), in sinergia con l'Humanitas, le università americane di Yale e Moffitt Cancer Center, e altri prestigiosi centri ematologici europei.
L'ossessione per la pelle perfetta: cos'è la cosmeticorexia e perché minaccia i giovanissimi
17 Giu 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Un nuovo disturbo preoccupa dermatologi e psicologi: l'uso compulsivo di cosmetici anti-età tra bambini e pre-adolescenti, spinto dai trend social. I rischi vanno dalle severe dermatiti ai disturbi dell'immagine corporea.
L'ideale irraggiungibile di una pelle senza difetti sta alimentando un fenomeno emergente e preoccupante: la cosmeticorexia (o dermorexia). Si tratta di un'ossessione per la cura della pelle che spinge a un consumo esagerato, compulsivo e del tutto inadeguato all'età di prodotti di bellezza e trattamenti estetici.A lanciare l'allarme è un editoriale pubblicato sulla rivista scientifica Dermatol Ther, firmato dal Prof. Giovanni Damiani (dermatologo dell'Università Statale di Milano) e dal Dott. Alberto Stefana (psicologo dell'Istituto Superiore di Sanità).
Chirurgia mininvasiva a Roma: al Policlinico Tor Vergata il primo intervento nel Lazio sull'arco aortico a cuore battente
10 Giu 2026 Scritto da Stefano Fantini
Straordinario traguardo della medicina laziale: l'Aortic Team del Policlinico Tor Vergata ha riparato con successo una gravissima patologia dell'aorta su un paziente fragile, senza la necessità di aprire il torace né di arrestare l'attività cardiaca. Si tratta della prima volta che una procedura di tale complessità micro-invasiva viene eseguita nella Regione.
L'operazione ha interessato l'arco aortico, il tratto più critico dell'arteria principale del corpo umano, proprio dove nascono i vasi sanguigni diretti al cervello. Il paziente, che aveva già affrontato in passato una delicata chirurgia cardiaca, è stato trattato evitando un secondo e pericolosissimo approccio tradizionale a cielo aperto.
Primi 1.000 giorni di vita: ecco come si modella il sistema immunitario dei bambini
08 Giu 2026 Scritto da Alessia Di Gioacchino
Il sistema immunitario dei bambini nei loro primi anni di vita non è incompleto o “immaturo” come si è creduto per molto tempo. Si tratta, al contrario, di un apparato altamente specializzato e dinamico, programmato specificamente per gestire il delicato passaggio dall'utero materno all'ambiente esterno.
Questo nuovo paradigma scientifico emerge da una revisione pubblicata sulla rivista Nature Immunology dal team internazionale del progetto IDEAL (Immune Development in Early Life). Lo studio – che vede la collaborazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il Boston Children’s Hospital, la Columbia University e la Yale School of Medicine – individua nei primi 1.000 giorni (dal concepimento ai primi 2-3 anni) una finestra temporale decisiva per lo sviluppo delle difese e per il rischio futuro di sviluppare asma, allergie o risposte insufficienti ai vaccini.
Il diabete di tipo 1 non ha età: la sfida della diagnosi negli adulti e negli anziani
09 Giu 2026 Scritto da Emma Bariosco
Il diabete di tipo 1 è sempre stato considerato, nell'immaginario comune, una malattia esclusiva dell'infanzia. In realtà, questa patologia autoimmune può manifestarsi frequentemente anche in età adulta, spesso superati i 30 anni. In questa fascia anagrafica, però, il rischio di una mancata diagnosi o di un'errata classificazione come diabete di tipo 2 (non autoimmune) è molto alto, con pesanti ripercussioni sulla tempestività e sull'efficacia delle cure.
A fare luce su questo fenomeno è un articolo pubblicato sulla rivista Diabetes Care, coordinato dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la University of Exeter. Lo studio analizza come l’età influenzi lo sviluppo, la diagnosi e la gestione della malattia lungo tutto l'arco della vita.

