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Epatite C in Francia: fra chi usa droghe il virus attivo si dimezza in dieci anni

Guido Donati * 16 Ott 2026



Santé publique France e l'Inserm hanno confrontato tre indagini, del 2004, del 2013 e del 2023, fra le persone che frequentano i servizi di riduzione del danno. Il virus presente nel sangue scende dal 19,4 al 9,5 per cento. Fra chi si inietta le nuove infezioni passano da 6,5 a 2,4 ogni cento anni-persona. Nature Communications ha diffuso il lavoro l'11 ottobre 2026 nella versione accettata, con il solo riassunto.

 

 

A sinistra, quota di persone con RNA del virus dell'epatite C nel sangue nel 2013 e nel 2023, fra tutte le persone che usano droghe reclutate nei servizi di riduzione del danno in Francia e fra quelle che si iniettano. A destra, nuove infezioni ogni cento anni-persona fra chi si inietta. Le barre nere sono gli intervalli di confidenza al 95 per cento riportati nel riassunto. Per la quota del 29,6 e del 14,5 per cento il riassunto non riporta gli intervalli.
Credito: Elaborazione di Scienzaonline su dati di Sabbatini C. E. et al., Nature Communications 2026, doi 10.1038/s41467-026-78598-3 (articolo con licenza CC BY 4.0).


Nel 2004 la persona che entrava in un servizio di riduzione del danno in Francia aveva in media 35 anni. Nel 2023 ne aveva 44. In vent'anni la popolazione è invecchiata, e l'iniezione è rimasta. Nel 2023 la praticava il 61,7 per cento, una quota che gli autori descrivono come stabile. Il virus dell'epatite C, in quello stesso tempo, ha perso terreno.
Il lavoro è uscito su Nature Communications l'11 ottobre 2026. La prima firma è di Chiara E. Sabbatini, di Santé publique France, l'agenzia nazionale francese di sanità pubblica. L'ultima è di Marie Jauffret-Roustide, dell'Inserm, al Centre d'étude des mouvements sociaux di Parigi. I dati vengono dall'indagine ANRS-Coquelicot. La rivista ha pubblicato in anteprima la versione accettata. Per ora si leggono il riassunto, le dichiarazioni e i ringraziamenti. Il testo completo, con il numero dei partecipanti per anno e le città, non è ancora disponibile, e questo pezzo si basa sul riassunto.
Le indagini sono tre, nel 2004, nel 2013 e nel 2023. Ogni volta sono state reclutate persone che usano droghe nei servizi di riduzione del danno, quei centri che distribuiscono siringhe sterili, offrono test e accompagnano alle cure senza chiedere di smettere. A ciascuno sono stati chiesti comportamenti e un campione biologico. Gli autori hanno cercato due cose. Gli anticorpi contro il virus, che restano anche dopo la guarigione e segnano un contatto passato. E l'RNA del virus, il suo materiale genetico, che nel sangue c'è solo quando l'infezione è in corso.


Il dato centrale riguarda l'RNA. Fra tutte le persone che usano droghe la quota con il virus attivo è scesa dal 19,4 per cento del 2013 al 9,5 per cento del 2023. Gli intervalli di confidenza al 95 per cento vanno da 16,3 a 23,0 e da 7,2 a 12,3, e non si toccano. Fra chi si inietta la quota è passata dal 29,6 al 14,5 per cento.
Il secondo dato è l'incidenza, cioè la velocità con cui compaiono infezioni nuove. Si misura in anni-persona. Cento anni-persona sono, per esempio, cento persone seguite per un anno. Fra chi si inietta le nuove infezioni sono scese da 6,5 a 2,4 ogni cento anni-persona. Gli intervalli sono larghi, da 4,1 a 8,0 e da 1,4 a 4,2, e si sfiorano agli estremi. L'incidenza non è contata direttamente. È stimata con modelli di trasmissione a due stati, infetto e non infetto, a partire dalla prevalenza per età e per periodo.
Gli autori attribuiscono il calo, con ogni probabilità, a due cose insieme. La prima è la diffusione degli antivirali ad azione diretta, compresse che bloccano la replicazione del virus e hanno cambiato la cura dell'epatite C nell'ultimo decennio. La seconda sono le politiche di riduzione del danno. È una lettura plausibile, ma resta un confronto fra tre fotografie scattate a distanza di anni. Il riassunto non dice quante persone abbiano ricevuto la cura, né se le persone reclutate nel 2023 somiglino a quelle del 2013 per luoghi e abitudini. L'invecchiamento stesso del gruppo cambia il quadro, perché chi ha un'infezione vecchia di decenni ha avuto più occasioni di essere curato.


Gli autori scrivono anche che la trasmissione continua. Un'incidenza di 2,4 su cento anni-persona significa ancora infezioni nuove ogni anno, in un gruppo dove sei persone su dieci si iniettano.
Lo studio è finanziato da enti pubblici francesi, l'agenzia ANRS per l'AIDS e le epatiti, il ministero della Salute, Santé publique France, l'Inserm e le agenzie sanitarie regionali. Gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse.
In Italia il decreto del ministero della Salute del 14 maggio 2021 ha definito le categorie per uno screening gratuito dell'epatite C. Comprende i nati fra il 1969 e il 1989, le persone seguite dai SerD, i servizi pubblici per le dipendenze, e i detenuti, senza limiti di età. Il piano dell'Umbria, per esempio, lo ha fissato come intervento sperimentale e una tantum per il 2022 e il 2023. Un confronto ripetuto nel tempo come quello francese misura se lo screening e la cura arrivano davvero a chi si inietta.
Il testo completo dirà quante persone sono state reclutate, in quali città, e quanti hanno ricevuto gli antivirali. Fino ad allora i numeri solidi sono due. Il virus attivo dimezzato in dieci anni, e un'età media salita di nove anni.


Bibliografia
Sabbatini Chiara E., Le Strat Yann, Bonaldi Christophe, Brouard Cécile, Audran Martin, Saboni Leïla, Richard Jean-Baptiste, David Amélie, Gaudy-Graffin Catherine, Chevaliez Stéphane, Barin Francis, Stefic Karl, Jauffret-Roustide Marie, «HCV incidence and prevalence trends among people who use drugs in France 2004 to 2023», Nature Communications, 2026, online l'11 ottobre 2026 (ricevuto il 25 luglio 2025, accettato il 22 settembre 2026), versione accettata in anteprima, volume e numero d'articolo non ancora assegnati, accesso aperto, licenza CC BY 4.0. doi: 10.1038/s41467-026-78598-3
Regione Umbria, «Piano regionale di screening per l'eliminazione del virus HCV», allegato 1 alla DGR n. 1370 del 2021, che richiama il decreto del Ministero della Salute del 14 maggio 2021 per le categorie da sottoporre a screening. https://prevenzione.regione.umbria.it/wp-content/uploads/2024/12/DGR_1370_2021_ALL-1-Piano-regionale-screening-HCV.pdf

*Board Member, SRSN (Roman Society of Natural Science)
Past Editor-in-Chief Italian Journal of Dermosurgery

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