Un sommergibile tedesco affondato nel 1917 al largo dello Jutland perde ancora tritolo in mare. Cozze (Mytilus edulis) tenute per quattordici settimane in gabbie fissate sopra le sue mine ne hanno assorbito i residui e mostrano segni di stress nelle cellule. Le munizioni affondate nel Mare del Nord e nel Baltico hanno ucciso nel tempo almeno 418 persone.


Le gabbie di cozze (Mytilus edulis) e i campionatori passivi usati sul relitto dell’UC-30. a) cozze preparate a bordo della nave da ricerca Aurora; b) gabbie pronte, cozze sotto e campionatori sopra; c-d) un campionatore prima della posa e al recupero, quattordici settimane dopo; e-f) cozze recuperate; g) dissezione. Posa 30 marzo 2022, recupero 5 luglio 2022. Figura 5 dell’articolo, riprodotta senza modifiche. Credito: © 2026 The Authors. Schuster R.M. et al., Marine Pollution Bulletin 229 (2026) 119738, Fig. 5. CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/. 


Un archeo delle sorgenti idrotermali fissa l’azoto dell’aria fino a 91,7 gradi, e il cuore del suo enzima si denatura solo a 92,3. L’attività però è stata misurata fino a 50 gradi. Il dato a 80 gradi, il più alto mai registrato per una nitrogenasi se fosse confermato, è un calcolo.

 

 

Temperatura di fusione delle due componenti della nitrogenasi dell’archeo Methanocaldococcus infernus (NifDK e NifH) e della componente NifDK del batterio di riferimento Azotobacter vinelandii, accanto alla temperatura massima di crescita dell’archeo sull’azoto; la linea tratteggiata arancio segna i 50 gradi, temperatura massima alla quale l’attività dell’enzima è stata misurata. Elaborazione di Scienzaonline su dati di Maslać N. et al., Nature Communications 2026, doi 10.1038/s41467-026-77173-0 (articolo con licenza CC BY 4.0). Grafico originale della redazione.


Una barriera corallina segnalata davanti al Benin negli anni Sessanta e ritenuta morta è stata ritrovata a 54 metri con coralli vivi. Il comunicato parla di una barriera sana con otto tipi di corallo. Il paper, uscito a luglio, descrive un giardino di ottocoralli e non misura lo stato di salute.

 

Profondità delle osservazioni sulla piattaforma continentale del Benin: in arancio la barriera segnalata nel 1963–64 e ritenuta morta, in blu le misure di temperatura e ossigeno e i coralli vivi filmati nel 2025 a 54 metri, in grigio la fascia di piattaforma considerata dagli autori. Elaborazione di Scienzaonline su dati di Zinzindohoué C.G.F. et al., Frontiers in Marine Science 2026, doi 10.3389/fmars.2026.1848226 (articolo con licenza CC BY). Grafico originale della redazione.



Al largo della Florida un altoparlante sott’acqua ha fatto girare gli squali pinna nera fino a 74 metri di distanza. Per la teoria lo squalo sente solo da vicino. Il lavoro è uscito a giugno e il comunicato è di fine settembre.
Una barca è ancorata davanti a un’imboccatura di porto della Florida sudorientale. A una quindicina di metri, un metro sotto la superficie, è sospeso un altoparlante. Sopra, un drone filma l’acqua bassa. Uno squalo pinna nera passa nella zona. L’altoparlante emette un suono grave, a impulsi. Lo squalo gira di colpo e se ne va.



Il consorzio Bat1K ha letto 103 genomi completi e 44 fossili. L’origine più probabile dei pipistrelli, e del volo nei mammiferi, è l’Europa del tardo Paleocene, con una probabilità del 99,2 per cento. Sulla data esatta i comunicati e il paper non dicono la stessa cosa.

 

 

Le date che contano per l’origine dei pipistrelli, in milioni di anni fa: in blu il tardo Paleocene, epoca in cui il paper colloca l’antenato comune in Europa (probabilità a posteriori 99,2%); tratteggiato in arancio l’intervallo di 65–60 milioni di anni indicato dai comunicati universitari; in grigio l’intervallo dei fossili di pipistrello più antichi; linee punteggiate per l’estinzione di fine Cretaceo, l’origine africana degli Yinpterochiroptera e il fossile Vielasia. Elaborazione di Scienzaonline su dati di Morales A.E. et al., Nature 2026, doi 10.1038/s41586-026-11007-3; limiti di epoca dalla scala cronostratigrafica internazionale. Grafico originale della redazione.



Volontari di ventisette paesi hanno contato per vent’anni gli uccelli e le farfalle più comuni d’Europa. Uno studio su Nature Ecology & Evolution usa quei conteggi per proiettare il loro futuro al 2050. Con le politiche di conservazione più ambiziose il calo rallenta, ma non si ferma in alcuno scenario. L’Italia c’è con gli uccelli, non con le farfalle.


Le leggi di conservazione sono nate soprattutto per le specie rare. Le specie comuni, abbondanti perché si adattano a molti ambienti o perché il loro ambiente è diffuso ovunque, ne restano in gran parte fuori. Eppure subiscono per prime l’agricoltura, il taglio dei boschi e le città che crescono. Il calo di una specie abbondante può essere il primo passo verso la lista di quelle minacciate.

Taiwan ha messo quasi tre quarti dei ricavi mondiali delle fonderie di chip sopra la faglia che nel 1935 e nel 1999 ha ucciso più di cinquemila persone. Nel 2024 gli impianti hanno retto. Amitav Ghosh spiega perché il mondo ha scelto di non pensarci.

 



Quota dei ricavi mondiali delle fonderie di chip nel primo trimestre del 2026: TSMC 72,3 per cento, Samsung 6,5, SMIC 5,1, UMC 3,9. Elaborazione di Scienzaonline su dati TrendForce, primo trimestre 2026. File: grafico_fonderie_2026_it.png.

Una ricerca di respiro internazionale, condotta con il contributo dell'Università degli Studi di Milano, ha ridefinito la classificazione scientifica del proteo — lo storico anfibio troglobio che popola i bacini ipogei del Carso tra Italia, Slovenia, Croazia e Bosnia ed Erzegovina. Invece dell'unica specie nota in precedenza, l'indagine ne ha identificate nove distinte, tra cui una nuova varietà nativa del territorio italiano denominata Proteus maurii, in omaggio al naturalista Edgardo Mauri. Questo aggiornamento, pubblicato sulla rivista Amphibia-Reptilia, fornisce strumenti fondamentali per predisporre piani di tutela specifici per ogni popolazione.

 

Fonte Pixabay

 

 

Gusci di Globorotalia limbata sinistrorsi (in alto) e destrorsi (in basso), in vista ombelicale e in vista spirale; le frecce rosse indicano il senso di avvolgimento. Barra di scala: 200 micrometri. Esemplari da Lo-En Guyot, Pacifico occidentale, foro ODP 872C, Miocene superiore. Figura 1 del lavoro citato, non modificata. Credito: Wade B. S., Pearson P. N., King D. J., Luciani V., PNAS 2026, Creative Commons Attribution 4.0 (CC BY), https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

 

Per milioni di anni i foraminiferi planctonici hanno avvolto il guscio in un solo senso. Poi, in poche migliaia di anni, lo hanno invertito in tutti gli oceani. Quattro paleontologi propongono una spiegazione: non è il clima, sono specie nascoste che si danno il cambio.

Un guscio di Globorotalia limbata è largo mezzo millimetro. Sotto il microscopio le camere si avvolgono a spirale, e la spirale gira in un senso solo: orario, e il guscio si dice destrorso, o antiorario, e si dice sinistrorso. È un carattere binario, il più facile da contare in un sedimento. Negli anni Cinquanta David Ericson contò i gusci di Neogloboquadrina pachyderma nelle carote dell'Atlantico settentrionale e vide che i sinistrorsi dominavano nei periodi freddi e i destrorsi in quelli caldi. Ne fece un termometro. Il termometro funzionava, ma per la ragione sbagliata: le ricerche successive trovarono due popolazioni distinte ai due lati del fronte polare, ciascuna con il suo verso. Quando il ghiaccio avanzava, le masse d'acqua scendevano a sud e i sinistrorsi prendevano il posto dei destrorsi. Nel 2006 la genetica ha chiuso il caso: la forma destrorsa è un'altra specie, Neogloboquadrina incompta.

Un'illuminazione più intensa durante la crescita delle piante favorisce l'accumulo di vitamina B9 negli ortaggi a foglia, riducendo al contempo la presenza di sostanze meno desiderabili. Lo conferma una ricerca dell'Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISPA, sedi di Bari e Lecce), pubblicata sulla rivista scientifica Scientia Horticulturae. Questa tecnica si inserisce nel campo della biofortificazione, un approccio sostenibile che punta a incrementare il valore nutrizionale degli alimenti direttamente in fase di coltivazione.

La sperimentazione ha riguardato le foglie giovani (baby-leaf) di mizuna, cicoria e tatsoi, ortaggi comunemente impiegati per le insalate pronte al consumo di IV gamma. I risultati mostrano che una porzione da 100 grammi di mizuna o tatsoi coltivate con una maggiore disponibilità di luce soddisfa circa il 45% del fabbisogno giornaliero raccomandato di folati per un adulto e circa il 30% di quello indicato in gravidanza.

 

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