La dendrocronologia svela la "Golden Age"
Attraverso l'analisi di 314 serie di anelli di accrescimento su ben 284 strumenti originali, i ricercatori hanno condotto la più vasta indagine mai realizzata sull'opera di Stradivari. I risultati mostrano un cambiamento netto nel metodo di lavoro del maestro:
Fase giovanile: Stradivari utilizzava legni di provenienza varia e meno identificabile.
Il Periodo d'Oro (inizio Settecento): Coincide con una scelta sistematica e quasi esclusiva dell'abete rosso del Trentino orientale.
Il "Minimo di Maunder": quando il freddo creò la musica
Il segreto della qualità sonora risiede nel clima di fine Seicento. Tra il 1645 e il 1715, la Terra visse il cosiddetto Minimo di Maunder, un periodo di scarsa attività solare e temperature molto rigide.
Crescita rallentata: Il freddo costringeva gli abeti a stagioni vegetative brevissime.
Legno perfetto: Questo generava anelli di crescita sottili, fitti e straordinariamente regolari, conferendo alle tavole armoniche una densità e un'omogeneità ideali per la propagazione del suono.
"Stradivari era estremamente meticoloso," spiega Mauro Bernabei, coordinatore della ricerca per il Cnr-Ibe. "Abbiamo scoperto che utilizzava tavole ricavate dallo stesso identico tronco per costruire violini diversi, prodotti anche a distanza di molti anni, per non sprecare quel materiale eccezionale."
Un'eredità che unisce scienza e liuteria
Lo studio non solo conferma l'importanza delle foreste alpine nella storia della musica, ma rende omaggio alla carriera di John Carass Topham, liutaio e pioniere della dendrocronologia scomparso nel 2025, i cui dati sono stati fondamentali per mappare i segreti del legno stradivariano.
Questa ricerca dimostra come il successo di un'opera d'arte possa dipendere da un equilibrio delicatissimo tra l'ambiente e il genio umano, trasformando un evento climatico globale in una vibrazione sonora insuperabile.

