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Il mare come biblioteca

Guido Donati 14 Set 2026

Conchiglia di cono con il disegno «a tende» del gruppo di Conus textile, dalla collezione dell’autore. Foto Guido Donati. Ritaglio su fondo bianco

 


Da un solo esemplare di cono si leggono più di tremila tossine diverse. Dal mare sono usciti quarantamila composti e diciassette farmaci. Quasi metà dei coralli che costruiscono le barriere rischia l’estinzione. Una serie di articoli su ciò che il mare ha dato alla medicina, e su ciò che stiamo perdendo prima di averlo letto.



Un cono è una lumaca di mare. Vive nelle sabbie delle barriere coralline, caccia pesci, vermi e altri molluschi con un dente a forma di arpione e un veleno che li ferma in un istante. Nel 2015 un gruppo dell’Università del Queensland ha letto il veleno di un solo esemplare di Conus episcopatus con le tecniche della genomica e della spettrometria di massa. Ha trovato 3.305 sequenze precursori di tossine, il numero più alto mai letto in un singolo esemplare. In una lumaca. Nel genere Conus se ne stimano più di settantamila; se ne conoscevano circa duemila. Da un’altra specie, Conus magus, era uscito nel 2004 lo ziconotide, un antidolorifico che la FDA ha approvato per il dolore intrattabile e che si usa ancora, per infusione nel midollo. Delle altre tremila sequenze di quell’esemplare non si sa quasi nulla.
Questo è il punto di partenza della serie che comincia oggi. Il mare è una biblioteca chimica che abbiamo appena cominciato a leggere. I numeri sono questi. La banca dati MarinLit della Royal Society of Chemistry, che raccoglie la letteratura sui prodotti naturali marini dagli anni Settanta, conta circa quarantamila composti. La rassegna annuale di Anthony Carroll e colleghi su Natural Product Reports ne ha registrati 1.220 nuovi nel solo 2023, da 340 lavori, e 1.417 nel 2022. Le spugne da sole hanno dato più di diecimila molecole. Di tutto questo, secondo il repertorio tenuto da Alejandro Mayer e colleghi, i farmaci approvati sono diciassette e i composti in sperimentazione clinica ventinove.


Diciassette su quarantamila. Il rapporto sembra magro e non lo è. La chimica farmaceutica ha percentuali di successo molto più basse partendo da molecole disegnate a tavolino, e i diciassette non sono farmaci qualunque: la citarabina per le leucemie e la vidarabina contro l’herpes, nate da una spugna dei Caraibi negli anni Cinquanta, l’antidolorifico del cono, gli antitumorali che racconteremo nei prossimi pezzi. Ma il numero che conta di più è un altro. Nessuna di queste molecole è stata inventata. Sono state lette. Un organismo le aveva scritte nel corso di milioni di anni, per difendersi, per cacciare, per non farsi mangiare da fermo, e un chimico le ha copiate.
C’è un paradosso dentro questa storia, e la serie ci tornerà spesso. Spesso l’organismo che si raccoglie non è quello che produce la molecola. Carroll e colleghi hanno contato le classi di composti isolati da invertebrati marini e attribuiti con certezza a batteri simbionti: quarantasei. Il tempo medio fra la scoperta della molecola nell’animale e la scoperta del batterio che la fabbrica è superiore a quindici anni. E nella maggior parte dei casi quel batterio non si coltiva: vive solo dentro il suo ospite. Chi vuole la molecola deve avere l’animale, o sintetizzarla da capo dopo averla vista.
Ed è qui che l’obiezione arriva, giusta. Una volta trovata la molecola, l’animale non serve più: si sintetizza. È vero, e la lepre di mare di cui parleremo domani lo dimostra. Ma la sintesi viene dopo. Prima serve l’organismo, intero, vivo, con i suoi simbionti dentro. Nessuno ha mai progettato a tavolino una conotossina o una dolastatina: le ha lette in un animale. Estinguere una specie non brucia una fabbrica. Brucia un libro che nessuno ha ancora aperto.


I libri stanno bruciando a un ritmo che si misura. La Lista Rossa dell’IUCN, aggiornata il 9 luglio 2026, conta 175.909 specie valutate e 49.505 minacciate di estinzione. Nell’ultimo aggiornamento sono entrati i molluschi delle sorgenti idrotermali profonde: più della metà di quelli che dipendono dalle sorgenti è minacciata dall’estrazione mineraria sui fondali, che ancora non è cominciata su scala industriale. Le barriere coralline, che sono il serbatoio principale della chimica marina, stanno peggio. Nel novembre 2024 l’IUCN ha rivalutato 892 specie di coralli costruttori di acque calde: il 44 per cento è minacciato, contro un terzo nel 2008. La forbice, contando le specie con dati insufficienti, va dal 38 al 51 per cento. Fra il gennaio 2023 e il marzo 2025 lo stress termico da sbiancamento ha colpito l’84 per cento delle barriere del mondo, in 82 paesi. Nel primo evento globale, nel 1998, era stato il 21 per cento.
Il cono che ci ha dato lo ziconotide vive in quelle barriere. Le spugne, i tunicati, le lepri di mare, i briozoi: quasi tutto ciò che questa serie racconterà vive in quelle barriere o sui fondali che si vorrebbero scavare. Non c’è bisogno di aggettivi. Chi distrugge una specie marina impoverisce il pianeta due volte: una volta subito, nell’ecosistema, e una volta dopo, nella medicina che quella specie avrebbe potuto dare a chi non è ancora nato.


Questa serie racconterà una molecola alla volta: da dove viene, chi l’ha trovata, cosa ha fatto in clinica, cosa non ha fatto. Con i numeri veri e con le fonti primarie, non con i comunicati. Chi scrive aveva aperto nel 1983, su La Conchiglia e The Shell, una rubrica con lo stesso titolo, «Marine Pharmacology & Toxicology», con Berardino Porfirio. Il primo articolo si chiamava «Prospettive» e diceva che il mare copre più del 70 per cento del globo, che vi vivono 160.000 specie e che di queste poche centinaia erano state studiate dal punto di vista farmacologico. Un anno dopo, nella seconda parte di un articolo sulle sostanze antineoplastiche dal mare, scrivevamo che l’unico farmaco antitumorale di origine marina in uso clinico era la citarabina. Quarantatré anni dopo, alcune di quelle prospettive sono diventate farmaci, altre sono fallite, altre aspettano ancora. La serie riparte da lì. Domani, la prima storia: una lepre di mare dell’oceano Indiano, 1.600 chili di animali, pochi milligrammi di veleno, e otto farmaci.

Percentuale delle barriere coralline del mondo colpite da stress termico di livello da sbiancamento nei quattro eventi globali registrati: 1998, 2010, 2014–2017 e 2023–2025 (dato al 30 marzo 2025). Elaborazione di Scienzaonline su dati International Coral Reef Initiative / NOAA Coral Reef Watch, 23 aprile 2025.

 


Bibliografia
Carroll A.R., Copp B.R., Grkovic T., Keyzers R.A., Prinsep M.R., «Marine natural products», Natural Product Reports, 42(2), 257–297, 6 febbraio 2025, accesso aperto CC BY-NC 4.0. doi: 10.1039/d4np00067f
Mayer A.M.S., Mayer V.A., Swanson-Mungerson M., Pierce M.L., Roberts C.M., Rodríguez A.D., Nakamura F., Taglialatela-Scafati O., «Marine Pharmacology in 2022–2023: Marine Compounds with Antibacterial, Antidiabetic, Antifungal, Anti-Inflammatory, Antiprotozoal, Antituberculosis and Antiviral Activities, Affecting the Immune and Nervous Systems, and Other Miscellaneous Mechanisms of Action», Marine Drugs, 24(4), 133, 9 aprile 2026, accesso aperto CC BY. doi: 10.3390/md24040133
Newman D.J., Cragg G.M., «Marine Natural Products with Pharmacological Properties», in Puglisi M.P., Becerro M.A. (a cura di), Chemical Ecology. The Ecological Impacts of Marine Natural Products, CRC Press, Boca Raton, 2019, pp. 1–48.
Lavergne V., Harliwong I., Jones A., Miller D., Taft R.J., Alewood P.F., «Optimized deep-targeted proteotranscriptomic profiling reveals unexplored Conus toxin diversity and novel cysteine frameworks», Proceedings of the National Academy of Sciences, 112(29), E3782–E3791, 2015. doi: 10.1073/pnas.1501334112
IUCN, «From desert frog to deep-sea molluscs, remarkable species at risk – IUCN Red List», comunicato stampa, Gland, 9 luglio 2026. https://iucn.org/press-release/202607/desert-frog-deep-sea-molluscs-remarkable-species-risk-iucn-red-list
IUCN, «Over 40% of coral species face extinction – IUCN Red List», comunicato stampa, Baku, 13 novembre 2024. https://iucn.org/press-release/202411/over-40-coral-species-face-extinction-iucn-red-list
International Coral Reef Initiative, «84% of the world’s coral reefs impacted in the most intense global coral bleaching event ever», 23 aprile 2025. https://icriforum.org/4gbe-2025/
Marine Pharmacology, «Approved Marine Drugs», aggiornamento del 9 aprile 2026, consultato il 13 settembre 2026. https://www.marinepharmacology.org/approved
Royal Society of Chemistry, MarinLit. A database of the marine natural products literature. https://marinlit.rsc.org
Donati G., Porfirio B., «Prospects», in «Marine Pharmacology & Toxicology», The Shell, 174–175, 21, 1983; edizione italiana: «Prospettive», in «Farmacologia e Tossicologia Marina», La Conchiglia, 174–175, 21, 1983.
Donati G., Porfirio B., «Antineoplastic Substances from the Sea. Part II», in «Marine Pharmacology & Toxicology», The Shell, 182–183, 27, 1984; edizione italiana: «Sostanze antineoplastiche dal mare. Parte II», in «Farmacologia e Tossicologia Marina», La Conchiglia, 182–183, 27, 1984.



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