Lo squalo pinna nera, Carcharhinus limbatus, è comune lungo le coste della Florida e nuota in branchi vicino alla spiaggia. C. L. Sullivan, E. R. Gerstein e S. M. Kajiura, della Florida Atlantic University, hanno usato quella vicinanza per una domanda di fisica. A che distanza uno squalo sente un suono? Lo studio è uscito su Integrative Organismal Biology il 30 giugno 2026, ad accesso aperto. Il comunicato dell’università è arrivato il 29 settembre.

Distanza dall’altoparlante alla quale gli squali pinna nera (Carcharhinus limbatus) hanno reagito a tre bande di suono a bassa frequenza, al largo della Florida sudorientale: in blu l’intervallo dalla distanza minima alla massima e il valore medio, in arancio l’inizio del campo lontano fissato dagli autori a tre lunghezze d’onda; a destra le reazioni sul numero di presentazioni. Elaborazione di Scienzaonline su dati di Sullivan C.L. et al., Integrative Organismal Biology 2026, doi 10.1093/iob/obag033 (articolo con licenza CC BY). Grafico originale della redazione.
Il suono in acqua ha due componenti. Una è la pressione, l’onda che un idrofono misura. L’altra è il moto delle particelle d’acqua, che oscillano avanti e indietro. Vicino alla sorgente domina il moto delle particelle. È il campo vicino. Più lontano domina l’onda di pressione, ed è il campo lontano. Lo squalo non ha la vescica natatoria, l’organo pieno di gas che in molti pesci ossei raccoglie la pressione. Il suo orecchio interno sente il moto delle particelle. Per questo si pensava che lo squalo sentisse solo nel campo vicino.
Gli autori hanno usato tre bande di frequenza basse, da 100 a 200 hertz, da 200 a 400 e da 400 a 800. Come controllo hanno usato un suono acuto a 10.000 hertz, alla stessa intensità. Alla sorgente il livello era di 140 decibel, nella scala usata per l’acqua. Su 209 presentazioni dei suoni bassi gli squali hanno reagito 165 volte. Al suono di controllo non hanno mai reagito.
La reazione è sempre la stessa. Lo squalo gira da 20 a 160 gradi, lontano dall’altoparlante, e accelera. Con la banda più grave la distanza media della reazione è di 40,7 metri. La più lunga è di 74. Con la banda più acuta la media scende a 30 metri. Per i suoni più acuti serviva anche più volume sopra il rumore di fondo del mare. Servivano 16 decibel nella banda più grave e quasi 45 in quella più acuta. Gli squali sentono meglio i suoni gravi, come avevano già mostrato studi in vasca.
Il punto del lavoro è dove cade la reazione. Gli autori fissano il confine del campo lontano a tre lunghezze d’onda dalla sorgente. Per la banda più grave sono 45 metri, per la più acuta poco più di 11. Circa sette reazioni su dieci sono avvenute oltre quel confine, nel campo lontano. Gli autori ne deducono che lo squalo sente il moto delle particelle anche dove l’onda di pressione domina.
I limiti sono scritti nel paper. Il moto delle particelle non è stato misurato in acqua, perché sul campo non era pratico. Le bande di frequenza non erano perfettamente pulite, e una parte dell’energia usciva dai margini. Il confine a tre lunghezze d’onda è una convenzione, non una linea fisica netta. Il paper non dice quanti squali diversi siano stati osservati. In un branco lo stesso animale può essere contato più volte. Gli squali nutrice presenti nella zona, poi, non hanno reagito agli stessi suoni. I dati sono disponibili su richiesta all’autore di riferimento, non in un deposito pubblico.
Lo studio è finanziato dalla Colgan Foundation e dalla National Save the Sea Turtle Foundation. Gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse. Il protocollo sugli animali è stato approvato dal comitato etico dell’università.
Il comunicato riassume il risultato in quasi 250 piedi, cioè 74 metri. È la reazione più lontana, non la media. La media sta fra 30 e 41 metri, secondo la banda.
Il mare è pieno di suoni gravi fatti dall’uomo. Motori di navi, battipali, prospezioni sismiche. Il lavoro non li studia. Mostra però che uno squalo li può sentire più lontano di quanto si credesse. E che, davanti a un suono nuovo, la sua prima scelta è andarsene.
Bibliografia
Sullivan C.L., Gerstein E.R., Kajiura S.M., «Orientation of Blacktip Sharks (Carcharhinus limbatus) to Underwater Sound», Integrative Organismal Biology, 8, 1, obag033, pubblicato il 30 giugno 2026, accesso aperto con licenza CC BY. doi: 10.1093/iob/obag033
Florida Atlantic University, comunicato stampa, ripreso da ScienceDaily il 29 settembre 2026 con il titolo «Sharks can hear nearly 250 feet away and pinpoint the source».

