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Segnali, scelte e conflitti: il cervello li sbroglia con attenzione

La risoluzione di conflitti cognitivi necessita di attenzione esclusiva. Ecco perché sono potenzialmente pericolosi in situazioni che richiedono un monitoraggio continuo, come la guida di un’automobile. Lo rivela un recente studio, pubblicato su Nature Scientific Reports, condotto dall’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca. Distrazioni zero: la risoluzione di conflitti nella percezione dei segnali derivanti dal mondo esterno richiede un’attenzione esclusiva. È quanto emerge da uno studio condotto da Alberto Zani, responsabile del Laboratorio di Imaging Elettrofunzionale Cognitivo dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr), in collaborazione con Alice Mado Proverbio del NeuroMI-Milan Center for Neuroscience e docente di Neuroscienze cognitive presso l’Università di Milano-Bicocca. L’indagine ‘How voluntary orienting of attention and alerting modulate costs of conflict processing’ è stata recentemente pubblicata su Scientific Reports della piattaforma Nature.

 

Scoperto nuovo gene per sclerosi multipla e Lupus

 

Il lavoro, condotto dall’Irgb-Cnr e Università di Sassari e cofinanziato dalla Fism, è pubblicato su New England Journal of Medicine e svela per la prima volta un importante meccanismo biologico che predispone a queste malattie, gettando le basi per nuove terapie personalizzate e per lo sviluppo di nuovi farmaci. L’individuazione di un nesso di causa-effetto diretto come quello tra una particolare forma di Tnfsf13B e il rischio di sviluppare le due patologie è un evento rarissimo in studi di questo genere. All’origine del rischio di sviluppare sclerosi multipla (Sm) e lupus eritematoso sistemico, malattie autoimmuni a carico rispettivamente della mielina del sistema nervoso centrale e di pelle, reni e altri organi, vi sarebbe anche una particolare forma di Tnfsf13B, un gene che presiede alla sintesi di una proteina con importanti funzioni immunologiche: la citochina Baff. A rivelarlo su New England Journal of Medicine, la più antica e prestigiosa rivista di medicina al mondo, uno studio di un gruppo internazionale di ricercatori cofinanziato dalla Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism) e coordinato da Francesco Cucca, direttore dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) e professore di genetica medica dell’Università di Sassari. Alla pubblicazione italiana la rivista americana dedica anche un editoriale.

 

Studio FBK sul virus Zika pubblicato dalla rivista internazionale PNAS

 

Nel lavoro si dimostra che l’andamento dell’epidemia è stato determinato principalmente da fattori climatici e legati alla mobilità umana ​. Altro importante riconoscimento internazionale per la Fondazione Bruno Kessler nell’ambito degli studi sulla diffusione dei virus. I risultati di un lavoro scientifico sul virus Zika condotto dai ricercatori FBK Stefano Merler e Piero Poletti, in collaborazione con la Fondazione ISI di Torino, l’Università Northeastern di Boston, l’Università della Florida e l’Università di Washington, sono stati pubblicati sull’ultimo numero della rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), una delle più citate al mondo nel campo della ricerca. Il virus Zika è trasmesso principalmente dalle zanzare Aedes. L’infezione nell’uomo si manifesta generalmente con sintomi molto blandi, come febbre leggera, rash cutaneo o congiuntivite, ed è completamente asintomatica in circa l’80% dei casi. Ciò nonostante, ha generato molto allarme l’associazione tra virus Zika e casi di microcefalia osservati in neonati da madri infette durante la recente epidemia del 2015-2016 in Sudamerica.

 

Cellulari e tumori: conversazioni a rischio?

Puntualmente arrivano sui giornali e in televisione segnali di allarme sull'uso dei cellulari, che secondo alcuni potrebbero favorire lo sviluppo di tumori, soprattutto al cervello.Sono timori fondati?

L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC) ha annunciato il 31 maggio 2011 che un gruppo di 31 scienziati esperti di radiazioni elettromagnetiche e provenienti da 14 paesi, si è riunito a Lione per valutare i risultati di tutti gli studi già pubblicati, volti ad accertare "il rischio cancerogeno potenziale dovuto all'esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza" (per intenderci, quelli provocati dalle radiazioni non ionizzanti emesse dai telefoni senza fili, ma anche dai segnali radio-televisivi, dai radar e dai forni a microonde).

 

Morbillo, indicazioni operative per la gestione dell’epidemia in atto

 

immagine di un bambino con il morbillo

Alla luce dei dati disponibili relativi ai primi 3 mesi del 2017, con evidenza di un preoccupante incremento dei casi di morbillo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e presenza di focolai e di casi dovuti a trasmissione nosocomiale, il Ministero della Salute ha ritenuto opportuno ribadire alcune raccomandazioni contenute nel Piano Nazionale di Eliminazione Morbillo e Rosolia congenita 2010-2015 nella nota del 4 aprile 2017 alle Regioni e Province autonome e alle Amministrazioni centrali.

Per la gestione dei focolai epidemici:

Offrire attivamente la vaccinazione ai contatti suscettibili di casi di morbillo entro 72 ore dall'esposizione. Nei casi in cui sono trascorsi più di 72 ore dall'esposizione offrire, comunque, la vaccinazione per recuperare i suscettibili eventualmente non contagiati.

Allertare i medici di medicina generale, i pediatri, i ginecologi e i medici ospedalieri e di Pronto Soccorso.

 

Nei geni della Sardegna il futuro per la prevenzione delle malattie ereditarie

Uno studio del Rna dei Sardi guidato dall’Irgb-Cnr consente una migliore comprensione sul funzionamento del genoma umano. Il lavoro è stato pubblicato su Nature Genetics

Un team di ricercatori guidati da Francesco Cucca, Direttore dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr (Irgb-Cnr) e professore di Genetica Medica all'Università degli Studi di Sassari, riporta sulla rivista Nature Genetics i risultati del sequenziamento del Rna. Lo studio, intitolato ‘Population and individual-specific regulatory variation in Sardinia’ prende in analisi oltre 600 individui sardi di cui sono stati caratterizzati sia l’RNA che il DNA. DNA, RNA e proteine sono le molecole fondamentali di tutte le forme di vita conosciute. Il DNA contiene le informazioni che servono guidare tutti i processi cellulari. Dal DNA viene copiato (’trascritto’) l’RNA, che può fungere da guida per la produzione di proteine, oltre ad essere esso stesso in grado di regolare diversi processi biologici.

 

Relazione tra il ritardo dello sviluppo del cervello infantile e infiammazione

Bloccare l’infiammazione per ridurre le disabilità cognitive

 

Per la prima volta uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista eLife dimostra la relazione diretta tra le disabilità cognitive che caratterizzano i disturbi dello sviluppo del cervello infantile e l’infiammazione che colpisce le sinapsi, cioè le strutture cerebrali di smistamento di informazioni e segnali a tutto il corpo. Questa importante scoperta potrebbe aprire la strada al trattamento con antinfiammatori E’ nota da diversi anni la relazione tra i difetti genetici nella produzione di proteine che operano a livello delle sinapsi nel cervello e i disturbi del neurosviluppo caratterizzati da deficit cognitivi. Tuttavia, una percentuale di tali patologie non ha chiare cause genetiche. Uno studio realizzato da Humanitas e Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr), in collaborazione con l’Universidad Miguel Hernández lnstituto de Neurociencias, per la prima volta identifica la relazione tra alti livelli di infiammazione e aumentata espressione della proteina MeCP2.

 

 

Mario Riccio rilancia la “Carta dei Medici per il testamento biologico”

Fotografia di Mario Riccio che invita a firmare la carta dei medici

 

Dopo tre rinvii, le Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia hanno espresso il parere favorevole al testo base sul Testamento Biologico, redatto e approvato dalla Commissione Affari Sociali. Il commento di Mario Riccio, Anestesista Rianimatore (Ospedale di Cremona) e componente del consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e medico di Piergiorgio Welby. Un segnale positivo arriva soprattutto dalla II° Commissione, che chiede la soppressione del comma 7 dell’articolo 1, nella parte del testo in cui si consente al medico di disattendere le disposizioni anticipate di trattamento ove siano in contrasto con i codici deontologici o con le buone pratiche assistenziali. Se questa indicazione non venisse presa in considerazione, la volontà del paziente di richiedere determinati trattamenti sanitari sarebbe soggetta a riserva di regole professionali estremamente mutevoli, correndo il rischio di equiparare la deontologia professionale medica alla legge e, di conseguenza, lasciare l’autodeterminazione in ostaggio di consuetudini sanitarie.

 

Il ritorno del morbillo. Numeri impressionanti nel 2017

In questi ultimi giorni la rete italiana di malattie infettive sta registrando un incremento di pazienti giovani adulti (età 15-35 anni) che si ricovera in ospedale con un morbillo in fase acuta. Nel mese di gennaio di quest’anno i casi di morbillo segnalati sono stati tre volte più numerosi rispetto al gennaio 2016. E questo nonostante esista una vaccinazione estremamente efficace in grado di prevenire la comparsa della malattia. “Per l’esattezza, il Ministero della Salute ha rilevato ben 238 casi soltanto nel mese di gennaio 2017, contro i 77 osservati nello stesso mese dello scorso anno. La maggior parte dei casi si è verificata in Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana. È il dato più alto osservato in gennaio dal 2013, l’anno in cui il morbillo ha iniziato a ridare segno di sé nel Paese ” dichiara il Prof. Massimo Galli, Vicepresidente SIMIT, Professore Ordinario di Malattie Infettive all'Università di Milano. Nel 2016, infatti, erano stati denunciati 844 casi di morbillo, spesso in adulti e con forme gravi per alcune delle quali si è reso necessario un ricovero ospedaliero. “Solo in gennaio, quindi, abbiamo già avuto più di un quarto dei casi visti durante tutto l’anno scorso” continua il prof. Galli. Il fatto che molte persone abbiano dovuto ricorrere al ricovero  testimonia che “il decorso può essere particolarmente grave, tanto che in alcuni casi è stato necessario ricorrere alla terapia intensiva” afferma il Prof. Massimo Andreoni, Past President SIMIT e Professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università Tor Vergata di Roma. “Ogni anno il morbillo determina la morte di diverse decine di migliaia di persone nel mondo; questa crescente diffusione in Italia non può essere sottovalutata”.

 

Chef, che materia grigia!

Ricercatori Ibfm-Cnr, in collaborazione con la Federazione italiana cuochi, hanno analizzato per la prima volta, tramite risonanza magnetica e test neuropsicologici, il cervello degli head Chef. Ne emergono fenomeni di plasticità neurale e particolari abilità motorie e cognitive legati alla dimensione della brigata squadra da coordinare in cucina. Lo studio è pubblicato su Plos One. Anche gli chef, come già provato per i musicisti e gli alpinisti, presentano un cervelletto più sviluppato rispetto alle persone che svolgono altri lavori. A rivelarlo uno studio dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro pubblicato sulla rivista Plos One. I ricercatori si sono chiesti se il lavoro di direzione di cucina possa produrre un iper-sviluppo cerebrale e rendere più abili e veloci: le attività che richiedono un continuo aggiornamento e perfezionamento delle capacità acquisite nel tempo sono infatti di fondamentale interesse scientifico.

 

Nanocubi per identificare precocemente Alzheimer e Parkinson

Il metodo innovativo utilizza nanocristalli d’argento che, attivati con luce laser, consentono di individuare anche minime tracce molecolari di malattie neurodegenerative. Lo ha messo a punto un team, guidato dall’Ifac-Cnr di Firenze, e formato da ricercatori dell’Imm-Cnr di Catania, dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Università di Saratov (Russia). Lo studio è stato pubblicato su Acs Nano

 

Grazie a una tecnica innovativa è possibile identificare l’‘impronta digitale’ di proteine e biomarcatori quando sono ancora presenti in minime tracce, riuscendo così a effettuare una diagnosi precoce di malattie neurodegenerative, quali l’Alzheimer e il Parkinson. A metterla a punto, un team di ricercatori dell’Istituto di fisica applicata (Ifac-Cnr), in collaborazione con i colleghi dell’Istituto di microelettronica e microsistemi (Imm-Cnr), del Dipartimento di chimica e scienze geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Università statale di Saratov (Russia). La ricerca è stata pubblicata su Acs Nano.

 
 
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Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

 

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