Aumenta in Africa Sub-sahariana il numero di persone che soffre di sotto nutrizione cronica

27 Nov 2017 Comunicato stampa Fao
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Condizioni climatiche avverse, un’economia globale lenta e i conflitti sono i fattori chiave che producono insicurezza alimentare nella regione

 

Nell'Africa sub-sahariana, la maggioranza della popolazione malnutrita nel 2016 viveva in paesi colpiti da conflitti.  E' aumentato in Africa Sub-sahariana il numero di persone sottonutrite, soprattutto a causa dell'impatto dei conflitti e del cambiamento climatico. La situazione indica un'urgente necessità di costruire la capacità di ripresa delle comunità colpite e di trovare soluzioni pacifiche che rafforzino la sicurezza alimentare, ha dichiarato oggi la FAO. Secondo il rapporto della FAO Africa Regional Overview of Food Security and Nutrition (2017),  la prevalenza della malnutrizione cronica è aumentata, passando tra il l 2015 e il 2016 dal 20,8% al 22,7%. "Il numero delle persone sottonutrite è aumentato, passando da 200 a 224 milioni, pari al 25% del totale degli 815 milioni di persone sottonutrite al mondo nel 2016", ha dichiarato Bukar Tijani, Direttore Generale Aggiunto della FAO e Rappresentante Regionale per l'Africa.

"Molti fattori hanno causato questa situazione: l'aumento della percentuale di quanti hanno subito una grave insicurezza alimentare a causa dell'impossibilità di avere accesso al cibo; condizioni climatiche avverse e conflitti - che spesso si verificano contemporaneamente - sono fattori chiave che hanno determinano questo incremento dell'insicurezza alimentare nella regione ", ha spiegato Tijani. Il rapporto di quest'anno, dal tema: "La sicurezza alimentare e la nutrizione - Il nesso con i conflitti: costruire la resilienza per la sicurezza alimentare, la nutrizione e la pace" è stato lanciato oggi al simposio congiunto FAO-OMS sui sistemi alimentari sostenibili per diete sane e una migliore Nutrizione, che si svolge a Abidjan dal 16 al 17 novembre 2017. Il rapporto indica che durante il primo decennio del millennio, l'Africa subsahariana ha fatto passi avanti nella lotta contro la fame con la prevalenza della malnutrizione calata dal 29,1% al 20,6%. Tuttavia, a questo tra il 2015 e il 2016 in molti paesi ha fatto seguito un periodo di peggioramento delle condizioni. Ciò è dipeso principalmente all'impatto dei conflitti e di condizioni climatiche avverse, come ricorrente siccità - spesso legate al fenomeno El Niño - con conseguenti cattivi raccolti e la perdita di bestiame.

Il nesso tra conflitti-fame

Nell'Africa sub-sahariana, la maggioranza della popolazione malnutrita nel 2016 viveva in paesi colpiti da conflitti. La prevalenza della malnutrizione è circa il doppio nei paesi devastati da guerre con crisi prolungate rispetto ai paesi non colpiti da conflitti, ed anche i livelli nutrizionali sono generalmente peggiori in questi paesi. La maggioranza, vale a dire 489 milioni degli 815 milioni di persone al mondo che erano sottonutrite nel 2016, vive in paesi che devono fare i conti con conflitti, violenze e fragilità.
Anche se la frequenza delle guerre è diminuita nei decenni, di recente vi è stato un aumento del numero di conflitti violenti e delle morti a causa di essi. Più di un terzo dei conflitti molto violenti del mondo si è verificato nell'Africa subsahariana e dei 19 paesi colpiti da conflitti con crisi prolungate, 13 sono in Africa subsahariana.

Costruire la capacità di risposta delle famiglie

Il rapporto FAO identifica una serie di percorsi attraverso i quali il sostegno alla sicurezza alimentare e ai mezzi di sussistenza può anche contribuire a creare resilienza contro i conflitti e sostenere la pace. In considerazione della complessità delle guerre e del nesso conflitti-cibo, che il cambiamento climatico può amplificare, è più probabile che gli interventi sulla sicurezza alimentare abbiano un impatto sulla pace quando vengono attuati nell'ambito di un più ampio insieme di interventi multisettoriali prima, durante e dopo i conflitti. Il rapporto fa notare che molti paesi hanno sviluppato o stanno sviluppando quadri politici e piani d'investimento in linea con gli obiettivi della dichiarazione Malabo e dell'SDG 2. E questo richiede finanziamenti adeguati, stabilendo corrette priorità e rafforzando le capacità istituzionali.

La Dichiarazione di Malabo

Con la Dichiarazione di Malabo del 2014 i leader africani hanno riaffermato i principi e i valori del Comprehensive Africa Agriculture Development Programme (CAADP) e raccomandato ai propri paesi di porre fine alla fame e dimezzare la povertà entro il 2025, di incrementare il commercio intra-africano e di migliorare la capacità di ripresa dei mezzi di sussistenza e dei sistemi produttivi al cambiamento climatico e ad altri shock.
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