Gliomi pediatrici: creati in laboratorio "mini-cervelli" 3D per testare nuove cure

Alessia Di Gioacchino 10 Apr 2026


Un'importante sinergia scientifica tra l'Università di Trento, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e la Sapienza Università di Roma ha portato alla creazione di un innovativo sistema sperimentale tridimensionale. Questa piattaforma permette di analizzare la risposta ai farmaci per i gliomi di basso grado, tumori del sistema nervoso centrale che colpiscono frequentemente i bambini. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Molecular Cancer.

Cosa sono i gliomi e perché studiarli
I gliomi hanno origine dalle cellule gliali, il "supporto" vitale dei neuroni. Pur essendo forme a crescita lenta e meno aggressive, rappresentano circa il 40% dei tumori cerebrali e presentano ancora molti aspetti biologici ignoti. La sfida della medicina è trovare terapie sempre più precise per migliorare la qualità della vita dei piccoli pazienti.

La tecnologia degli organoidi: il tumore in provetta
Per superare i limiti delle vecchie colture cellulari "piatte" (in 2D), i ricercatori hanno utilizzato gli organoidi del proencefalo.

Cosa sono: Sono modelli di organi in miniatura coltivati in 3D.

Come sono stati creati: Il team ha utilizzato cellule staminali pluripotenti, istruendole a svilupparsi come tessuto cerebrale e, successivamente, inducendo la formazione del tumore (glioma).

Il vantaggio: Questo ambiente realistico permette di osservare come il cancro cresce e, soprattutto, come reagisce ai farmaci prima ancora di passare alla sperimentazione sui pazienti.

Una ricerca corale tra Trento e Roma
Lo studio ha beneficiato di diverse competenze specialistiche:

Università di Trento (CIBIO): Ha guidato la creazione dei modelli 3D. Il professor Luca Tiberi ha spiegato che, sebbene gli organoidi siano un passo avanti enorme, l'obiettivo futuro è renderli ancora più completi aggiungendo vasi sanguigni e sistema immunitario, elementi oggi assenti ma cruciali per la crescita tumorale.

Ospedale Bambino Gesù: Si è occupato della mappatura genetica (epigenetica) e della risposta ai trattamenti. La dottoressa Evelina Miele ha sottolineato come questi modelli siano molto più fedeli ai tumori reali dei pazienti rispetto ai sistemi usati in passato, rendendo i test preclinici più affidabili.

Sapienza Università di Roma: Ha analizzato le proteine espresse dalle cellule tumorali (profilo immunoistochimico). La professoressa Elisabetta Ferretti ha ricordato come questo successo sia il frutto di un lungo lavoro di squadra, nel solco della tradizione clinica e scientifica italiana.

Prospettive future
L'obiettivo finale è abbattere le barriere della ricerca oncologica pediatrica. Creando piattaforme che replicano fedelmente la complessità di ogni singolo paziente, sarà possibile personalizzare le cure, rendendole più efficaci e meno tossiche.

"Questo lavoro getta le basi per sistemi sperimentali sempre più vicini alla realtà clinica," conclude il professor Tiberi, tracciando la rotta per i prossimi anni di ricerca.

Studio pubblicato il 9 aprile 2026 su Molecular Cancer.

Ultima modifica il Venerdì, 10 Aprile 2026 07:45
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