Tumori del sangue: arriva ProgEvo, l'algoritmo che legge il passato del tumore per prevederne il futuro

Stefano Fantini 19 Giu 2026

 


Una nuova arma tecnologica promette di rivoluzionare la lotta contro le sindromi mielodisplastiche (MDS), un gruppo eterogeneo di tumori del sangue con un rischio variabile di evolvere in forme leucemiche aggressive. Si chiama ProgEvo ed è un modello computazionale all'avanguardia capace di ricostruire la storia genetica della malattia partendo dal DNA del paziente, offrendo a medici e malati una bussola preziosa per personalizzare le cure.

Lo studio, intitolato "Prognostic Score for Myelodysplastic Syndromes Based on Molecular Evolution", è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista NEJM Evidence (gruppo New England Journal of Medicine). La ricerca è il frutto di una collaborazione internazionale guidata dall’Università di Milano-Bicocca (con il team composto da Daniele Ramazzotti, Alex Graudenzi e Ivan Civettini), in sinergia con l'Humanitas, le università americane di Yale e Moffitt Cancer Center, e altri prestigiosi centri ematologici europei.

Come funziona ProgEvo e la svolta di IPSS-M-Evo
A differenza dei metodi tradizionali, che si limitano a fotografare le mutazioni genetiche presenti in un dato momento, ProgEvo funziona come una macchina del tempo biologica. La piattaforma analizza i dati genomici per ricostruire la traiettoria evolutiva del tumore.

Incrociando l'evoluzione molecolare con i dati clinici dei pazienti, i ricercatori hanno dato vita a IPSS-M-Evo, un sistema di calcolo che aggiorna e standardizza i parametri di valutazione del rischio finora utilizzati dai medici.

I numeri della validazione: Il modello è stato addestrato e testato su campioni indipendenti per un totale di oltre 6.000 pazienti, dimostrando una precisione nettamente superiore nel prevedere l'aspettativa di vita e le probabilità di progressione della malattia.

L'impatto clinico: terapie più precise per il 40% dei pazienti
L'aspetto più rivoluzionario dello studio riguarda l'impatto concreto sulla diagnosi:

Riclassificazione del rischio: Grazie al nuovo algoritmo, circa il 40% dei pazienti è stato ricollocato in classi di rischio differenti (più corrette) rispetto ai vecchi sistemi diagnostici.

Accessibilità: Per tradurre subito la ricerca in pratica clinica, il modello è già stato integrato in piattaforme web gratuite, a disposizione dei medici di tutto il mondo per supportare le decisioni terapeutiche.

Come spiegato da Daniele Ramazzotti, ricercatore di Medicina e Chirurgia presso la Milano-Bicocca e alla guida dello studio: «Con ProgEvo siamo andati oltre la semplice istantanea delle mutazioni. Non guardiamo solo quali alterazioni ci sono oggi, ma ricostruiamo la mappa del percorso evolutivo della malattia. Questa informazione dinamica è la chiave per identificare in anticipo i pazienti più a rischio e pianificare terapie su misura».

Ultima modifica il Venerdì, 19 Giugno 2026 11:20
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