Un nuovo studio internazionale pubblicato su Earth-Science Reviews e guidato dal paleontologo Andrea Baucon (Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell'Università di Cagliari) ha finalmente ricostruito l'identikit dell'autore: si tratta di un artropode, molto probabilmente un piccolo crostaceo affine ai comuni porcellini di terra.
Un'indagine basata sulla geometria delle tracce
La ricerca ha visto la partecipazione di numerose istituzioni italiane e internazionali, tra cui le Università di Cagliari, Genova, Lisbona, Évora e Jagellonica, il Cnr-Ifac di Sesto Fiorentino, il Museo di Storia Naturale di Piacenza, il Naturtejo UNESCO Global Geopark e il Sichuan Resources Group Geotourism Technology.
Impossibilitati a osservare l'animale biologico in vita, i ricercatori hanno applicato l'analisi morfometrica direttamente sulle strutture scavate:
Analisi dei dati: Sono stati misurati 1.314 punti sulle gallerie fossili conservate presso il Museo di Storia Naturale di Piacenza.
Precisione esagonale: I rilievi hanno mostrato che all'interno della stessa cella i sei lati differiscono in media di appena mezzo millimetro, confermando una geometria estremamente vicina a quella di un esagono regolare.
Morfologia dei tunnel: I condotti presentano tratti rettilinei e spigoli netti, caratteristiche tipiche dell'azione di scavo effettuata con zampe articolate ed esoscheletro rigido, proprie degli artropodi.
Dalla coltivazione di batteri alla rete di comunicazione
Le rocce dell'Appennino e delle Alpi rappresentano antichi fondali oceanici sollevati dalle spinte tettoniche, nei quali si sono conservate le medesime strutture che i robot sottomarini documentano ancora oggi negli abissi.
Oltre a identificare la natura dell'organismo, lo studio propone una nuova teoria sulla funzione di questo reticolo. Se in passato si ipotizzava che la struttura servisse all'animale per coltivare i batteri necessari al proprio nutrimento, la nuova ipotesi suggerisce che la maglia esagonale potesse funzionare come una vera e propria rete di comunicazione coloniale, utile per la diffusione di segnali chimici, idraulici o acustici.



