Sara è una femmina di tartaruga verde, Chelonia mydas. Pesa 80 chili e il suo carapace misura 96 centimetri lungo la curva. Un trasmettitore satellitare incollato sul guscio l’ha seguita per 418 giorni intorno a San Cristóbal, alle Galápagos. Il 98 per cento delle sue localizzazioni cade vicino a quell’isola. Le altre vengono da Santiago.
Sara fa parte di un gruppo di nove tartarughe adulte, sette maschi e due femmine, marcate fra agosto 2015 e novembre 2018 su quattro isole, Española, Floreana, Isabela e San Cristóbal. Lo studio è stato pubblicato il 27 agosto 2026 su Frontiers in Amphibian and Reptile Science. La prima firma è di Juan Pablo Muñoz-Pérez, dell’Università della Sunshine Coast in Australia e dell’Universidad San Francisco de Quito. L’autore di riferimento è John Rowe, dell’Alma College, negli Stati Uniti. Gli altri sette autori lavorano in Ecuador, Singapore, Messico, Costa Rica e Stati Uniti.
Alle Galápagos vivono due forme di tartaruga verde. Il morfotipo nero è la forma tipica del Pacifico orientale. Il morfotipo giallo è più chiaro e, secondo un’ipotesi, ha affinità con le popolazioni dell’Indo-Pacifico. Studi genomici recenti indicano che le due forme sono differenziate. Dei movimenti del morfotipo giallo si sapeva pochissimo.
I trasmettitori comunicano con il sistema satellitare Argos, che localizza l’animale ogni volta che emerge. Le localizzazioni sono state elaborate con una stima di densità, che disegna il contorno entro cui cade il 95 per cento delle posizioni. È l’area frequentata. Il contorno del 50 per cento indica l’area centrale, dove l’animale passa metà del tempo. Le aree centrali sono spesso piccole e stanno in acque basse vicino alla costa.
Le nove tartarughe non hanno mai lasciato l’arcipelago. Cinque sono rimaste legate a una sola isola. Quattro si sono spostate fra isole, per decine di chilometri, per lo più fra aprile e ottobre. Mike, un maschio di Isabela seguito per 324 giorni, ha usato un’area di 23,9 chilometri quadrati. Ainoa, una femmina seguita per soli 45 giorni, si è mossa fra San Cristóbal, Santa Cruz e Isabela su 27.316 chilometri quadrati. Le dimensioni del corpo non spiegano le differenze.
Nel paper la media delle aree frequentate è indicata in 1.497,9 chilometri quadrati, più o meno 2.913,9. Quel numero è l’area di Cristian, un maschio di Española. È la mediana dei nove valori, quello che sta nel mezzo. La media dei valori della tabella è 4.272,9. Il «più o meno» corrisponde all’errore standard della media, non alla deviazione standard. Per l’area centrale la media, 863,8, è giusta, e il «più o meno» è di nuovo l’errore standard. Il comunicato di Frontiers parla di un’area media di circa 1.498 chilometri quadrati e ripete la cifra sbagliata.
Il comunicato aggiunge altre due imprecisioni. Fa dire all’autore che le tartarughe non hanno lasciato la riserva nei «tre anni dello studio». Le marcature si distribuiscono su tre anni, ma ogni animale è stato seguito al massimo per 418 giorni, e due per meno di cento. Scrive anche che a spostarsi fra isole sono state tre tartarughe. Il paper ne conta quattro.
Gli autori indicano i limiti. Il sistema Argos ha una risoluzione spaziale grossolana e può gonfiare le aree rispetto al GPS. Il tracciamento può non coprire un ciclo riproduttivo intero, se il morfotipo giallo migra a intervalli di più anni. Gli effetti di El Niño e La Niña non sono stati esaminati, e il campione è piccolo. I dati grezzi saranno resi disponibili dagli autori su richiesta, ma non sono depositati.
La conclusione pratica riguarda la riserva, che con le acque protette dell’arcipelago supera di poco i 200.000 chilometri quadrati. Per questa forma conta la costa di più isole. Le aree centrali stanno vicino a riva. Gli autori dichiarano di non avere conflitti di interesse e di non avere usato intelligenza artificiale generativa nella stesura.
Bibliografia
Muñoz-Pérez J. P., Alarcón-Ruales D. E., Tanabe L. K., Hart C. E., Heidemeyer M., Steiner T., Arauz R., Valle C. A., Rowe J. W., «Movements of yellow-morphotype green turtles (Chelonia mydas) in the Galápagos Marine Reserve», Frontiers in Amphibian and Reptile Science, 4, 1837921, 27 agosto 2026, accesso aperto. doi: 10.3389/famrs.2026.1837921
Frontiers, comunicato stampa ripreso da ScienceDaily, «Scientists expected these Galápagos sea turtles to wander. They stayed put», 28 settembre 2026 (usato come segnalazione e per gli errori segnalati nel testo).



