Perché facciamo gli auguri, i regali, addobbiamo l'albero, ci appendiamo le luci, attacchiamo una ghirlanda alla porta e se nevica facciamo pure il pupazzo di neve?

Luoghi misteriosi 23 Nov 2020

Sappiamo perché facciamo tutte queste attività natalizie?

 

Innanzitutto al tempo degli Etruschi, dei Greci e dei Romani, chi faceva auguri lo faceva per lavoro. Era un sacerdote e veniva chiamato àugure, con una grande conoscenza degli elementi naturali e del simbolismo e aveva il compito di leggere e interpretare il volo degli uccelli. Perché proprio questi animali? Perché erano gli esseri viventi più vicini agli dèi e considerati spesso loro messaggeri. Un esito non sempre positivo: ogni volta che un àugure era in azione c'era da tremare, perché potevano esserci buone o pessime notizie.


L'albero di Natale si spoglia per donare i suoi frutti appetitosi che nutrono l'uomo in una notte povera, fredda, quasi priva di vita. Dona un frutto, bello, perfetto, quasi proibito a cui tendere la mano: ricorda forse qualcosa? Ma certo, è l'albero della Conoscenza del Bene e del Male del paradiso terrestre e pare sia stata proprio quest'immagine a ispirarne la nascita. Ci troviamo in Germania all'epoca medievale, periodo in cui fece un gran successo il «Dramma del Paradiso», una rappresentazione teatrale che veniva messa in scena ogni 24 dicembre. E non a caso la Vigilia è dedicata ai Santi Adamo ed Eva.
Fu Martin Lutero ad aver inventato le luci sull'albero di Natale. Accadde che una notte della vigilia, per rientrare a Wittemberg, Lutero dovette percorrere un bosco innevato. Fu però incuriosito dalle strane luci che sembravano muoversi tra i rami alti degli alberi e non si spiegava da dove provenissero. Stropicciando gli occhi vide che erano semplici stelle. Tornando a casa desiderò ardentemente riprodurre la magia del luogo applicando le stesse luci sui rami del suo abete di Natale.

Appendiamo una ghirlanda fuori dalla porta senza conoscere il suo forte valore simbolico: in quasi tutte le tradizioni d'Europa era d'abitudine apprendere all'esterno ciò che poteva allontanare il male, come legno di ginepro, per evitare le streghe, edera oppure ghirlande di alloro, con cui i Romani incoronavano i vincitori, semi divinità che dimostravano doti extra umane. Perché proprio la notte di Natale dovremmo stare attenti al male? Perché spiriti, demoni o spettri non vagano per le strade solamente ad Halloween. Pare che amino girovagare anche la notte di Natale, sia perché le anime dei parenti e degli avi desiderano riunirsi insieme ai famigliari, sia perché gli esseri demoniaci cercano Gesù bambino, per fermare la sua eterna rinascita e far vincere le tenebre.


È davvero difficile trovare la vera origine del pupazzo di neve, ma è certamente antica, in quanto la prima immagine che lo ritrae risale al 1380 e si trova nel «Libro delle Ore», conservato nella biblioteca nazionale dell'Aia, nei Paesi Bassi. Un tempo si pensava che il bosco fosse popolato da esseri antropomorfi che assumevano aspetto umano, anomalie che Madre Natura si divertiva a generare per rapportarsi e comunicare con l'uomo. Ogni stagione aveva i suoi individui e come il Green Man prendeva forma dalle piante a primavera, l'uomo di neve si animava dal ghiaccio in inverno, tramite un elemento malleabile, l'acqua, in grado di assumere qualsiasi forma.


E poi perché proprio il 25 dicembre? Perché ci scambiamo i regali? Non solo per i re Magi, ma per una tradizione romana molto antica. Perché Babbo Natale si veste di rosso? In realtà si vestiva di verde... Perché le renne volano? Perché ci sono il bue e l'asinello se i Vangeli non ne parlano? Perché ci si bacia sotto il vischio? Da dove nasce il calendario dell'Avvento? Chi è la Befana?
ANCHE A TE E FAMIGLIA un tormentone che a Natale non può mai mancare.


Info alla pagina https://www.luoghimisteriosi.it/libri-ancheateefamiglia.html

 

 

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