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Scientists of the Friedrich Schiller University Jena, Germany succeeded in developing an efficient method to treat Mucoviscidosis. Crucial are nanoparticles that transport the antibiotics more efficiently to their destination. First of all, the active particles need to have a certain size to be able to reach the deeper airways and not to bounce off somewhere else before. Ultimately, they have to penetrate the thick layer of mucus on the airways as well as the lower layers of the bacteria biofilm. Around one in 3,300 children in Germany is born with Mucoviscidosis. A characteristic of this illness is that one channel albumen on the cell surface is disturbed by mutations. Thus, the amount of water of different secretions in the body is reduced which creates a tough mucus. As a consequence, inner organs malfunction. Moreover, the mucus blocks the airways. Thus, the self regulatory function of the lung is disturbed, the mucus is colonized by bacteria and chronic infections follow. The lung is so significantly damaged that patients often die or need to have a lung transplant. The average life expectancy of a patient today is around 40 years. This is due to medical progress. Permanent treatment with inhaled antibiotics play a considerable part in this. The treatment can’t avoid the colonization by bacteria completely but it can keep it in check for a longer period of time. However, the bacteria defend themselves with a development of resistance and with the growth of so-called biofilms underneath the layer of mucus, which mostly block off the bacteria in the lower rows like a protective shield.

Pubblicato in Scienceonline

 

Con il si' dell'aula del Senato alle norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento (Dat), arriva in Italia la legge sul testamento biologico. Rifiutare le terapie, comprese nutrizione e idratazione artificiali, diventa un diritto. Vietato l'accanimento terapeutico. Ok all'obiezione di coscienza per i medici che non vogliono staccare 'la spina'. La legge si divide in due parti: una piu' generale sul consenso informato sui trattamenti sanitari e una sulla compilazione delle Dat, attraverso le quali una persona potra' lasciare le sue volonta' circa le cure a cui essere sottoposto o da rifiutare quando non sara' piu' cosciente a causa di un incidente o una malattia. Per chi non lascera' disposizioni scritte ovviamente varra' l'alleanza di cura tra medico e paziente. Le norme erano state approvate dalla Camera il 20 aprile scorso e Palazzo Madama non le ha modificate. Il Registro nazionale delle Dat, che non era stato inserito per mancanza di coperture, potrebbe entrare nella Legge di bilancio.

Pubblicato in Medicina
Venerdì, 15 Dicembre 2017 07:52

Germi multiresistenti: killer quotidiani

Parte da Pescara l’allarme per i germi multiresistenti. Ogni anno, infatti, nel mondo circa 700mila decessi sono causati dall’antibiotico-resistenza

Proprio in questi giorni presentati all'ospedale civile di Pescara i primi incoraggianti risultati contro questi super-batteri: “Il tasso di resistenza sarà abbattuto dal 90 al 15%” afferma la dottoressa Frattari

Oggi è una vera priorità, presto sarà un'emergenza: si tratta delle resistenze batteriche agli antibiotici, una realtà che può rendere nel tempo le infezioni non curabili in modo efficace. Si tratta di una situazione molto rischiosa che potrebbe rendersi drammaticamente reale nei prossimi anni se non vengono presi subito tutti i provvedimenti che la scienza medica già oggi ci permette di assumere efficacemente. Ogni anno, infatti, nel mondo circa 700mila decessi sono causati dall’antibiotico-resistenza; l’uso smodato di antibiotici infatti ha vanificato i loro effetti e reso i batteri più resistenti, con trend in continua crescita e costi sempre più elevati.
Il grido di allarme è lanciato dagli specialisti della SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive a livello nazionale, e da quelli della SIAARTI, la principale società scientifica che raccoglie gli Anestesisti-Rianimatori. Entrambe le società hanno concesso il loro patrocino ed incoraggiamento all’iniziativa dell'Ospedale Civile di Pescara, dove rianimatori ed infettivologi abruzzesi hanno dato vita il 1 e il 2 Dicembre a due importanti appuntamenti sul tema delle infezioni da germi resistenti e su quello ad esso correlato, ancora più urgente, del corretto uso degli antibiotici e degli antimicotici, che può giocare un ruolo molto rilevante nell’interrompere la selezione e la diffusione dei germi resistenti. Presente fra gli altri anche Marcello Tavio, (Ospedali Riuniti Ancona), presidente eletto SIMIT per il biennio 2019-2021.

Pubblicato in Medicina

 


Le sequenze sismiche in aree estensionali mediamente hanno una magnitudo più bassa, ma durano di più rispetto a quelle in ambienti compressivi. A dimostrarlo, uno studio condotto da Sapienza Università di Roma, Ingv e Cnr che spiega anche l’imponente e persistente corteo di repliche dell’Appennino, 80.000 in 15 mesi. Il lavoro è stato pubblicato su Scientific Reports

 

Quanto durerà il terremoto? È una delle domande a cui i ricercatori spesso si trovano a dover far fronte all’inizio di ogni sequenza sismica. Una nuova analisi di repliche (aftershock) dei terremoti ha permesso di dimostrare che gli ambienti estensionali hanno periodi più lunghi e numero di repliche maggiori rispetto agli ambienti compressivi. Lo studio, Longer aftershocks duration in extensional tectonic settings, condotto da un team di ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea), e Sapienza Università di Roma, è stato pubblicato su Scientific Reports. “La ricerca”, spiega Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv e professore della Sapienza Università di Roma, “dimostra che nelle zone dove la terra si dilata le sequenze sismiche, nonostante abbiano magnitudo mediamente più basse rispetto agli ambienti compressivi, durano più a lungo, poiché il volume crostale si muove a favore della forza di gravità. Le sequenze quindi terminano solamente quando il volume collassato trova un suo nuovo equilibrio gravitazionale”. Viceversa, negli ambienti compressivi, il volume si deve muovere contro la forza di gravità e quindi l’energia in grado di continuare a sollevare il tetto delle faglie si esaurisce più rapidamente.

Pubblicato in Scienza generale



Dopo mesi di ostruzionismo, è arrivato il via libera del Senato al provvedimento sul testamento biologico: si tratta di una vera e propria conquista di civiltà, poiché vengono finalmente riconosciute la possibilità di scegliere in anticipo quali trattamenti medici ricevere nel caso di gravi malattie e la libertà del paziente di rinunciare ad alcune terapie, in particolare alla nutrizione e all’idratazione artificiale. E’ un tema delicato e complesso a cui, purtroppo, non sempre viene riservato il rispetto adeguato: lo dimostra il dibattito che si è sviluppato attorno alla normativa, nell’ambito del quale abbiamo sentito parlare, con toni e termini a dir poco inopportuni, di “cultura della morte”, di “via italiana all’eutanasia”, di “legge barbarica” e di “abbandono terapeutico”. Come Federconsumatori sosteniamo con forza e convinzione che la libertà di scelta del cittadino debba essere tutelata al di sopra di qualsiasi preconcetto e posizione politica: proprio per questo è necessario vigilare con la massima attenzione sulla corretta applicazione della normativa, con particolare riguardo all’obiezione di coscienza.

 

Pubblicato in Medicina


Pubblicato su Nature, lo studio è tra le 30 migliori ricerche selezionate dalla Optical Society of America. Ci sono oggetti che pur essendo trasparenti non lasciano passare la luce senza modificarne le caratteristiche in modo apparentemente irreversibile. Ad esempio, non siamo in grado di guardare attraverso un vetro smerigliato perché l’immagine ne esce frammentata. L’informazione si è persa nel caos. Un fenomeno analogo può avvenire nelle fibre ottiche. Per aumentare la capacità di trasmissione dati nei sistemi ottici di nuova generazione, numerosi fasci di luce alla stessa lunghezza d’onda vengono trasmessi simultaneamente sulla stessa fibra. Possiamo immaginare questi fasci di fotoni come dei puzzle i cui pezzi, durante la propagazione lungo la fibra, si mescolano tra loro fino a rendere le immagini originarie indistinguibili e
difficilmente ricomponibili. Finora l’unico modo di recuperare l’informazione era convertire il segnale ottico in formato elettronico e ricostruirlo digitalmente, bit a bit, con processori ultraveloci. Fattibile, ma estremamente oneroso dal punto di vista energetico e limitato dalla velocità di elaborazione dell’elettronica. La ricerca condotta dal Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) del Politecnico di Milano ha permesso di realizzare
un dispositivo ottico in grado di eseguire questa ricostruzione in modo molto più efficiente, manipolando direttamente i fotoni. Si tratta di un dispositivo di silicio estremamente piccolo (circa 1 mm2), costituito da una maglia di combinatori ottici integrati che permettono di separare i fasci di luce comunque siano miscelati tra loro. Un po’ come sbrogliare una matassa i cui fili sono intrecciati con nodi che cambiano continuamente nel tempo…

Pubblicato in Scienza generale
Mercoledì, 13 Dicembre 2017 11:09

Italia del Nord tra frane e alluvioni


Figura 1 Distribuzione dei record relativi al periodo 2005-2016 e loro densità per regione

Il più colpito dagli eventi calamitosi è risultato il Piemonte con 513 siti, seguito dalla Liguria (413), che però è la prima in proporzione alla superficie e come numero di vittime.
I dati – che considerano anche Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna – derivano dal volume ‘Eventi di piena e frana in Italia settentrionale’ in cui l’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr ha raccolto i dati sui 2.125 siti colpiti dal 2005 al 2016.
La pubblicazione verrà presentata a Torino mercoledì 13 dicembre

Pubblicato in Ambiente

 

 

Standard treatment for postmenopausal breast cancer is to give a hormonal (endocrine) breast cancer drug for 5 years following surgical removal of the tumour. The results of the recent study (ABCSG 16/S.A.L.S.A) conducted by the Austrian Breast & Colorectal Cancer Study Group (ABCSG) now show that two years of follow-on treatment with the aromatase inhibitor anastrozole is sufficient. Further extension of treatment to five years is not helpful, because it does not improve the treatment outcome but can worsen side effects. The study was presented to the San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) today, Thursday 7 December, by Michael Gnant, Head of the Department of Surgery of MedUni Vienna and Vienna General Hospital, Deputy Head of the Comprehensive Cancer Center (CCC), President of ABCSG and coordinating investigator for the study. SABCS is one of the largest and most important breast cancer conferences in the world and this year is being held on 5 – 9 December in San Antonio, USA.

Pubblicato in Scienceonline

Charged particles from the sun (the solar wind) form an induced magnetosphere round Mars, which unlike the sun does not have its own intrinsic magnetic field (artwork: Anastasia Grigoryeva): http://images.irf.se/get_image.php?group=P3&imageid=178

 

Despite the absence of a global Earth-like magnetic dipole, the Martian atmosphere is well protected from the effects of the solar wind on ion escape from the planet. New research shows this using measurements from the Swedish particle instrument ASPERA-3 on the Mars Express spacecraft. The results have recently been presented in a doctoral thesis by Robin Ramstad, Swedish Institute of Space Physics and Umeå University, Sweden. Present-day Mars is a cold and dry planet with less than 1% of Earth's atmospheric pressure at the surface. However many geological features indicate the planet had an active hydrological cycle about 3-4 billion years ago. An active hydrological cycle would have required a warmer climate in the planet's early history and therefore a thicker atmosphere, one capable of creating a strong greenhouse effect. A common hypothesis maintains that the solar wind over time has eroded the early Martian atmosphere, causing the greenhouse effect, and thus the hydrological cycle, to collapse. Unlike Earth, Mars has no global magnetic dipole, but the solar wind instead induces currents in the ionized upper atmosphere (the ionosphere), creating an induced magnetosphere.

Pubblicato in Scienceonline

 

 


A tre anni dalla sua creazione, il Consorzio Internazionale “Anopheles gambiae 1.000 Genomes”, pubblica su Nature il primo importante risultato. Fondamentale il contributo del gruppo di Entomologia medica e molecolare di Sapienza Università e Istituto Pasteur Italia. 212 milioni di casi e 429.000 decessi, oltre il 90% dei quali nell’Africa sub-sahariana. I dati relativi alla malaria del 2015 parlano chiaro: sebbene nell’ultimo decennio l’incidenza dell’infezione a livello globale sia stata dimezzata, l’impatto delle strategie di prevenzione in Africa è stato modesto. Oggi, il Consorzio internazionale Anopheles gambiae 1.000 genomes (Ag1000G) – nato nell’ambito del Network internazionale sulla genomica ed epidemiologia della malaria (MALARIAGEN) proprio per porre rimedio a questo problema – presenta su Nature i risultati di uno studio che offre nuove importanti prospettive per lo studio e il controllo della malaria in Africa. A questo sforzo internazionale ha dato un fondamentale contribuito anche l’Italia, grazie alla partecipazione di Alessandra della Torre, Beniamino Caputo e Giordano Bottà, del Gruppo di Entomologia medica e molecolare del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive Sapienza e Istituto Pasteur di Roma.

Pubblicato in Medicina

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