Policoro, tornano in mare due tartarughe marine

WW Policoro
Prosegue l’attività del WWF di monitoraggio nel Mediterraneo
Questa mattina sono tornati in mare due individui di Caretta caretta: termina così la degenza grazie alle cure del Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Policoro. Lady Bug e Gianna Sula sono le due femmine adulte rilasciate nelle acque policoresi con un evento ristretto per le disposizioni anti COVID, come da DPCM. La liberazione è stata però condivisa, e ancora visibile, sui canali social del Centro QUI >> permettendo così ai followers di godere di questo momento unico ed emozionante. L’evento di liberazione in natura di questi due individui acquisisce una maggiore importanza grazie all’applicazione di due TAG satellitari che permetteranno da oggi ai nostri ricercatori di rilevare dati per lo studio delle dinamiche di popolazione delle specie e registrare così maggiori informazioni su questo magnifico rettile preistorico.
Come le acque sotterranee dell’Appennino segnalano terremoti che si verificano dall’altra parte del mondo

Un nuovo studio, frutto della collaborazione tra Sapienza, Ingv e Cnr, ha rilevato alcune variazioni del livello delle acque di falda in Italia centrale, riconducibili a terremoti lontani, avvenuti persino in altri continenti.
La “caccia” al precursore sismico continua, stavolta con un elemento in più. Come già documentato negli ultimi anni in numerosi studi, esiste una associazione tra lo scatenarsi dei terremoti e le variazioni nella circolazione delle acque sotterranee. Quello che ancora non è adeguatamente noto è come tale fenomeno riguardi anche i telesismi, terremoti lontani, avvenuti in altri continenti, i cui effetti sono avvertiti a migliaia di chilometri dall’epicentro.
Ecco i superlieviti e le farine da grani speciali (anche blu) per il pane della salute

Lo studio dei ricercatori delle Università di Pisa e di Torino pubblicato sulla rivista Scientific Reports
Superlieviti e farine da grani speciali, anche blu, sono gli ingredienti del pane della salute così come selezionati nei laboratori delle Università di Pisa e di Torino. La particolare “ricetta” emerge da uno studio appena pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” del gruppo "Nature". I ricercatori pisani hanno individuato 39 superlieviti a partire da 139 diversi ceppi. La scelta è stata fatta sulla base dell’attività lievitante, del contenuto in polifenoli e della capacità di neutralizzare i fitati, che sono composti “antinutrizionali” contenuti in varie farine di cereali che inibiscono ad esempio l’assorbimento del ferro.
“Rispetto al convenzionale lievito di birra prodotto industrialmente – spiega la professoressa Manuela Giovannetti dell’Università di Pisa- i superlieviti hanno conferito agli impasti, durante la fermentazione, una più elevata capacità antiossidante e un più alto contenuto in polifenoli e antocianine”.
Medicina
Infezioni in gravidanza e autismo, un rischio alto su numeri piccoli
Su 3,7 milioni di nati in Svezia, 975 avevano un’infezione...
Paleontologia
Il termometro nei denti del tirannosauro
Gli isotopi dello smalto di tre denti di Tyrannosaurus rex danno una temperatura corporea...
Il mistero medievale di...
Credits: Luca Forti Un'indagine scientifica multidisciplinare condotta da...
Geografia e Storia
Un papiro bruciato in laboratorio per leggere quelli di Ercolano
Un gruppo fra Berkeley, il NIST statunitense e due istituti britannici ha carbonizzato un...
Astronomia e Spazio
Un lubrificante speciale nella crosta di Mercurio: così la grafite ne ha plasmato la superficie
Da miliardi di anni Mercurio, il corpo planetario più piccolo del...
Scienze Naturali e Ambiente
Due anni di neve sull’Antartide non pareggiano vent’anni di perdita
Fra luglio 2021 e aprile 2023 la calotta antartica ha guadagnato...
Il ricordo e la...
Nel Comprensorio Salto-Cicolano i vecchi raccoglitori affermano categoricamente...







