Model explains how autism arises

The development of autism may now become easier to understand, thanks to an explanatory model presented in a thesis from University of Gothenburg, Sweden. This model provides new insights into how various risk factors give rise to autism and why there is such great variability between individuals.
Autism, a neurodevelopmental condition, affects how people perceive the world around them and how they interact and communicate with others. Among individuals with autism, there are major differences in terms of personal traits and manifestations alike. The disorder is therefore usually described as a spectrum, with numerous subtle variations.
The new explanatory model is theoretical but simultaneously practical in application, since its various components are measurable through, for example, questionnaires, genetic mapping, and psychological tests. The model describes various contributing factors and how they combine to prompt an autism diagnosis and cause other neurodevelopmental conditions.
Viaggio all'interno del pianeta Terra

Documentato per la prima volta da un team internazionale coordinato da Università di Firenze, Consiglio nazionale delle ricerche e Università “La Sapienza” di Roma il processo geodinamico alla base della tettonica delle placche. Lo studio è pubblicato su Nature Communications.
Ricostruito per la prima volta il viaggio che la crosta terrestre compie verso il centro della Terra durante i movimenti di sprofondamento delle placche continentali. Il processo geodinamico, fino a oggi solo ipotizzato, è stato dimostrato da un team internazionale, coordinato da Luigi Dallai dell’Università di Roma “La Sapienza” e da Sandro Conticelli dell’Università di Firenze e direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igag), che ha rintracciato la testimonianza del riciclo di rocce di origine superficiale, riportate alla luce dal magma delle eruzioni vulcaniche, dopo un percorso di milioni di anni fino alle profondità del mantello terrestre. Lo studio, al quale hanno collaborato ricercatori dell’Università di Ferrara, dell’Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr, del Consiglio Nazionale delle Ricerche francese e del Centro di ricerca Certema di Grosseto, è stato pubblicato sull’ultimo numero di Nature Communications (“Quartz-bearing rhyolitic melts in the Earth’s mantle”).
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