Nuove minacce: Piante come l'Ambrosia (di origine nordamericana) si stanno diffondendo rapidamente in Italia, mentre eventi climatici estremi causano la cosiddetta "asma da temporale", dove la pioggia frammenta i pollini rendendoli ancora più aggressivi per i polmoni.
La sfida della diagnosi: quando i pollini si sovrappongono
Con stagioni meno definite, i pollini si mescolano tra loro. Per un pediatra è diventato difficile capire quale sia l'esatta causa dei sintomi basandosi solo sul periodo dell'anno.
Per rispondere a questa complessità, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù punta sulla diagnostica molecolare. A differenza dei test tradizionali (Prick test o ricerca delle IgE totali), questi esami avanzati permettono di:
Isolare le singole molecole: Identificare l'esatta componente del polline che scatena la reazione.
Valutare il rischio: Capire se una molecola specifica è associata a un rischio maggiore di sviluppare asma o forme allergiche gravi.
Personalizzare la cura: Creare "mappe" individuali della sensibilità del bambino per calibrare l'immunoterapia allergene-specifica (il cosiddetto vaccino per l'allergia).
I numeri dell'emergenza in Italia
I dati mostrano un fenomeno in netta crescita:
Popolazione colpita: In Italia si stima che tra 1,2 e 2,7 milioni di bambini soffrano di allergia ai pollini.
Adolescenti: Quasi il 40% dei ragazzi è sensibilizzato ad almeno un allergene aereo.
Casi al Bambino Gesù: L'ospedale segue ogni anno circa 10.000 pazienti con pollinosi. Dal 2022 si è registrato un forte aumento degli accessi, con circa 5.800 nuovi casi diagnosticati ogni anno.



