A spruce at 2,520 metres. Graubünden recounts its flora after ninety years
Between 1932 and 1935 Josias Braun-Blanquet and Eduard Rübel published the first complete flora of the Swiss canton of Graubünden. The Flora Raetica project, led by the SLF institute in Davos and by WSL with the help of volunteers, is repeating that census plant by plant. Plants are climbing with the warmth. But the early data also point to abandoned fields, fertilised meadows, roads and advancing forest.

Christian Rixen (right), co-leader of Flora Raetica, and Ingrid Jansen (left), project coordinator, identify plant species on a slope below the Jatzhorn, near Davos. Photograph from SLF’s press release of 24 September 2026, provided free of charge for use in connection with the release. (Foto: Jochen Bettzieche / SLF)
File: IMG_3374 — https://www.slf.ch/fileadmin/user_upload/News/2026/09_FloraRaetica/IMG_3374.JPG
Un abete a 2520 metri. I Grigioni ricontano la loro flora dopo novant’anni
Fra il 1932 e il 1935 Josias Braun-Blanquet ed Eduard Rübel pubblicarono la prima flora completa del Canton Grigioni. Il progetto Flora Raetica, guidato dall’istituto svizzero SLF di Davos e dal WSL con l’aiuto di volontari, rifà quel censimento pianta per pianta. Le piante salgono di quota con il caldo.

Christian Rixen (a destra), co-direttore di Flora Raetica, e Ingrid Jansen (a sinistra), coordinatrice del progetto, identificano le specie vegetali su un pendio ai piedi dello Jatzhorn, vicino a Davos. Fotografia dal comunicato dello SLF del 24 settembre 2026, messa a disposizione gratuitamente per l’uso in relazione al comunicato. (Foto: Jochen Bettzieche / SLF)
File: IMG_3374 — https://www.slf.ch/fileadmin/user_upload/News/2026/09_FloraRaetica/IMG_3374.JPG
The curve that does not rise

Volunteers in twenty-seven countries have counted Europe’s commonest birds and butterflies for twenty years. A study in Nature Ecology & Evolution uses those counts to project their future to 2050. Under the most ambitious conservation policies the decline slows, but it stops in no scenario. Italy is in the bird data, not in the butterfly data.
Conservation law was written mostly for rare species. Common species, abundant because they adapt to many habitats or because their habitat is widespread, largely fall outside it. Yet they are the first to feel farming, logging and spreading towns. The decline of an abundant species can be the first step toward the list of threatened ones.
La curva che non risale

Volontari di ventisette paesi hanno contato per vent’anni gli uccelli e le farfalle più comuni d’Europa. Uno studio su Nature Ecology & Evolution usa quei conteggi per proiettare il loro futuro al 2050. Con le politiche di conservazione più ambiziose il calo rallenta, ma non si ferma in alcuno scenario. L’Italia c’è con gli uccelli, non con le farfalle.
Le leggi di conservazione sono nate soprattutto per le specie rare. Le specie comuni, abbondanti perché si adattano a molti ambienti o perché il loro ambiente è diffuso ovunque, ne restano in gran parte fuori. Eppure subiscono per prime l’agricoltura, il taglio dei boschi e le città che crescono. Il calo di una specie abbondante può essere il primo passo verso la lista di quelle minacciate.
Monetaria moneta. The animal
Everyone knows the shell. Almost no one has seen the animal that makes it: a sea snail under an inch long that lives in pairs on the edge of the reef, changes shape with the tide, follows the trails of its kind and broods its eggs under its foot. First of a series on cowries.

A live Monetaria moneta with its mantle spread over the shell, which stays hidden; a tentacle at left. Photographed at Guam, Micronesia, in 1980, at half a metre of depth, in torrential rain. Photo Stefano Gargiullo, published with his permission.
Monetaria moneta. L’animale
Tutti conoscono la conchiglia. Quasi nessuno ha visto l’animale che la fabbrica: un gasteropode di due centimetri che vive a coppie sul bordo della barriera, cambia forma secondo la marea, segue le scie degli altri e cova le uova col piede. Primo di una serie sulle cowrie.

Monetaria moneta viva con il mantello esteso sopra la conchiglia, che resta nascosta; a sinistra un tentacolo. Fotografata a Guam, Micronesia, nel 1980, a mezzo metro di profondità, sotto una pioggia torrenziale. Foto Stefano Gargiullo, pubblicata con il suo permesso.
Scoperti nel latte di delfino i microRNA "parenti" di quelli umani e dei mammiferi terrestri

Una ricerca guidata dall'Università di Padova analizza per la prima volta i piccoli RNA regolatori nel latte del tursiope, rivelando inaspettate somiglianze evolutive con la specie umana e gli animali da allevamento.
Il latte materno non rappresenta soltanto un alimento fondamentale per la crescita, ma è un vero e proprio fluido biologico avanzato ricco di componenti in grado di regolare funzioni cellulari e fisiologiche cruciali. Tra queste spiccano i microRNA (miRNA), piccolissime molecole di RNA che controllano l'espressione dei geni. Sebbene la loro presenza sia stata a lungo approfondita nel latte umano e in quello di vari mammiferi domestici, finora il profilo genetico del latte dei cetacei era rimasto del tutto inesplorato.
The world’s chips on the fault. Do not build below this point
Taiwan has placed nearly three quarters of the world’s chip foundry revenue on top of the fault that killed more than five thousand people in 1935 and 1999. In 2024 the plants held. Amitav Ghosh explains why the world chose not to think about it.

Share of global chip foundry revenue in the first quarter of 2026: TSMC 72.3 per cent, Samsung 6.5, SMIC 5.1, UMC 3.9. Chart produced by Scienzaonline from TrendForce data, first quarter 2026. File: chart_foundries_2026_en.png.
I chip del mondo sopra la faglia. Sotto questo punto non costruite
Taiwan ha messo quasi tre quarti dei ricavi mondiali delle fonderie di chip sopra la faglia che nel 1935 e nel 1999 ha ucciso più di cinquemila persone. Nel 2024 gli impianti hanno retto. Amitav Ghosh spiega perché il mondo ha scelto di non pensarci.

Quota dei ricavi mondiali delle fonderie di chip nel primo trimestre del 2026: TSMC 72,3 per cento, Samsung 6,5, SMIC 5,1, UMC 3,9. Elaborazione di Scienzaonline su dati TrendForce, primo trimestre 2026. File: grafico_fonderie_2026_it.png.
Rivoluzione tassonomica per il proteo: uno studio ne individua nove specie distinte, inclusa una tipicamente italiana
Una ricerca di respiro internazionale, condotta con il contributo dell'Università degli Studi di Milano, ha ridefinito la classificazione scientifica del proteo — lo storico anfibio troglobio che popola i bacini ipogei del Carso tra Italia, Slovenia, Croazia e Bosnia ed Erzegovina. Invece dell'unica specie nota in precedenza, l'indagine ne ha identificate nove distinte, tra cui una nuova varietà nativa del territorio italiano denominata Proteus maurii, in omaggio al naturalista Edgardo Mauri. Questo aggiornamento, pubblicato sulla rivista Amphibia-Reptilia, fornisce strumenti fondamentali per predisporre piani di tutela specifici per ogni popolazione.

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