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Il giovane, senza precedenti patologie, ridotto in fin di vita dal coronavirus. E' la prima volta in Europa per un'operazione di questo tipo: negli stessi giorni un intervento analogo anche in Austria


Francesco ha 18 anni, e li ha compiuti giusto due settimane prima che in Italia esplodesse la Covid-19. La pandemia gli ha cambiato letteralmente la vita: perché anche se era giovane e perfettamente sano, il virus lo ha infettato e gli ha danneggiato irrimediabilmente i polmoni, 'bruciando' ogni capacità di respirare normalmente. A salvarlo è stato un trapianto record effettuato al Policlinico di Milano, con un percorso che prima di oggi era stato tentato solo in Cina, dove la diffusione del coronavirus ha avuto inizio. Il coordinamento operativo è stato assicurato dal Centro nazionale trapianti in sinergia con il Centro regionale trapianti della Lombardia e il Nord Italia transplant program.

Pubblicato in Medicina


E' stato eseguito la scorsa settimana al Policlinico di Milano e annunciato oggi il primo trapianto di polmone su un paziente affetto da Covid-19 realizzato in Europa, contemporaneamente a un intervento analogo effettuato a Vienna lo stesso giorno. Precedentemente questo genere di trapianto era stato eseguito soltanto due volte in Cina, a febbraio e aprile.

Si tratta di un successo che appartiene a tutto il Servizio sanitario nazionale. Fin dall’inizio della fase acuta della pandemia la Rete nazionale trapianti era consapevole che gli esiti dell’infezione da coronavirus avrebbero potuto portare all’indicazione di un trapianto di polmoni su un paziente contagiato. La Rete si è preparata a questa eventualità e quando è arrivato il momento si è attivata prontamente in tutte le sue articolazioni, dalla task force di sorveglianza infettivologica fino al sistema di reperimento degli organi, che sono stati donati dalla famiglia di una persona deceduta alla quale, come sempre, va tutto il nostro ringraziamento.

Pubblicato in Medicina

 

 

 

Nell’analisi finale dello studio KEYNOTE-189, pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia, nel NSCLC metastatico, ha dimostrato una sopravvivenza globale mediana raddoppiata rispetto alla sola chemioterapia: 22 mesi verso 10,6 mesi.


I dati saranno presentati durante il programma scientifico virtuale del congresso annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO), che si svolgerà dal 29 al 31 maggio
KENILWORTH, N.J., 27 maggio, 2020 – Pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia ha ridotto il rischio di morte del 44% rispetto alla sola chemioterapia e, a due anni, ha dimostrato un beneficio sostenuto di sopravvivenza a lungo termine nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso metastatico. In particolare il 45,7% dei pazienti trattati con la combinazione era vivo dopo due anni rispetto al 27,3% con sola chemioterapia. La sopravvivenza globale mediana è raddoppiata con la combinazione, raggiungendo i 22 mesi rispetto ai 10,6 mesi con la chemioterapia. Sono i nuovi dati aggiornati dell’analisi finale dello studio KEYNOTE-189 di fase 3, che saranno presentati durante il programma scientifico virtuale del congresso annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO), che si svolgerà dal 29 al 31 maggio (Abstract #9582).

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Il Presidente FIMP Biasci: “Abbiamo presentato le nostre proposte di strategie assistenziali e organizzative per l’anno scolastico 2020-2021 ai Ministri Speranza e Azzolina. Favoriamo i piccoli gruppi per gli asili nido e le materne”. Raccomandata la vaccinazione anti-influenzale

 “Orari scaglionati di ingresso e di uscita, misurazione della temperatura corporea tramite termoscanner, attenzione all’igiene delle mani, no a giochi da casa o scambio di materiali tra alunni, garanzia di una buona aerazione degli ambienti, più attività all’aperto e in piccoli gruppi negli asili-nido e nelle scuole materne, mascherina opportuna per i bambini più grandi e per il personale scolastico solo quando non sia possibile rispettare il distanziamento sociale di almeno un metro”. Queste le otto buone pratiche contenute nel documento presentato stamane da Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, ai Ministri della Salute, Roberto Speranza e dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

Pubblicato in Medicina

 


Un segreto lungo cinque secoli svelato dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa


La Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa si è resa protagonista di una nuova scoperta che riscrive la storia della famiglia dei Medici di Firenze. Nel 2012 è stata condotta dall’equipe pisana la riesumazione dei resti di Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526) e di sua moglie Maria Salviati (1499-1543), sepolti nelle Cappelle Medicee di San Lorenzo a Firenze. Lo studio dello scheletro di Maria Salviati ha rivelato i segni inequivocabili della sifilide venerea nella sua fase terziaria: sono ad esempio evidenti le lesioni sifilitiche sull’osso frontale del cranio.

La diagnosi è una novità assoluta nella storia delle malattie dell’illustre casato: dai documenti del tempo non risulta infatti che Maria soffrisse di sifilide, una malattia ben conosciuta dai medici del Rinascimento, ma che non le fu mai esplicitamente diagnosticata. Sappiamo invece che la stessa nobildonna rifuggiva le visite approfondite dei dottori, quasi a tenere nascosta per pudicizia le manifestazioni più eclatanti del male che la tormentava.

Maria probabilmente venne infettata dal marito, il celebre Giovanni dalle Bande Nere, che aveva una vita sessuale sregolata, ricca di frequentazioni con prostitute, in un’epoca in cui il male venereo serpeggiava tra le cortigiane e tra chi conduceva il mestiere delle armi. Dopo la scoperta delle Americhe, infatti, la sifilide fece la propria comparsa in Europa con una violenza di manifestazioni cliniche e una virulenza che si attenuerà solo dopo la metà del ’500.

Pubblicato in Medicina

 



One of the most effective measures for containing the transmission of a virus is to identify who an infected person has been in contact and/or crossed paths with, mainly during incubation periods. Aiming to reduce the likelihood of a re-emergence of the pandemic when normal routines resume, Carmetry, a company at the UMH Scientific Park, has developed a new technological tool that makes it possible to prevent and reduce the number of coronavirus cases following the confinement period.

Given the situation deriving from COVID-19, this firm has decided to contribute its resources to help end the epidemiological crisis as soon as possible, and it has offered its assistance to the Generalitat Valenciana, fulfilling its call to the innovation system via GVAInnova.

Curbing infection with big data

The technology proposed by Carmetry is based on artificial intelligence and geolocation, and it consists of the use of a model of three-dimensional variables to analyse, within a spatial and temporal range, the GPS trajectory of an individual who is COVID-19 positive. This algorithm Will make it possible, via a mobile device, to determin which people an infected individual came in contact with during the virus incubation period. At each point of the trajectory of the coronavirus-infected individual, the algorithm considers, in addition to the proximity between both individuals, the length of time of exposure to the virus to estimate the viral load of the infection within a radius, beginning with the initial trajectory and throughout the remaining GPS trajectories.

“The important thing is to crosscheck anonymous data from hundreds of thousands of people, then apply an intelligent algorithm that manages to help the country,” said Arturo Gil and David Úbeda, the founders of Carmetry. As such, this UMH Scientific Park start-up makes the intelligence of its clusters available to the public in order to warn people who have been in contact with infected individuals early on, regardless of whether they know each other or not, and also if their paths simply crossed while buying bread. The technology that makes it posible to track the contagion will be used during the specific period of the pandemic, and then erased, thus maintaining a commitment to data treatment confidentiality. Furthermore, Carmetry’s algorithm has dissociated all personal and medical data, for whose storage hosting such data is not even necessary.

Carmetry is a company specialising in big data and artificial intelligence applied to the automobile and transport sectors. This start-up, led by Arturo Gil and David Úbeda, from the area of Automation and Systems Engineering at the UMH, provides mobility solutions focused on optimising real-time control and management for company vehicles and their drivers.

http://ruvid.org/ri-world/new-algorithm-developed-that-helps-curb-covid-19-infection/

Pubblicato in Scienceonline

 

"Esprimiamo soddisfazione per le previsioni nel Decreto Rilancio delle nuove misure per l'EcoSismaBonus e, in particolare, per l'inserimento della geotermia tra le energie verdi finanziabili. Quella delle energie rinnovabili è una delle sfide importanti che il Paese sta affrontando e lo sarà ancora di più nel futuro e nella transizione dalle energie fossili a quelle verdi, tra le quali proprio la geotermia giocherà un ruolo chiave".

È il commento del Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Francesco Peduto, dopo la videoconferenza su "Edilizia, efficienza energetica, autoproduzione e autoconsumo collettivo" che si è svolta sulla piattaforma Webex insieme ai senatori Gianni Pietro Girotto, Presidente 10° Commissione permanente Industria, Commercio e Turismo e Mauro Coltorti, Presidente 8° Commissione permanente Lavori Pubblici e Infrastrutture ed altri parlamentari. "La geotermia è il futuro delle energie rinnovabili perché offre enormi potenzialità ancora non sfruttate – spiega Peduto - a differenza dell'eolico e del fotovoltaico, che ormai sono prossimi alla saturazione. Inoltre, nonostante siamo indietro nello sfruttamento dell'energia geotermica rispetto ad altri Paesi europei, già oggi il contributo al miglioramento dell'ambiente è significativo: basti pensare che grazie all'energia geotermica per la bassa entalpia, utilizzata nel nostro Paese, le emissioni di CO2 evitate ammontano a oltre 4 milioni tonnellate l'anno".

Pubblicato in Geologia



What is the origin of the asteroids Bennu and Ryugu, and of their spinning-top shape? An international research team led by Patrick Michel, a CNRS researcher at the Laboratoire Lagrange (CNRS/Observatoire de la Côte d'Azur/Université Côte d'Azur) and Ronald-Louis Ballouz from the University of Arizona, proposes an answer to this question in an article published in Nature Communications on May 27, 2020. Numerical simulations of large asteroid disruptions, such as those that take place in the asteroid belt between Mars and Jupiter, show that during such events, fragments are ejected and then reaccumulate forming aggregates, some of which have a spinning-top shape.

Pubblicato in Scienceonline


A new COVID -19 test kit, which can detect the presence of the virus in six different individuals simultaneously in under 30 minutes, is one step closer to coming to market following a partnership deal with leading electronic, robotics and software companies.

Brunel University London, together with Lancaster University and the University of Surrey have joined forces with GB Electronics (UK) Ltd, Inovo Robotics and Unique Secure to develop an inexpensive, rapid, diagnostic test kit that can inform people if they have COVID-19 in under 30 minutes and make it widely available.

The new partnership deal will bring together industry and academic experts in the fields of electronic and software engineering, diagnostics, virology, robotics and artificial intelligence to fast track the development of a new COVID-19 testing kit.

Pubblicato in Scienceonline



One in three women in Europe inherited the receptor for progesterone from Neandertals – a gene variant associated with increased fertility, fewer bleedings during early pregnancy and fewer miscarriages. This is according to a study published in Molecular Biology and Evolution by researchers at the Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology in Germany and Karolinska Institutet in Sweden.

“The progesterone receptor is an example of how favourable genetic variants that were introduced into modern humans by mixing with Neandertals can have effects in people living today,” says Hugo Zeberg, researcher at the Department of Neuroscience at Karolinska Institutet and the Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, who performed the study with colleagues Janet Kelso and Svante Pääbo.

Progesterone is a hormone, which plays an important role in the menstrual cycle and in pregnancy. Analyses of biobank data from more than 450,000 participants – among them 244,000 women – show that almost one in three women in Europe have inherited the progesterone receptor from Neandertals. 29 percent carry one copy of the Neandertal receptor and three percent have two copies.

Pubblicato in Scienceonline

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