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La natura non è solo un elemento fondamentale per il nostro benessere quotidiano ma rappresenta anche una ‘scuola’ importantissima per i bambini che, purtroppo nei Paesi di più antica industrializzazione, sono costretti a stili di vita sempre più sedentari, con minori gradi di autonomia e costretti ad attività, esperienze e socialità sempre più virtuali.

Si tratta di un vero e proprio deficit di natura (espressione coniata dal giornalista americano Richard Louv) che ormai condiziona in modo evidente la crescita e la salute psicofisica delle nuove generazioni. È questo il cuore del report “Benessere e natura: città verdi a misura di bambino” lanciato dal WWF in occasione di Urban Nature (la festa della biodiversità urbana), realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi sulla Qualità della Vita AIQUAV, che riunisce i migliori esperti che si occupano di benessere e qualità della vita e con il contributo del gruppo di lavoro su Ambiente&Salute dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) e di LABUS, il Laboratorio per la Sussidiarietà.
“Come se non bastasse il debito economico di cui dovranno farsi carico negli anni a venire sulle spalle dei nostri giovani grava anche un ‘debito di natura’ che sta progressivamente erodendo salute, benessere e qualità della vita”. Dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “Se non si inverte la rotta non solo i nostri giovani dovranno fare i conti con lo sfruttamento intensivo delle risorse, che consuma vorticosamente “Natura”, ma si troveranno a crescere in habitat sempre più artificiali. Il deficit di natura di cui si occupa il nostro Report è ormai una ‘patologia sociale’ che possiamo misurare quotidianamente osservando la vita e i comportamenti dei nostri ragazzi, sempre più abituati ad una dimensione virtuale della vita e della natura.

Per questo è necessario correre ai ripari: con Urban Nature vogliamo provare a favorire la riscoperta della natura, anche di quella che abbiamo vicino a casa o a scuola. Però è necessario che anche le istituzioni, locali e nazionali si attivino per garantire più verde alle nostre città, che significa più salute, più benessere e miglior qualità della vita”.
Oggi siamo di fronte ad un paradosso: i giovani, che potrebbero aspirare a guidare la difesa della natura, hanno sempre meno a che fare con essa. Secondo un’indagine Istat del 2017 il 93% dei bambini in età compresa tra i 6 e i 10 anni, guarda la TV tutti i giorni. Il dato scende al 87,7% per i ragazzi di età compresa fra gli 11 e i 14 anni che con molta probabilità sono già più attratti dal web. I ragazzi occidentali passano in media 44 ore della alla settimana davanti a TV e media elettronici. Escludendo le ore di sonno, questa percentuale tempo occupa una buona parte della giornata tipo di un giovane: circa 6 ore e mezza.

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