Luglio 2026


Ogni giorno la spesa che portiamo in tavola — dal caffè del mattino al cioccolato, passando per alimenti a base di soia o prodotti che impiegano olio di palma e gomma — muove una complessa catena di approvvigionamento globale. Il costo ambientale di queste merci non si paga nei supermercati in cui acquistiamo, ma migliaia di chilometri più a sud, dove le foreste tropicali lasciano il posto a pascoli e piantagioni. Per valutare questo impatto, un team di ricercatori dell'Università di Torino e dell'Università degli Studi di Milano ha sviluppato un modello interpretativo innovativo, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Ecological Economics.

Pubblicato in Ambiente


Nelle ore più calde della giornata, riforestazione urbana e pavimentazioni anti-calore consentono di ridurre drasticamente le temperature nelle aree metropolitane. I dati e le soluzioni concrete emergono dal progetto satellite Mirificus, che mette a disposizione dei Comuni uno strumento operativo per la pianificazione climatica.

Abbassare di oltre 4 gradi la temperatura delle nostre città non è soltanto una teoria, ma un obiettivo concretamente raggiungibile. A dimostrarlo sono le simulazioni condotte dal progetto Mirificus nelle aree di Roma e Firenze, dove la combinazione di nuove piantumazioni d'alberi, l'ampliamento degli spazi verdi e l'impiego di superfici che non trattenere il calore ha generato un calo termico netto nelle ore di maggiore insolazione.

Pubblicato in Tecnologia


Un team di ricerca internazionale guidato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha sviluppato una nuova generazione di cellule immunitarie ingegnerizzate in grado di superare le principali barriere che oggi limitano l'efficacia dell'immunoterapia. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Signal Transduction and Targeted Therapy (gruppo Nature), dimostra come queste cellule siano capaci di identificare i tumori che eludono il sistema immunitario, disattivare i loro meccanismi di difesa e prolungare nel tempo la propria azione antitumorale.

«Questa pubblicazione è un importante riconoscimento internazionale dell’elevato valore innovativo della nostra ricerca e del suo potenziale impatto in ambito clinico», spiega la dottoressa Paola Vacca, responsabile dell’Unità di Cellule Linfoidi dell’Immunità Innata del Bambino Gesù e coordinatrice dello studio.

Pubblicato in Medicina


I grandi ammassi di galassie dell'Universo a noi vicino sono immersi in imponenti e dense "atmosfere" di gas caldissimo a decine di milioni di gradi, note come mezzo intra-ammasso (intracluster medium o ICM). Al contrario, fino ad oggi, quando i telescopi osservavano l'Universo più profondo e antico, riuscivano a rilevare quasi esclusivamente la presenza di gas freddo.

Un nuovo studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics ha ora individuato per la prima volta il momento esatto in cui questa gigantesca atmosfera calda comincia a formarsi nell'Universo primordiale.

Pubblicato in Astrofisica


Uno studio coordinato dalla Statale di Milano, in collaborazione con il CNR-Nanotec e il Baylor College of Medicine, individua un meccanismo precoce di controllo cellulare. La scoperta, apparsa su Cell Reports, apre nuove strade per comprendere tumori e malattie congenite rare.

Una ricerca scientifica internazionale guidata dal professor Thomas Vaccari, del Dipartimento di Bioscienze dell'Università degli Studi di Milano, ha portato alla luce un meccanismo finora sconosciuto che governa il destino delle proteine e la comunicazione intercellulare. Lo studio — condotto insieme al gruppo del dottor Antonio Galeone del CNR-Nanotec di Lecce (nell'ambito del centro congiunto Tecnomed Puglia) e al professor Hamed Jafar-Nejad del Baylor College of Medicine di Houston — è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cell Reports.

Pubblicato in Scienza generale



Uno studio pionieristico condotto dal Politecnico e dall’Università di Torino rivela come anche gli ingredienti non alcolici, come l'anidride solforosa, possano incidere sul comportamento al volante, persino quando l'alcolemia rispetta la legge.


In tema di sicurezza stradale siamo abituati a considerare quasi esclusivamente la quantità di alcol ingerita. Tuttavia, ci si chiede se anche la specifica composizione della bevanda possa giocare un ruolo. In che misura elementi non alcolici come i solfiti possono alterare le reazioni di chi guida, pur restando nei parametri consentiti dal codice della strada?
A fare luce su questo interrogativo è una ricerca congiunta del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino. Lo studio, dal titolo “Understanding driver behaviour after consuming conventional wines with different sulphite contents: insights from a driving simulator study”, è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One e finanziato dalla Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo), con l'obiettivo di valutare in un ambiente controllato se e come la concentrazione di anidride solforosa influenzi le capacità di guida.

Pubblicato in Medicina


Un team internazionale guidato dal gruppo di ricerca Cosmic Web dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con la NASA, ha individuato un fenomeno cosmico insolito nell'universo primordiale. Sfruttando le osservazioni dell'Osservatorio a raggi X Chandra, gli astronomi hanno scoperto come il getto di particelle emesso dal buco nero di una galassia stia disturbando la nube di gas che circonda una galassia adiacente, rallentando drasticamente la nascita di nuove stelle al suo interno.

Il "cuoco cosmico" e la "Red Potato"
Per descrivere la dinamica della scoperta, gli scienziati hanno attinto a una bizzarra metafora culinaria: il buco nero starebbe agitando la "pentola" di gas in cui si trova immersa la galassia vicina, ribattezzata per l'occasione "Red Potato" (ufficialmente MQN01 J004131.9-493704). Il soprannome è stato scelto dai ricercatori per via della sua forma e del suo colore distintivo nelle immagini catturate dal telescopio spaziale James Webb.

Pubblicato in Astrofisica

 

 


Uno studio guidato dall'Università di Padova e pubblicato sulla rivista «Molecular Neurodegeneration» ha fatto luce su un meccanismo finora sconosciuto che regola il controllo e la rimozione delle sinapsi da parte degli astrociti, spiegando come questo processo incida sulla perdita delle connessioni nervose tipica dell'Alzheimer.

Nel cervello sano, le sinapsi vengono costantemente monitorate e modellate per mantenere l'equilibrio della rete neuronale. L'eliminazione delle connessioni danneggiate o inutilizzate è un compito tradizionalmente attribuito alla microglia, le cellule immunitarie del sistema nervoso. Molto meno noto era invece il ruolo svolto da altre cellule gliali, come gli astrociti, e l'impatto delle loro alterazioni nelle patologie neurodegenerative. A lungo considerate semplici elementi di supporto, le cellule gliali sono oggi riconosciute come attrici fondamentali nella fisiologia e nella patologia cerebrale.

Pubblicato in Medicina

 


Nell'universo della nutrizione, la parola "grassi" evoca spesso associazioni negative. Tuttavia, esiste una categoria di lipidi fondamentali senza i quali il nostro organismo non potrebbe funzionare al meglio: gli acidi grassi polinsaturi Omega-3. Definiti essenziali perché il corpo umano non è in grado di sintetizzarli autonomamente, devono essere necessariamente introdotti attraverso la dieta o, quando necessario, tramite un'integrazione mirata.

Il Triunvirato degli Omega-3: ALA, EPA e DHA
Gli Omega-3 non sono tutti uguali; la famiglia si compone principalmente di tre elementi chiave:

L'ALA (Acido Alfa-Linolenico) è di origine prevalentemente vegetale e si trova in noci, semi di lino, semi di chia e nei relativi oli. L'organismo può convertirlo in EPA e DHA, ma questa conversione ha un'efficienza limitata, spesso inferiore al 10%.

L'EPA (Acido Eicosapentaenoico) si trova principalmente nel pesce grasso e nel fitoplancton, ed è un potente modulatore dei processi infiammatori oltre che un prezioso alleato della salute cardiovascolare.

Il DHA (Acido Docosaesaenoico) è un componente strutturale fondamentale della membrana delle cellule cerebrali e della retina, rivelandosi cruciale per la memoria, la funzione cognitiva e la vista.

Pubblicato in Medicina

Riconvertire un rifiuto altamente pericoloso per la salute e l'ecosistema in una risorsa preziosa per una nuova filiera industriale sostenibile: è la promessa che emerge dallo studio sull'amianto guidato da Lorenzo Squitieri, dottorando industriale dello spin-off Graftonica e membro del team di ricerca di Roberto Simonutti (docente di Chimica Industriale presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali).

Il gruppo di lavoro, coordinato dal ricercatore Michele Mauri dello stesso Dipartimento, ha evidenziato come l'amianto — storicamente fonte di gravi problematiche ambientali — possa essere convertito in un additivo efficace per creare bioplastiche dalla degradabilità ottimizzata.

Pubblicato in Tecnologia
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