Nuclear power at war
The Zaporizhzhia plant spent eighteen days without external power. A drone pierced the steel arch that covers Chernobyl. In the Balkans NATO fired depleted uranium, and Italy has spent twenty-five years studying the soldiers who were there. On 23 September the Italian Senate passed the law that takes the country back to nuclear power.

Rafael Mariano Grossi, Director General of the IAEA, and the Agency’s mission beside a damaged roof at the Zaporizhzhia nuclear power plant, 1 September 2022. Reactor 2 in the background. Photo Credit: Fredrik Dahl / IAEA. IAEA Imagebank on Flickr, licence CC BY 2.0, creativecommons.org/licenses/by/2.0. Image not modified.
Il nucleare in guerra
La centrale di Zaporizhzhia è rimasta diciotto giorni senza corrente esterna. Un drone ha bucato l’arco d’acciaio che copre Chernobyl. Nei Balcani la NATO ha sparato uranio impoverito, e l’Italia studia da venticinque anni i soldati che c’erano. Il 23 settembre il Senato ha approvato la legge che riporta il Paese al nucleare.

Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell’AIEA, e la missione dell’Agenzia davanti a un tetto danneggiato della centrale nucleare di Zaporizhzhia, il 1° settembre 2022. Sullo sfondo il reattore 2. Photo Credit: Fredrik Dahl / IAEA. IAEA Imagebank su Flickr, licenza CC BY 2.0, creativecommons.org/licenses/by/2.0. Immagine non modificata.
Alimentazione e salute mentale: la dieta ricca di grassi danneggia il cervello prima di obesità e diabete

Un'alimentazione ad alto contenuto lipidico può alterare il metabolismo cerebrale e la memoria in poche settimane, anticipando la comparsa di patologie metaboliche come l'obesità e il diabete. A rivelarlo è un'indagine coordinata da Eugenio Barone, docente presso il Dipartimento di Scienze Biochimiche Alessandro Rossi-Fanelli della Sapienza Università di Roma, pubblicata sulla rivista scientifica Redox Biology.
Se era già noto che l'obesità costituisca un rilevante fattore di rischio per declino cognitivo, patologie neurodegenerative e diabete, i processi molecolari che ne anticipano le prime manifestazioni non erano ancora stati del tutto chiariti. Il contributo innovativo della ricerca risiede proprio nell'aver individuato una finestra temporale precoce in cui il cervello risulta vulnerabile allo stress metabolico, prima ancora che insorgano la classica insulino-resistenza cerebrale o i disturbi sistemici.
Monitoraggio ambientale: i radar satellitari identificano la plastica in mare dallo spazio

Una ricerca firmata da INGV, CNR-ISMAR e Sapienza Università di Roma dimostra la capacità delle immagini radar inviate dai satelliti di rintracciare gli accumuli di materiale plastico a fior d'acqua. La scoperta definisce nuove modalità per tracciare e contrastare i rifiuti negli ambienti acquatici direttamente dall'orbita terrestre.
Lo studio ha visto la collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l'Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) e la Sapienza Università di Roma. L'iniziativa rientra nel progetto Space It Up!, sostenuto dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) attraverso il contratto n. 2024-5-E.0 – CUP I53D24000060005.
I coralli di Steigen e i farmaci che vengono usati negli allevamenti di salmone
Nei fiordi del Nordland, in Norvegia, a trecento metri di profondità, cresce il corallo d’acqua fredda che forma la scogliera più lunga conosciuta. L’Università Nord e l’Istituto di ricerca marina norvegese lo hanno esposto ai farmaci contro i pidocchi di mare e all’antivegetativo steso sulle reti delle gabbie.

Una colonia di Desmophyllum pertusum sul fondo marino norvegese: le scogliere di questo corallo danno riparo e cibo a pesci e invertebrati. (Foto: Mareano / Istituto di ricerca marina norvegese)
File: foto «Desmophyllum pertusum corals are important habitats…», allegata al comunicato di Nord University su AlphaGalileo, 24 settembre 2026. Da scaricare a mano.
The corals of Steigen and the drugs used in salmon farming
In the fjords of Nordland, Norway, three hundred metres down, grows the cold-water coral that builds the longest known reef. Nord University and Norway’s Institute of Marine Research have exposed it to the anti-sea-lice drugs and the antifouling agent coated on cage nets. The larvae react to minute traces of an antiparasitic. The adults suffered at doses more than five hundred thousand times above the limit below which measurements at sea remain.

A colony of Desmophyllum pertusum on the Norwegian seabed: the reefs built by this coral shelter and feed fish and invertebrates. (Photo: Mareano / Norwegian Institute of Marine Research)
File: photo “Desmophyllum pertusum corals are important habitats…”, attached to Nord University’s press release on AlphaGalileo, 24 September 2026. Download by hand.
A spruce at 2,520 metres. Graubünden recounts its flora after ninety years
Between 1932 and 1935 Josias Braun-Blanquet and Eduard Rübel published the first complete flora of the Swiss canton of Graubünden. The Flora Raetica project, led by the SLF institute in Davos and by WSL with the help of volunteers, is repeating that census plant by plant. Plants are climbing with the warmth. But the early data also point to abandoned fields, fertilised meadows, roads and advancing forest.

Christian Rixen (right), co-leader of Flora Raetica, and Ingrid Jansen (left), project coordinator, identify plant species on a slope below the Jatzhorn, near Davos. Photograph from SLF’s press release of 24 September 2026, provided free of charge for use in connection with the release. (Foto: Jochen Bettzieche / SLF)
File: IMG_3374 — https://www.slf.ch/fileadmin/user_upload/News/2026/09_FloraRaetica/IMG_3374.JPG
Un abete a 2520 metri. I Grigioni ricontano la loro flora dopo novant’anni
Fra il 1932 e il 1935 Josias Braun-Blanquet ed Eduard Rübel pubblicarono la prima flora completa del Canton Grigioni. Il progetto Flora Raetica, guidato dall’istituto svizzero SLF di Davos e dal WSL con l’aiuto di volontari, rifà quel censimento pianta per pianta. Le piante salgono di quota con il caldo.

Christian Rixen (a destra), co-direttore di Flora Raetica, e Ingrid Jansen (a sinistra), coordinatrice del progetto, identificano le specie vegetali su un pendio ai piedi dello Jatzhorn, vicino a Davos. Fotografia dal comunicato dello SLF del 24 settembre 2026, messa a disposizione gratuitamente per l’uso in relazione al comunicato. (Foto: Jochen Bettzieche / SLF)
File: IMG_3374 — https://www.slf.ch/fileadmin/user_upload/News/2026/09_FloraRaetica/IMG_3374.JPG
The curve that does not rise

Volunteers in twenty-seven countries have counted Europe’s commonest birds and butterflies for twenty years. A study in Nature Ecology & Evolution uses those counts to project their future to 2050. Under the most ambitious conservation policies the decline slows, but it stops in no scenario. Italy is in the bird data, not in the butterfly data.
Conservation law was written mostly for rare species. Common species, abundant because they adapt to many habitats or because their habitat is widespread, largely fall outside it. Yet they are the first to feel farming, logging and spreading towns. The decline of an abundant species can be the first step toward the list of threatened ones.
La curva che non risale

Volontari di ventisette paesi hanno contato per vent’anni gli uccelli e le farfalle più comuni d’Europa. Uno studio su Nature Ecology & Evolution usa quei conteggi per proiettare il loro futuro al 2050. Con le politiche di conservazione più ambiziose il calo rallenta, ma non si ferma in alcuno scenario. L’Italia c’è con gli uccelli, non con le farfalle.
Le leggi di conservazione sono nate soprattutto per le specie rare. Le specie comuni, abbondanti perché si adattano a molti ambienti o perché il loro ambiente è diffuso ovunque, ne restano in gran parte fuori. Eppure subiscono per prime l’agricoltura, il taglio dei boschi e le città che crescono. Il calo di una specie abbondante può essere il primo passo verso la lista di quelle minacciate.

