COVID: BAMBINO GESU’, ECCO COME VIAGGIA IL VIRUS NELL’ARIA CON UN COLPO DI TOSSE

Riprodotta in 3D la dispersione di droplet e aerosol in un pronto soccorso. Calcolati gli effetti dei sistemi di aerazione. Lo studio condotto con Ergon Research e Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA). Un colpo di tosse in un pronto soccorso al tempo del COVID-19. Il viaggio nell’aria delle goccioline salivari grandi (droplet) e di quelle microscopiche (aerosol) emesse col respiro. Una simulazione in 3D realizzata dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù riproduce esattamente il movimento delle particelle biologiche nell’ambiente e l’impatto dei sistemi di aerazione sulla loro dispersione. I risultati dello studio, condotto con lo spin-off universitario Ergon Research e la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Environmental Research, fornendo informazioni importanti per contenere la diffusione del virus SARS-CoV2 negli ambienti chiusi anche attraverso il trattamento dell’aria.
LO STUDIO
Lo studio sulla dispersione di contaminante negli ambienti chiusi è stato realizzato dagli specialisti del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e dalla Direzione Sanitaria del Bambino Gesù, in collaborazione con gli ingegneri di Ergon Research e la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) per la supervisione tecnico-scientifica. I ricercatori hanno utilizzato potenti strumenti di “simulazione fluidodinamica computazionale” (CFD - Computational Fluid Dynamics) per ricreare virtualmente la sala d’aspetto di un pronto soccorso pediatrico dotata di sistema di aerazione, con all’interno 6 bambini e 6 adulti senza mascherina.
Dalle viscere della Terra nuove informazioni sui primi minuti di vita dell’Universo

Grazie a misure accurate della reazione nucleare che conduce alla produzione di elio leggero, è possibile risalire ad alcune proprietà dell’Universo determinate nei primi minuti dopo il Big Bang.
Una reazione chiave del processo di produzione degli elementi chimici più leggeri, molto importante nei primi momenti di vita del nostro Universo, è quella per cui da un protone e un nucleo di deuterio (un isotopo dell’idrogeno) si ottiene l’elio-3 (un isotopo dell’elio), in simboli: D(p,γ)3He.
Questa reazione è stata indagata, con precisione e accuratezza mai raggiunte prima, dall’esperimento LUNA (Laboratory for Underground Nuclear Astrophysics) ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). Grazie alle misure di LUNA è stato possibile affinare i calcoli della nucleosintesi primordiale, avvenuta pochi minuti dopo il Big Bang, ricavando informazioni sulla densità della materia barionica, ovvero la materia ordinaria di cui è composto tutto ciò che conosciamo.
I risultati della misura di LUNA, insieme a una discussione delle loro conseguenze cosmologiche, sono stati pubblicati sulla rivista Nature.
Sindrome del Tunnel Carpale: come diagnosticarla e prevenirla insieme all’ortopedico

La Sindrome del Tunnel Carpale è una patologia dolorosa e talvolta invalidante. Rappresenta la forma di neuropatia da intrappolamento più conosciuta e frequente e si manifesta comunemente con dolore e formicolio dalle dita della mano al braccio, soprattutto durante la notte. Come diagnosticarla? Ne abbiamo parlato con il Dott. Matteo Salvatore, specialista in Ortopedia presso il Poliambulatorio Specialistico San Raffaele Termini.
“La Sindrome del Tunnel Carpale fa parte delle sindromi canalicolari compressive dei nervi periferici, di cui fanno parte anche la sindrome del tunnel tarsale (piede) e quella del tunnel o canale cubitale (gomito). Si tratta di neuropatie causate da compressione di un nervo periferico che non decorre più agevolmente in un canale osteofibroso. Nel caso specifico della Sindrome del Tunnel Carpale il nervo interessato è il nervo mediano, uno dei tre principali nervi periferici misti (sentivo-motore, responsabile sia della sensibilità della cute sia della mobilità dei muscoli che innerva) dell’arto superiore. L’aumento di pressione sul nervo o il suo schiacciamento rappresenta la causa della sindrome del tunnel carpale che, se non curata, può comportare l’impossibilità di eseguire alcuni gesti comuni con le dita, come cucire o girare la chiave in una serratura. Il nervo, come il muscolo, è un tessuto nobile che non rigenera: nel caso trascorra troppo tempo compresso, soffre fino a perdere completamente la propria funzione”.
“Razza e Istruzione. Le leggi antiebraiche del 1938”, on line i documenti raccolti col progetto di ricerca

Tenere viva la memoria di una pagina orribile della storia italiana, quella scritta con la promulgazione delle leggi razziali, per poter cambiare l’esistente. Questo l’intento del progetto di ricerca “Razza e Istruzione. Le leggi anti-ebraiche del 1938” che, sostenuto dall’Università di Milano-Bicocca e dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, è stato reso possibile grazie a un Comitato scientifico nazionale – coordinato dalla professoressa Marina Calloni – in collaborazione con numerosi archivi. Ora quel progetto si arricchisce di un nuovo contenitore: un sito web che offre la possibilità di consultare i documenti raccolti, spesso inediti, di vedere gli interventi dei relatori della conferenza tenutasi nel febbraio dello scorso anno con la lectio magistralis della senatrice a vita Liliana Segre, ma anche di sfogliare il materiale della mostra, allestita in Ateneo.
Il progetto si è focalizzato sia sulle conseguenze che la limitazione di accesso all’istruzione e alle professioni ebbe sulle persone di origine ebraica, sia su ciò che la discriminazione educativa e professionale comportò sul sistema formativo e scientifico anche nell’Italia repubblicana. L’Università – come luogo privilegiato della ricerca e del sapere scientifico, il cui libero esercizio è costituzionalmente tutelato – non poteva non porre attenzione su ricadute culturali, giunte fino ai nostri giorni.
Svelati nuovi meccanismi che legano la dieta al funzionamento del cervello

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista PNAS
È noto che la dieta può alterare il funzionamento di molti organi quali il fegato, l’intestino o il pancreas modificando i cicli giornalieri di produzione di importanti fattori molecolari, tuttavia gli effetti della dieta a livello dell’orologio circadiano nel cervello erano finora poco noti. Un nuovo studio condotto da Paola Tognini, ricercatrice del Dipartimento di Ricerca Traslazionale dell’Università di Pisa, ha dimostrato come una dieta ricca di grassi abbia azioni molto forti anche a livello cerebrale. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Science (PNAS) ed è frutto di una collaborazione internazionale che include la University of California Irvine, la University of Texas Houston (USA) e l’INRAE Bordeaux (Francia), coordinata dal noto scienziato Paolo Sassone-Corsi, professore della University of California Irvine, deceduto prematuramente lo scorso luglio.
Una speranza per la cura della paraplegia indotta da lesione midollare

Ricercatori dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Cnr in collaborazione con Irccs Fondazione S. Lucia, Sapienza Università di Roma e Sanford Burnham Prebys Medical Discovery Institute di La Jolla (USA) hanno dimostrato in un modello preclinico di lesione spinale completa, l’efficacia terapeutica della neurotossina botulinica di tipo A. Attraverso una potente e perdurante azione anti-infiammatoria, la neurotossina è neuroprotettiva, promuove la rigenerazione nervosa e contrasta la paralisi. I risultati pubblicati su Toxins sono stati oggetto di un brevetto presentato dall’11 al 13 novembre all’evento digitale Tech Share Day e si spera di arrivare a un test clinico che permetta di verificare nell’uomo i dati osservati
Le lesioni traumatiche complete ed incomplete del midollo spinale rappresentano una vera e propria sfida della medicina poiché, nonostante gli enormi progressi della scienza, ad oggi non esiste una cura in grado di ripristinare le abilità motorie perse. Tali lesioni provocano perdita permanente, totale o parziale, della trasmissione di impulsi nervosi sensoriali e motori nell’area sottostante la lesione, provocando paraplegia o tetraplegia. Si è calcolata un’incidenza globale di 10,5 casi per 100.000 persone, ovvero 768.473 nuovi casi all’anno nel mondo, dovuti principalmente a incidenti stradali, cadute accidentali, sport, armi ed incidenti sul lavoro. Solamente in Italia, nei cosiddetti “incidenti del sabato sera”, il 20% degli infortunati subisce lesioni spinali con invalidità permanente e l’80% degli interessati ha un’età tra i 29 e i 42 anni. Sebbene la qualità di vita di questi pazienti sia notevolmente migliorata, la patologia comporta numerose e gravi comorbidità come il dolore neuropatico ed è associata a ingenti costi per il Servizio sanitario nazionale.
Mothers can pass on allergies to babies in the womb

Mothers can pass on allergies to offspring while they are developing in the womb and that is one reason why babies exhibit allergies early in life, according to a Singapore preclinical study.
Findings from the research published 30 October in Science show that the key antibody, immunoglobulin E (IgE), responsible for triggering allergic reactions, can enter the foetus from the mother’s body through the placenta. Once inside the foetus, it binds with foetal mast cells which are immune cells responsible for causing allergic reactions, such as runny noses and asthma.
Globally, 10—30 per cent of the population is affected by allergies and this number continues to increase. The sensitisation rates for allergies in school children are close to 40—50 per cent, according to the World Allergy Organisation White Book on Allergy 2013 update.
“This is a previously unappreciated way that the mother's immune system can influence the offspring during development and after birth and it could possibly explain why some offspring develop an immune response the very first time they encounter an allergen, even when they have never been exposed before,” Ashley St. John, study co-author and immunologist at Duke-NUS Medical School, tells SciDev.Net.
Vitamin D and Omega-3s Bolster Health in Some Active Older People

The DO-HEALTH study led by Zurich-based geriatrician Professor Heike Bischoff-Ferrari has examined the effects of simple measures on the health of healthy adults aged 70 or older. Initial analyses suggest that vitamin D, omega-3 fatty acids and strength-training exercises do not significantly improve bone health, leg function and memory. Nevertheless, certain groups of people could still benefit from these measures.
In 2030, one in three people in Europe will be over the age of 65, and all of these people will want to enjoy their old age and lead an active lifestyle. To be able to do so, however, it is crucial that people maintain their physical and mental health.
#ilmuseoincasa - Videoracconti dedicati al Casino Nobile di Villa Torlonia

28/05 - 31/12/2020
Musei di Villa Torlonia,
Casino Nobile
Cinque episodi, in cui la lettura di alcuni stralci di un testo del 1842 di Giuseppe Checchetelli ci restituiscono la storia del Casino Nobile, uno degli edifici più significativi presenti nella Villa.
Vivace e popolare giornalista, appassionato di cultura e poi di politica al tempo delle riforme di Pio IX e della Repubblica Romana, dirigente del partito unitario clandestino di Roma, Cecchetelli descrive con gusto e dovizia di particolari, il risultato degli ingenti lavori di rifacimento e abbellimento della Villa voluti dal Principe Alessandro Torlonia e affidati all’architetto Giovan Battista Caretti e alla sua cerchia di artisti collaboratori, fornendoci la migliore guida per uno sguardo colto e inedito sui lavori “magnifici” voluti da Alessandro Torlonia, a sua maggior gloria.
La lettura è introdotta da un breve commento del Funzionario Responsabile di Villa Torlonia, la dott.ssa Annapaola Agati.
Primo episodio : https://www.youtube.com/watch?v=vJ7_Yvew1aU&feature=youtu.be
Secondo episodio : https://www.youtube.com/watch?v=P0MOgGqvS2k&feature=youtu.be
Terzo episodio : https://www.youtube.com/watch?v=8fXY9Y-4bQk
“Goldilocks” neonatal immune response may protect against autism

Mid-range level of immune protein associated with lowest risk
Philadelphia, November 10, 2020 – The causes of autism spectrum disorder (ASD) – including genetic and environmental factors – are not entirely understood. Many studies have already shown that serious maternal infection during pregnancy is associated with increased risk for offspring in both people and animals. New research however, shows that the lowest risk for ASD is associated with mid-levels of an immune marker measured at birth – whereas too much or not enough were linked to increased risk.
The report from researchers at the Karolinska Institute in Sweden appears in Biological Psychiatry, published by Elsevier. The study hinges on the idea that the developing brain may be particularly vulnerable to disturbances in immune signaling and exposure to inflammation. “We studied a set of molecules called acute phase proteins that are part of the innate immune system, which is our first line of defense against infections and is always monitoring the body for signs of invasion,” said lead author Renee Gardner, PhD. “These molecules are circulating in our bloodstream all the time, but they can rise rapidly after exposure to infection.”
Medicina
Glioblastoma: la Metformina come nuova arma contro il tumore cerebrale
Uno studio dell'Università Statale di Milano svela come il farmaco...
Paleontologia
Antropologia in piazza: al via l'AnthroDay 2026 tra Milano, Torino e Roma
Torna l’atteso appuntamento con il World Anthropology Day, l'iniziativa che porta l'antropologia fuori dalle...
Geografia e Storia
Dagli Ipogei del Tepui venezuelano ai terreni marziani: un protocollo innovativo per l'indagine di siti estremi
Un team internazionale ha applicato metodologie analitiche portatili avanzate per esaminare in situ le...
Astronomia e Spazio
Destinazione Giove: a Roma nasce lo SWIM Lab per scovare oceani extraterrestri
Inaugurato presso l'Università Roma Tre un centro di eccellenza mondiale: studierà...
Scienze Naturali e Ambiente
Risveglio precoce nelle Alpi: il legno delle conifere guadagna 14 giorni in due secoli
Uno studio dell'Università di Padova svela i tempi della crescita arborea...







