Le otto regole base per proteggerci dalle malattie sessualmente trasmissibili

E’ facile acquisire un’infezione sessualmente trasmessa? Quali sono i comportamenti che dobbiamo mettere in atto per evitare di contrarre una malattia sessualmente trasmessa?
Innanzitutto ci sono delle distinzioni da fare: non tutte le malattie sessualmente trasmesse hanno la stessa capacità di infettare un individuo. Se consideriamo ad esempio l’HIV, una delle più conosciute, il rischio di infezione da un soggetto HIV positivo durante i rapporti sessuali è inferiore rispetto alla sifilide e ancora meno rispetto alla gonorrea.
Le infezioni sessualmente trasmesse sono una serie di infezioni che vengono trasmesse prevalentemente attraverso i rapporti sessuali. Il loro numero è in costante aumento in tutta Europa e anche nel nostro Paese, soprattutto nelle grandi aree urbane. Il rischio di contrarre un'infezione sessualmente trasmessa è dipendente dal comportamento sessuale, dal numero dei partner e dal mancato utilizzo del preservativo. Le infezioni sessualmente trasmesse che hanno un maggiore impatto sulla popolazione generale sono l’HIV, la clamidia, la gonorrea e la sifilide.
7 milioni di anni fa il coccodrillo africano attraversò l’Atlantico e colonizzò il Nuovo Mondo

La ricostruzione in 3D dei resti del cranio di un coccodrillo, ritrovato ad As Sahabi (Libia) e conservato per quasi un secolo presso il Museo Universitario di Scienze della Terra (MUST) della Sapienza Università di Roma, ha permesso di identificare nel rettile sahariano l’antenato degli attuali coccodrilli americani. I risultati dello studio condotto da un team di ricercatori italiani, sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports, permettendo di ripercorrere milioni di anni di storia evolutiva.
Dopo una lunga traversata dell’Oceano Atlantico, l’esploratore scorge in lontananza la terra ferma, un continente fino a quel momento sconosciuto, dove presto però sarebbe stata scritta una nuova storia.
Sembra la narrazione dell’approdo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo circa 500 anni fa, eppure si tratta di quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports grazie al quale viene ricostruito un tassello della storia evolutiva dei coccodrilli. È possibile che alcuni esemplari di coccodrilli siano partiti circa 7 milioni di anni fa dal Nord Africa, e abbiano verosimilmente attraversato l’Oceano Atlantico per arrivare sulle coste del Sud America, dove si sono adattati e diversificati dando origine alle specie di Crocodylus, che ancora oggi abitano il continente americano. La ricerca colloca il reperto africano del Miocene, identificato come Crocodylus checchiai, alla base dell'albero evolutivo dei coccodrilli americani.
Scoperto un nuovo meccanismo per la sindrome da deficienza CDKL5

La CDD è una grave encefalopatia genetica che colpisce i bambini subito dopo la nascita, priva di una cura risolutiva. Finora si riteneva che i sintomi fossero dovuti ad un’alterata azione cerebrale. Uno studio pubblicato su Science Translational Medicine, frutto di una collaborazione internazionale con la partecipazione di Istituto di neuroscienze del Cnr di Pisa e Università di Firenze, ha scoperto che le cellule che fungono da sensore per il dolore sono anch’esse fortemente coinvolte nella patologia
La sindrome da deficienza di CDKL5 (CDD) è una grave encefalopatia genetica che colpisce i bambini subito dopo la nascita. I bambini affetti non possono comunicare con il linguaggio, raramente sono in grado di camminare, e presentano crisi epilettiche e disturbi cognitivi e motori fortemente invalidanti. Circa 13.000 famiglie nel mondo sono interessate da questa malattie e ogni anno si registrano circa 750 nuovi casi. La CDD è priva di una cura risolutiva, sebbene vi siano studi mirati a sviluppare nuove terapie.
Mare di Galilea: scoperto un nuovo sistema di faglie

Carta geografica dell'aerea interessata dallo studio
Un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall’Istituto di scienze marine del Cnr ha condotto uno studio geologico-geofisico lungo la Faglia del Mar Morto, una grande struttura geologica che attraversa il Medio Oriente dalla Penisola Arabica all’Anatolia, sede in passato di eventi particolarmente distruttivi. I risultati, pubblicati su Scientific Reports, e utili come modello generale per valutare il rischio sismico in zone analoghe, suggeriscono che si debba prendere in esame non solo la “spaccatura” principale, ma l’evoluzione dinamica dell’intero sistema.
Uno studio condotto dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar) in collaborazione con un team internazionale di scienziati, ha fatto luce sulla generazione di terremoti in rapporto alla geologia del territorio lungo la faglia sismogenica del Mar Morto, e ha evidenziato le analogie tra quest’area e altre faglie nel mondo soggette ad alto rischio sismico. I risultati, pubblicati sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, sono basati su un modello strutturale diverso da quelli ipotizzati in precedenza, che prevede l'attivazione di un sistema apparentemente secondario ma in realtà molto attivo.
ESTATE E CORONAVIRUS: VACANZE IN SICUREZZA PER BAMBINI E RAGAZZI

Estate, tempo di vacanza. Dopo il lockdown si torna gradualmente a vivere la socialità, ma senza abbassare la guardia: il virus SARS COV 2 è ancora in circolazione, in Italia continuano a verificarsi focolai di infezione. In attesa di un vaccino efficace e sicuro in grado di prevenire la malattia COVID-19 (oltre 100 gli studi in corso secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità), per proteggersi è necessario mantenere un comportamento responsabile e rispettare le regole di base: distanziamento fisico, uso corretto delle mascherine, igiene delle mani e controllo dei sintomi respiratori. I consigli degli esperti per un’estate sicura senza rinunciare a stare “insieme” sono raccolti nell’ultimo numero di ‘A Scuola di salute’, il magazine digitale a cura dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute, diretto dal prof. Alberto Ugazio.
COME GESTIRE IL BISOGNO DI STARE INSIEME
La socialità, la spinta a stare insieme agli altri, è un bisogno primario per bambini e ragazzi: dai 3 anni in poi attraverso il gioco e il confronto imparano a collaborare con i compagni, a gestire i conflitti, a scoprire se stessi e a conoscere le basi della convivenza. I mesi di lockdown sono stati difficili e frustranti: i bambini, soprattutto i figli unici, e gli adolescenti hanno sofferto molto la mancanza di relazioni sociali. In alcuni casi hanno sviluppato comportamenti aggressivi, una maggiore dipendenza da smartphone e videogiochi, sprezzo delle regole.
Terminato l’obbligo di isolamento in casa - spiegano gli psicologi del Bambino Gesù - è importante che i genitori consentano a bambini e ragazzi di incontrare nuovamente i loro amici, soprattutto all’aperto. Nello stesso tempo, è fondamentale seguirli e aiutarli in questa nuova fase, condividendo dubbi e timori, confrontandosi sui comportamenti da adottare e dando il buon esempio. La parola chiave è sicurezza: anche tra amici, mentre ci si diverte, rispettare sempre le regole più importanti per prevenire la trasmissione del virus (distanza di sicurezza, mascherina, igiene delle mani).
Microplastiche nei pesci.. e a tavola!

Scampi alla griglia in plastica, zuppa di scorfano alla plastica, acciughe e sgombri al forno con plastica: dai risultati della nostra ricerca sulla presenza di microplastiche nei pesci, questo sembra essere il menù degli italiani questa estate.
Insieme all’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM) e l’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (IAS) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Genova, abbiamo esaminato oltre 300 organismi rappresentativi di diverse specie di pesci e invertebrati consumati abitualmente sulle nostre tavole come cozze, scampi, scorfani, acciughe e sgombri.
I risultati di questo studio, che diffondiamo oggi, confermano la presenza di microplastiche in queste specie marine che consumiamo quotidianamente e sottolineano la rilevanza di questa contaminazione per l’ambiente e la nostra salute. La plastica non ce la mangiamo, perché si concentra nell’intestino e il pesce abitualmente lo consumiamo eviscerato, ma l’allarme rimane e non va in alcun modo sottovalutato!
10 tonnellate di tonno rosso illegale sequestrate ogni anno in Italia

Ogni anno, oltre 10 tonnellate di tonno rosso pescato e commercializzato illegalmente vengono sequestrate in Italia, secondo un’analisi lanciata oggi dal WWF su 43 operazioni effettuate dalle forze di polizia italiane nel 2019-2020. La maggior parte dei sequestri avviene in Sicilia, ma i numeri della pesca e del commercio illegale sono sicuramente molto più elevati e coinvolgono anche Calabria, Campania, Puglia e non solo. Secondo WWF, tali livelli di pesca illegale di tonno rosso mettono a rischio la salute pubblica e confermano la non sostenibilità dello stock più pregiato del Mediterraneo. Da gennaio, WWF ha presentato obiezione formale contro la prima certificazione mondiale di sostenibilità MSC per un’industria giapponese di pesca al tonno rosso.
I dati analizzati dal WWF per un periodo che va dal primo gennaio al 17 giugno del 2019 e 2020 mostrano che oltre l’80% della pesca illegale avviene tra maggio e giugno, quando la stagione di pesca raggiunge il suo picco massimo nel nostro paese, a causa della maggiore presenza di esemplari che si aggregano in banchi per la riproduzione. 32 delle 43 operazioni di sequestro sono avvenute in Sicilia, per lo più nelle province di Palermo, Catania e Messina.
Milano-Bicocca e l’Acquario di Genova insieme per la salvaguardia delle Maldive


Da oggi l’Acquario di Genova e l’Università di Milano-Bicocca sono partner scientifici per la salvaguardia delle scogliere coralline con particolare riferimento al reef delle isole Maldive.
Le due eccellenze italiane hanno stipulato un accordo per sviluppare iniziative congiunte di ricerca, conservazione e formazione dei reciproci staff di ricercatori e biologi per la salvaguardia delle scogliere coralline. L’accordo prevede la messa a punto di nuove tecniche di“coral restoration”, il restauro delle scogliere coralline, monitoraggi dello stato di salute dei coralli e loro riproduzione in ambiente controllato.
L’iniziativa rientra in una più ampia collaborazione tra Costa Edutainment e l’Ateneo milanese che ha già visto realizzarsi negli ultimi due anni diversi progetti di divulgazione, ricerca e formazione legati ad altre specie marine, quali le meduse. Il nuovo accordo, della durata di quattro anni, è stato firmato oggi dal Presidente e Amministratore Delegato di Costa Edutainment, Giuseppe Costa, e la rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni.
In Maremma la peste (manzoniana) del Seicento era il “Mal di contagio”: rinvenuta negli archivi la prima attestazione di questa espressione

La ricerca dell’italianista Marina Riccucci dell’Università di Pisa nell’archivio di Castelnuovo di Val di Cecina in uscita sulla rivista “Maritima”. Il sindaco: borse di studio e iniziative per valorizzare la memoria storica del territorio
La prima attestazione nota dell’espressione “Mal di contagio” riferita alla peste del Seicento, quella raccontata da Manzoni ne "I promessi sposi", si trova nell’archivio di Castelnuovo Val di Cecina, e precisamente nelle carte riguardanti Sasso Pisano. Il documento, contemporaneo allo scoppia dell’epidemia che colpì la Maremma nel 1631-2, anticipa di 150 anni l’origine dell’espressione sinora attribuita da lessici e vocabolari a Gaetano Fabbri e alla sua "Lezione intorno alla cagione e alla natura della peste" pubblicata a Firenze nel 1722. La scoperta di questa matrice maremmana del “Mal di contagio” arriva da uno studio dell’italianista Marina Riccucci dell’Università di Pisa in uscita sulla rivista “Maritima”.
Una tecnologia per sviluppare nuove terapie per la rigenerazione nervosa

Si è concluso un progetto di ricerca coordinato dall’Università di Pisa i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neuroscience
Dopo tre anni di ricerche si è concluso un progetto coordinato dalla professoressa Vittoria Raffa del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa che aveva lo scopo di studiare i meccanismi di rigenerazione del sistema nervoso indotta da stimoli meccanici. I risultati raggiunti sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Neuroscience in un articolo dal titolo “Extremely Low Forces Induce Extreme Axon Growth”. Al progetto di ricerca, intitolato “Mechanotransduction of neurons: a future strategy for the regeneration of spinal cord lesions?” e finanziato dalla Fondazione Wings for Life, ha partecipato anche la University of Seattle.
Il gruppo di ricerca della professoressa Raffa, formato da Alessandro Falconieri, Sara De Vincentiis, Vincenzo Scribano, Samuele Ghignoli, Luciana Dente dell’Ateneo pisano e Nathan Sniadecki e Nikita Taparia dell’Università di Seattle, ha dimostrato che l’applicazione di stimoli meccanici esogeni di intensità uguale o inferiore a quelli generati in vivo è un potente stimolo per la maturazione dei neuroni e per l’accrescimento e la ramificazione dell’assone, prolungamento principale della cellula nervosa responsabile della conduzione degli impulsi nervosi.
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