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Lo studio firmato Sapienza identifica nel patrimonio genetico del piccolo animale il segreto per la comprensione degli intricati meccanismi legati alla comparsa di nuove specie I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Molecular Biology and Evolution.


Secondo il calendario cinese, il 2020 è l’anno del Topo e la rivista Molecular Biology and Evolution ha voluto celebrare questo avvenimento dedicando una particolare attenzione scientifica agli studi sulla genetica evolutiva di ratti e topi. Fra questi, è stato selezionato e pubblicato il lavoro del gruppo di ricerca coordinato da Riccardo Castiglia del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza, riguardante l’evoluzione in Mus domesticus, anche detto topolino delle case o topo domestico, nell’arcipelago delle Isole Eolie (Sicilia).

Lo studio, per mezzo di tecniche di sequenziamento genetico di ultima generazione (Next Generation Sequencing, NGS), ha analizzato da un nuovo punto di vista la straordinaria diversità cromosomica delle popolazioni del topolino delle case che vivono nell’arcipelago. La particolarità genetica di questo animale è il risultato di una millenaria convivenza con l’uomo che avrebbe avuto quindi un ruolo determinate nel suo processo evolutivo.

Pubblicato in Ambiente

 

 


Il professore Roberto Pedrinelli dell’Università di Pisa fra gli autori della ricerca pubblicata sull’European Heart Journal che ha analizzato i dati su una settimana campione a marzo paragonandoli a quelli dell’anno precedente


La pandemia Covid-19 in Italia ha fatto registrare una riduzione del 48,4% dei ricoveri per infarto miocardico acuto. Il dato arriva da una ricerca appena pubblicata sull’European Heart Journal che ha analizzato il numero dei ricoveri nelle unità di terapia intensiva coronarica di 54 strutture cardiologiche universitarie italiane associate nel “CCU (Coronary Care Unit) Academy Investigator Group” per la settimana dal 12 al 19 marzo 2020 paragonandoli a quelli della stessa settimana dell’anno precedente.

Pubblicato in Medicina
Lunedì, 01 Giugno 2020 07:48

Coronavirus: fumatori più a rischio



Il fumo di sigaretta è il più rilevante fattore di rischio per quanto riguarda i tumori e molte altre patologie, come le infezioni respiratorie. Come dimostrato da studi scientifici condotti recentemente in Cina e come riporta l’Istituto Superiore di Sanità nel suo comunicato stampa i fumatori risultano più a rischio in caso di infezione da COVID-19.

È stata stimata per loro una probabilità di almeno 3 volte superiore a quella dei non fumatori di sviluppare una polmonite severa ma non solo, il rischio di aver bisogno della terapia intensiva e della ventilazione meccanica è doppio rispetto a chi non ha mai fumato.


COVID-19 E FUMATORI


Fumare altera la funzionalità polmonare e rende più difficile al corpo combattere contro le infezioni. Il consumo di tabacco è nocivo per tutto l’organismo, soprattutto a livello respiratorio e cardiovascolare. Malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, malattie respiratorie croniche, cancro sono alcune delle conseguenze legate all’uso di tabacco. Queste condizioni rendono più vulnerabili al virus, ma non solo, predispongono anche a sviluppare sintomi più severi, andando anche incontro alla morte. L’impatto della malattia sui fumatori risulta quindi più alto rispetto a chi non fuma. Una volta che il fumatore contrae la malattia va incontro a un rischio maggiore di sviluppare complicanze e aver bisogno della terapia intensiva, vista la salute dei polmoni già compromessa.

Il virus che causa l’infezione (SARS-Cov-2) appartiene alla stessa famiglia di MERS-Cov e SARS-Cov, entrambi associati a complicanze a livello cardiovascolare, oltre che respiratorio. Questa correlazione risulta molto importante poiché l’infezione da Covid-19 può avere effetti anche sulle malattie cardiovascolari preesistenti, aggravandole. I fumatori con malattie cardiovascolari che contraggono la malattia risultano quindi ancora più vulnerabili.


Covid-19 e Nicotina

Non solo tabacco, anche le diverse sostanze contenute nelle sigarette sono state oggetto di studi riguardanti la correlazione con l’infezione da Covid-19. La nicotina, che influenza sistema cardiovascolare e nervoso e induce dipendenza, è stata oggetto di dibattito, a causa di uno studio osservazionale francese che ha ipotizzato potesse avere un effetto positivo contro la malattia. Studi approfonditi sono ancora in corso, recenti pubblicazioni riportano risultati differenti, evidenziando quanto la nicotina abbia conseguenze dirette sull’organismo favorendo la diffusione del virus.

 
I fumatori presentano un rischio superiore di contrarre infezioni e malattie respiratorie rispetto ai non fumatori, ma non solo, hanno anche probabilità maggiori di sviluppare complicanze, fra loro è stato rilevato anche un incremento della mortalità.

Questa suscettibilità a sviluppare infezioni dipende da molti fattori, è principalmente legato all’alterazione strutturale provocata dall’utilizzo del tabacco e alle difese immunitarie dell’individuo.

Alterazioni strutturali: il fumo di tabacco, così come i numerosi componenti presenti nella sigaretta, produce dei cambiamenti strutturali a livello delle vie respiratorie, modificando la permeabilità delle mucose e portando alla distruzione dell’epitelio respiratorio, che ha proprio la funzione di protezione, favorendo le infiammazioni.

Sistema immunitario: fumare indebolisce la funzione di difesa delle cellule immunitarie con effetto negativo sulla produzione di anticorpi. Intacca le difese di gola e bronchi facilitando le infezioni da virus e batteri. Il rischio di sviluppare infezioni è doppio rispetto ai non fumatori.


NON SOLO POLMONI, UN RISCHIO PER TUTTO L’ORGANISMO


Il fumo rappresenta più rilavante fattore di rischio per il tumore del polmone, l’85-90% di tutti i carcinomi polmonari è attribuibile ad esso. Anche l’esposizione al fumo passivo aumenta il rischio di sviluppare la neoplasia. Aumenta anche il rischio di sviluppare tumori della vescica, del fegato, della laringe, dell'esofago e del pancreas.

Essere fumatori predispone anche allo sviluppo di malattie cardiovascolari. Non solo il tabacco, tutte le sostanze presenti in una sigaretta sono nocive.

In una sigaretta, oltre al tabacco ci sono diverse sostanze: il catrame, la nicotina, il monossido di carbonio e diversi agenti ossidanti, sostanze irritanti che causano infiammazione a livello bronchiale.

Il catrame contiene sostanze cancerogene che si depositano nei polmoni e nelle vie respiratorie, e sostanze irritanti che favoriscono le infezioni e lo sviluppo di malattie croniche respiratorie.

La nicotina porta ad un significativo aumento di frequenza cardiaca e pressione arteriosa, il monossido di carbonio riduce l’ossidazione dei tessutisi sostituendosi all’ossigeno trasportato dai globuli rossi. Insieme, queste due sostanze, danneggiano la parete delle arterie, aumentando il rischio di occlusione. Il fumo accelera anche l’invecchiamento della pelle e, se protratto a lungo, aumenta anche il rischio di declino mentale.

SMETTERE DI FUMARE


Il fumo di tabacco causa nel mondo più di 8 milioni di morti l’anno, fa più vittime di AIDS, malaria e tubercolosi combinate insieme. È il più rilevante fattore di rischio per il tumore del polmone: ad esso è attribuibile l’85-90% di tutti i tumori polmonari.

In Italia ci sono 11,6 milioni di fumatori, dei quali circa 7 milioni uomini e 4,5 milioni donne. Rappresentano il 22% della popolazione con età superiore ai 15 anni. È un problema che riguarda anche i giovanissimi, si inizia presto, tra i 10 e i 13 anni. Nel nostro Paese 1 giovane su 5 lo fa abitualmente, sono soprattutto le ragazze ad essere fumatrici abituali.

Sono tanti i benefici che si possono ottenere scegliendo di smettere, alcuni sono già visibili nei primi 20 minuti o nelle prime settimane:

20 minuti: battito cardiaco e pressione arteriosa migliorano
12 ore: il livello di monossido di carbonio nel sangue si normalizza.
2-12 settimane: migliorano circolazione sanguigna e funzionalità polmonare
1 anno: il rischio di sviluppare problemi cardiaci è pari alla metà del rischio di un fumatore
10 anni: diminuisce sensibilmente la probabilità di sviluppare un tumore ai polmoni, cavo orale, esofago, vescica e cervice.
15 anni: il rischio di sviluppare problemi cardiaci è equivalente a quello di chi non ha mai fumato.

Pubblicato in Medicina

 

 

Dal 2 giugno riaprono al pubblico tutti gli spazi del Sistema Musei in Comune di Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Dopo la ripresa delle attività dei Musei Capitolini e del Museo di Roma a Palazzo Braschi, lo scorso 19 maggio, riaprono anche Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura. Dalla stessa data, saranno nuovamente visitabili le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15), e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience), dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00). Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

Pubblicato in Arte



 

Stevan Zivkov Andricin ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Rabab Fatima President of UNICEF Executive Board (UNICEF) e a 2 altri/altre


We demand introduction of compulsory Animals in Modern History curriculum in school  worldwide, for children from age 12, separately or as the part of classic History.

Dramatic events on Earth show how wrong our behavior towards animals is. Remember the moment when you find out about the things we do to the animals. I’m sure this isn’t taught in schools. In the book “The Case for Animal Rights” published in 1985 Tom Regan writes: 'What's wrong - fundamentally wrong - with the way animals are treated isn't the details that vary from case to case. It's the whole system.' 

Animals in history topic is like an "elephant in the room'', something huge what is missing in our education. We, humans, need to understand the enormous contribution of animals in human history because many important history events simply couldn't happened without animals. Teaching of world history without animals is the false principle of our education which is dramatically reflects on our environment. Also, The history of what we've done to the Animals should be taught along with our other crimes. With this curriculum. we want to ensure that the world that comes after us is a world in which new generations are conscious and in harmony with animals and nature. 

Pubblicato in Etica

 

I risultati di un progetto pilota finanziato da AriSLA (Fondazione italiana di ricerca per la SLA) e coordinato da Marta Fumagalli, ricercatrice del gruppo di Maria Pia Abbracchio del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università Statale, sono stati da poco pubblicati sulla rivista International Journal of Molecular Sciences (https://doi.org/10.3390/ijms21072395).

Lo studio, che ha visto la collaborazione del gruppo di ricerca di Giambattista Bonanno, professore di Farmacologia presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Genova, che si occupa da 15 anni di studi sulla Sclerosi laterale amiotrofica (SLA), individua il recettore GPR17, importante regolatore del differenziamento dei progenitori degli oligodendrociti (OPC), come potenziale bersaglio farmacologico per il trattamento della SLA.

Pubblicato in Medicina



Will we still drink coffee in the future, and will coffee remain affordable? Maybe. But not without adjusting coffee farms to climate change. Agroforestry in coffee fields, which means growing coffee under the shadow of trees, could contribute to the conservation of coffee plantations whose existence is under threat from climate change. This is demonstrated by model calculations conducted by Wageningen University & Research (WUR) and the Federal University of Viçosa (Brazil) for Zona de Mata, a key coffee region in Brazil.

More than 1,5 billion cups of coffee are consumed worldwide each day. But while the demand for coffee increases, the coffee plant, and the Arabica species in particular, is under threat from climate change. Coffee is of crucial importance to the livelihood of millions of small-scale farmers. The rising temperatures diminish the area suited to growing Arabica coffee. Estimates show that, based on the current climate scenarios, the areas suited to cultivating coffee will have shrunk by half in 2050. Furthermore, uncertain conditions, such as severe precipitation or drought, make harvests uncertain.

Pubblicato in Scienceonline


Una collaborazione internazionale tra 115 istituzioni in tutto il mondo, che vede ai primi posti l'Unità Genetica dei Tumori Rari del Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche dell’Università di Genova e l’Ospedale Policlinico San Martino, guidata dalla prof.ssa Paola Ghiorzo, appena pubblicata su Nature Genetics, ha più che raddoppiato il numero conosciuto di regioni sul genoma umano che influenzano il rischio di sviluppare il melanoma.


Il melanoma è un tumore della pelle, a volte mortale, la cui incidenza è in costante aumento in Italia. Ogni anno vengono diagnosticati circa 12.000 nuovi casi e registrati circa 2.000 decessi nonostante i progressi ottenuti con le nuove terapie.

La prof.ssa Ghiorzo si è avvalsa della collaborazione di Bruna Dalmasso (UniGe), Lorenza Pastorino (UniGe) e Paola Queirolo (IRCCS San Martino). I ricercatori hanno esaminato il DNA di 37.000 persone a cui era stato diagnosticato il melanoma e hanno confrontato le loro informazioni genetiche con quelle di quasi 400.000 persone senza storia della malattia, triplicando il campione studiato rispetto a qualsiasi studio precedente sul rischio di melanoma e ampliando gli approcci grazie al confronto dei dati genetici con quelli di espressione.


È stata usata la relazione tra nei, pigmentazione e melanoma per identificare 33 regioni geniche aggiuntive e confermarne 21 precedentemente segnalate che potenzialmente influenzano il rischio di melanoma. L’identificazione delle nuove regioni permette ora di restringere il campo dei geni specifici sottostanti e comprendere meglio i percorsi che portano al melanoma. Il melanoma inizia nei melanociti, cellule della pelle responsabili della produzione del pigmento melanina che dà colore alla pelle.

Pubblicato in Medicina

 



Areas of the planet home to one-third of humans will become as hot as the hottest parts of the Sahara within 50 years, unless greenhouse gas emissions fall, according to research by scientists from China, USA and Europe published in the journal Proceedings of the National Academy of Sciences this week. The rapid heating would mean that 3.5 billion people would live outside the climate ‘niche’ in which humans have thrived for 6,000 years.

Published as billions of people are locked down by the corona crisis, the findings are a stark warning that continued carbon emissions would put the world at increasing risk of further unprecedented crises, the international research team of archaeologists, ecologists, and climate scientists concludes.

Pubblicato in Scienceonline

 

The experts Paula Esteller, Bru Cormand and Òscar Lao.



The frequency of genetic variants associated with attention-deficit/hyperactivity disorder (ADHD) has decreased progressively in the evolutionary human lineage from the Palaeolithic to nowadays, according to a study published in the journal Scientific Reports.

The new genomic analysis compares several ADHD-associated genetic variants described in current European populations to assess its evolution in samples of the human species (Homo sapiens), modern and ancient, and in samples of Neanderthals (Homo neanderthalensis). According to the conclusions, the low tendency observed in European populations could not be explained for the genetic mix with African populations or the introgression of Neanderthal genomic segments in our genome.

The new genomic study isled by Professor Bru Cormand, from the Faculty of Biology and the Institute of Biomedicine of the University of Barcelona (IBUB), the Research Institute Sant Joan de Déu (IRSJD) and the Rare Diseases Networking Biomedical Research Centre (CIBERER), and the researcher Oscar Lao, from the Centro Nacional de Análisis Genómico (CNAG), part of the Centre for Genomic Regulation (CRG). The study, whose first author is the CNAG-CRG researcher Paula Esteller -current doctoral student at the Institute of Evolutionary Biology (IBE, CSIC-UPF)- counts on the participation of research groups of the Aarhus University (Denmark) and the Upstate Medical University of New York (United States).

Pubblicato in Scienceonline

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