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Un team internazionale di ricerca, a guida dell'Università degli Studi di Milano, ha proiettato la paleontologia nel futuro digitale per ricostruire la vita delle iene che popolavano la Sicilia durante il Pleistocene. Grazie a sofisticate analisi tridimensionali sui fossili rinvenuti nella Grotta di San Teodoro (Acquedolci), lo studio — pubblicato sulla Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia — ha svelato dettagli sorprendenti su come l'isolamento geografico abbia modellato il cervello e il corpo di questi antichi predatori.

Un laboratorio evolutivo chiamato Sicilia
La ricerca conferma che la Sicilia del passato ha rappresentato un vero e proprio "esperimento naturale". L’isolamento insulare ha costretto i grandi carnivori, come la iena macchiata (Crocuta crocuta), a percorrere strade evolutive uniche per sopravvivere in un ambiente dalle risorse limitate.

Socialità ridotta: L’uso della tomografia computerizzata (TC) ha permesso di ricostruire i modelli digitali del cervello senza intaccare i reperti.

Differenze strutturali: Rispetto alle iene africane moderne, quelle siciliane presentavano una corteccia frontale meno sviluppata.

Gruppi più piccoli: Poiché tali aree cerebrali gestiscono i comportamenti sociali complessi, gli scienziati ipotizzano che i clan siciliani fossero meno numerosi e gerarchizzati rispetto a quelli attuali.

Pubblicato in Scienza generale

Medicina

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