Il gigante del Pleistocene ha un volto: risolto dopo due secoli l'enigma del bradipo brasiliano

Per quasi duecento anni la sua identità è rimasta avvolta nel mistero, basata solo su una manciata di indizi. Oggi, grazie a una ricerca internazionale a cui partecipa l'Università Statale di Milano, la paleontologia è finalmente riuscita a dare un volto e una storia all'Ocnotherium giganteum, un colossale bradipo terrestre che popolava il Sudamerica durante il Pleistocene.
Lo studio, pubblicato sullo Zoological Journal of the Linnean Society, rappresenta la ricostruzione più completa mai realizzata di questo gigante preistorico, risolvendo un giallo scientifico iniziato a metà dell'Ottocento.
Dalle grotte del Brasile alla svolta scientifica
Il mistero ebbe inizio intorno al 1850, quando nelle grotte del Minas Gerais, in Brasile, vennero ritrovati pochissimi denti isolati. Troppo poco per un'attribuzione certa: gli esperti ipotizzarono che appartenessero a un antico bradipo, ma senza prove solide l'animale rimase un fantasma della preistoria.
La svolta è arrivata grazie alle recenti spedizioni del paleontologo Càstor Cartelle (della Pontifícia Universidade Católica di Minas Gerais), che nelle stesse grotte ha recuperato nuovi straordinari fossili, tra cui scheletri parziali e un cranio quasi integro.

