Storia (68)
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Ritornato alla luce un tratto della antica Via Latina a Roma
27 Ott 2021 Scritto da Università di Roma La Sapienza
Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione tra Sapienza e Roma Tre con il Parco Archeologico dell’Appia Antica durante le attività di scavo
Un tratto dell’antica Via Latina è ritornato alla luce nel settore più meridionale della Villa di Sette Bassi a Roma Vecchia, l’estesa area archeologica caratterizzata da resti imponenti compresa tra la via Tuscolana, il Parco degli Acquedotti e il quartiere di Lucrezia Romana. Il ritrovamento è avvenuto la scorsa settimana nell’ambito delle ricerche condotte da tempo su un nucleo edilizio in netto distacco dal settore più monumentale dei resti, dislocato nella zona meridionale dell’area archeologica.
L’archeologia europea “is coming to Rome” e alla Sapienza nel 2024
13 Set 2021 Scritto da Università di Roma La Sapienza
La European Association of Archaeologists (EAA) ha assegnato a Roma l’organizzazione del 30° Annual Meeting per il 2024, come annunciato nel suo Business Meeting del 10 settembre 2021. Si tratta della prima volta a Roma e la terza in Italia (dopo Ravenna 1997 e Riva del Garda 2009).
L’EAA è la maggiore organizzazione di appartenenza degli archeologi in Europa, nata nel 1994 per riunire insieme l’intero continente con la sua storia comune e fatta di intrecci continui. L’EAA ha attualmente circa 3000 membri dall’Europa e dal mondo, che rappresentano tutte le differenti figure di archeologi, dai professionisti agli accademici agli esperti del Patrimonio, e molte altre figure ancora, al lavoro su ogni tipo di contesti, cronologia e temi.
La Sapienza ha promosso e sarà il cuore dell’iniziativa, che coinvolge e ha ricevuto il supporto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (Cnr-Ispc) e da colleghi o Dipartimenti di tutte le università statali di Roma e del Lazio: Università di Roma Tor Vergata, di Roma Tre, della Tuscia a Viterbo e di Cassino e del Lazio meridionale.
Dalle domus romane di Piazza dei Miracoli ritorna alla luce un orologio solare in miniatura
21 Apr 2021 Scritto da Università di Pisa
L’oggetto in avorio, studiato da archeologi e storici del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, è unico per caratteristiche, dimensioni e stato di conservazione.
Un tesoro del passato che svela nuovi dettagli sulla vita di Pisa in epoca romana, quando l’attuale Piazza dei Miracoli, a pochi passi dalla Torre pendente, era occupata da un complesso residenziale di domus individuato a seguito di una campagna di scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologica per la Toscana, in collaborazione con l’Università di Pisa, tra il 1985 e il 1988. Si tratta di un orologio solare miniaturistico in avorio databile tra la metà del II secolo a.C. e la fine del I secolo a.C., un oggetto eccezionale per le sue dimensioni, per il suo stato di conservazione e per i dettagli di fattura che lo rendono un ritrovamento unico nel mondo greco-romano.
Nell'antica Mesopotamia, le crisi climatiche favorirono la nascita delle prime forme stabili di stato
09 Apr 2021 Scritto da Università degli studi di BolognaNel medio e lungo periodo, gli shock climatici incentivarono, attraverso l’ampliamento dei diritti politici e di proprietà, una cooperazione altrimenti difficile tra le élite che detenevano il potere decisionale e altri gruppi che possedevano invece strumenti utili per superare la crisi.
Nella Mesopotamia dell’Età del Bronzo, le crisi climatiche hanno incentivato, nel lungo periodo, lo sviluppo delle prime forme stabili di stato e hanno così facilitato la cooperazione tra le élite politiche e il resto della popolazione. Lo mostra uno studio pubblicato sulla rivista PNAS e firmato da due studiosi dell’Università di Bologna e dell’Università Eberhard Karls di Tubinga (Germania). L’indagine ha analizzato l’impatto degli shock climatici che si sono succeduti nella regione tra il 3100 e il 1750 avanti Cristo. Per farlo, gli studiosi hanno utilizzato un approccio econometrico basato sulla teoria dei giochi e applicato alla prima dettagliata banca dati sull’evoluzione climatica e istituzionale dei maggiori 44 stati mesopotamici.
Valeteviatores, le epigrafi latine digitalizzate diventano un video-gioco storico
28 Dic 2020 Scritto da Università di Roma La Sapienza
Il progetto, coordinato dall'Università di Navarra, si propone di acquisire le scansioni in 3D di una selezione di iscrizioni latine conservate in varie città romane, dal Portogallo a Roma, passando per la Francia e la Spagna, che saranno poi montate in un video-gioco storico
La Commissione europea, nell’ambito dalla Call EACEA/28/2019 del programma Creative Europe - Media (Bridging culture and audiovisual content through digital), ha cofinanziato, per un totale di 311.108,07 euro, il progetto Valete vos viatores: travelling through Latin inscriptions across the Roman Empire.
Il progetto, che prevede un anno e mezzo di lavoro, da gennaio 2021 a giugno 2022, è coordinato dall’Universtià di Navarra e si propone di acquisire le scansioni in 3D di una selezione di iscrizioni latine conservate in varie città romane, dal Portogallo a Roma, passando per la Francia e la Spagna, da inserire poi in un videogame (che sarà sviluppato da una società specializzata). Tema del gioco sarà un viaggio dai confini al centro dell’Impero Romano, con una speciale attenzione per la documentazione epigrafica, che del paesaggio antico costituiva una componente importante, spesso non adeguatamente valorizzata.
“Razza e Istruzione. Le leggi antiebraiche del 1938”, on line i documenti raccolti col progetto di ricerca
11 Nov 2020 Scritto da Università degli studi di Milano Bicocca
Tenere viva la memoria di una pagina orribile della storia italiana, quella scritta con la promulgazione delle leggi razziali, per poter cambiare l’esistente. Questo l’intento del progetto di ricerca “Razza e Istruzione. Le leggi anti-ebraiche del 1938” che, sostenuto dall’Università di Milano-Bicocca e dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, è stato reso possibile grazie a un Comitato scientifico nazionale – coordinato dalla professoressa Marina Calloni – in collaborazione con numerosi archivi. Ora quel progetto si arricchisce di un nuovo contenitore: un sito web che offre la possibilità di consultare i documenti raccolti, spesso inediti, di vedere gli interventi dei relatori della conferenza tenutasi nel febbraio dello scorso anno con la lectio magistralis della senatrice a vita Liliana Segre, ma anche di sfogliare il materiale della mostra, allestita in Ateneo.
Il progetto si è focalizzato sia sulle conseguenze che la limitazione di accesso all’istruzione e alle professioni ebbe sulle persone di origine ebraica, sia su ciò che la discriminazione educativa e professionale comportò sul sistema formativo e scientifico anche nell’Italia repubblicana. L’Università – come luogo privilegiato della ricerca e del sapere scientifico, il cui libero esercizio è costituzionalmente tutelato – non poteva non porre attenzione su ricadute culturali, giunte fino ai nostri giorni.
L’arrivo dei Longobardi in Italia: un’analisi biomolecolare
29 Lug 2020 Scritto da Università di Roma La Sapienza
Un nuovo studio coordinato dal Laboratorio di Paleoantropologia e bioarcheologia della Sapienza, in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Università di Parma e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha ricostruito le dinamiche con cui i Longobardi arrivarono nella nostra penisola dopo la caduta dell’Impero Romano e si stanziarono sul territorio. I risultati del lavoro, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, sono stati ottenuti attraverso analisi biomolecolari su denti e ossa di individui rinvenuti nella necropoli longobarda di Povegliano Veronese (VR)
La grande marcia dei Longobardi nella nostra penisola comincia nel 568 d.C., quando i guerrieri dalle lunghe barbe cominciarono a premere imponentemente alle porte delle Alpi alla conquista di nuove terre.
Seguendo l’antica via Postumia, fondarono una serie di insediamenti, tra i quali Povegliano Veronese (VR), la cui area sepolcrale è stata oggetto di numerose indagini durante gli scavi archeologici condotti fra gli anni ’80 e ’90.
Oggi, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports, risultato di una missione coordinata da Mary Anne Tafuri del Laboratorio di Paleoantropologia e bioarcheologia della Sapienza, ha ricostruito le dinamiche con cui i Longobardi arrivarono nella nostra penisola dopo la caduta dell’Impero Romano e si stanziarono sul territorio.
In Maremma la peste (manzoniana) del Seicento era il “Mal di contagio”: rinvenuta negli archivi la prima attestazione di questa espressione
24 Lug 2020 Scritto da Università di Pisa
La ricerca dell’italianista Marina Riccucci dell’Università di Pisa nell’archivio di Castelnuovo di Val di Cecina in uscita sulla rivista “Maritima”. Il sindaco: borse di studio e iniziative per valorizzare la memoria storica del territorio
La prima attestazione nota dell’espressione “Mal di contagio” riferita alla peste del Seicento, quella raccontata da Manzoni ne "I promessi sposi", si trova nell’archivio di Castelnuovo Val di Cecina, e precisamente nelle carte riguardanti Sasso Pisano. Il documento, contemporaneo allo scoppia dell’epidemia che colpì la Maremma nel 1631-2, anticipa di 150 anni l’origine dell’espressione sinora attribuita da lessici e vocabolari a Gaetano Fabbri e alla sua "Lezione intorno alla cagione e alla natura della peste" pubblicata a Firenze nel 1722. La scoperta di questa matrice maremmana del “Mal di contagio” arriva da uno studio dell’italianista Marina Riccucci dell’Università di Pisa in uscita sulla rivista “Maritima”.
TUTELA DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO SOMMERSO
24 Lug 2020 Scritto da Sara Piccardi - Responsabile della Comunicazione della Fondazione AzioneMare.
Dott. Trigona con anfore
La capitaneria di porto di La Spezia emette un’ordinanza a protezione dei relitti scoperti dall’ing. Guido Gay della Fondazione Azionemare
Nel 2012 e nel 2014 l’ing. Guido Gay, della fondazione Azionemare, grazie al sonar a scansione laterale del suo catamarano Daedalus e all’impiego del ROV abissale PlutoPalla, aveva individuato due relitti di navi romane al largo dell’Isola del Tino, rispettivamente a 400 e 500 m di profondità.
Il più profondo, denominato Daedalus 21, si è conservato sostanzialmente intatto, con il suo carico di oltre 2000 anfore vinarie Dressel 1 (di cui 878 visibili in superficie) e vasi, databili intorno al II sec. a.C. Il relitto è lungo circa 25 metri e le immagini scattate dal ROV filoguidato PlutoPalla mostrano chiaramente 4 ceppi d’ancora che hanno permesso di definire la posizione della prua.
Il secondo ritrovamento, denominato Daedalus12, è apparso avvolto in una nuvola di sospensione, gravemente danneggiato dai solchi delle reti a strascico che hanno ridotto le anfore ad un ammasso caotico di frammenti, sparsi su un’area molto vasta.
Il giallo della morte di Raffaello. L'ipotesi dell'Università di Milano-Bicocca
17 Lug 2020 Scritto da Università di Milano Bicocca
A 500 anni dalla scomparsa del genio del Rinascimento Raffaello Sanzio, avvenuta dopo giorni di malattia il 6 aprile 1520, quando il pittore aveva solamente 37 anni, la causa precisa della sua morte è ancora circondata da un alone di mistero e nel tempo si sono avanzate le più disparate ipotesi: sifilide, malaria, tifo, polmonite, avvelenamento. Ora una ricerca dell'Università di Milano-Bicocca, basandosi su testimonianze dirette e indirette dell'epoca, cerca di fare luce tra queste ipotesi, indicando la polmonite come la più plausibile. E inquadrando il trattamento terapeutico allora adottato – il salasso – all'interno di un dibattito medico-sanitario vivace e non così omologato come a volte si è portati a pensare.

