Mandarini e Sostenibilità: il "prezzo" biologico della riduzione dei pesticidi

Francesco Defler 31 Gen 2026


Un nuovo studio condotto dai ricercatori del RIKEN Center for Sustainable Resource Science (CSRS) in Giappone ha gettato luce sugli effetti reali di fertilizzanti e pesticidi nelle coltivazioni di mandarini. Attraverso analisi statistiche avanzate, il team guidato da Yasunori Ichihashi ha svelato un complesso compromesso: meno chimica favorisce la vita nel sottosuolo, ma espone i frutti a maggiori rischi superficiali.

La sfida dei dati dal "mondo reale"
A differenza delle ricerche condotte in laboratorio, questo studio ha analizzato frutteti commerciali in 12 prefetture giapponesi. Per isolare gli effetti delle pratiche agricole dalle variabili ambientali (come clima, età degli alberi e tipo di suolo), i ricercatori hanno utilizzato tecniche statistiche tipiche dell'economia, come la pesatura di probabilità inversa.

I risultati: benefici sotterranei vs rischi aerei
L'analisi ha evidenziato una dicotomia netta tra ciò che accade sopra e sotto il livello del suolo:

Sotto terra: La riduzione dei pesticidi chimici ha aumentato drasticamente la biodiversità dei microbi nel terreno e ridotto la presenza di patogeni del suolo. Inoltre, la riduzione degli input chimici (soprattutto azoto) ha migliorato il contenuto di carbonio nel suolo più efficacemente dell'uso di soli fertilizzanti organici.

Sopra terra: La stessa riduzione di pesticidi ha portato a un incremento delle malattie del frutto causate da agenti patogeni fogliari.

Sfatare i miti sui fertilizzanti
Un dato sorprendente riguarda lo stoccaggio del carbonio: lo studio suggerisce che non sia l'aggiunta di fertilizzante organico a incrementare direttamente il carbonio nel suolo, quanto piuttosto la riduzione complessiva dei fertilizzanti azotati. Questo dato mette in discussione alcune pratiche consolidate dell'agricoltura biologica tradizionale.

Verso un'agricoltura basata sull'evidenza
"Questi dati dimostrano che confronti semplicistici tra metodi di coltivazione possono portare a conclusioni errate", sottolinea Fuki Fujiwara, primo autore dello studio. La ricerca fornisce una base scientifica per:

Agricoltori: Bilanciare la produttività a breve termine con la salute del suolo a lungo termine.

Politici: Progettare programmi di supporto basati su ciò che accade realmente nei campi e non solo in laboratorio.

L'obiettivo finale del RIKEN è applicare questo metodo ad altre colture, rafforzando il legame tra scienza e agricoltura pratica per una sostenibilità che sia davvero attuabile.

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