Alzheimer: la stimolazione elettrica può "frenare" le placche. La scoperta molecolare della Statale di Milano

Una ricerca pionieristica rivela come la tDCS (stimolazione transcranica a corrente continua) agisca a livello atomico, deformando la struttura delle fibrille di amiloide e bloccandone la crescita.
La sfida dell'amiloide e il limite dei trattamenti attuali
Nel panorama delle malattie neurodegenerative, l'Alzheimer rappresenta la sfida più complessa del nostro secolo. Il cuore del problema risiede nell'accumulo di proteine "spazzatura": frammenti di amiloide che, invece di essere smaltiti, si aggregano in fibrille e poi in placche tossiche per i neuroni.
Sebbene la comunità scientifica avesse già osservato benefici clinici temporanei nei pazienti sottoposti a tDCS (una tecnica non invasiva che utilizza correnti elettriche a bassissima intensità), il "perché" biologico di questo miglioramento era rimasto un mistero. Fino ad oggi.

