La terra brucia, roccia più calda e meno stabile

È stato misurato l’attimo esatto in cui scompare il permafrost in una grotta delle Alpi Giulie. Il risultato, pubblicato dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar) e dall’Università dell’Insubria sulla rivista Progress in Physical Geography: Earth and Environment, ci dice che la temperatura della roccia sotterranea nelle montagne sta cambiando molto rapidamente.
Il risultato è stato recentemente pubblicato su Progress in Physical Geography: Earth and Environment, ma è il 2014 quando i ricercatori dell’Istituto scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar), insieme a quelli dell’Università di Insubria, misurano il momento esatto in cui scompare il permafrost in una grotta del monte Canin, sulle Alpi Giulie.
La scomparsa di questo particolare stato termico della roccia, che chiamiamo permafrost, ha però alcune gravi conseguenze sulla conservazione delle riserve idriche e sulla stabilità delle montagne. “Bisogna immaginare la roccia sotterranea come organizzata per strati. Lo strato più esterno ghiaccia d’inverno e scongela d’estate mentre lo strato più interno rimane sempre sotto lo zero: questo è il permafrost”, spiega Renato R. Colucci del Cnr-Ismar.Nel Settembre 2014 si è verificato un cambiamento repentino del regime termico della roccia sotterranea del Canin, laddove invece di solito si osservano cambiamenti molto più lenti. La roccia sotterranea, infatti, è molto resiliente, e quindi questo drastico cambiamento delle proprietà termiche indica il fatto che la roccia ha ricevuto un calore superiore a quello abituale, per un lungo periodo di tempo.
Scoperta una nuova specie di lucertola. Da due milioni di anni vive indisturbata nelle isole pontine

A individuare il rettile un gruppo di ricerca guidato dal Dipartimento di Biologia e biotecnologie della Sapienza che ha identificato la nuova specie. La sua presenza, circoscritta esclusivamente nelle isole di Ponza, Gavi, Palmarola e Zannone, ne fa una specie di interesse conservazionistico
Vive da più di due milioni di anni indisturbata nelle isole pontine la nuova specie di lucertola individuata da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Biologia e biotecnologie della Sapienza, in collaborazione con i ricercatori del Museo "La Specola" di Firenze, del Cnr, del Museo Alexander Koenig di Bonn e dall’Università di Potsdam.
Denominata lucertola di Lataste (Podarcis latastei), il rettile è stato rinvenuto nelle isole più occidentali dell'arcipelago pontino: Ponza, Gavi, Palmarola e Zannone e presenta una notevole variabilità cromatica (possiamo trovare esemplari con colorazione reticolata, uniforme e con diverse tonalità di grigio, verde, bruno).
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