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Un nuovo studio internazionale, che ha visto per l’Italia la partecipazione della Sapienza e dell’Università di Firenze, ha identificato una drammatica crisi demografica delle popolazioni umane avvenuta meno di un milione di anni fa, cioè alla fine del Pleistocene Inferiore, che è stata messa in relazione ai drastici cambiamenti climatici di quel periodo. L’evento avrebbe ridotto la popolazione dei nostri antenati a un numero paragonabile a quelli di specie a rischio di estinzione, ma sarebbe tuttavia stato fondamentale per far emergere Homo heidelbergensis: la specie ancestrale alle origini di Homo sapiens. I risultati del lavoro sono pubblicati sulla rivista Science.


Un importante passo in avanti nella comprensione dell’evoluzione umana arriva da uno studio genetico e antropologico, pubblicato sulla rivista internazionale Science, alla quale hanno partecipato un gruppo di ricercatori cinesi e italiani, tra cui esperti dell'Accademia Cinese delle Scienze, dell'Università Normale Orientale di Shanghai, dell'Università del Texas, della Sapienza Università di Roma e dell'Università di Firenze.

Pubblicato in Paleontologia


Un team di ricerca dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche di Messina ha identificato una tecnica per diagnosticare la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) di tipo sporadico. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cells
Una nuova tecnica per la diagnosi della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) di tipo sporadico è stata messa a punto da un’équipe di ricercatori dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche di Catania (Cnr-Irib).

Pubblicato in Medicina



In at least 400 European caves such as Lascaux, Chauvet and Altamira, Upper Palaeolithic Homo sapiens groups drew, painted and engraved non-figurative signs from at least ~42,000 BP and figurative images (notably animals) from at least 37,000 BP. Since their discovery ~150 years ago, the purpose or meaning of European Upper Palaeolithic non-figurative signs has eluded researchers. Despite this, specialists assume that they were notational in some way. Using a database of images spanning the European Upper Palaeolithic, we suggest how three of the most frequently occurring signs—the line <|>, the dot <•>, and the <Y>—functioned as units of communication. We demonstrate that when found in close association with images of animals the line <|> and dot <•> constitute numbers denoting months, and form constituent parts of a local phenological/meteorological calendar beginning in spring and recording time from this point in lunar months. We also demonstrate that the <Y> sign, one of the most frequently occurring signs in Palaeolithic non-figurative art, has the meaning <To Give Birth>.

Pubblicato in Scienceonline



Accurate determination of flammability is required in order to improve knowledge about vegetation fire risk. Study of the flammability of different plant species is essential for the Mediterranean area, where most ecosystems are adapted to natural fire but vulnerable to recurrent human-induced fires, which are the main cause of forest degradation. However, the methods used to evaluate vegetation flammability have not yet been standardized.

Pubblicato in Scienceonline


Team di ricercatrici scopre la presenza di strutture i-Motifs nelle cellule umane capaci di controllare l’espressione dei geni cellulari.
L’informazione genetica di ogni cellula è contenuta nel DNA. Watson e Crick nel lontano 1953 hanno dimostrato che esso assume una struttura a doppia elica. Numerosi studi susseguitosi negli anni, hanno provato che la struttura del DNA è molto più dinamica di quanto inizialmente ritenuto. Infatti, può assumere conformazioni alternative alla doppia elica, definite come strutture “non canoniche”. Fra queste, i-Motifs (iMs) e G-quadruplexes (G4s) sono strutture a quattro filamenti che si possono formare in particolari regioni del DNA in base alla sua composizione.

Pubblicato in Genetica


Studio su «Nature Communications» ha permesso di comprendere il ruolo del cambiamento di fase dell’acqua sul comportamento delle rocce in condizioni simili a quelle che caratterizzano i sistemi geotermici ad alta temperatura.


L’incremento esponenziale di concentrazione di CO2 nell’atmosfera negli ultimi due secoli, risultato della combustione di idrocarburi e carbone per la produzione di energia, ha e avrà conseguenze di straordinaria portata sull’umanità e sulle future generazioni. L’aumento della temperatura media terrestre, la maggiore frequenza di fenomeni meteo estremi, la desertificazione di ampie regioni della Terra e l’innalzamento del livello del mare sono alcuni dei tanti esempi dell’impatto dell’aumento di concentrazione di CO2 nell’atmosfera. La repentina variazione climatica alla quale stiamo assistendo comporta e comporterà, come avvenuto in tempi storici per crisi ambientali di minor portata, grandi fenomeni migratori e, probabilmente, scatenerà ulteriori guerre.

Pubblicato in Geologia


 

Dal Deserto di Ica, lungo la costa meridionale del Perù, riaffiorano i resti fossilizzati di uno straordinario animale risalente a quasi 40 milioni di anni fa: un antenato delle balene e dei delfini caratterizzato da ossa grandissime e pesantissime che fanno pensare a un mostro marino dalle proporzioni titaniche.

Un articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature presenta una prima analisi di questo eccezionale cetaceo, a cui è stato dato il nome di Perucetus colossus in onore del paese sudamericano in cui è stato rinvenuto ed in riferimento alla sua taglia letteralmente colossale.

Il gruppo internazionale di scienziati autori della ricerca vede in primo piano i paleontologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa: il professor Giovanni Bianucci, primo autore e coordinatore della ricerca, il dottorando Marco Merella e il ricercatore Alberto Collareta. Allo studio hanno partecipato anche altri geologi e paleontologi italiani provenienti dalle università di Milano-Bicocca (la ricercatrice Giulia Bosio e la professoressa Elisa Malinverno) e Camerino (i professori Claudio Di Celma e Pietro Paolo Pierantoni), affiancati da ricercatori peruviani e di diverse nazionalità europee.

Pubblicato in Paleontologia
Mercoledì, 09 Agosto 2023 07:30

Tsunami di luce contro il cancro

Grazie alle onde luminose estreme sarà possibile concentrare energia in modo preciso e non-invasivo in tessuti tumorali profondi. Questa la scoperta di un gruppo di ricerca formato da Sapienza Università di Roma, Istituto dei Sistemi Complessi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, che è riuscito nella trasmissione di luce laser di intensità estrema attraverso tumori millimetrici. Il risultato, pubblicato su Nature Communications, apre importanti prospettive per nuove tecniche di fototerapia per il trattamento del cancro
Pubblicato in Medicina
Lunedì, 07 Agosto 2023 07:31

Batteri intestinali e crescita animale

Pubblicato su «Scientific Reports» lo studio dell’Università di Padova in cui si dimostra per la prima volta che se i batteri intestinali (Lactiplantibacillus plantarum) sono vivi e attivi entrano in simbiosi benefica con l’animale e sono fonte nutritiva Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi (batteri, ma anche virus, funghi e protozoi) ospitati da ciascun essere umano o animale sin dalla nascita e per tutta la sua vita.

È una popolazione composta da centinaia di specie diverse formate da cellule e geni. Queste “comunità”, come è noto da tempo, esercitano un effetto benefico sulla nostra salute: temprano il sistema immunitario, proteggono dalle infezioni di agenti patogeni, favoriscono la digestione e prevengono malattie cardiovascolari. Negli ultimi anni è stato scoperto che specifici batteri intestinali favoriscono anche la nostra crescita in condizioni di denutrizione. Semplificando, se una dieta è povera in nutrienti come ad esempio le proteine e se sono presenti batteri intestinali benefici, questi ultimi favoriscono comunque la crescita compensando la mancanza, come si avesse una dieta standard.

Pubblicato in Medicina



Dopo gli eventi pluviometrici del settembre 2022, che hanno colpito in particolare Marche e Umbria, un team del Cnr-Irpi ha realizzato una campagna di rilevamenti per quantificare l’impatto al suolo delle piogge estreme: sono state riconosciute e mappate quasi 1700 frane. I dati raccolti sono disponibili attraverso il repository Figshare e descritti nell’articolo pubblicato sulla rivista Scientific Data.

 Le piogge estreme del 15 settembre 2022, che hanno colpito parte delle Marche e dell’Umbria settentrionale, hanno determinato numerose conseguenze, tra cui piene improvvise dei torrenti e movimenti franosi, che sono stati tra gli effetti al suolo più diffusi e maggiormente impattanti. Un team di ricerca dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpi) di Perugia ha realizzato una campagna di rilevamento sul terreno per censire le frane innescate dall’evento pluviometrico nella porzione di territorio dove si sono registrate le cumulate di pioggia più elevate. I risultati della campagna di rilevamento sono stati raccolti in una banca dati disponibile nel repository Figshare, descritta in un articolo scientifico pubblicato sulla rivista Scientific Data, del gruppo Nature.

Pubblicato in Geologia

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