The very hungry Caterpillar: 60 Million-year-old Feeding Traces. Sharing of food plants as a driving force for insect diversity

Researchers from the Hessian State Museum Darmstadt and the Senckenberg Biodiversity and Climate Research Center Frankfurt have uncovered the factors that determine the enormous diversity of herbivorous insects. In their study, published today in the scientific journal “PNAS,” they show that the diversity of herbivorous insects evolved over the last 60 million years primarily through the shared use of food plants. The results are based on the analysis of feeding traces left by arthropods on more than 45,000 fossil leaves.
Herbivorous insects are the most diverse group of multicellular organisms on Earth. The variety of their mouthparts and feeding modes also testify to a high degree of diversity: for example, there are caterpillars or beetles that chew on leaves with their powerful jaw-like mouthparts, bugs and aphids that pierce plants to get at their sap, or animals that stimulate plants to form galls – an excessive tissue growth – in which they can develop and feed protected from enemies. “The feeding traces of such insects are also clearly visible on fossil leaves. They can help us to identify the factors that led to the enormous diversity of herbivorous insects,” explains Dr. Jörg Albrecht from the Senckenberg Biodiversity and Climate Research Center in Frankfurt.
L’applicazione di modelli di geostatistica per comprendere la funzione dei nuraghi

Un team di ricercatori della Sapienza ha identificato nei monumenti sardi posti sul ciglio della Giara di Gesturi la funzione prevalente di marcatori del paesaggio, associata a una buona capacità difensiva locale. I risultati dello studio sono stati pubblicati su PLOS ONE.
La Giara di Gesturi, altopiano basaltico particolarmente adatto al pascolo, che torreggia nella Sardegna meridionale, è circondato sul ciglio da una serie quasi regolarmente distanziata di 20 nuraghi, i noti monumenti a torre in uso per buona parte dell'età del bronzo nell'isola (ca. 1750-1100 a.C).
Gli studiosi da tempo di interrogano sull'uso abitativo e difensivo, sugli aspetti simbolici e sulle connotazioni rituali dei nuraghi, considerato il loro numero elevato (a oggi ne sono stati mappati oltre 6.500) e l'impegno costruttivo che richiesero.
The Universal Sound of Black Holes
The discovery of gravitational waves in 2015 – already postulated by Einstein one hundred years ago – led to the 2017 Nobel Prize in Physics and initiated the dawn of gravitational-wave astronomy. When two stellar-mass black holes merge, they emit gravitational waves of increasing frequency, the so-called chirp signal, that can be “heard” on Earth. From observing this frequency evolution (the chirp), scientists can infer the so-called “chirp mass”, a mathematical combination of the two individual black hole masses.
So far, it has been assumed that the merging black holes can have any mass. The team’s models, however, suggest that some black holes come in standard masses that then result in universal chirps. “The existence of universal chirp masses not only tells us how black holes form”, says Fabian Schneider, who led the study at HITS, “it can also be used to infer which stars explode in supernovae.” Apart from that it provides insights into the supernova mechanism, uncertain nuclear and stellar physics, and provides a new way for scientists to measure the accelerated cosmological expansion of the Universe.
Le radiazioni della Tac si riducono grazie alla realtà aumentata

Uno studio dell’IRCCS Galeazzi-Sant’Ambrogio ha testato degli speciali visori in grado di riprodurre virtualmente le lesioni ossee.
Una lesione ossea riprodotta in maniera artificiale e posizionata, virtualmente, all’interno del corpo del paziente per guidare con estrema precisione la mano del medico impegnato nella biopsia. È la medicina del futuro sperimentata all’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano (Gruppo San Donato) dall’équipe del professor Luca Maria Sconfienza - responsabile dell’UO di Radiologia Diagnostica e Interventistica e Professore Ordinario di Diagnostica per immagini e Radioterapia presso l’Università Statale di Milano - che ha condotto uno studio pilota, pubblicato sulla rivista European Radiology Experimental, che ha coinvolto otto pazienti , al fine di testare, per la prima volta in questo ambito, un innova vo device di navigazione in realtà aumentata.
2 AGOSTO, EARTH OVERSHOOT DAY 2023

DA OGGI PER TUTTO IL RESTO DEL 2023 SIAMO IN DEBITO CON LA TERRA: STIAMO CONSUMANDO L’EQUIVALENTE DI 1,7 PIANETI ALL’ANNO
L’ITALIA FRA I PAESI CON IL PIÙ ALTO DEBITO ECOLOGICO.
Oggi è l’Earth Overshoot Day 2023, il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra calcolato ogni anno dal Global Footprint Network utilizzando i dati dei National Footprint e Biocapacity Accounts, che indica l’esaurimento ufficiale delle risorse rinnovabili che il Pianeta è in grado di offrire nell’arco di un anno. Questo vuol dire che oggi, 2 agosto, l’umanità ha già “finito” tutte le risorse che la Natura produce in un intero anno e inizia ad andare a debito. L’umanità, con i suoi oltre 8 miliardi di abitanti, consuma in quantità eccessive, oltre le capacità di rigenerazione (e riassorbimento) naturali del Pianeta. Nel 1973 l’Overshoot day cadeva il 3 dicembre: sforavamo di pochi giorni il nostro budget annuale. Nel 2003, il 12 settembre, nel 2013 il 3 agosto. La data è sempre andata anticipandosi e il nostro il nostro debito ecologico è cresciuto.
Uganda, un esempio da imitare
Joy Mugisha ha contribuito a fondare una banca del seme nel suo villaggio più di dieci anni fa.
Una delle oltre venti in Uganda, la banca dei semi della comunità di Kiziba funge da modello per la conservazione della diversità delle colture a livello di comunità, migliorando la qualità e l'accessibilità dei semi preferiti dagli agricoltori locali. Quindi dire che Joy sa molto sui semi, in particolare quali varietà possono fiorire dentro e intorno alla sua fattoria nel sud-ovest dell'Uganda, sarebbe un eufemismo. E vuole portare le sue conoscenze a un livello superiore e condividerle con il maggior numero possibile di altri agricoltori. Ma non può farcela da sola.
In realtà, nessuno può. I sistemi di semi sono troppo complessi. Sono costituiti da tutti gli attori, le attività e le istituzioni coinvolte nella fornitura, gestione, sostituzione e distribuzione del seme di una coltura in una determinata area. È complicato come sembra, e anche importante: i sistemi di semina sono fondamentali per garantire che la giusta diversità delle colture raggiunga i campi degli agricoltori
Nuove frontiere per la comunicazione cellulare artificiale

Un team di ricerca interdisciplinare coordinato dal Cnr-Isof ha studiato la formazione di nanostrutture organiche all’interno di cellule umane, comprendendone il meccanismo di crescita.
Lo studio, pubblicato su Advanced Materials, promette ricadute significative in diversi settori. In medicina getta le basi per lo sviluppo di terapie innovative per la rigenerazione dei tessuti basate su nanomateriali.
Cosa succede quando piccole molecole prodotte in laboratorio si trovano all’interno di cellule umane? Come si comportano? Per una di queste la risposta arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Advanced Materials, firmato da un team di ricerca guidato dall’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isof) di Bologna e svolto in collaborazione con diversi gruppi Cnr, il Politecnico di Milano, l’Università di Bologna e l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit, sedi di Milano e Pisa). È noto che tali molecole possono aggregarsi formando nanostrutture altamente biocompatibili e conduttive: oggi, gli studiosi ne hanno osservato e compreso il meccanismo di crescita.
Mediterranean diet and physical activity could prevent hospitalization-associated disability in older people

Hospitalized older people who do not follow a Mediterranean diet could benefit from a physical exercise program to prevent hospitalization-associated disability, that is, loss of skills in daily-life activities. Therefore, if the factor of following a Mediterranean diet is included among the variables assessed on the hospital admission of elderly patients, more precise and personalized strategies could be designed to prevent hospitalization-associated disability, which is only frequent in the elderly.
This is one of the conclusions of an article published in the Journal of Nutrition and Healthy Aging and led by experts Mireia Urpi-Sarda, from the Faculty of Pharmacy and Health Sciences, the Institute for Research in Nutrition and Food Safety (INSA-UB) and the Torribera Food Campus of the University of Barcelona, and José Antonio Serra-Rexach, from the Biopathology of Aging Research Group of the Gregorio Marañón Health Research Institute (IISGM), both members of the CIBER on Frailty and Healthy Aging (CIBERFES).
Study: Insect protein slows weight gain, boosts health status in obese mice

As the global population grows under a changing climate, the urgency to find sustainable protein sources is greater than ever. Plant-based “meat” and “dairy” products may be popular, but they’re not the only environmentally friendly meat alternatives.
A new study in mice from the University of Illinois Urbana-Champaign suggests replacing traditional protein sources with mealworms in high-fat diets could slow weight gain, improve immune response, reduce inflammation, enhance energy metabolism, and beneficially alter the ratio of good to bad cholesterol.
“In addition to more dietary fiber, nutritionists also recommend eating more high-quality proteins as part of a weight management plan. We knew from an earlier study in roosters that mealworms are a high quality, highly digestible protein source that’s also environmentally sustainable,” said lead study author Kelly Swanson, professor in the Department of Animal Sciences and interim director of the Division of Nutritional Sciences, both in the College of Agricultural, Consumer and Environmental Sciences (ACES) at U. of I.
Lo stress termico prolungato ha un effetto drammatico sugli animali selvatici e sull'intero ecosistema

Pubblicato su «Global Change Biology» una ricerca che dimostra sperimentalmente l'effetto drammatico che le ondate di calore possono avere su alcune specie di uccelli selvatici nell'area mediterranea. Lo studio è stato coordinato dall’Università degli Studi di Milano e condotto in stretta collaborazione con Università di Padova, CNR-IRSA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Provincia di Matera.
Lo stress termico prolungato, connesso alla disidratazione e all’impossibilità di dissipare calore, può avere effetti drammatici sugli animali selvatici, in particolare sugli uccelli, fino a condurre alla morte. Per evitare questo esito infausto, basterebbe avere alcuni accorgimenti nella progettazione e costruzione delle strutture destinate ad ospitarli.
Ecco la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università di Padova che, assieme all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), al CNR-IRSA e alla Provincia di Matera, hanno appena pubblicato i risultati dell’esperimento empirico su Global Change Biology, in Open Access.
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