Il Paesaggio della Sardegna sotto attacco

Legambiente, Lipu, FAI, Italia Nostra e WWF Italia bocciano il Ddl Piano Casa
La Sardegna è stata la prima regione in Italia a dotarsi di un Piano Paesaggistico ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Ebbene, oggi, il paesaggio sardo, costiero e interno, è sotto attacco. Edificazioni a pioggia e incrementi volumetrici indiscriminati minacciano il territorio regionale e la natura della Sardegna che possiede il più ricco e vario patrimonio di biodiversità in Europa. A prevedere un’indiscriminata colata di cemento è il Ddl “Piano Casa”, proposto dalla Giunta Regionale e che dovrà essere approvato dal Consiglio Regionale entro il 31 dicembre.
Il testo in questione prevede nello specifico l’edificazione a pioggia nelle zone rurali e naturali (anche di pregio), incrementi volumetrici, fino al 50 per cento per le strutture turistico ricettive, lungo la fascia costiera tutelata dal PPR e perfino nei 300 metri dal mare (su quest’ultimi al momento solo i recentissimi annunci a mezzo stampa del Presidente della Regione fanno sperare in un passo indietro), cessione dei crediti e persino riapertura delle lottizzazioni convenzionate in zone F (turistiche), l’utilizzo edilizio residenziale di seminterrati e pilotis, la permanenza in spiaggia di strutture per la balneazione durante tutto l'anno (anche se alterano la bellezza dei luoghi). L’applicazione di tali misure produrrebbe il progressivo degrado paesaggistico ambientale del territorio, l'incremento della pericolosità idrogeologica, la perdita di valore (anche turistico) del territorio costiero ed interno.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE A FIANCO DEL RADIOLOGO PER “SMASCHERARE” RAPIDAMENTE IL PAZIENTE COVID CON MALATTIA POLMONARE: PARTE LA SPERIMENTAZIONE AL SAN LUIGI

I ricercatori dell’Università di Torino e dell’Azienda Ospedaliera San Luigi Gonzaga di Orbassano adottano un “assistente artificiale” per anticipare la lettura delle radiografie del torace sospette per infezione polmonare da COVID-19, segnalandole al Radiologo in meno di un minuto dall’esecuzione.
L’impiego di un sistema di Intelligenza Artificiale (AI), messo a punto dalla startup AITEM S.r.l. (di proprietà della multinazionale PUNCH Torino) in collaborazione con Regola s.r.l., l’Università degli Studi di Torino e l’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, è stato validato su circa 520 radiografie raccolte durante la prima ondata presso la Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Radiodiagnostica diretta dal Prof. Andrea Veltri, ed ora si passerà ad un processo di sperimentazione “sul campo”. AIppo, questo il nome del sistema di AI interamente sviluppato a Torino, si è dimostrato capace di stimare la probabilità dell’infezione polmonare da parte del virus nei pazienti sottoposti a radiografia del torace, “confrontando” l’esame in corso con tutte le precedenti immagini e rilevando l’89% dei casi da COVID-19; i risultati dell’elaborazione di ogni radiografia sono calcolati dall’algoritmo in meno di un minuto. Il suo utilizzo può quindi aiutare i Medici Radiologi a esaminare più rapidamente le radiografie e diagnosticare prima i casi positivi.
“Flash”, nuova frontiera contro i tumori

Un team di ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica (Ino) del Cnr in collaborazione con l’Istituto di fisiologia clinica e l’Azienda ospedaliera pisana ha dimostrato in laboratorio la possibilità di somministrare radiazioni ionizzanti in profondità e in tempi brevissimi, condizione necessaria per una futura terapia antitumorale. Lo studio è pubblicato su Scientific Reports Uno studio condotto dall’Istituto nazionale di ottica (Cnr-Ino) in collaborazione con l’Istituto di fisiologia clinica (Cnr-Ifc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa e con l’Unità operativa di fisica sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup), ha dimostrato in laboratorio la somministrazione, in profondità, di radiazione ad alto rateo di dose, utilizzando fasci di elettroni di alta energia prodotti con acceleratori di nuova concezione basati su laser intensi.
TUMORE DEL SENO: 20 MILIONI DI EURO NEL 2021 PER I TEST GENOMICI “EVITANO CHEMIOTERAPIE INUTILI E GARANTISCONO RISPARMI AL SISTEMA”

Il Presidente Francesco Cognetti: “L’accesso ai test su tutto il territorio è una battaglia di civiltà che abbiamo combattuto strenuamente e finalmente vinto. Inoltre i test sono un presidio contro la pandemia: per le pazienti sottoposte a chemioterapia, il rischio di infezione da Covid dovuto all’abbassamento delle difese immunitarie può essere elevato”
“Plaudiamo all’approvazione della norma che istituisce un Fondo di 20 milioni di euro per il 2021 per garantire l’accesso ai test genomici da parte delle donne con carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce. Si tratta di una battaglia di civiltà, perché queste analisi molecolari consentono a una parte delle pazienti colpite da tumore del seno di evitare la chemioterapia, potendo essere trattate solo con la terapia ormonale dopo l’intervento chirurgico”.
Il dialogo sulle emozioni favorisce l’altruismo tra i bambini: i risultati di una ricerca di Milano-Bicocca

Già prima dei tre anni i bambini possono apprendere capacità empatiche e altruistiche, grazie al dialogo sulle proprie e altrui emozioni e sul significato dei comportamenti prosociali. Questo è il risultato di una ricerca condotta presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” di Milano-Bicocca, dal titolo “Promoting prosocial behavior in toddlerhood: A conversation-based intervention at nursery”, appena pubblicata sul Journal of Experimental Child Psychology (DOI: 10.1016/j.jecp.2020.105056).
Il gruppo di ricercatori, composto da Elisa Brazzelli, Ilaria Grazzani e Alessandro Pepe, ha messo a punto il programma TEPP – Toddler Empathy and Prosociality Program – per promuovere nei piccoli l’empatia e i comportamenti prosociali, ovvero quelle azioni orientate al benessere altrui senza trarne un vantaggio personale. Il programma è basato sulla lettura di ‘storie prosociali’ e sulla successiva conversazione con piccoli gruppi di bambini relativa sia a stati interni come emozioni, desideri e intenzioni sia a condotte prosociali. I partecipanti allo studio sono stati 142 bambini, di età compresa tra i 21 e i 36 mesi frequentanti dieci nidi di province lombarde, e i loro genitori a cui è stato chiesto di compilare questionari.
SCOPERTA LA VARIAZIONE CHIMICA TRA LA FOTOSFERA SOLARE E LA SUA CORONA

Ad effettuare la scoperta un team internazionale guidato da ricercatori dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Mullard Space Physics Lab dello University College London
La responsabilità è delle onde magnetiche. È stato così risolto il giallo della variazione chimica tra la fotosfera solare e la sua corona, grazie ad una combinazione unica di osservazioni multi-quota acquisite simultaneamente da Terra e dallo spazio.
Per la prima volta è stato possibile non solo osservare onde magnetiche nella cromosfera del Sole, ma anche identificare un legame tra queste onde e le regioni coronali dove viene esaminata l’anomalia chimica. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’utilizzo combinato di dati simultanei acquisiti dallo spettropolarimetro italiano ad alta risoluzione BIS realizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e installato fino al 2019 al telescopio DST (New Mexico, USA), dallo spettrometro UV EIS a bordo della missione JAXA Hinode, e dai dati acquisiti dal Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA.
Ad effettuare questa scoperta è stato un gruppo internazionale guidati da ricercatori dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Mullard Space Physics Lab dello University College London (UCL/MSSL). Sono coinvolti anche 7 tra istituti di ricerca e università, tra cui l’INAF, oltre al working group internazionale sulle onde nell’atmosfera solare (WaLSA). I risultati sono stati pubblicati sull’edizione speciale sull’onde magneto-idrodinamiche nel Sole del Philosophical Transaction della Royal Society A e l’Astrophysical Journal.
Quando il ghiaccio sparì dal Nord Atlantico

Lo studio, a cui hanno partecipato l’Istituto di scienze polari del Cnr e l’Università Ca’ Foscari Venezia, mostra che durante l’ultima era glaciale nel Nord Atlantico le riduzioni di ghiaccio marino si verificarono nell’arco di 250 anni, in concomitanza con eventi di rapido aumento delle temperature. I risultati sono pubblicati su Pnas Gli improvvisi eventi di riscaldamento climatico nell’emisfero Nord, avvenuti durante l’ultima era glaciale, sono stati accompagnati da una egualmente rapida riduzione dell’estensione di ghiaccio marino nel Nord Atlantico. A sostenerlo è un lavoro sul paleoclima pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) e realizzato da un team di ricerca internazionale di cui hanno fatto parte l’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) e l’Università Ca’ Foscari Venezia, e coordinato dall’Università di Bergen (Norvegia).
Maculopatia atrofica

La degenerazione maculare legata all'età (Age-related Macular Degeneration, AMD di tipo atrofica) o più comunemente chiamata maculopatia atrofica è una grave patologia oculare che interessa la macula, ossia la porzione della retina più ricca di fotorecettori e responsabile della visione centrale fine e dettagliata che ci permette di riconoscere un volto, leggere, eseguire lavori di precisione, guidare l'auto etc.
Nei Paesi tecnologicamente avanzati, l'incidenza della maculopatia atrofica è aumentata fortemente e continua ad aumentare a causa dell'incremento della vita media. L' AMD colpisce infatti circa l'11% delle persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni e tale percentuale cresce sensibilmente man mano che si considerano fasce d'età più avanzata. Oggigiorno la maculopatia atrofica, nei paesi più industrializzati, rappresenta la causa più comune di cecità legale e di ipovisione nelle persone di età superiore ai 55 anni. L'AMD può presentarsi in due forme: l'AMD atrofica (o non-neovascolare o secca) e l'AMD essudativa (o neovascolare o umida). La maculopatia esordisce solitamente nella forma atrofica (90% dei casi) e più raramente (10% dei casi) nella forma essudativa. In alcuni pazienti l'AMD atrofica può evolvere in forma essudativa.
La maculopatia atrofica è caratterizzata dalla presenza di drusen, minuscole aree di accumulo di materiale di scarto derivante prevalentemente dal metabolismo delle cellule retiniche, che si localizzano tra l'epitelio pigmentato retinico (RPE) e la membrana di Bruch. Le drusen sono evidenziabili all'esame del fondo oculare ed appaiono come piccole formazioni di colore giallastro.
Segui la "stella eco" per un Natale amico del pianeta

L’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19 è ancora protagonista delle nostre vite e anche il Natale che ci aspetta sarà diverso da quelli passati. Come accade ogni anno, però, il WWF Italia propone una rilettura green delle feste natalizie, che permetterà di rispettare le tradizioni, ma con un occhio di riguardo per la tutela dell’ambiente che, mai come in questo momento storico, è indice anche della salute umana.
Ecco i 5 consigli da seguire come una buona stella, per rendere più sostenibili anche i giorni di festa.
1) IL BUON MENU
Scegliamo un eco-cenone in famiglia: per realizzarlo esistono piatti della cucina tradizionale italiana, oltre a quelli strettamente vegetariani, perfetti per bilanciare il gusto e il rispetto della natura. Fra questi la ribollita toscana, zuppa di fagioli, tortelli di zucca, carciofi alla romana o fritti, insalata di rinforzo campana. Potete anche preparare ricette green sostituendo, ad esempio, il ragù di carne con verdure o legumi. Per il pesce preferite specie meno conosciute e poco richieste, come il sugarello, il tonnetto allitterato, il tombarello, lo zerro, il muggine, il pesce serra, insieme a molluschi come vongole, cozze e ostriche .
Per non sbagliare a tavola seguite 3 principi fondamentali: prodotti di stagione, locali, zero sprechi di cibo con l’aggiunta della taglia giusta per il pesce! E per approfondire consultate la guida al consumo di pesce sostenibile sul sito pescesostenibile.wwf.it
Si può controllare il caos?

Ricercatori dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr e della Universidad Carlos III di Madrid hanno dimostrato come reti caratterizzate da una dinamica caotica possano essere indirizzate a raggiungere un comportamento, purché compatibile con la dinamica spontanea del sistema. Il lavoro è pubblicato su Scientific Reports
Ricercatori dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isc) e della Universidad Carlos III (Madrid, Spagna) hanno dimostrato come reti caratterizzate da una dinamica caotica possano essere indirizzate a raggiungere un comportamento. Il lavoro pubblicato su Scientific Reports propone un protocollo capace di guidare la rete in direzione di una evoluzione desiderata, purché questa sia compatibile con la dinamica spontanea del sistema.
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