Coronavirus nell’aria? Solo in presenza di assembramenti

Numero giornaliero di individui infetti osservati in Veneto e Puglia durante l’epidemia di Covid-19.
Uno studio multidisciplinare, condotto a maggio 2020, analizza le concentrazioni in atmosfera di SARS-CoV-2 a Venezia e Lecce, evidenziandone le implicazioni per la trasmissione airborne. La ricerca, pubblicata su Environment International, è stata condotta da Cnr-Isac, Università Ca' Foscari Venezia, Cnr-Isp e Istituto zooprofilattico sperimentale della Puglia e della Basilicata
La rapida diffusione del Covid-19, e il suo generare focolai di differente intensità in diverse regioni dello stesso Paese, hanno sollevato importanti interrogativi sui meccanismi di trasmissione del virus e sul ruolo della trasmissione in aria (detta airborne) attraverso le goccioline respiratorie. Mentre la trasmissione del SARS-CoV-2 per contatto (diretta o indiretta tramite superfici di contatto) è ampiamente accettata, la trasmissione airborne è invece ancora oggetto di dibattito nella comunità scientifica.
Grazie ad uno studio multidisciplinare, condotto dall’Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Lecce, dall’Università Ca’ Foscari Venezia, dall’Istituto di scienze polari del Cnr (Cnr-Isp) di Venezia e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata (Izspb), sono state analizzate le concentrazioni e le distribuzioni dimensionali delle particelle virali nell’aria esterna raccolte simultaneamente, durante la pandemia, in Veneto e Puglia nel mese di maggio 2020, tra la fine del lockdown e la ripresa delle attività.
Individuato l’orologio molecolare che scandisce la crescita della radice della pianta

Un team di ricercatori del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin ha identificato uno degli orologi molecolari che regolano la maturazione degli organi nelle piante. Lo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, getta nuova luce sui meccanismi utili a migliorare l’adattamento delle piante alle variazioni ambientali
La maturazione degli organi presuppone, sia negli animali che nelle piante, cambiamenti nelle loro forme e nella loro anatomia. Tali cambiamenti avvengono nel corso del tempo, motivo per cui esistono dei veri e propri orologi molecolari che mediano e scandiscono l’interazione di specifici geni, in determinati momenti, affinché sia assunta la corretta morfologia.
Un nuovo studio del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza, ha identificato nella pianta modello Arabidopsis thaliana l’orologio molecolare coinvolto nella regolazione della formazione della radice. Nello specifico, il team di ricercatori coordinato da Raffele Dello Ioio ha indagato nella pianta il funzionamento di uno dei meccanismi che regola la divisione asimmetrica del tessuto, a cui consegue l’incremento del numero di strati da uno a due.
L’importanza della prevenzione urologica

Novembre è il mese dedicato alla prevenzione urologica ma in Italia solo il 10/20% degli uomini si sottopone ad una visita di prevenzione, secondo i dati presentati dalla Società Italiana di Urologia (SIU). Prostatite, tumore della prostata e infertilità sono alcune delle patologie nemiche degli uomini che, associate a stili di vita poco sani, come alcool e fumo, possono incidere in modo importante sulla qualità di vita. La prevenzione è lo strumento più utile alla diagnosi precoce ma quando è utile iniziare a sottoporsi a visite urologiche? Ogni quanto?
Ce ne parla il Dott. Marco Musy, specialista in Urologia presso il Poliambulatorio Specialistico San Raffaele Termini, dove è presente l’ambulatorio urologico al quale è possibile rivolgersi per eseguire controlli periodici.
Perché è importante sottoporsi a controlli urologi periodici?
“La prevenzione è l'unico strumento che possiamo adoperare per una diagnosi precoce di malattia. In ambito urologico questo principio vale per la diagnosi di patologie dell'apparato urinario maschile e femminile, e in ambito andrologico, delle patologie dell'apparato genitale maschile”.
2024: ci sarà un terremoto di magnitudo 6 a Parkfield in California?

Uno studio congiunto del Cnr-Iac e dell’Ingv prevede un possibile terremoto di magnitudo 6 tra poco più di tre anni presso la cittadina di Parkfield in California, grazie all’analisi dell'evoluzione dell'attività sismica di un segmento della faglia di San Andreas. La metodologia proposta ha permesso di prevedere (retrospettivamente) con accuratezza il tempo di occorrenza del terremoto avvenuto nel sito nel 2004. La predittività del metodo esposto nello studio diventa sempre maggiore all’avvicinarsi del momento in cui accadrà il terremoto di cui si sta tentando di prevedere il tempo di occorrenza
La collaborazione scientifica tra l'Istituto per le applicazioni del calcolo "Mauro Picone" del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iac) e l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), tramite rispettivamente i ricercatori Giovanni Sebastiani e Luca Malagnini, ha permesso di realizzare uno studio, pubblicato su Journal of Ecology & Natural Resources, che prevede nel 2024 un terremoto di magnitudo circa 6 presso la cittadina di Parkfield, situata lungo la faglia di San Andreas in California. In questo luogo, dal 1857 al 1966, sono avvenuti sei terremoti di magnitudo 6, ad intervalli di tempo quasi regolari, da 12 a 32 anni, con una media di circa 22 anni. Dal 1985 i geologi americani hanno installato nella zona una rete di strumenti molto avanzata, allo scopo di rilevare cosa accade prima di un evento sismico, al fine di prevedere futuri terremoti.
Morphological Cell Profiling of SARS-CoV-2 Infection Identifies Drug Repurposing Candidates for COVID-19

Abstract
The global spread of the severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2), and the associated disease COVID-19, requires therapeutic interventions that can be rapidly translated to clinical care. Unfortunately, traditional drug discovery methods have a >90% failure rate and can take 10-15 years from target identification to clinical use. In contrast, drug repurposing can significantly accelerate translation. We developed a quantitative high-throughput screen to identify efficacious single agents and combination therapies against SARS-CoV-2. Quantitative high-content morphological profiling was coupled with an AI-based machine learning strategy to classify features of cells for infection and stress. This assay detected multiple antiviral mechanisms of action (MOA), including inhibition of viral entry, propagation, and modulation of host cellular responses.
Age and Location in Severity of COVID‐19 Pathology: Do Lactoferrin and Pneumococcal Vaccination Explain Low Infant Mortality and Regional Differences?

Two conundrums puzzle COVID‐19 investigators: 1) morbidity and mortality is rare among infants and young children and 2) rates of morbidity and mortality exhibit large variances across nations, locales, and even within cities. It is found that the higher the rate of pneumococcal vaccination in a nation (or city) the lower the COVID‐19 morbidity and mortality. Vaccination rates with Bacillus Calmette–Guerin, poliovirus, and other vaccines do not correlate with COVID‐19 risks, nor do COVID‐19 case or death rates correlate with number of people in the population with diabetes, obesity, or adults over 65.
Infant protection may be due to maternal antibodies and antiviral proteins in milk such as lactoferrin that are known to protect against coronavirus infections. Subsequent protection might then be conferred (and correlate with) rates of Haemophilus influenzae type B (Hib) (universal in infants) and pneumococcal vaccination, the latter varying widely by geography among infants, at‐risk adults, and the elderly.
https://www.youtube.com/watch?v=GODBYRbPL00&feature=youtu.be
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/bies.202000076
More about lactoferrin:
Lactoferrin as potential preventative and treatment for COVID-19
Una risposta contro il Covid-19: la glicoproteina lattoferrina, una componente dell’immunità innata
The DNA of Life at its Limits

Microscopic slide image of the eriophyoid mite Aculops lycopersici, a global pest on tomato. The genome of A. lycopersici was sequenced and revealed mechanisms that underlie metazoan genome reduction. Scale bar represents 0.05 mm. Picture: Jan van Arkel.
Scientists have unraveled the complete genome of the tomato russet mite, which is considered one of the smallest animals on our planet and known as a destructive agricultural pest. The genome is the smallest reported to date for an arthropod and offers intriguing new insights into the organization of the tiniest lifeforms on Earth. The international consortium of European and American researchers, including UvA biologist Merijn Kant, now published their findings in the scientific journal eLife.
A tiny animal living in a huge world
The tomato russet mite (Aculops lycopersici) is a free-living herbivore that has the size of a human egg cell. In addition to miniscule proportions, this worm-like mite has a highly derived morphology with only two pairs of legs, as opposed to the four pairs of most other adult arachnids. Though the mite’s small size restricts it to feeding on the nutrient-poor upper cell layers of plants, it nevertheless possesses the notable ability to block the natural resistance of its host, on which it can proliferate rapidly and reach enormous population sizes. Due to its minute size, the tomato russet mite is often overlooked by growers and is now a major global pest on tomato. The genomic underpinnings of this mite’s tiny size, derived morphology, and ability to grow on tomato plants that are toxic to many herbivores has until now remained unknown.
The Potential of Antimicrobial Peptides as an Antiviral Therapy against COVID-19

Abstract
COVID-19 is currently considered as a life-threatening pandemic viral infection. Finding an antiviral drug or a vaccine is the only route for humans’ survival against it. To date, no specific antiviral treatment has been confirmed. Antimicrobial peptides (AMPs) have been widely regarded as a promising solution to combat harmful microorganisms. They are biologically active molecules produced by different organisms as an essential component of their innate immune response against invading pathogens. Lactoferrin (LF), one of the AMPs, is an iron-binding glycoprotein that is present in several mucosal secretions.
Moderna’s COVID-19 Vaccine Candidate Meets its Primary Efficacy Endpoint in the First Interim Analysis of the Phase 3 COVE Study

First interim analysis included 95 participants with confirmed cases of COVID-19
Phase 3 study met statistical criteria with a vaccine efficacy of 94.5% (p <0.0001)
Moderna intends to submit for an Emergency Use Authorization (EUA) with U.S. FDA in the coming weeks and expects the EUA to be based on the final analysis of 151 cases and a median follow-up of more than 2 months
Moderna, Inc. (Nasdaq: MRNA), a biotechnology company pioneering messenger RNA (mRNA) therapeutics and vaccines to create a new generation of transformative medicines for patients, today announced that the independent, NIH-appointed Data Safety Monitoring Board (DSMB) for the Phase 3 study of mRNA-1273, its vaccine candidate against COVID-19, has informed Moderna that the trial has met the statistical criteria pre-specified in the study protocol for efficacy, with a vaccine efficacy of 94.5%. This study, known as the COVE study, enrolled more than 30,000 participants in the U.S. and is being conducted in collaboration with the National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), part of the National Institutes of Health (NIH), and the Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA), part of the Office of the Assistant Secretary for Preparedness and Response at the U.S. Department of Health and Human Services.
A new diagnostic method makes it possible to predict which cancer patients will respond to immunotherapy

An international group led by Dr Banafshe Larijani, an Ikerbasque researcher seconded to the Biofisika Institute (UPV/EHU-University of the Basque Country, CSIC), has developed a new diagnostic method making it possible to accurately predict which cancer patients will respond positively to immunotherapy. This method will allow oncologists to tailor treatment to each patient and avoid therapies that are not going to be successful.
Immunotherapy is a type of cancer treatment that helps the patient’s immunological system to combat it and has a hugely positive impact in cancer treatments, even though it does not work in all cases: it is highly successful in some patients whereas in others it has little or no effect. Given the risks inherent in these procedures, a growing need has emerged to specify which patients are more likely to benefit from them, thus avoiding unnecessary exposure of those who will not benefit.
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