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Ricercatori del gruppo di Nanofotonica dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isasi), in collaborazione con l’Istituto di biochimica e biologia cellulare (Cnr-Ibbc) e la Molecular Foundry (Lawrence Berkeley National Laboratory, USA), hanno mostrato che sfruttando queste tecnologie è possibile manipolare e confinare la luce su dimensioni del miliardesimo di metro, consentendo di misurare e visualizzare con una precisione incredibilmente elevata le caratteristiche ottiche di qualsiasi campione con cui entri in contatto. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ACS Nano

La nuova frontiera nel campo di ricerca della sensoristica e diagnostica punta sulla possibilità di manipolare e confinare la luce su dimensioni del miliardesimo di metro, dove particolari fenomeni di risonanza ereditati dalla meccanica quantistica possono aprire scenari inesplorati anche in sistemi di comune utilizzo che possono essere applicati in campo biomedico. In particolare, i ricercatori del gruppo di Nanofotonica dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isasi), in collaborazione con l’Istituto di biochimica e biologia cellulare (Cnr-Ibbc) e la Molecular Foundry (Lawrence Berkeley National Laboratory, USA), hanno sviluppato una nuova tecnica per manipolare e confinare la luce su una superficie nano-strutturata e periodica (definita “cristallo fotonico”) che consente di misurare e visualizzare con una precisione incredibilmente elevata le caratteristiche ottiche di qualsiasi campione con cui entri in contatto, fornendo un’immagine ricca di informazioni non ottenibili con le tecnologie attuali. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ACS Nano.

Pubblicato in Tecnologia

Darwin’s handwritten letter to his former geology professor at Cambridge where he first mentioned his radical new book, On the Origin of Species (Reproduced with the kind permission of a private collection, USA, and William Huxley Darwin)

An extraordinary collection of priceless manuscripts of naturalist Charles Darwin goes online today, including two rare pages from the original draft of On the Origin of Species.

These documents will be added to DarwinOnline, a website which contains not only the complete works ofDarwin, but is possibly the most comprehensive scholarly portal on any historical individual in the world. The website is helmed byDr John van Wyhe, an eminent historian of science. He is a Senior Lecturer at the National University of Singapore’s (NUS) Department of Biological Sciences, and Tembusu College.

“Darwin wrote the first draft of On the Origin of Species by hand. But the historical significance of this work was not yet known and almost all the manuscript was lost – with his children even using the pages as drawing paper! As such, these two pages are extremely rare survivors, and give unprecedented insight into the making of the book that changed the world,” explained Dr van Wyhe. Access to these rare artefacts comes exactly 161 years after the initial publication of On the Origin of Species on 24 November 1859, and coincides with Evolution Day, which commemorates the anniversary of this revolutionary book.

Pubblicato in Scienceonline


Il Black Friday è ormai alle porte ed è facile imbattersi in una delle innumerevoli offerte o sconti proposti per questa nuova abituale ricorrenza. Ma al contrario di quanto accade nel mercato globale in quest’ultimo venerdì di novembre, la Natura non è scontata e per molte specie animali e vegetali, ciò che continua drammaticamente a diminuire sono le probabilità di sopravvivenza.
Negli ultimi 50 anni il nostro mondo è stato trasformato dall’esplosione del commercio globale, dei consumi e della crescita della popolazione umana, oltre che da un grandissimo incremento dell’urbanizzazione. Queste tendenze di fondo stanno portando al degrado della natura e allo sovrasfruttamento delle risorse naturali ad un ritmo senza precedenti.

Il Living Planet Index globale (LPI) 2020 evidenzia un decremento medio del 68% delle popolazioni monitorate di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci tra il 1970 e il 2016. Un saldo che farebbe purtroppo impallidire anche i migliori sconti del Black Friday. E lo stato di salute generale degli ecosistemi non è meno drammatico: da metà dell’800, le attività umane hanno distrutto e degradato foreste, praterie, zone umide e altri importanti ecosistemi, mettendo a serio rischio la sopravvivenza di molte specie e minacciando il loro stesso benessere. Il 75% delle aree naturali terrestre (esclusi i territori coperti dai ghiacci) è stato sostanzialmente impattato dall’uomo; le zone umide, tra gli ambienti maggiormente impattati dall’uomo in questi decenni, segnano invece una diminuzione dell’85%.

Pubblicato in Ambiente

 

ABSTRACT
The measles-mumps-rubella (MMR) vaccine has been theorized to provide protection against coronavirus disease 2019 (COVID-19). Our aim was to determine whether any MMR IgG titers are inversely correlated with severity in recovered COVID-19 patients previously vaccinated with MMR II. We divided 80 subjects into two groups, comparing MMR titers to recent COVID-19 severity levels. The MMR II group consisted of 50 subjects who would primarily have MMR antibodies from the MMR II vaccine, and a comparison group of 30 subjects consisted of those who would primarily have MMR antibodies from sources other than MMR II, including prior measles, mumps, and/or rubella illnesses. There was a significant inverse correlation (rs = −0.71, P < 0.001) between mumps virus titers (mumps titers) and COVID-19 severity within the MMR II group. There were no significant correlations between mumps titers and severity in the comparison group, between mumps titers and age in the MMR II group, or between severity and measles or rubella titers in either group. Within the MMR II group, mumps titers of 134 to 300 arbitrary units (AU)/ml (n = 8) were found only in those who were functionally immune or asymptomatic; all with mild symptoms had mumps titers below 134 AU/ml (n = 17); all with moderate symptoms had mumps titers below 75 AU/ml (n = 11); all who had been hospitalized and had required oxygen had mumps titers below 32 AU/ml (n = 5). Our results demonstrate that there is a significant inverse correlation between mumps titers from MMR II and COVID-19 severity.

Pubblicato in Scienceonline


Il motore di ricerca ViruSurf svela come cambia il genoma del virus responsabile della pandemia

Dall’inizio del 2020, i laboratori di tutto il mondo sequenziano materiale genetico che deriva dai tamponi positivi di persone affette da COVID-19 e depositano poi le sequenze virali in tre principali banche dati: GenBank, COG-UK e GISAID. Per muoversi
agilmente in questa enorme mole di dati e “surfare” alla ricerca di connessioni utili alla comprensione del virus, il gruppo di ricerca del Politecnico di Milano guidato dal Prof. Stefano Ceri ha realizzato
ViruSurf (http://gmql.eu/virusurf), un motore di ricerca che si avvale di un database centralizzato collocato al Politecnico. Il database viene aggiornato periodicamente e ad oggi contiene 200,516 sequenze di SARSCoV-2, il virus responsabile della pandemia, e 33,256 sequenze di altre specie, anch’esse associate ad epidemie di interesse per l’uomo, tra cui SARS, MERS, Ebola e Dengue.
Ogni sequenza è descritta secondo quattro prospettive: le caratteristiche del virus e dell’organismo ospite, la tecnologia utilizzata, il progetto di sequenziamento, le mutazioni dei nucleotidi e degli amino acidi che si trovano in diversi geni. Il vantaggio di ViruSurf è di includere un algoritmo che calcola le mutazioni virali in maniera omogenea, ovvero indipendente dalla loro provenienza, gestito su cloud per ridurre i tempi di esecuzione. Il database è ottimizzato per offrire risposte istantanee agli utilizzatori del motore di ricerca.

Pubblicato in Medicina

Sappiamo perché facciamo tutte queste attività natalizie?

 

Innanzitutto al tempo degli Etruschi, dei Greci e dei Romani, chi faceva auguri lo faceva per lavoro. Era un sacerdote e veniva chiamato àugure, con una grande conoscenza degli elementi naturali e del simbolismo e aveva il compito di leggere e interpretare il volo degli uccelli. Perché proprio questi animali? Perché erano gli esseri viventi più vicini agli dèi e considerati spesso loro messaggeri. Un esito non sempre positivo: ogni volta che un àugure era in azione c'era da tremare, perché potevano esserci buone o pessime notizie.


L'albero di Natale si spoglia per donare i suoi frutti appetitosi che nutrono l'uomo in una notte povera, fredda, quasi priva di vita. Dona un frutto, bello, perfetto, quasi proibito a cui tendere la mano: ricorda forse qualcosa? Ma certo, è l'albero della Conoscenza del Bene e del Male del paradiso terrestre e pare sia stata proprio quest'immagine a ispirarne la nascita. Ci troviamo in Germania all'epoca medievale, periodo in cui fece un gran successo il «Dramma del Paradiso», una rappresentazione teatrale che veniva messa in scena ogni 24 dicembre. E non a caso la Vigilia è dedicata ai Santi Adamo ed Eva.
Fu Martin Lutero ad aver inventato le luci sull'albero di Natale. Accadde che una notte della vigilia, per rientrare a Wittemberg, Lutero dovette percorrere un bosco innevato. Fu però incuriosito dalle strane luci che sembravano muoversi tra i rami alti degli alberi e non si spiegava da dove provenissero. Stropicciando gli occhi vide che erano semplici stelle. Tornando a casa desiderò ardentemente riprodurre la magia del luogo applicando le stesse luci sui rami del suo abete di Natale.

Pubblicato in Arte
Lunedì, 23 Novembre 2020 09:27

Advances in Lactoferrin Research



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Following the two meetings on Lactoferrin Structure and Function that were held in Honolulu, Hawaii, in 1993 and 1995, the Third International Conference on Lactoferrin Structure and Function was held in Le Touquet, France, and has successfully reinforced and diversified the previously created bridges between biochemists, clinicians, and companies. In fact, scientists, physicians, and people of industry from different domains have brought a wealth of recent information concerning biochemistry and technical advances in the identification of lactoferrin-derived compounds as well as cell biology, molecular biol­ ogy, pathology, and medical applications of lactoferrin and lactoferrin-derived com­ pounds.

Pubblicato in Scienceonline



Abstract
Lactoferrin is a naturally occurring iron-binding glycoprotein, produced and secreted by mucosal epithelial cells and neutrophils in various mammalian species, including humans. It is typically found in fluids like saliva, milk and tears, where it reaches the maximum concentration. Thanks to its unique anti-inflammatory, antioxidant and antimicrobial activities, topical application of lactoferrin plays a crucial role in the maintenance of a healthy ocular surface system. The present review aims to provide a comprehensive evaluation of the clinical applications of lactoferrin in ocular diseases. Besides the well-known antibacterial effect, novel interest has been rising towards its potential application in the field of dry eye and viral infections.

A growing body of evidence supports the antimicrobial efficacy of lactoferrin, which is not limited to its iron-chelating properties but also depends on its capability to directly interact with pathogen particles while playing immunomodulatory effects. Nowadays, lactoferrin antiviral activity is of special interest, since lactoferrin-based eye drops could be adopted to treat/prevent the new severe acute respiratory syndrome coronavirus type 2 (SARS-CoV-2) infection, which has conjunctivitis among its possible clinical manifestations. In the future, further data from randomized controlled studies are desirable to confirm the efficacy of lactoferrin in the wide range of ocular conditions where it can be used.

Pubblicato in Scienceonline



Dallo scempio della pineta Le Tore a Sorrento, fermato dai Carabinieri forestali dopo le denunce del WWF, all'oasi del Parco dei Cedri a Bologna, nata grazie al WWF bolognese; dalla mappa urbana degli alberi di Milano al censimento dei patriarchi arborei (minacciati) condotto dai volontari WWF sul Monte Faito, in Campania.

Aiutano a mitigare la calura estiva, regolano il flusso delle acque piovane, aumentano il valore degli immobili, assorbono CO2 contrastando così il cambiamento climatico, trattengono numerose sostanze inquinanti, contengono l’inquinamento atmosferico e acustico, creano preziose zone d’ombra, sono l’habitat ideale per tante specie di uccelli e piccola fauna selvatica. Popolano parchi, giardini pubblici, viali, aiuole e orti, rendendo più belle le nostre città. Sono gli alberi, esseri viventi vitali per la nostra sopravvivenza, a cui sabato 21 novembre si dedica la Giornata Nazionale e che di recente sono stati oggetto di un importante provvedimento da parte del Governo. Il “Decreto clima”, infatti, con un emendamento presentato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, stanzia 30 milioni per finanziare, in due anni, progetti di forestazione urbana. Per gli alberi, però, la vita nei centri urbani non è sempre facile: secondo molte amministrazioni locali rappresentano “un rischio per la pubblica incolumità” o tolgono spazio a strade e parcheggi.

Pubblicato in Ambiente


Appena pubblicato lo studio del Politecnico di Milano sul New Journal of Chemistry.

Fermare la replicazione di SARS-CoV-2 è possibile grazie ad un composto denominato EBSELEN: un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano ha reso noto sul prestigioso New Journal of Chemistry aspetti rilevanti al meccanismo di blocco della replicazione. Nella propagazione di un virus due momenti importanti sono la sua capacità di entrare nelle cellule dell’ospite, cioè di infettarlo, e quindi di replicarsi nelle cellule infettate. Per quando riguarda SARS-CoV-2, la proteina Mpro gioca un ruolo importante nella replicazione e trascrizione del virus. Mpro costituisce quindi un bersaglio particolarmente promettente per bloccare il virus stesso perché un composto che inibisca Mpro, blocca il virus. In questo studio i ricercatori chiariscono il meccanismo di blocco di Mpro da parte di EBSELEN che si è rivelato l’inibitore più potente di Mpro in uno studio che ha esaminato circa 10.000 composti selezionati.

Pubblicato in Medicina

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