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A male specimen of the newly discovered "Thunberg spider". Photo: Rémy Eudeline, Lyon



Senckenberg arachnologist Peter Jäger has described a new genus of spiders from Madagascar: Thunberga gen. nov. is comprised of five species of huntsman spiders. The name refers to the Swedish climate activist Greta Thunberg and her commitment to tackling climate change. Thus, Jäger alerts the public about the threats to Malagasy and global biodiversity. The study was published in the journal "Zootaxa" yesterday.

Huntsman spiders (Sparassidae) do not build nets. However, as pointed out by their name, members of that family are known as active hunters. "For a long time, a huge diversity within this group has been assumed", Dr. Peter Jäger from the Senckenberg Research Institute and Nature Museum in Frankfurt explains and continues: "So far, however, little attention has been paid to the African Sparassidae. I was now able to describe a previously unknown genus in this family."

A total of four species from Madagascar were transferred to the genus Thunberga, which were redescribed and illustrated. The representatives of this group differ from other huntsman spiders by their cheliceral dentition and eye arrangement as well as their uniquely dotted prosoma.

Pubblicato in Zoologia



A study on the effects of hydroxychloroquinei n macaques infected with the SARS-CoV-2 virus, , used alone or in combination with azithromycin, have been pre-published on Research Square, after their submission to Nature. Scientists from the CEA, Inserm, Institut Pasteur, Université de Paris-Saclay, Université Claude Bernard Lyon 1 and Aix-Marseille Université have been involved in the study, which has been carried out under the aegis of the multidisciplinary consortium, REACTing.

The study, launched in February 2020, evaluates the antiviral effect of hydroxychloroquine (HCQ) against the SARS-CoV-2 virus in vivo. The HCQ was administered before infection, as a prophylactic treatment, or in the first days after infection to reduce the viral load. The possible anti-inflammatory effects of HCQ were not tested.

Pubblicato in Scienceonline


Un algoritmo può contribuire a preservare gli ecosistemi acquatici alpini, soprattutto in corrispondenza delle zone in cui si registra un’elevata affluenza turistica. A svilupparlo è stato un gruppo di ricercatori di Ecotossicologia dell'Università degli studi di Milano-Bicocca. Lo studio, dal titolo “Environmental risk classification of emerging contaminants in an alpine stream influenced by seasonal tourism” è stato pubblicato su “Ecological Indicators” (DOI: https://doi.org/10.1016/j.ecolind.2020.106428)

Attraverso l'algoritmo messo a punto dai ricercatori, è possibile prevedere la concentrazione di contaminanti emergenti, quali farmaci e prodotti per la cura della persona, che attraverso gli scarichi dei depuratori, raggiungono i torrenti a valle. I depuratori localizzati sulle Alpi, infatti, si ritrovano spesso a dover scaricare direttamente nei fiumi, non essendo stati progettati per gestire un’elevata produzione di reflui, che si verifica soprattutto durante la stagione invernale con un maggiore afflusso turistico. Durante l’inverno, la diluizione nei fiumi e nei torrenti è più bassa, a causa della prevalenza di precipitazioni nevose tipiche delle località di alta montagna che ne abbassano la portata. Minore è la diluizione nelle acque, maggiore sarà la concentrazione degli inquinanti.

Pubblicato in Ambiente

 

Con questa iniziativa Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, in collaborazione con il Comune di Genova, intende far diventare il distanziamento sociale l’occasione per un’esperienza estetica immersiva ed emozionante. Questa mostra è una sfida alla riscoperta della contemplazione, del contatto e della forza espressiva di un’opera.

In un tempo che ci costringe a costruire barriere per proteggerci, Palazzo Ducale invita ad un incontro diretto con un capolavoro, a metterci in ascolto di quanto l’arte, con grande capacità narrativa, riesce a dire di sé, ma anche di noi, per fare del distanziamento sociale messo in atto per proteggerci, un’autentica occasione di avvicinamento all’arte e all’esperienza estetica. Più di ogni altro è Claude Monet, che con la sua pittura fluida ed avvolgente, col suo narrare personale eppure universale, può permetterci di vincere questa sfida.

Pubblicato in Arte


Il bambino di 6 anni, affetto da leucemia linfoblastica acuta, era stato sottoposto al trattamento con plasmaottenuto da un soggetto guarito dall’infezione virale. 
È riuscito all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il trapianto di midollo per il bimbo di 6 anni, affetto da leucemia linfoblastica acuta, che, nel mese di marzo, era risultato positivo al nuovo coronavirus con tutta la famiglia (mamma e papà). Per favorire l’eliminazione del virus, il bambino era stato ricoverato al Centro Covid di Palidoro e sottoposto in via compassionevole al trattamento con plasma ottenuto da un soggetto guarito dall’infezione virale. Una volta negativizzato, è stato possibile eseguire l’atteso trapianto con le cellule staminali emopoietiche prelevate dal papà, anche lui nel frattempo guarito dal virus. Ora il bambino sta bene, non ha avuto complicanze e verrà sottoposto ai normali controlli post-trapianto.

Pubblicato in Medicina



La mostra, realizzata in collaborazione con il Museo di Antropologia dell’Università di Torino, restituisce al pubblico una parte della collezione dell’istituto universitario, chiuso dal 1984.
Dopo la riapertura al pubblico delle proprie sale, il Museo Egizio riprende anche l’attività espositiva temporanea: da domani, sabato 13 giugno, e fino al 15 novembre, la visita della collezione egittologica viene arricchita da "Lo sguardo dell'antropologo”, una piccola mostra allestita in una sala del primo piano e realizzato dai curatori del Museo Egizio in collaborazione con il Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino (MAET).

Pubblicato in Paleontologia
Venerdì, 12 Giugno 2020 16:14

Molestie sessuali e precariato


Una ricerca internazionale rivela che i lavoratori con un impiego precario sono più esposti sul posto di lavoro a subire comportamenti e molestie sessuali rispetto ai loro colleghi impiegati in contesti non precari. Lo studio, coordinato dal Dipartimento di Psicologia della Sapienza, è ora pubblicato su PLoS ONE
Uno studio appena pubblicato sulla rivista PLoS ONE, condotto da un team di studiosi internazionali, tra cui Antonio Chirumbolo e Claudio Barbaranelli del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, ha stimato le associazioni tra lavoro precario e attenzioni sessuali indesiderate e molestie sessuali, analizzando un campione di 63.966 lavoratori dipendenti, rappresentativo della popolazione attiva europea di 33 paesi.

L’indagine ha tenuto conto di alcune importanti variabili socio-demografiche: età, istruzione, tipo di famiglia, durata del lavoro, orario di lavoro settimanale, posizione professionale, settore di lavoro, dimensioni dell'azienda, rapporto di genere sul posto di lavoro.

Pubblicato in Etica


Sulla luna come in lockdown. Studiare l’isolamento sociale in ambiente lunare per capire gli impatti psicologici e le strategie che mettiamo in atto per sopravvivere in situazioni difficili. Lo studio ha lo scopo di aiutare a migliorare il benessere psicologico degli astronauti che intraprendono future missioni a lungo termine nello spazio e potrebbe servire per capire alcuni aspetti implicati in periodi di confinamento e isolamento come quelli osservati nella pandemia di Covid-19.

Questi gli obiettivi della ricerca di un team di ricercatori dell’Università del Surrey e di Milano-Bicocca, che partirà a settembre 2020 e si avvarrà della collaborazione di SAGA Space Architects. La ricerca fa parte del progetto LUNARK che mira a esplorare prima di tutto come possiamo sopravvivere sulla Luna, ma anche come potremmo viverci nel futuro, in vista della missione NASA nel 2024.

Pubblicato in Astrofisica


Il rapporto della FAO Stato della Pesca e dell'Acquacoltura Mondiale traccia l'incremento della produzione e del consumo di pesce e sottolinea la promessa di interventi a favore della sostenibilità

Il consumo mondiale di pesce ha raggiunto il nuovo record di 20,5 chilogrammi pro capite all'anno e nel prossimo decennio è destinato ad aumentare ulteriormente, evidenziando il suo ruolo fondamentale per la sicurezza alimentare e nutrizionale globale. Secondo il nuovo rapporto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura e la gestione efficace delle risorse ittiche sono fondamentali per mantenere questi trend.

Il rapporto  Lo Stato della Pesca e dell'Acquacoltura Mondiale  (SOFIA) indica che nel 2030 la produzione ittica totale è destinata ad arrivare a 204 milioni di tonnellate, un incremento del 15% rispetto al 2018, con la quota dell'acquacoltura in crescita rispetto all'attuale 46%. Tale crescita è pari a circa la metà dell'aumento registrato nei 10 anni precedenti, il che si traduce in un consumo annuo di pesce che si prevede raggiungerà i 21,5 chilogrammi pro capite entro il 2030.

"Il pesce e i prodotti ittici sono considerati non solo tra gli alimenti più sani del pianeta, ma anche tra quelli con minor impatto sull'ambiente naturale", ha detto il Direttore Generale della FAO QU Dongyu, sottolineando che devono svolgere un ruolo più centrale in tutti i livelli delle strategie mirate alla sicurezza alimentare e alla nutrizione.

Pubblicato in Ambiente

 

 


Un rivestimento applicabile su qualsiasi superficie con proprietà antibatteriche, antifungine e, soprattutto, antivirali in grado di annientare il Coronavirus. È questa la tecnologia inventata e brevettata dal gruppo di ricerca della professoressa Monica Ferraris del DISAT (Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia) del Politecnico di Torino.

Grazie ad un rivestimento a base di silice e nanoparticelle di argento a cui il team della professoressa Ferraris lavora da più di 10 anni, si potranno realizzare filtri più sicuri e più affidabili per l’eliminazione di eventuali patogeni esterni, tra cui il virus che provoca il Covid-19, come dimostrato dai test condotti dalla dottoressa Elena Percivalle presso Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e in fase di pubblicazione sulla rivista Open Ceramics.

Pubblicato in Tecnologia

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