Semantic Processing of Legal Texts. Where the Language of Law Meets the Law of Language
The last few years have seen a growing body of research and practice in the field of artificial intelligence and law addressing aspects such as automated legal reasoning and argumentation, semantic and cross-language legal information retrieval, document classification, legal drafting, legal knowledge discovery and extraction. This State-of-the-Art Survey contains a collection of papers from the Workshop on Semantic Processing of Legal Texts, held in Marrakech, Morocco, in 2008, within the framework of the Sixth International Conference on Language Resources and Evaluation (LREC 2008).
Scienzaonline Anno 7° n. 77 giugno 2010
Scienzaonline Anno 7° n. 77 Giugno 2010
INAF accorpato al CNR - Lettera aperta di MACCACARO al Capo Dello Stato
L’INAF è un Istituto giovane, nasce di fatto nel 2001 dalla fusione in Istituto Nazionale dei 12 Osservatori Astronomici professionali. Nel 2005, per effetto del decreto di riordino del Ministro Moratti, l’INAF subisce una profonda trasformazione assorbendo altri sette Istituti che si occupavano di astrofisica e transitando dal comparto Università al comparto degli Enti di Ricerca. Il suo organico aumenta del 50%. È una riforma che ha il grande pregio di unificare nello stesso ente tutta l’astrofisica italiana non universitaria. Attualmente consiste di 19 strutture di ricerca sparse sul territorio nazionale, una all’estero (Isole Canarie) che gestisce il Telescopio Nazionale Galileo e la sede amministrativa centrale. In tutto lavorano presso l’INAF oltre 1000 dipendenti a tempo indeterminato.
Nel 2009, l’INAF ha ricevuto dal MIUR circa 91 M€ come Fondo di Funzionamento Ordinario. Normalizzato al personale che vi lavora, è il più basso FFO tra gli enti di ricerca analoghi vigilati dal MIUR. Dal piano triennale 2010-2012 si evince che oltre l’85% dello stanziamento ministeriale è destinato alle spese del personale e alle spese fisse. E’ cosa nota, nell’ambito della ricerca, che l’INAF è un ente sottofinanziato.
Sottoscrizione contro tagli al finanziamento dell'IIPP
Inoltriamo l'appello giunto dall'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria contro i tagli che il Ministero si appresta a varare contro le istituzioni culturali italiane.
Cari,
vi invitiamo a sottoscrivere e a far sottoscrivere l'appello per l'Istituto contro i tagli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, previsti dal DL per la manovra finanziaria del governo, che mettono seriamente a rischio la sopravvivenza dell'IIPP
http://www.petizionionline.it/petizione/appello-per-listituto-italiano-di-preistoria-e-protostoria-contro-i-tagli-del-finanziamento-del-ministero-per-i-beni-e-le-attivita-culturali/1429
Il superamento dell’U’kwevha (Allungamento delle Piccole Labbra) tra le popolazioni Venda del Sud-Africa
Per Longininfismo (Genital Stretching) si intende la modificazione espansiva delle piccole labbra (ninfe), ottenuta mediante manipolazione rituale; essa viene classificata, anche se impropriamente, dal WHO (2008) tra le Mutilazioni Genitali Femminili, nella tipologia 4.
Si tratta di un intervento tradizionale proprio delle popolazioni dei Grandi Laghi e dell’Africa meridionale (GRASSIVARO GALLO et al., 2006), che è già stato oggetto di indagine da parte del Gruppo di Lavoro Padovano con specifiche campagne di ricerca: in Uganda, in Malawi e nella Repubblica Democratica del Congo (GRASSIVARO GALLO & VILLA, 2005/6; GRASSIVARO GALLO et al., 2009; GRASSIVARO GALLO et al., 2008).
Nel 2009, l’interesse si è spostato nella regione di Limpopo, nel Sud Africa, tra i Venda, che vivono ai confini con lo Zimbawe (Mappa). La missione nel suo aspetto organizzativo, svolto a Padova, si è rivelata carica di imprevisti e di tentativi deludenti, per cui la coautrice, incaricata di effettuare l’indagine sul campo, ha deciso infine di partire in modo del tutto indipendente, essendo venuti a mancare anche i referenti locali. Si precisa che la raccolta delle informazioni in loco e l’iconografia presentata, si deve esclusivamente ad essa, che fu sempre però sostenuta e consigliata dal Gruppo di Lavoro di Padova.
La legislazione medicea nelle raccolte dell'Archivio di Stato di Firenze (1532-1737)
Il volume giunge a conclusione della ricerca svolta, nell'ambito del programma Bibliografia delle edizioni giuridiche antiche in lingua italiana, sulle raccolte di leggi a stampa dal 1537 al 1732 conservate presso l'Archivio di Stato di Firenze. Sono focalizzati i problemi che si sono presentati nell'elaborazione dei documenti e dei relativi indici. I documenti sono consultabili in rete. E' esaminata l'attività legislativa dei granduchi medicei durante i due secoli del loro dominio. L'appendice è dedicata all'attività delle stamperie a Firenze in epoca medicea.
Macchie di Rorschach
Gli unici ma non irrilevanti riferimenti alle discipline scientifiche di questa raccolta di poesie sono nel titolo, nella poesia eponima e nella copertina, che rimandano all’utilizzo dei "disegni ambigui" per valutare la personalità di un individuo. Un'idea dalle radici antiche, era anche una sorta di gioco di società, ma che nel 1921 fu Hermann Rorschach con il suo “test” il primo ad applicare come strumento di indagine psicometrica.
L’autore, Marco Ferrazzoli, giornalista e capo ufficio stampa del CNR, ha preso in prestito - o a pretesto? - le ‘Macchie di Rorschach’ per un suo libro di poesie. Una scelta singolare ma giustificata. Intanto, perché lo stesso scienziato si era fatto ispirare da un libro di poesie e, soprattutto, perché anche le poesie, come le immagini apparentemente incoerenti usate dagli psicologi, assumono un senso in base alle percezioni che suscitano in chi le ha davanti. Anch’esse variano, proprio come le macchie di Rorschach, in modo imprevedibile per lo stesso autore.
Leggiamo infatti nella poesia che chiude la raccolta, oltre a intitolarla: “Come macchie di Rorschach/ in cui ciascuno vede ciò che vuole/ come fosfeni che coprono gli occhi/ per avere fissato troppo a lungo il Sole// Così sono le poesie” a cui “chiediamo di dirci chi siamo/ e poi, non si sa come, ci riconosciamo// Senza essere capaci di dircelo da soli”. La passione per i test di Rorschach dell’autore non è insomma da rimandare solo al suo master in Psicologia di consultazione.
Scienzaonline Anno 7° n. 76 Maggio 2010
Scienzaonline Anno 7° n. 76 Maggio 2010
Lo spazio a portata di click
Si chiama aerospazio.info ed è l’ultimo nato tra i siti dedicati allo spazio. Ideato e realizzato dall’ing. Cesare Mario Sodi, dipendente dell’Agenzia Spaziale Italiana, il sito è dedicato principalmente agli utenti interessati ad avere informazioni complete ed immediate sul complesso mondo dei satelliti. Infatti grazie all’utilizzazione di un database relazionale, l’utente riesce con pochi click ad avere ogni tipologia d’informazione relativamente ai satelliti in orbita, ai siti di lancio e ai principali stakeholders. Tutto è visualizzato a scelta dell’utente in forma numerica o percentuale, e rappresentato graficamente attraverso l’uso di diagrammi a torta o ad istogrammi. Il sito in realtà è composto da due parti, un blog in italiano curato sempre dall’ing. Sodi, e “l’Aereospace Database” in lingua inglese. Il database raccoglie più di 900 satelliti operativi, circa 150 lanciatori, tutti gli spazioporti attivi, e circa 400 stakeholders (agenzie, industrie, utilizzatori).
Stazione Spaziale Internazionale: un laboratorio di ricerca sotto le stelle

C’è un posto dove le differenze sono superate, le rivalità diventano motivo di cooperazione e i progressi che ne derivano sono al servizio di tutta l’umanità. Questo luogo non è sulla Terra, ma nello spazio a 400 Km sopra le nostre teste. La Stazione Spaziale Internazionale (o ISS, International Space Station) è il più importante programma di cooperazione internazionale mai intrapreso in campo scientifico e tecnologico. Costituisce al tempo stesso un avamposto della colonizzazione dello spazio, un laboratorio di ricerca scientifica e un luogo di sperimentazione delle tecnologie più avanzate. L’idea fu di Ronald Reagan, che nel 1984 la presentò ai suoi alleati e ai suoi ex nemici, i russi. Quattordici anni dopo, il 20 novembre 1998, il modulo russo Zarya partiva dalla base kazaka di Baikonour. Quel razzo portava in cielo la prima “pietra” di un progetto senza precedenti nella storia dell’umanità. Costruire un avamposto nello spazio dove non ci sarebbero state frontiere tra i Paesi, dove astronauti di diverse nazionalità si sarebbero trovati a vivere e fare ricerca scientifica sotto lo stesso tetto.
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