TUMORE DEL POLMONE: PEMBROLIZUMAB IN COMBINAZIONE CON LA CHEMIOTERAPIA HA RIDOTTO IL RISCHIO DI MORTE DEL 44% E A 2 ANNI DIMOSTRA UN BENEFICIO DI SOPRAVVIVENZA A LUNGO TERMINE

Comunicato stampa Intermedia 28 Mag 2020

 

 

 

Nell’analisi finale dello studio KEYNOTE-189, pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia, nel NSCLC metastatico, ha dimostrato una sopravvivenza globale mediana raddoppiata rispetto alla sola chemioterapia: 22 mesi verso 10,6 mesi.


I dati saranno presentati durante il programma scientifico virtuale del congresso annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO), che si svolgerà dal 29 al 31 maggio
KENILWORTH, N.J., 27 maggio, 2020 – Pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia ha ridotto il rischio di morte del 44% rispetto alla sola chemioterapia e, a due anni, ha dimostrato un beneficio sostenuto di sopravvivenza a lungo termine nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso metastatico. In particolare il 45,7% dei pazienti trattati con la combinazione era vivo dopo due anni rispetto al 27,3% con sola chemioterapia. La sopravvivenza globale mediana è raddoppiata con la combinazione, raggiungendo i 22 mesi rispetto ai 10,6 mesi con la chemioterapia. Sono i nuovi dati aggiornati dell’analisi finale dello studio KEYNOTE-189 di fase 3, che saranno presentati durante il programma scientifico virtuale del congresso annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO), che si svolgerà dal 29 al 31 maggio (Abstract #9582).

“Lo studio KEYNOTE-189 ha già dimostrato che l’immunoterapia con pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia migliora in maniera sostanziale la sopravvivenza nei pazienti con tumore del polmone, indipendentemente dall’espressione di PD-L1” – spiega la dott.ssa Marina Chiara Garassino, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toraco Polmonare presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale di Tumori di Milano -. “I risultati dell’analisi aggiornata che saranno presentati ad ASCO, evidenziano il beneficio della terapia di combinazione con pembrolizumab anche nel lungo termine, con il 45,7% dei pazienti vivo dopo due anni rispetto al 27,3% trattati con sola chemioterapia. E’ importante quindi sottolineare che, nonostante l’aggiornamento del follow-up, la riduzione del rischio di morte rimane della stessa entità anche due anni dopo la prima analisi pubblicata nel 2018 ed i dati non sono influenzati né dal Tumor Mutational Burden (TMB, carico mutazionale del tumore) né dall’espressione di PD-L1. Pembrolizumab, è disponibile anche in Italia e rappresenta un trattamento consolidato nella cura del tumore del polmone non a piccole cellule metastatico sia in monoterapia che in combinazione”.

MSD è azienda leader nel tumore del polmone, possiede un ampio programma di sviluppo clinico per valutare pembrolizumab, in combinazione o in monoterapia, nel trattamento del tumore del polmone a tutti gli stadi di malattia e linee di terapia in più di 200 studi clinici su più di 10.000 pazienti.

Al congresso virtuale ASCO, saranno presentati più di 80 abstract riguardanti quasi 20 tipi di tumori solidi ed ematologici dall’ampio portfolio di oncologia e pipeline sperimentale di MSD. Segui MSD su twitter @MSDSalute e tieniti aggiornato con ASCO news usando l’hashtag #ASCO20.

Abstract #9582: Dati di sopravvivenza a due anni dallo studio KEYNOTE-189 nel NSCLC metastatico

Nuovi dati aggiornati dall’analisi finale specificata nel protocollo dello studio KEYNOTE-189 (ClinicalTrials.gov, NCT02578680) continuano a mostrare che pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia mantiene un beneficio sostenuto di sopravvivenza a lungo termine sulla chemioterapia da sola dopo 31 mesi di follow-up mediano. Lo studio di fase 3 KEYNOTE-189 ha valutato pembrolizumab in combinazione con chemioterapia a base di pemetrexed e derivato del platino (cisplatino o carboplatino) per il trattamento di prima linea del NSCLC non squamoso metastatico, rispetto a solo pemetrexed e derivato del platino in pazienti che non presentano aberrazioni genomiche tumorali EGFR o ALK.

Pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia ha ridotto il rischio di morte del 44% (HR 0,56; IC 95%: 0,46 – 0,69) rispetto alla sola chemioterapia, con una sopravvivenza globale (OS) mediana di 22,0 vs 10,6 mesi. Il tasso di OS a due anni è stato del 45,7% con pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia vs 27,3% con sola chemioterapia. Pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia ha anche dimezzato il rischio di progressione di malattia o morte (HR 0,49; IC 95%: 0,41 – 0,59), rispetto alla sola chemioterapia, con una sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana di 9,0 vs 4,9 mesi. Il tasso di PFS a due anni è stato del 22,0% con pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia vs 3,4% con sola chemioterapia. Il tasso di risposta obiettiva (ORR) è stato pari al 48,3% con pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia vs 19,9% con sola chemioterapia.

Tra i 56 pazienti che hanno completato i due anni di trattamento con pembrolizumab, la ORR è risultata del’85,7%. La OS mediana non è stata raggiunta.

Il profilo di sicurezza di pembrolizumab era in linea con quanto osservato precedentemente negli studi sui pazienti con NSCLC metastatico. Eventi avversi di grado 3-5 si sono manifestati nel 72,1% dei pazienti che hanno ricevuto pembrolizumab in combinazione con la chemioterapia vs il 66,8% di quelli che hanno ricevuto solo chemioterapia. KEYNOTE-189 è stato condotto in collaborazione con Eli Lilly and Company, produttori di pemetrexed.

Il tumore del polmone

Il tumore del polmone, che si forma nel tessuto polmonare, tra le cellule che ricoprono la superficie a contatto con l’aria, è la principale causa di morte in tutto il mondo. Ogni anno, molte più persone muoiono di tumore del polmone di quelle che muoiono di tumore del colon e della mammella insieme. I due principali tipi di tumore del polmone sono: non a piccole cellule e a piccole cellule. Il tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) è il tipo più comune, responsabile di circa l’85% dei casi totali; il tumore a piccole cellule (SCLC) rappresenta solo il 10-15% del totale. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni nei pazienti che ricevono diagnosi di NSCLC e SCLC negli Stati Uniti è stimato rispettivamente del 5 e 6%.

Pembrolizumab

Pembrolizumab è una terapia anti-PD-1 che funziona stimolando la capacità del sistema immunitario di rilevare e combattere le cellule tumorali. Pembrolizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che blocca l’interazione tra PD-1 e i suoi ligandi, PD-L1 e PD-L2, attivando i lnfociti T che possono influenzare sia le cellule tumorali che quelle sane.

MSD possiede il più ampio programma di ricerca clinica immuno-oncologica aziendale. Attualmente sono in corso più di 1.200 studi clinici che valutano pembrolizumab in un’ampia varietà di tumori e linee di trattamento. Il programma clinico di pembrolizumab cerca di comprendere il ruolo di questo farmaco in vari tipi di cancro e fattori che possono predire la probabilità dei pazienti di poter beneficiare del trattamento con pembrolizumab, inclusa anche la valutazione di diversi biomarcatori.

Ultima modifica il Giovedì, 28 Maggio 2020 10:17
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