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Etiopia: nuovo periodo di siccità mette a rischio la ripresa

 

La FAO chiede sostegno urgente per i pastori delle regioni meridionali che devono fare i conti con la mancanza di piogge, dopo un disastroso El Niño

 

Roma, 17 gennaio 2016 - Una nuova situazione di siccità nel sud dell'Etiopia potrebbe compromettere la ripresa della sicurezza alimentare nel paese dell'Africa orientale, dopo le peggiori stagioni agricole degli ultimi decenni, a meno che con si intervenga con urgenza per assistere le famiglie vulnerabili nelle zone rurali, ha avvertito oggi la FAO. Mentre un imponente sforzo umanitario del governo ha drasticamente ridotto il numero degli affamati durante la peggiore siccità degli ultimi 50 anni, l'eredità di El Niño dello scorso anno insieme alle scarse precipitazioni durante la stagione agricola comporta adesso nuovi rischi, in particolare per le comunità pastorali che devono affrontare la carenze di foraggio e la scarsità di acqua nelle regioni meridionali.

Per salvaguardare i recenti passi avanti occorre rispondere alle esigenze di sostentamento delle famiglie fragili che hanno perso o venduto il bestiame e altri beni, spesso aggiungendo altri oneri ai debiti accumulati per far fronte al peggiore El Niño della storia moderna.

Un'azione efficace e tempestiva ha ridotto il numero di persone che avranno bisogno di aiuti alimentari nel 2017 a 5,6 milioni, un calo da quasi due volte dallo scorso agosto, secondo l'appena pubblicata Ethiopia Humanitarian Requirements Document (HRD), la relazione sui bisogni umanitari del paese. Tuttavia, la sicurezza alimentare in 120 woredas (distretti) è peggiorata da luglio, mentre 86 woredas stanno entrando per il terzo anno consecutivo (dal dicembre 2015) nello stato di emergenza di massima priorità.

Il Documento HRD, appena approvato, sviluppato congiuntamente dal governo dell'Etiopia insieme alle agenzie delle Nazioni Unite, ad organizzazioni non governative e ad altri partner per lo sviluppo, copre una serie di argomenti tra cui l'istruzione, l'accesso all'acqua e la nutrizione. Suggerisce che la maggior parte dei bisogni del settore agricolo è legata all'assistenza ai pastori nelle aree agro-pastorali - un totale di 42 milioni di dollari è richiesto dal settore per riuscire a raggiungere 1,9 milioni di famiglie, soprattutto nelle regioni pastorali del sud e del sud-est colpite dalla siccità.

La siccità colpisce ancora

Mentre l'Etiopia settentrionale e occidentale hanno sostenuto il peso di El Niño, un nuovo periodo di siccità sta emergendo nelle zone pastorali del sud e del sud-est, tra queste Oromia, Somali and Southern Nations, Nationalities and Peoples' Region (SNNP), dove piogge scarse, in ritardo e irregolari hanno limitato i pascoli e la disponibilità d'acqua. Circa l'80% degli etiopi dipendono dall'agricoltura e dall'allevamento del bestiame per i propri mezzi di sussistenza e una quota ancora più alta della terra coltivabile del paese fa affidamento sulle precipitazioni stagionali. Precipitazioni sotto la media hanno interessato anche la vicina Somalia e il Kenya. Si prevede che l'impatto più grave si farà sentire tra il bestiame nei primi mesi del 2017, con insolite migrazioni anticipate, alti tassi di mortalità ed estrema magrezza.

La FAO fa appello affinché si dia una risposta immediata per promuovere la sicurezza alimentare e la nutrizione delle famiglie che dipendono dall'allevamento del bestiame. Insieme con la fornitura di alimenti per gli animali, in particolare lungo le rotte migratorie, saranno realizzati interventi mirati di riduzione degli stock animali per mettere ​​la carne ricca di proteine a disposizione delle comunità pastorali vulnerabili e sostenere i prezzi del bestiame nei mercati locali.  Gli animali quando sono mal nutriti si riproducono con minore frequenza, allungando il tempo necessario per ricostruire le mandrie. Per le famiglie etiopi, il ripopolamento dopo la perdita di metà delle mandrie dura in genere quattro anni, se non vi sono condizioni avverse.

Affrontare la fragilità

Anche se il sostegno della FAO si concentrerà sulle comunità che dipendono dal bestiame, alcune aree lungo la Rift Valley, tuttavia, soprattutto negli altopiani settentrionali e orientali che si trovano ad affrontare una produzione agricola inferiore alla media, riceveranno assistenza agricola prioritaria visto che per la ripresa ci vorrà più tempo del previsto.  I rifugiati del Sud Sudan e le comunità che li ospitano nella regione Gambella, si trovano ad affrontare notevoli difficoltà riguardo la disponibilità di cibo, ed è quindi essenziale consentire alle famiglie di produrre più cibo.

Dopo aver raggiunto 1,3 milioni di agricoltori e pastori colpiti nel 2016 dalla siccità indotta da El Niño, la FAO ha lanciato un appello per 20 milioni di dollari per riuscire a raggiungere nel 2017 un milione di agricoltori, pastori e famiglie agro-pastorali, con l'obiettivo di difendere i passi avanti fatti l'anno scorso e prevenire che le famiglie cadano ulteriormente in una situazione d'insicurezza alimentare. Il programma della FAO mira in particolare a sostenere la produzione agricola, attuare interventi di emergenza e attività di resilienza nel settore zootecnico, sostenere i mezzi di sussistenza nelle zone che accolgono i rifugiati e rafforzare il coordinamento, le informazioni e le analisi.

Ultima modifica il Mercoledì, 01 Febbraio 2017 10:40
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