Cervello: l'emisfero destro alla base della conoscenza nei primi mesi di vita

Studio padovano suggerisce come per prevenire disturbi cognitivi in età scolare siautile stimolare l’emisfero destro nei bambini prematuri fin dai primi mesi di vita.
Nel cervello, le asimmetrie sono la regola più che l’eccezione. Nonostante questo, il processo di specializzazione in un emisfero cerebrale (la cosiddetta “lateralizzazione”) è ancora poco compreso.
Le asimmetrie anatomo-strutturali spiegano solo una piccola parte della variabilità funzionale della lateralizzazione, da cui sembrano differenziarsi per epoca e caratteristiche di sviluppo.
Lo studio Structural and functional brain asymmetries in the early phases of life: a scoping review pubblicato sulla prestigiosa rivista «Brain Structure and function» e condotto dalla prof. ssa Patrizia Bisiacchi e dalla dr.ssa Elisa Cainelli del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, mette in evidenza come nei neonati sia l’emisfero destro quello maggiormente deputato alle attività cognitive.
«Nel nostro lavoro abbiamo dimostrato come i bambini nati prematuri, che possono presentare un rischio maggiore di sviluppare difficoltà di apprendimento, possono trarre benefici stimolando le attività cognitive dell’emisfero destro che li aiutino fin nei primi mesi di vita a riconoscere stimoli acustici e visivi – dice la prof.ssa Bisiacchi -.
Campidoglio, online i nuovi Tour Virtuali dei musei civici per vivere la bellezza dell’arte con un click

Tra realtà aumentata e nuovi contenuti multimediali, è possibile viaggiare virtualmente alla scoperta di 8 musei anche tramite smartphone.
Sono online i nuovi Tour Virtuali dei musei civici di Roma Capitale, viaggi virtuali per scoprire e vivere la bellezza del patrimonio museale attraverso un’esperienza digital che supera i limiti spaziali, da pc e smartphone. Dotati di nuove potenzialità tecnologiche, nuovi contenuti multimediali e più accessibili nella fruizione, sono stati aggiornati e ampliati rispetto alla versione precedente, secondo un progetto promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, prodotto da Zètema Progetto Cultura con la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzato da Skylab Studios.
Climate change ravages coralligenous architects in the Mediterranean

Marine heatwaves are dramatically affecting the marine ecosystems of the world and the Mediterranean is no exception. In the Mediterranean, these extreme climate episodes and its resulting massive mortality of species are getting more and more intense and frequent. To date, most of the studies analysed the effects of these perturbations on specific species and populations, although researchers still do not know how this affects the functioning of the involved ecosystems.
A new study led by the UB and the Institute of Marine Sciences (ICM-CSIC) has stated that marine heatwaves are having a strong impact on the functioning of coraligen, one of the most emblematic habitats of the Mediterranean due to the high diversity of species it covers and the high number of ecosystem services it provides.
The study states the loss of the few species that bring structural complexity to these coralline communities, that is, the architects of these habitats. An example of this is the gorgonian coral, which acts as forest trees and offers shelter to a great amount of marine species. According to the study, published in the journal Ecology Letters, gorgonians have been severely affected over the last years by several episodes of massive mortality caused by marine heatwaves in the Mediterranean.
Giornata Mondiale del Sonno: approccio multidisciplinare per combattere apnee e disturbi del riposo notturno. Strategico anche il ruolo del dentista

In occasione della Giornata Mondiale del Sonno del 19 marzo, che precede la Giornata Mondiale della Salute Orale, focus sul rapporto tra denti e sonno. Emerge la correlazione tra apnee ostruttive e bruxismo.
Giornata Mondiale del Sonno: approccio multidisciplinare per combattere apnee e disturbi del riposo notturno. Strategico anche il ruolo del dentista
“Il chirurgo maxillo-facciale e l’odontoiatra sono figure fondamentali nell’approccio multidisciplinare ai problemi del sonno, a partire dalle OSAS, sia in fase diagnostica che terapeutica” sottolinea il prof. Piero Cascone, primario di chirurgia maxillofacciale del Policlinico Umberto I.
SONNO E DENTI, BINOMIO INSCINDIBILE – Due giornate che rappresentano altrettanti aspetti fondamentali della salute individuale e delle attività quotidiane di chiunque. Anche mangiare e dormire infatti può diventare un problema. Il 19 marzo 2021 si celebra la Giornata Mondiale del Sonno, istituita nel 2008 nel venerdì che precede l’equinozio di primavera. Un’occasione per ricordare che la maggior parte dei disturbi del sonno sono prevenibili o curabili. Si stima infatti che il 45% della popolazione mondiale venga interessato da qualche problema di questo tipo, sebbene talvolta di breve durata. La difficoltà risiede spesso però nella diagnosi.
Cancro: predizioni personalizzate con un prelievo di sangue

Figura 1
Nuova metodica per monitorare le alterazioni genomiche nei pazienti oncologici. Un approccio più facile, veloce ed economico. Lo studio, in collaborazione tra Istituto di fisiologia clinica del Cnr, Ispro, Università di Pisa e di Firenze e Aoup, è pubblicato su Molecular Cancer
Mentre l'evoluzione generale della malattia oncologica può essere prevista in base alle statistiche, il suo sviluppo nel singolo paziente deriva da fattori genetici ed eventi casuali specifici che ne definiscono la prognosi e le opzioni terapeutiche. Nella ricerca di biomarker-marcatori che ne possano predire più precocemente il decorso, l’analisi del genoma del tumore – la sede di tutta l’informazione che ne definisce le caratteristiche fisiologiche - finora si è dimostrata problematica a causa della difficoltà di ottenere tessuto tumorale per le analisi. Grazie alla collaborazione tra l’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc), l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro), l’Università di Pisa (Unipi), l’Università di Firenze (Unifi) e l’Azienda ospedaliero universitaria pisana (Aoup) è stato messo a punto un innovativo metodo per il monitoraggio di pazienti oncologici mediante sequenziamento di terza generazione. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Cancer.
COVID: ECCO COME I BAMBINI NEUTRALIZZANO IL VIRUS

Uno studio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù pubblicato su Cell Reports identifica le caratteristiche immunologiche dei pazienti che meglio reagiscono all’infezione da SARS-CoV-2
Perché la maggior parte dei bambini colpiti da SARS-CoV-2 ha un decorso rapido e con sintomi lievi? E perché alcuni riescono a neutralizzare il virus prima di altri? La risposta arriva da uno studio dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che identifica per la prima volta le caratteristiche immunologiche dei bambini che meglio reagiscono all'infezione da nuovo coronavirus, riuscendo a debellarla già dopo la prima settimana. La ricerca, realizzata insieme all’Università di Padova e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Cell Reports.
LO STUDIO
L'indagine del Bambino Gesù ha coinvolto 66 pazienti di età compresa tra 1 e 15 anni ricoverati nel Centro Covid del Bambino Gesù di Palidoro nell’estate del 2020. La ricerca è stata promossa dal gruppo di studio “CACTUS - Immunological studies in children affected by COVID and acute diseases”, creato da medici e ricercatori del Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero del Bambino Gesù nel pieno dell’emergenza sanitaria. La maggior parte dei bambini inseriti nello studio era paucisintomatica a inizio infezione, mentre a una settimana di distanza risultava già asintomatica e clinicamente guarita. Allo studio non hanno preso parte i pazienti che presentavano un quadro severo, come quello della MIS-C. Le indagini di laboratorio hanno evidenziato come il profilo immunologico dei bambini che già dopo una settimana erano riusciti a neutralizzare il virus, era caratterizzato da una grande quantità di linfociti T e B specifici contro SARS-CoV-2, capaci di riprodursi velocemente una volta entrati in contatto con l’agente patogeno e di produrre un gran numero anticorpi neutralizzanti.
Contrastare la pandemia: cosa ci spinge ad avere comportamenti utili

Più hanno fiducia in chi governa e nella scienza, più le persone saranno propense ad assumere comportamenti utili al contrasto della pandemia. Al contrario, l’effetto-paura che potrebbe essere indotto dalla diffusione delle cifre relative a contagi e decessi sembra svolgere un ruolo marginale. È ciò che emerge da un lavoro condotto da un team di ricercatori delle Università di Milano-Bicocca, Chieti e Perugia. Lo studio ha coinvolto 23 Paesi di diversi continenti (Europa, nord e sud America, Asia, Australia) ed è stato finanziato dalla “European Association of Social Psychology” col sostegno dell’agenzia di comunicazione “Pomilio Blumm”. I risultati della ricerca, coordinata dalle professoresse Simona Sacchi e Maria Giuseppina Pacilli e dai professori Stefano Pagliaro e Marco Brambilla, sono stati pubblicati sulla rivista “Plos One” (“Trust predicts COVID-19 prescribed and discretionary behavioral intentions in 23 countries” - DOI: 10.1371/journal.pone.0248334).
L’indagine – condotta attraverso questionari somministrati a 6.948 persone in contesti differenti sia sul piano socio-culturale ed economico che per diffusione del Covid-19 – ha riguardato tanto i comportamenti prescrittivi come indossare mascherine, mantenere il distanziamento sociale e rispettare la quarantena, quanto i comportamenti prosociali non obbligatori, come donare a enti di beneficenza e acquistare forniture per le persone in quarantena. Quest’ultimo aspetto è anche quello finora meno indagato. I risultati hanno rivelato che il Paese in cui le persone vivono, così come il numero pubblicizzato di infezioni e di morti per il virus, non sono i predittori più significativi delle intenzioni individuali di impegnarsi in entrambi i tipi di comportamento. Invece, il comportamento è in gran parte predetto dalle differenze individuali nella fiducia riposta nelle persone nel proprio governo, negli altri cittadini e, in particolare, nella scienza. Inoltre, più le persone approvano i principi morali di correttezza e cura, più sono inclini a fidarsi della scienza e, di conseguenza, a mettere in atto comportamenti volti a contrastare la diffusione del Covid-19. Fattori come l’età, il sesso e il livello di istruzione, invece, non influenzano tali risultati.
Vite e vino: dalla ricerca arriva l'"atlante delle parentele dei vitigni italiani"

La collaborazione tra otto istituzioni scientifiche ha consentito di svolgere un'estesa indagine genetica sul germoplasma viticolo.
"Sangiovese" e "Visparola" sono i capostipiti della famiglia dei vitigni italiani: lo rivela uno studio genetico del germoplasma viticolo svolto da otto istituzioni scientifiche e pubblicato sulla rivista internazionale "Frontiers in Plant Science", a cui ha partecipato anche Claudio D'Onofrio, professore al Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell'Università di Pisa, primo autore dell'articolo. Indagando i profili genetici di centinaia di varietà conservate nelle collezioni italiane e internazionali, lo studio ha permesso di delineare un atlante delle parentele dei vitigni italiani.
Lo studio parte dall'idea che un contributo alla valorizzazione del patrimonio viticolo passi anche attraverso la possibilità di riconoscere e descrivere in modo univoco i diversi vitigni, valutare le parentele tra loro esistenti e individuare i tipi ancestrali, cioè i capostipiti. Nello specifico, sono stati individuati vitigni omonimi e sinonimi, si sono confermati o rigettati rapporti di parentela già ipotizzati e, infine, sono emerse molte nuove relazioni genetiche del tipo genitore-figlio.
La prima ondata di SARS-CoV-2 in Lombardia

Le possibili correlazioni a livello regionale tra sintomi e condizioni atmosferiche, meteo e inquinamento, indagate da uno studio condotto dall’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr con il Gipsa-lab del Grenoble Institute of Technology e la Fondazione E. Amaldi, pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health
Da gennaio 2020, milioni di persone in tutto il mondo hanno contratto il virus SARS-CoV-2 con un tasso medio di mortalità compreso tra il 2% e il 5%. Tuttavia, alcune aree del mondo hanno presentato un tasso di contagio superiore alla media. La Lombardia appartiene a queste aree con circa il 40% dei contagi dell'intero paese (durante la prima ondata dell’epidemia) e un tasso di crescita dell'infezione, nelle 24 ore, superiore al resto delle regioni italiane. Lavori recenti hanno ipotizzato che la presenza di inquinanti atmosferici quali particolato (PM10, PM2,5), ossidi di azoto e di zolfo, e le condizioni meteorologiche come temperatura, grado di umidità, velocità del vento, possano condizionare la stabilità di MERS-CoV e SARS-CoV-1 ed è ipotizzabile un simile effetto anche per il SARS-CoV-2.
Nello studio pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health e condotto dall’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismn), dal Gipsa-lab del Grenoble Institute of Technology e dalla Fondazione E. Amaldi, si è indagata la possibile correlazione tra inquinamento atmosferico, dati meteorologici e focolai COVID-19 sviluppatisi nell’area della Regione Lombardia. In questo studio sono stati analizzati i dati epidemiologici forniti giornalmente da Istituto superiore di sanità e Protezione civile, riportando la distribuzione geografica nelle 12 province lombarde durante la prima ondata dell’epidemia (dal 24 febbraio al 31 marzo 2020). Nel periodo analizzato è emerso che oltre il 63% dei 42.283 contagiati registrati in tutta la regione erano concentrati nelle province di Milano, Bergamo e Brescia. Più in generale, mentre a livello nazionale il rapporto medio tra casi infetti e popolazione era di circa lo 0,21%, in Lombardia era il doppio (0,42%).
Beta-blockers not likely to cause depression yet may contribute to sleep disturbances

Beta-blockers treat various cardiovascular diseases and were not more likely to cause depression compared to other similar treatments, according to new research published today in Hypertension, an American Heart Association journal. While depression may occur during beta-blocker therapy, the research suggests beta-blockers are not the likely cause.
Beta-blockers are a class of medications that reduce the heart rate, the heart's workload and the heart's output of blood, which, together, lower blood pressure. They are a common treatment for cardiovascular diseases, includingheart failure, arrhythmias, chest pains andhigh blood pressure. Researchers have suspected beta-blockers of having negative psychological side effects, including depression, anxiety, drowsiness, insomnia, hallucinations and nightmares.
Medicina
SMA: la malattia inizia già nel grembo. La svolta dagli "avatar" cerebrali
Uno studio italiano basato su organoidi rivela che l'Atrofia Muscolare...
Paleontologia
Antropologia in piazza: al via l'AnthroDay 2026 tra Milano, Torino e Roma
Torna l’atteso appuntamento con il World Anthropology Day, l'iniziativa che porta l'antropologia fuori dalle...
Geografia e Storia
Dagli Ipogei del Tepui venezuelano ai terreni marziani: un protocollo innovativo per l'indagine di siti estremi
Un team internazionale ha applicato metodologie analitiche portatili avanzate per esaminare in situ le...
Astronomia e Spazio
Destinazione Giove: a Roma nasce lo SWIM Lab per scovare oceani extraterrestri
Inaugurato presso l'Università Roma Tre un centro di eccellenza mondiale: studierà...
Scienze Naturali e Ambiente
Risveglio precoce nelle Alpi: il legno delle conifere guadagna 14 giorni in due secoli
Uno studio dell'Università di Padova svela i tempi della crescita arborea...







