Covid-19: il 15% delle forme gravi spiegato da anomalie genetiche e immunologiche

Anticorpi neutralizzanti contro l’IFN di tipo I sono alla base della polmonite da COVID-19.
Abbiamo verificato l'ipotesi che gli auto-anticorpi contro gli IFN di tipo I possano essere alla base delle forme severe di Covid-19 compromettendo il legame degli IFN di tipo I al loro recettore e l'attivazione della risposta cellulare contro il virus. Gli auto-anticorpi neutralizzanti sono rappresentati in rosso e gli IFN di tipo I in blu. Nei pazienti con autoanticorpi, l'autoimmunità adattativa altera l'immunità antivirale innata e intrinseca.
Alti livelli di anticorpi diretti contro IFN di tipo I nel sangue di individui con forme severe. Tra questi anche pazienti con una malattia genetica rara, l’Incontinentia Pigmenti. Lo afferma, in due studi pubblicati sulla rivista Science, un team internazionale che comprende due ricercatrici dell’Istituto di genetica e biofisica del Cnr di Napoli
Perché la risposta individuale all'infezione da virus SARS-CoV2 varia così tanto da persona a persona? Risolvere questo mistero renderebbe possibile identificare i pazienti a rischio, anticipare e migliorare la loro cura e offrire nuove vie terapeutiche basate su una maggiore comprensione della malattia.
Due studi condotti da un team internazionale a cui hanno partecipato Francesca Fusco e Matilde Valeria Ursini dell’istituto di genetica e biofisica “A. Buzzati-Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb) e pubblicati sulla rivista Science danno risposta a questa domanda chiave. Il team - guidato da Jean-Laurent Casanova (The Rockefeller University, NY, USA e Istitute Imagine/Necker-Enfants malades, Parigi, Francia) e Helen Su (National Institute of Allergy and Infectious Diseases, NIH, USA) - ha identificato le cause genetiche e immunologiche che spiegano il 15% delle forme gravi di Covid-19. I pazienti hanno in comune un difetto nell'attività delle forme di Interferone di tipo I (INF-1), molecole del sistema immunitario che normalmente svolgono una potente attività antivirale. Queste scoperte potrebbero consentire di sottoporre a screening le persone a rischio di sviluppare una forma grave e di trattare in maniera mirata i pazienti.
Analysis Reveals Heart-Related Side Effects of Hydroxychloroquine and Chloroquine

As the antimalarial drugs hydroxychloroquine and chloroquine have drawn attention as potential therapies for COVID-19 and are being widely used off-label, it’s now more important than ever to have a thorough assessment of the safety of these medications. A recent analysis published in the British Journal of Clinical Pharmacology provides new insights.
In the analysis of real-world data from the Food and Drug Administration Adverse Events Reporting System, a global database of post-marketing safety reports, hydroxychloroquine and chloroquine were associated with higher rates of various cardiovascular problems, including life-threatening heart rhythm events, heart failure, and damage to the heart muscle itself (termed cardiomyopathy).
“Moreover, we show how these adverse events carry high risks for severe outcomes including death, even with standard doses of the drugs,” said senior author Elad Maor, MD, PhD, of Sheba Medical Center and Tel-Aviv University, in Israel. “The take-home message of our work is that physicians around the world should be careful when prescribing these drugs for off-label indications, especially for patients with cardiac disorders.”
Link to Study: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/bcp.14546
Genome Duplications as Evolutionary Adaptation Strategy

Genome duplications describe an exceptional process in land plants to make available additional genetic variability. Photo: Marcus Koch/Heidelberg University
Researchers study relationship of morphological variation and biological diversity in plants
Genome duplications play a major role in the development of forms and structures of plant organisms and their changes across long periods of evolution. Heidelberg University biologists under the direction of Prof. Dr Marcus Koch made this discovery in their research of the Brassicaceae family. To determine the scope of the different variations over 30 million years, they analysed all 4,000 species of this plant family and investigated at the genus level their morphological diversity with respect to all their characteristic traits. The results of this research were published in the journal “Nature Communications”.
The external form of a plant, also known as its morphology, notably depends on environmental factors and their influences. This is true over short time scales of individual development as well as over the long term on an evolutionary scale.
“A plant species always embodies only a portion of the possible breadth of morphological variation in evolution, thus allowing related evolutionary lines to be studied as a group for their morphological disparity,” stresses Prof. Koch, who leads the Biodiversity and Plant Systematics research group at the Centre for Organismal Studies (COS) of Heidelberg University. The extent of this disparity can be viewed as evolutionary potential for adaptations to altered environments and an associated differentiation.
Halt post-disturbance Logging in Forests

Burned eucalypt forest in Australia. Avoiding overall post-disturbance logging after such major disturbances can help to maintain biodiversity. (Photo: Simon Thorn)
Storms, fires, bark beetles: Many forests around the world are increasingly affected by these and other natural disturbances. It is common practice to eliminate the consequences of these disturbances – in other words, to harvest damaged trees as quickly as possible. Spruce trees attacked by bark beetles are removed from the forest, as are dryed beeches or trees thrown to the ground by storms.
"However, this practice is an additional disturbance that has a negative impact on biodiversity," says Dr. Simon Thorn, forest ecologist from Julius-Maximilians-Universität (JMU) Würzburg in Bavaria, Germany. During such logging operations, soil is damaged, most dead wood is removed and structures such as folded up root plates are lost. "That is why a certain proportion of such disturbed forests should be excluded from overall logging operations," Thorn says.
Generational shifts help migratory bats keep pace with global warming

Common noctule bat | Photo: Anton Vlaschenko
Many animal species are currently changing their distribution range owing to global warming. The underlying mechanisms are still little known, especially in mammals. An international team of scientists led by the Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research (Leibniz-IZW) has now demonstrated that in the common noctule bat, one of the largest European bat species, the colonization of hibernacula progresses from lower to higher latitudes over successive generations of young animals – especially first-year males. Because of their relatively high reproduction rate and the long-distance dispersal of male juveniles, it is probably relatively easy for common noctules to adjust to global warming. For species with lower reproduction rates and a limited migratory potential of the young – the majority of European bat species – the future might not look as favourable when facing continuing global warming. The paper was published in the scientific journal "Biology Letters".
Ricerca di Greenpeace: dagli allevamenti intensivi il 17% delle emissioni Ue di gas serra, più delle automobili

Le emissioni di gas serra degli allevamenti intensivi rappresentano il 17 per cento delle emissioni totali dell’Ue, più di quelle di tutte le automobili e i furgoni in circolazione messi insieme. Senza una decisa riduzione del numero di animali allevati l’Ue non sarà in grado di raggiungere gli obiettivi definiti dell’Accordo di Parigi sul clima.
Lo rivela una nuova analisi di Greenpeace, secondo la quale le emissioni annuali degli allevamenti sono aumentate del 6 per cento tra il 2007 e il 2018. Tale aumento, l’equivalente di 39 milioni di tonnellate di CO2, equivale ad aggiungere 8,4 milioni di auto sulle strade europee.
“I numeri parlano chiaro: non possiamo evitare le conseguenze peggiori della crisi climatica se a livello politico si continua a difendere a spada tratta la produzione intensiva di carne e latticini.” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia. “L’Ue sta elaborando una nuova legge sul clima, aggiornando i suoi obiettivi climatici e definendo la PAC per i prossimi sette anni. La nostra analisi mostra chiaramente che un’azione credibile per il clima deve includere la fine delle sovvenzioni pubbliche per l’allevamento intensivo nella PAC e utilizzare piuttosto il denaro pubblico per sostenere la riduzione del numero di animali allevati e aiutare gli agricoltori a una vera e propria transizione”.
Alimenti e COVID-19: strategie preventive e di supporto alle terapie

Il team di studiosi del Dipartimento di Chimica e tecnologie del farmaco, in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II e l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha evidenziato il ruolo adiuvante di alcuni micronutrienti contro l’infezione da SARS-CoV-2 e la potenzialità di componenti attivi come possibili precursori di farmaci. La review è stata pubblicata sulla rivista Foods
In risposta all’emergenza da COVID-19, gli studi volti a contrastarne la sua diffusione o a ridurre la sintomatologia e i rischi e a recuperare le condizioni di salute dell’organismo, hanno avuto una forte accelerazione, in particolare nelle aree medica, ingegneristica, diagnostica, psicologica, economica e antropologica mentre non è stato adeguatamente indagato il potenziale contributo degli alimenti sullo stato di salute.
Eppure, è ampiamente noto il ruolo strategico del cibo e quello dei suoi componenti - siano essi macro, micronutrienti o metaboliti secondari - nel mantenimento o nello sviluppo di uno stato generale di salute che, a sua volta, favorisce il contrasto alle infezioni, ivi incluse quelle virali contribuendo, nel contempo, ad attenuare l’eventuale sintomatologia derivante dalle patologie correlate.
Spinti da questi presupposti, il team di studiosi guidato da Luisa Mannina del Dipartimento di Chimica e tecnologie del farmaco della Sapienza, Alberto Ritieni e Michela Grosso dell’Università di Napoli Federico II e Maria Teresa Russo dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, afferenti al network nazionale della Chimica degli Alimenti (ITACHEMFOOD), ha valutato il ruolo degli alimenti nelle strategie adottate per affrontare l’attuale pandemia da COVID-19 causata dal virus SARS-CoV-2.
Detection of SARS-CoV-2 in a cat owned by a COVID-19−affected patient in Spain

COVID-19 is the most devastating pandemic in recent history. As with many emerging infectious diseases, it is of zoonotic origin, meaning that animals played a major role in the initial transmission events. Despite SARS-CoV-2 being highly adapted to jump from human to human, several animal species are naturally susceptible to SARS-CoV-2, including pets such as cats. In the present report, a cat from a family with several relatives affected by COVID-19 developed severe respiratory clinical signs, leading to humanitarian euthanasia. Due to the suspicion of a potential COVID-19 infection in the cat, different antemortem and postmortem tests were assayed. The clinical condition was finally attributed to a feline hypertrophic cardiomyopathy, but the animal was also infected by SARS-CoV-2.
Covid-19, il ruolo cruciale degli interferoni nell'immunità protettiva dei pazienti

Un consorzio internazionale di ricercatori, coordinati dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) e dalla Rockefeller University (New York), ha scoperto perché alcuni soggetti con COVID-19 sviluppano una forma particolarmente grave di malattia. I risultati contribuiscono anche a spiegare la ragione per cui i soggetti di sesso maschile contraggano forme gravi di malattia in misura maggiore rispetto alla popolazione femminile.
I risultati dello studio, pubblicati su due lavori apparsi oggi su "Science" (Auto-antibodies against type I IFNs in patients with life-
threatening COVID-19, DOI:10.1126/science.abd4585 e Inborn errors of type I IFN immunity in patients with life-threatening COVID-19, DOI: 10.1126/science.abd4570), dimostrano che difetti genetici e alterazioni immunologiche che compromettono la produzione di interferoni e la risposta cellulare a queste molecole sono alla base di forme molto gravi di COVID-19.
I 10 passi per far entrare la natura nelle scuole

Sono stati i Panda Club della Romanina, periferia della capitale, i vincitori del Premio Violetta inaugurato lo scorso anno, premio che si è aggiunto a quelli offerti dal WWF all’interno del contest Urban Nature e dedicato ad aumentare la biodiversità negli spazi urbani. Nell’Istituto Comprensivo Raffaello è stato riqualificato uno spazio arido e in abbandono che oggi è animato da una vegetazione rigogliosa e fiorita, paradiso per una grande varietà di farfalle, api e altri insetti impollinatori. Il Premio verrà assegnato anche quest’anno ad altri due Panda Club, classi iscritte al WWF, all’interno del contest di Urban Nature che si concluderà la prossima settimana con le premiazioni di altre 6 classi (due primarie, due secondarie di primo e due di secondo grado).
Le premiazioni del contest Urban Nature sono uno dei passaggi chiave delle due settimane di raccolta fondi del WWF che, fino al 4 ottobre, vuole stimolare la generosità degli italiani per creare, grazie al numero solidale (SMS o chiamata) 45585 il maggior numero possibile di Aule Natura dal nord al sud del paese.
Il WWF vuole allestire negli spazi esterni delle scuole aree di supporto alla didattica in grado non solo di garantire la sicurezza degli alunni attraverso un opportuno distanziamento interpersonale ma di arricchire la didattica in un’aula letteralmente “fatta di natura”.
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