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Lunedì, 21 Settembre 2020 11:08

L’intelligenza delle onde

 

Un team di ricercatori del Dipartimento di fisica della Sapienza Università di Roma e dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr, ha proposto un nuovo modello di intelligenza artificiale che sfrutta la propagazione di onde per compiere attività complesse come comprendere un testo o guidare un’automobile. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Physical Review Letters

L’intelligenza artificiale in genere evoca l’immagine di una complessa rete di computer, disposti in interminabili stanze, che elaborano immense quantità di dati per le funzioni più disparate: il riconoscimento di immagini, la traduzione di testi, le strategie per sconfiggere un campione di scacchi, od ottimizzare portafogli azionari.
Tuttavia, la superiorità dell’uomo rispetto alla macchina è ancora evidente se si analizza il consumo di energia necessaria per addestrare un computer, per esempio, a riconoscere un gatto da un cane e lo si rapporta ai pochi cucchiaini di zucchero che bastano al nostro cervello per fare operazioni molto più complesse, come comprendere un testo o guidare un’automobile. Il divario tra uomo e macchina è impietoso: si stima che “insegnare” a una rete neurale a compiere attività complesse inquini quanto 20 volte un essere umano in un anno.

Pubblicato in Fisica
Lunedì, 21 Settembre 2020 08:46

GIOVANNI GASTEL. The People I like

MAXXI, 15 Settembre, 22 Novembre 2020

 


Al MAXXI in prima assoluta oltre 200 “ritratti dell’anima” del maestro fotografo alle persone che più lo hanno colpito: da Barack Obama a Marco Pannella, da Germano Celant a Ettore Sottsass, da Bebe Vio a Luciana Littizzetto, da Monica Bellucci a Miriam Leone, da Vasco Rossi a Tiziano Ferro, da Zucchero a Fiorello e molti altri a cura di Uberto Frigerio, allestimento Lissoni Associati.


Un’inedita, avvolgente galleria con oltre 200 ritratti. Un labirinto di volti, pose, sogni di personaggi del mondo della cultura, del design, dell’arte, della moda, della musica, dello spettacolo, della politica. Un ritratto collettivo di anime, incontrate nel corso di una carriera quarantennale.
E’ la mostra GIOVANNI GASTEL. The people I like a cura di Uberto Frigerio con allestimento di Lissoni Associati, in prima assoluta nello Spazio Extra MAXXI dal 15 settembre al 22 novembre 2020. Il titolo della mostra, The people I like, è già una dichiarazione d’intenti: il maestro fotografo si svela nella sua più intima autenticità e consacra il “ritratto” opera artistica d’eccellenza. Al pari della cultura umanistica, Gastel restituisce valore all’uomo e dignità al soggetto autonomo e, attraverso gli oltre 200 ritratti in mostra, documenta una parte importante del suo lavoro d’artista in oltre quarant’anni di attività. Modelle, attrici, artisti, operatori del settore, vip, cantanti, musicisti, politici, giornalisti, designer, chef fanno parte del caleidoscopio di fotografie esposte senza un ordine preciso, o un’appartenenza a un determinato settore o categoria. Come lo stesso Gastel afferma: “The people I like racconta il mio mondo, le persone che mi hanno trasmesso qualcosa, insegnato, toccato l’anima… e per me questo non dipende dalla loro origine, estrazione sociale, gruppo di appartenenza o altro. L’anima è qualcosa di unico, indipendente e, come tale, non segue nessuno schema predefinito, come il cuore”.

Pubblicato in Arte
Lunedì, 21 Settembre 2020 08:38

Alzheimer: perché colpisce di più le donne

 

 

La riduzione del livello degli estrogeni associata alla menopausa è un fattore di rischio, ma uno studio condotto da un gruppo di ricercatrici del Cnr-Ibbc mette in luce che gli stessi ormoni, sin dalla prima fase dello sviluppo, potrebbero favorirne l’insorgenza. Gli estrogeni tendono infatti a sfavorire nelle donne l’utilizzo dell’ippocampo, la struttura cerebrale deputata alla formazione della memoria a lungo termine e all’orientamento spaziale, e proprio il suo minore uso potrebbe essere alla base di una sua maggiore vulnerabilità agli effetti dell’invecchiamento, tra i quali la riduzione di volume e la formazione di placche. La ricerca è stata pubblicata su Progress in Neurobiology.

La malattia di Alzheimer, patologia neurodegenerativa che distrugge le cellule del cervello, è la più diffusa tra le forme di demenza e, a causa dell’invecchiamento della popolazione, il numero delle persone che ne soffrono tenderà ad aumentare. A essere più colpite da questa forma di demenza sono le donne e questo è dovuto all’ingresso in menopausa e al conseguente calo degli estrogeni, evento che determina la maggiore vulnerabilità femminile alla malattia, poiché questi ormoni svolgono una funzione protettiva contro la morte cellulare (apoptosi) e l’infiammazione che favorisce la formazione di placche di Beta amiloide, il cui accumulo è tra le cause della patologia.

Pubblicato in Medicina


The melanoma is a malignant tumor of the pigment cells. If diagnosed early, the tumor can be removed completely – and the chances of recovery are good. But in later stages, when the tumor has already spread or formed metastases in other parts of the body, the prospects become worse for those affected.

No effect for a good half of patients
The so-called immune checkpoint inhibitors, which have been approved in the last ten years, are a ray of hope – and the medical profession has achieved spectacular treatment successes with these medicines. However, in a good half of all patients these therapies show no benficial effect. But now, the work of the research group led by Mirjam Schenk from the Institute of Pathology at the University of Bern shows a promising way of increasing the effectiveness of the treatment and helping many more patients than before.

In collaboration with researchers from the USA, the team led by Schenk has uncovered the role of a signal molecule which the cells of the body's immune system use to coordinate their functions. The molecule is called Interleukin-32, IL-32 for short. In the complex interplay of immune cells within and in the immediate area around a tumor, it soon revealed a double effect. "It hits two birds with one stone,"says Schenk.

Pubblicato in Scienceonline



Over 99% of terrestrial ice is bound up in the ice sheets covering Antarctic and Greenland. Even partial melting of this ice due to climate change will significantly contribute to sea level rise. But how much exactly? For the first time ever, glaciologists, oceanographers, and climatologists from 13 countries have teamed up to make new projections. Their modelling efforts, involving CNRS and CEA researchers1, show that the Antarctic Ice Sheet may account for up to 30cm of sea level rise between 2015 and 2100. However, some scenarios alternatively suggest that the volume added to the ice sheet by snowfall will surpass what is lost through melting, partially offsetting the rise—by 7.8 cm at best. This wide range in estimates2 mainly reflects incomplete knowledge of melting that occurs on the bottom of ice shelves. But these floating glacial fringes, which can cover an area half the size of France, pen in the rest of the ice sheet. Were they to be lost, the new projections indicate that the ocean would rise several metres over 500 years.

Over the same 2015–2100 period, the Greenland Ice Sheet would contribute an additional 1.5to14 cm, depending on the level of our greenhouse gas emissions. These findings have been discussed in a spate of scientific articles, including five published in The Cryosphere on 17 September 2020. To refine their predictions, scientists are turning to a new generation of climate models that directly integrate data on the cryosphere, in addition to atmospheric, oceanic, and biogeochemical inputs.

Pubblicato in Scienceonline

Le molteplici possibilità che il sistema immunitario intervenga a difesa dell’organismo contro il virus coinvolgono sia la risposta innata che quella adattativa, entrambe con le loro componenti umorali e cellulari. Un nuovo studio diretto dal King’s College London e dal Francis Crick Institute di Londra con la partecipazione dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Cnr, pubblicato su Nature Medicine, mette a disposizione un approccio ad interim per prevedere il decorso della malattia

 

L’infezione da virus Sars-Cov-2 può essere asintomatica, oppure causare la malattia denominata Covid-19, le cui manifestazioni cliniche sono estremamente eterogenee: da una patologia respiratoria lieve a un quadro clinico grave, in alcuni casi fatale. Analizzando il sangue dei pazienti si possono però ottenere previsioni sul decorso della malattia. Lo studio “Covid-Ip”, condotto da un team internazionale guidato da Adrian Hayday del King’s College London e del Francis Crick Institute di Londra con la partecipazione di Francesca Di Rosa dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Ibpm), pubblicato su Nature Medicine, ha identificato alcune alterazioni immunologiche che potranno essere sfruttate per identificare mediante un esame del sangue i pazienti destinati ad aggravarsi.

Pubblicato in Medicina


Protagonista nella prima missione spaziale per difendere la Terra dagli asteroidi

 

Dopo aver partecipato alla Missione Rosetta, nel 2024 il Politecnico di Milano torna a volare nello spazio profondo. Per quella data l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha previsto il lancio della sonda spaziale Hera verso l’asteroide binario Didymos, il più piccolo corpo celeste oggetto di una missione spaziale, un asteroide di circa 780 metri di diametro, con la sua piccola luna Dimorphos, di circa 160 metri. Arrivata a destinazione, Hera rilascerà due CubeSat, piccoli satelliti delle dimensioni di una scatola di scarpe. Il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico è stato appena selezionato per partecipare alla missione con un ruolo da protagonista, il team guidato dal prof Francesco Topputo sarà infatti responsabile della progettazione della traiettoria e del sistema di guida, navigazione e controllo del secondo CubeSat “Milani”, dedicato ad Andrea Milani, professore di Meccanica orbitale all’Università di Pisa, venuto a mancare nel 2018.

Pubblicato in Astrofisica


Un team multidisciplinare della Sapienza ha individuato in una molecola dell’arbusto originario delle pendici montuose del Cile e dell'Argentina un alleato naturale contro la resistenza agli antibiotici. L’azione antimicrobica della pianta è stata scoperta utilizzando approcci bioinformatici e screening biologici. I risultati del lavoro sono pubblicati sulla rivista Journal of Antimicrobial Chemotherapy
La resistenza agli antibiotici, o antibiotico-resistenza, è un meccanismo che deriva dal naturale sistema di difesa dei batteri nei confronti degli agenti esterni. A livello molecolare si tratta di un processo che normalmente avviene in pochi microrganismi di una popolazione batterica. Tuttavia, quando la popolazione è esposta agli antibiotici, i batteri resistenti per continuare a sopravvivere e a proliferare diffondono velocemente questa capacità a batteri diversi presenti nello stesso ecosistema.

Pubblicato in Medicina

 

GENEVA – The World Health Organization (WHO) is calling on governments and health care leaders to address persistent threats to the health and safety of health workers and patients.

“The COVID-19 pandemic has reminded all of us of the vital role health workers play to relieve suffering and safe lives,“ said Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus, WHO Director-General. “No country, hospital or clinic can keep its patients safe unless it keeps its health workers safe. WHO’s Health Worker Safety Charter is a step towards ensuring that health workers have the safe working the conditions, the training, the pay and the respect they deserve.“

The pandemic has also highlighted the extent to which protecting health workers is key to ensuring a functioning health system and a functioning society.

The Charter, released today for World Patient Safety Day, calls on governments and those running health services at local levels to take five actions to better protect health workers. These include steps to protect health workers from violence; to improve their mental health; to protect them from physical and biological hazards; to advance national programmes for health worker safety; and to connect health worker safety policies to existing patient safety policies.

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 16 Settembre 2020 13:45

Improving prediction of Parkinson’s Disease



Including genetic markers in addition to well known risk factors improves tests to predict Parkinson’s disease, according to a study led by Queen Mary University of London.

Parkinson’s disease is the second most common neurodegenerative disorder worldwide. By the time it is diagnosed, the disease has caused permanent irreversible damage. Identifying individuals who are at risk, or detecting the disease earlier, is the best hope to prevent or develop effective treatments for Parkinson’s.

Using data from over 2,000 patients diagnosed with Parkinson’s and comparing with half a million controls in the UK Biobank, the researchers first investigated the association of certain risk factors with Parkinson’s. Factors such as having a family history of the disease, not smoking, low alcohol consumption, depression, excessive daytime sleepiness, epilepsy, earlier menarche, and a family history of dementia had small individual associations with Parkinson’s.

Pubblicato in Scienceonline

Medicina

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