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Lo studio, condotto da un team di ricercatori di Nanotec-Cnr e dell'Università Sapienza di Roma, è stato pubblicato sulla rivista Nature Communication

Molti batteri, come Escherichia coli, sono fantastici ‘nuotatori’, capaci di percorrere più di dieci volte la loro lunghezza in un secondo: approssimativamente, in proporzione, la stessa velocità di un ghepardo. Per muoversi, usano il ‘motore flagellare’, ruotando sottili filamenti elicoidali, i flagelli, a più di cento giri al secondo. Il motore flagellare è una sorta di motore ‘elettrico’, alimentato da un flusso di cariche che la cellula accumula costantemente nello spazio periplasmatico che ne circonda la membrana interna e il meccanismo con il quale i batteri ‘ricaricano le batterie’ prende il nome di respirazione e di solito richiede l'ossigeno. Nel 2000 è stata scoperta mediante la sequenziazione genetica di batteri in campioni di plancton una nuova proteina, la proteorodopsina, che si inserisce nella membrana cellulare, dove utilizza energia proveniente dalla luce per accumulare carica nella ‘batteria’ anche in assenza di ossigeno. Un team di ricercatori dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Nanotec-Cnr) e del dipartimento di Fisica dell'Università Sapienza di Roma, grazie a uno studio pubblicato su Nature Communication, ha dimostrato che alcuni batteri geneticamente modificati e in grado di produrre proteorodopsina possono essere utilizzati come minuscoli propulsori in micromacchine invisibili all'occhio umano, la cui velocità di rotazione può essere finemente regolata con luce verde di intensità controllabile.

Pubblicato in Neuroscienze
Venerdì, 25 Agosto 2017 07:01

New therapeutic antibody for dog cancers

One of the OMM dogs showed obvious tumor regression after 10 weeks of antibody administration. Photographs (a) and (d) were taken before the administration, (b) and (e) after 10 weeks of administration, and (c) and (f) after 34 weeks of administration. The antibody dosage was increased from week 24. (Maekawa N. et al., Scientific Reports, August 21, 2017)

 

Scientists have developed a new chimeric antibody that suppresses malignant cancers in dogs, showing promise for safe and effective treatment of intractable cancers.

Similar to our aging society, dogs live longer than before and an increasing number of them die from cancer nowadays. As seen in humans, dogs have malignant cancers that cannot be treated by existing therapies such as surgery, radiotherapy and chemotherapy. Oral malignant melanoma (OMM), a highly invasive cancer in dogs, is one such example. In humans, some malignant cancer cells express PD-L1 proteins that bind to their receptor PD-1 on T cells, resulting in the suppression of the T cell’s immune function. Thus, PD-L1/PD-1 interaction is considered an “immune escape mechanism” that cancer cells have. Antibodies that block PD-1/PD-L1 binding have proven effective in inducing anti-tumor immune responses and have been widely used in immunotherapy in the last five years. However, in dogs, no such clinical studies have been reported so far.

Pubblicato in Scienceonline

Il team internazionale guidato dai ricercatori dell’Igb-Cnr ha svelato l’importanza di questi metaboliti nel destino delle cellule staminali embrionali. La scoperta, pubblicata su Stem Cell Reports può portare a risvolti applicativi importanti in campo oncologico e nella medicina rigenerativa.

Vitamine e aminoacidi ricoprono un ruolo fondamentale nelle alterazioni epigenetiche, ossia nei meccanismi cellulari coinvolti nello sviluppo di malattie come il cancro. La scoperta, che promette risvolti applicativi in campo oncologico, arriva da un team internazionale coordinato dall’Istituto di genetica e biofisica 'A. Buzzati-Traverso' del Consiglio nazionale delle ricerche (Igb-Cnr) di Napoli, che ha coinvolto gli Istituti Cnr di chimica biomolecolare (Icb-Cnr) e di applicazioni del calcolo (Iac-Cnr), la Radboud University, Nijmegen (Olanda) e University of California, San Francisco (Usa). Lo studio è pubblicato sulla rivista Stem Cell Reports. “Abbiamo scoperto con sorpresa che nelle cellule staminali un ruolo chiave è svolto da due insospettabili attori denominati 'metaboliti' (molecole molto piccole indispensabili per la vita della cellula) che corrispondono alla Vitamina C e all’aminoacido L-Prolina”, spiega Gabriella Minchiotti, tra gli autori dello studio e ricercatrice Igb-Cnr. “Abbiamo dimostrato che le cellule staminali embrionali pluripotenti (ossia cellule staminali presenti nei primissimi stadi dello sviluppo), se trattate con Vitamina C acquisiscono uno stato più immaturo (primitivo), mentre se trattate con l’aminoacido L-Prolina danno luogo alla formazione di una cellula embrionale più matura (stato cosiddetto primed). Quindi Vitamina C e L-Prolina agiscono in maniera del tutto opposta sulle cellule staminali embrionali, determinando delle modifiche al DNA che non ne alterano la sequenza bensì il modo in cui viene letto e quindi la sua attività”.

Pubblicato in Medicina

Il deficit di comunicazione e di interazione sociale sono considerati elementi distintivi delle condizioni dello spettro autistico (ASC); nessuno studio aveva però dimostrato finora sperimentalmente la sussistenza di queste caratteristiche nelle persone autistiche impegnate in attività di cooperazione e azione congiunta. 
Un team del Laboratorio di Neuroscienze sociali e cognitive della Sapienza, in collaborazione con l’ IRCCS Fondazione Santa Lucia e l’Università di Milano Bicocca, ha condotto per la prima volta un esperimento su un campione di 16 coppie composte da una persona autistica e da una priva di disturbi dello spettro autistico (cosiddetta neurotipica), entrambi senza disabilità cognitiva.
Alle coppie è stato chiesto di afferrare un oggetto il più contemporaneamente possibile. In particolare ad un partecipante veniva detto dove afferrare l’oggetto mentre all’altro di imitare il movimento del compagno o di compiere un gesto opposto. Inoltre, come compito di controllo, i partecipanti dovevano sincronizzarsi con uno stimolo non umano.

Pubblicato in Medicina

 

SCIENTISTS in the UK have observed a fascinating new fact about sex changing fish: the direction of sex change has implication for population numbers. More than 400 species of fish are sequential hermaphrodites: that’s to say, they are born one sex and change to the opposite sex later in life to maximise their number of offspring. Species that change from male-to-female are called protandrous and ones changing female-to-male are termed protogynous. Marine biologists at the University of Salford explored the influence of the direction of sex change and found population numbers to be smaller for fish that change from female into male than the other way around.

Dr Chiara Benvenuto, from the University of Salford, one of the authors of the study published today in Scientific Reports, said: “Until now, studies have mostly looked at differences between species that change sex or not, but we’re interested in the direction of sex change. “While fecundity and reproductive success are expected to increase with size for both females and males, the fitness advantage can increase more rapidly for one sex than the other: this is when sex change can occur. 

Pubblicato in Scienceonline

 People are not the only ones suffering from the symptoms and problems of food intolerance and allergies. Other mammals, such as cats, dogs and horses, are affected as well. The Messerli Research Institute, a cooperation between Vetmeduni Vienna and the Medical University of Vienna, has now condensed the knowledge about human and animal food allergies and intolerances into a new European position paper. The paper highlights the strong similarities in animal and human symptoms and triggers of adverse food reactions. More importantly, the publication stresses the need for more comparative studies on the mechanisms and the diagnosis of food intolerance, and on formulating adequate measures. Diarrhea after a glass of milk, an itchy palate after eating apples, swelling in the face after consuming chicken eggs or a severe asthma attack due to peanut dust are all signs of a food intolerance or allergy. But these symptoms are not limited to us humans, because other mammals such as dogs, cats and horses may exhibit similar symptoms after feeding. The number of pets affected by food allergies and intolerances has even converged with that of humans.

Pubblicato in Medicina

 ll Ministero della salute, continua a monitorare con attenzione le informazioni relative alla circolazione in Europa di lotti di uova e derivati contaminati da fipronil, un antiparassitario addizionato a un detergente utilizzato nelle pulizie degli allevamenti di pollame in alcuni Paesi europei. Tale trattamento non autorizzato ha comportato una contaminazione delle uova prodotte dalle galline presenti in stabilimenti non italiani. Allo stato attuale non risulta, peraltro, che si siano manifestati in alcun Paese dell’Unione casi di intossicazione umana legata all’utilizzo delle uova contaminate; tale evenienza è peraltro poco probabile, in considerazione del livello di contaminazione rilevato e del normale consumo medio di uova nella popolazione europea. In ogni caso il Ministero, a partire dall’8 agostoin stretta collaborazione con le autorità sanitarie regionali e i Carabinieri Nas, ha messo in atto misure per la gestione delle segnalazioni pervenute tramite il sistema di allerta RASFF, che riguardano anche l’Italia; si sono messe in atto le procedure per l’identificazione, il blocco e l’eventuale rintraccio delle partite. 
Inoltre è stato avviato dall’11 agosto, sul territorio nazionale, un piano straordinario di verifiche con campionamento di carni di pollame, uova e prodotti derivati, nonché di prodotti alimentari contenenti uova o derivati, per la ricerca del fipronil.

Pubblicato in Medicina

 

 

The ability to distinguish between different kinds of caresses on the skin already exists at a very early age. This is evident from a study by the Sahlgrenska Academy, in which the blood supply in brains of infants 6 to 10 weeks old was investigated.     “This type of neuroimaging study has not been done on such young children before, and it also is the first time that measurements have been made so deep in the brain with this particular technology,” says Emma Jönsson, a doctoral student at the Institute of Neuroscience and Physiology with a master of science in engineering degree in biotechnology. The study, which is part of her thesis, encompasses 16 infants with an average age of eight weeks. For 30 to 40 minutes, they were subjected to tactile stimulation of the skin on their arms with soft brush strokes at different velocities. All rested securely in their mothers’ arms, awake or sleeping, and were fitted with elastic bandages around the head that held the measuring equipment in place.

Pubblicato in Scienceonline

To meet demand, food production will need to increase by 70 per cent while using less land, water, pesticides and fertilisers. Thankfully, researchers in Europe and around the globe are tackling issues of food security and food safety by exploring innovative ways to advance plant productivity, reduce disease and bolster beneficial nutrients.    Funded by the COST programme, an international consortium of researchers is investigating RNA interference (RNAi) – a method used to silence gene expression – to improve plant metabolism and plant defence mechanisms. Through RNAi it is possible to eliminate allergens or toxins, boost beneficial nutrients, inhibit undesirable traits and increase quality and yield. Excitingly, RNAi can also be used to develop plant species that are resistant to pests and diseases.   Until now, research into micro and small interfering RNAs has been limited, but through the COST Action ‘Modifying plants to produce interfering RNA’ (iPlanta), the network hopes to advance understanding, as well as determine the environmental and socio-economic impacts of RNAi technology.

Pubblicato in Scienceonline
Martedì, 22 Agosto 2017 07:55

Il quartetto del disco

Un nuovo studio apparso sull'Astrophysical Journal esamina 4 nuovi oggetti celesti giovani e di massa ridotta circondati da dischi attivi. La ricerca potrà chiarire le dinamiche di formazione di stelle e pianeti

 

4 inquilini cosmici di taglia small, giovani e“ingioiellati”, saranno d’aiuto agli astronomi per comprendere le dinamiche di formazione di stelle e pianeti. Sono un quartetto di corpi celesti in fasce circondati da dischi protoplanetari ancora attivi i soggetti dello studio apparso sull’Astrophysical Journal e firmato da un team di scienziati dell’Università di Montreal e del Carnegie Institute of Technology. Gli scienziati che hanno guidato la ricerca hanno preso in esame 4 nuovi corpi celesti di giovane età e di piccola massa mai visti prima, che serbano una caratteristica insolita: le 4 small new entries sono circondate da un disco primordiale di gas e polvere ancora attivo. L’anello detritico attorno ad una stella o ad un pianeta è un dato importante da considerare per determinare l’iter di formazione che porterà alla genesi di un oggetto celeste. Questi dischi, comuni nel panorama spaziale, sono raramente reperibili quando si tratta di nane brune o di astri di massa ridotta.

Pubblicato in Astronomia

Medicina

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